Punta Melchiorre da Valle Stretta




Lunedì 29-7-2019: Valle Stretta (1765) – Passo della Gallina (2075) – Colle Pissat (2770) – Punta Melchiorre (3050) – Colle Pissat (2770) – Passo della Gallina (2075) – Valle Stretta (1765).


Partecipanti: Fulvio, Maury76 (http://finoincima.altervista.org/) e soundofsilence.


Lunghezza: 9 km. circa, da tenere conto che però nonostante lo sviluppo ridotto, ci vuole comunque moltissimo tempo per completare questa gita, perché praticamente tutta fuori sentiero e su terreno delicato se non alpinistico.


Dislivello: 1250 m. circa.


Difficoltà: F+ in generale, il primo tratto fino al passo della Gallina si effettua lungo un canalino ripido con un paio di salti di roccia al massimo di II o sul terreno a fianco assai ripido ed instabile. Dal passo della Gallina in poi alle difficoltà del terreno, sempre molto ripido e scivoloso, si aggiungono quelle dovute ad un meno chiaro orientamento e si incontra una breve arrampicata di 3 metri di II grado, ma ben appigliata. Troviamo poi di nuovo pendii molto ripidi ed instabili fino a raggiungere un pino solitario. Da qui fino al Colle del Pissat la pendenza diminuisce e si attraversano pietraie più stabili e con qualche traccia e direi che questo tratto rientra nell’EE. Dal Colle Pissat alla vetta troviamo di nuovo pendii ripidi e resi delicati dal ghiaietto sovrastante, con una canalino da arrampicare, più abbattuto della precedente parete, ma direi pur sempre di II grado. Infine si giunge in vetta su facili pietraie, EE. Consiglio poi di usare GPS con relativa traccia perché allontanarsi anche di poco dall’incerta traccia può risultare pericoloso e può diventare indispensabile in caso di nebbia, anche se è bene avventurarsi in certi percorsi solo con la sicurezza di bel tempo stabile. Consigliabile poi l’uso del casco, data la quasi certezza di caduta pietre e portarsi magari un cordino di 10 metri da usare in doppia nella discesa della paretina di II, dove alberi consentono una facile assicurazione.


Percorso in macchina: da Genova sulla A10 fino a Voltri, poi si prende la A21 fino ad Alessandria, dove si prende la A26 per Torino. A Torino si segue la tangenziale per prendere poi la A32 per Bardonecchia. Giunti a Bardonecchia ci si dirige verso la Francia passando per Melezet e, al confine, si prende a destra per la Valle Stretta (a sinsitra si va al Colle della Scala e a Nevache), seguendo una stradina asfaltata di recente, ma con cunette assai pronunciate a cui porre attenzione. Proseguiamo quindi fino all’ultimo tratto pianeggiante prima dei tornanti che portano all’ultimo parcheggio per Grange Valle Stretta e parcheggiamo quindi subito dopo una malga sulla sinistra negli appositi slarghi.


