Tour de la Tete de Chien da Cap d’Ail




Sabato 8-1-2011: Cap d’Ail – Tour de la Tete de Chien – Cap d’Ail.


Partecipanti: Lusciandro e Soundofsilence.


Lunghezza: 10 Km puliti A/R Km circa A/R, noi ne abbiamo fatti 19, grazie ad un ‘ameno’ (nel senso che era meglio farne a meno) giro a Montecarlo. In ogni caso si può anche scendere sotto ai 10 Km abbreviando di circa 2 Km. seguendo un percorso più diretto: al ritorno noi, invece di scendere direttamente a Cap d’Ail abbiamo preso la deviazione segnalata come ‘D37’ (non è il numero del sentiero ma quello della strada su cui la deviazione finisce) che con un lungo avanti e indietro allunga il percorso di circa 1,5 Km e, anche all’andata, si poteva pure salire più direttamente che seguendo il ‘Chemin des Mimosas’ come abbiamo fatto noi fidandoci di un foglio stampato da internet.


Dislivello: 500 m circa.


Difficoltà: E.


Percorso in macchina: Da Genova sulla A10 fino a Ventimiglia, si continua poi sull’Autostrada Francese fino alla prima uscita (Roquebrune), da dove si prosegue per Cap d’Ail e si lascia la macchina nei parcheggi liberi (non farsi scoraggiare dai primi a pagamento, proseguendo se ne trovano parecchi gratis…) di avenue du 3 septembre (la strada principale comunque) poco dopo la chiesa di Notre-Dame du Camp Fleuri e poco prima del Comune (Hotel de Ville).


Percorso a piedi: Dal parcheggio si torna indietro sulla strada dirigendosi verso ovest fino a trovare sulla destra il ‘Chemin des Mimosas’ che si prende sulla destra; lo si segue per circa 600 metri per attraversare quindi la strada (la d37) e imboccare il Chemin Romain (indicazione dopo pochi metri). Lo si segue, su asfalto, per 400 metri fino a che si trasforma, finalmente, in sentiero, anche se, dopo pochi metri si attraversa nuovamente una strada. Da qui in poi però i segnavia (le solite barre gialle) non mancano e cartelli segnalano i principali bivi. Si costeggia quindi una parete attrezzata per l’arrampicata e in breve si arriva in vetta alla Tete de Chien, dove è presente anche un forte. Per il ritorno ci si dirige verso nord attravesando prima una breve galleria e quindi seguendo la strada asfaltata a fianco al forte per poche centinaia di metri, fino ad imboccare una deviazione segnalata da cartello sulla destra. Si seguono quindi le indicazioni per il ‘Tour de la Tete de Chien’ fino a giungere ad un bivio con a destra segnalato ‘d37’ e dritti (a sinistra) per Cap d’Ail; Noi abbiamo seguito la prima possibilità, più panoramica e che permette la visita a un caratteristico buco nella roccia, ma anche molto più lunga. Giunti quindi sulla d37 basta seguirla verso ovest fino al primo tornante per ricongiungersi al percorso dell’andata.


Racconto: Un escursionista cronico, quasi terminale, come me, non può certo fermarsi di fronte a previsione del tempo da diluvio universale… E, quel che è peggio, come i drogati sanno convincere della loro simulata buona fede per raggiungere i loro scopi, così io riesco sempre ad abbindolare il malcapitato di turno spiegandogli con ferrea logica che più piove qua e ora, meno deve piovere dalle altre parti, essendo comunque la pioggia una quantità finita, anche se, ultimamente, non sembra…
Decidiamo quindi di partire per un posto che sia più ‘altra parte’ possibile...
Partenza dunque alle 6 verso ovest, decisi a proseguire ad oltranza fino a che non troviamo un tempo accettabile…
Detto fatto e solo dopo aver attraversato 2 stati di fermiamo nel terzo a Montecarlo, finalmente soddisfatti (ci accontentiamo di poco in effetti…) delle condizioni meteo.
La Tete de Chien è sopra di noi (o almeno dovrebbe esserci, visto che non si vede…) e ci sembra appropriato raggiungerla in un giorno con un tempo da cani…
Detto fatto anche qui in men che non si dica alle 10 di mattina siamo in cima e lo si capisce bene da un cartello che lo indica, l’unica cosa che si riesce a vedere…
Non potendo così soddisfare lo spirito con mirabili panorami ci dedichiamo a sollazzare il corpo con Lusciandresche libagioni, dopo le quali il nostro morale migliora a tal punto che ci sembra pure di vedere qualcosa, ma saranno state sicuramente allucinazioni postprandiali…
Atteso invano un miglioramento del tempo ci decidiamo alfine a scendere e alle 12,10, con solo 10 minuti di ritardo, si materializzano improvvisamente le "belles eclaircies" (belle schiarite) previste da Meteo-France per il pomeriggio: perfetto! Proprio adesso che siamo quasi arrivati alla macchina…
Sotto un sole sempre più beffardo, decidiamo di non darla vinta ai capricci del meteo e invece di tornare in macchina ci mettiamo a fare divertenti zig-zag avanti e indietro seguendo tutte le tracce che troviamo senza alcun riguardo per la direzione in cui portano per prolungare la nostra permanenza sotto i raggi di quell’astro ormai sconosciuto che pare i nostri antenati chiamassero sole…
Giunti alfine alla macchina e non ancora soddisfatti decidiamo di scaldarci ancora sotto i raggi dell’ignota stella percorrendo il ‘sentier littoral’ fino a Mentone, incoraggiati da un cartello poco distante dalla macchina che lo indica. In realtà, prima di giungere, all’agognato sentiero dovremo attraversare tutto un stato da cima a fondo e solo alla fine del principato, dopo 9 Km persi sulle banchine del principato per cercare di capire chi ce l’ha più lungo (lo yacht), ritroveremo un nuovo cartello ad indicare il vero inizio del ‘sentier littoral’… E’ però troppo tardi per proseguire e decidiamo di tornare approfittando dell’unica cosa che a Montecarlo costa meno che a Genova: gli autobus (1 euro) e per ottenere il miglior rapporto possibile prezzo/prestazioni, saliti al capolinea non scenderemo fino ad essere giunti a fine corsa…


Conclusioni: "Dalla Tete de Chien il panorama spazia sull’intera costa azzurra, sulla vicina riviera italiana, sulle alpi marittime e sui mille paesini dell’entroterra nizzardo", così almeno recita il foglietto che mi sono portato appresso, peccato non averlo letto in cima, magari poteva aiutare l’immaginazione, l’unica cosa che ci avrebbe permesso di vedere qualcosa…
Peccato anche non aver seguito la deviazione per la Turbie che ci avrebbe permesso di vedere il Trophée des Alpes, monumento fatto erigere dall’Imperatore Augusto…
Peccato infine non aver portato un altro foglietto che invece dell’ora e trenta che indica quello che mi sono portato per la percorrenza del sentiero da Mentone a Montecarlo specifica invece, sicuramente molto più esattamente che ci vogliono invece 3 ore e mezza…
Magari, avendolo fatto, avremmo coperto un pezzo in macchina, invece di azzardare l’intera traversata da Cap d’Ail…
Purtroppo quando si parte con molte alternative in mente è difficile prepararle tutte alla perfezione…




Falesia Loubiere Cap Ferrat e Cap Nice salendo alla Tete de Chien



Cap Ferrat e Cap Nice nella nebbia dalla Tete de Chien più da lontano



Posto di guardia e macchie di luce in mare dalla Tete de Chien



Cap Mala Cap Ferrat e Cap Nice dalla Tete de Chien più da vicino



Muro Cap Ferrat e Cap Nice nella nebbia dalla Tete de Chien più da lontano



Cap Ferrat e Cap Nice dalla Tete de Chien



Muro Cap Mala Cap Ferrat e Cap Nice dalla Tete de Chien



Posto di guardia nebbia montante e macchie di luce in mare dalla Tete de Chien



Galleria fortificata in vetta alla Tete de Chien



Albero attraverso galleria fortificata in vetta alla Tete de Chien



Galleria fortificata in vetta alla Tete de Chien più da vicino



Rocca di Montecarlo nella nebbia scendendo dalla Tete de Chien



Buco nella roccia con sole dentro tornando a Cap d'Ail



Lusciandro comodamente imbucato tornando a Cap d'Ail



Lusciandro imbucato tornando a Cap d'Ail