Percorso a piedi: dal parcheggio attraversiamo il torrente su un ponte di legno, quindi seguiamo verso sinistra il sentiero che lo costeggia. Dopo circa 300 metri pressochè in piano ed a fianco al torrente in direzione della Grange Valle Stretta (come da cartelli segnaletici), prendiamo una traccia a destra segnalata da un grande ometto a piramide. La traccia procede chiara fino alle soprastanti pareti percorse da vie di arrampicata, che costeggiamo verso destra fino ad immetterci nell’evidente canale che interrompe le invalicabili bastionate rocciose. Qui la traccia diventa più evanescente, anche se sono presenti diversi ometti. In corrispondenza di uno più grosso, o comunque quando la cosa ci sembra più agevole, pieghiamo a destra per scendere al centro sul fondo del canale, dove troviamo massi più grossi e stabili, rispetto al terreno ripido e franoso sui bordi dello stesso. Percorriamo quindi il canale trovando quasi subito un paio di facili bassi saltini, superabili con passaggi tra il I ed il II grado. Continuiamo quindi nel fondo del canale fino a che questo si allarga lasciando spazio ad una zona con zolle d’erba (molto ripida) a sinistra. Qui noi abbiamo percorso la zona erbosa, ma sarebbe comunque stato possibile proseguire nel canale, anche se si irripidiva un pò. Giungiamo quindi al cospetto di un bell’arco naturale a sinistra, che costituisce il cosiddetto Passo della Gallina. Dobbiamo in effetti passare sotto l’arco e quindi riprendere a salire su ripido pendio ghiaioso con qualche zolla d’erba, cercando di individuare ometti ed una labile traccia, per giungere quindi in una settantina di metri circa ad un curioso torrione alto un paio di metri e simile ad un ometto di pietra. Continuando a salire con attenzione agli ometti ed alla, a volte invisibile traccia, giungiamo in un’altra settantina di metri di fronte ad una cengia molto esposta, ripida e cosparsa da ghiaietto, che alcune relazioni descrivono come il passaggio chiave di tutta la salita; sconsiglio assolutamente di provare a passarla, perché, seppur facile, è oggettivamente assai pericolosa, meglio invece arrampicare a sinistra un canalino di II grado, con un paio di alberelli nel mezzo ad aiutare la salita. Superati i 3 metri di paretina, aggiriamo sulla sinistra la successiva protuberanza rocciosa che ci sbarra la strada e continuiamo a salire più o meno dritti verso nord per una sessantina di metri, per poi piegare a destra individuando un grosso ometto che ci indica la strada. Dopo aver quindi traversato per una cinquantina di metri, iniziamo a risalire il ripido pendio soprastante, sempre di ghiaia ed erba, in diagonale verso destra. Giungiamo quindi ad una bassa fascia rocciosa, bagnata da acqua sorgiva, qui occorre non scavalcare le basse rocce che ci sbarrano la strada, ma costeggiarle da sotto verso sinistra, per poi continuare il traverso su una traccia qui finalmente presente, anche se non molto evidente. Il traverso leggermente ascendente ci porta ad un pino solitario al margine inferiore dei ghiaioni soprastanti. Da qui dobbiamo dirigerci verso l’evidente canyon aperto tra le quinte rocciose che sostengono a destra la Punta Gaspare ed a sinistra la nostra meta. Il terreno è ora costituito da immense pietraie, però non molto ripide e anche stabili, perlomeno risalendo il vallone (che si chiama Vallon Froid) al centro, magari anche seguendo una traccia qui riconoscibile e segnata da qualche raro e poco evidente ometto. Dopo una prima pietraia più ripida il pendio spiana ulteriormente e ci appare in lontananza, sulla sinistra, la giallastra ripa ghiaiosa che costituisce il Colle Pissat, con alla sinistra la Punta Ippolito con una grande croce in cima. Attraversiamo quindi i lunghi ma facili e quasi pianeggianti ghiaioni fino alla base della ripa ghiaiosa, che risaliamo in diagonale puntando ad alcune rocce poco sotto il crinale. Giunti al crinale seguiamo il filo di cresta verso sinistra, giungendo in breve al cospetto delle rocce che sorreggono la vetta della Punta Melchiorre. Qui a sinistra un canalino roccioso sembra un po’ troppo difficile per un percorso F+, ed, in effetti, sulla destra una cengia ghiaiosa da percorrere con attenzione ci consente di evitarlo. Salita la cengia verso destra, si piega quindi a sinistra e si arriva sotto ad un nuovo canalino roccioso, decisamente più abbattuto del precedente, che scaliamo con passaggi al massimo di II grado. All’uscita del canalino sbuchiamo sulla cupola sommitale in corrispondenza di 3 ometti, che indicano appunto l’imbocco del canalino percorso. Da qui in poi il percorso è facile, seppur sempre su pietraia, perché il pendio è decisamente poco inclinato e permette di passare praticamente dove si vuole per giungere all’aerea vetta, leggermente sopraelevata sull’altopiano sommitale e strapiombante vertiginosamente sugli altri lati. Il ritorno l’abbiamo effettuato sulla stessa via dell’andata, anche se dovrebbe essere possibile una variante per un canalino che consente di abbreviare un poco il percorso, ma siamo in effetti andati fino all’imbocco del canalino, che si trova quasi subito percorrendo la cresta sud dalla vetta, ma abbiamo rinunciato perché dall’alto tale canalino sembrava presentare un paio di salti che non eravamo sicuri si potessero superare in sicurezza.


Traccia GPS: Punta Melchiorre (Per scaricare la traccia fate click col tasto destro sul link e selezionate “Salva link con nome”)


Conclusioni: Gita non certo adatta a tutti, non solo per la necessaria grande esperienza di montagna e una qualche attitudine alpinistica, ma anche perché chi non sia mosso da una grande passione per certi luoghi selvaggi e da esplorare, troverà assai scomodo e direi quasi masochistico questo tipo di percorso sempre precario e delicato e mai su sentieri segnati. Chi invece sia mosso dalla predetta passione apprezzerà il dover confrontarsi con la montagna ed interpretarla quasi come fosse il primo salitore. A parte questo ed il terreno che presenta comunque rischi oggettivi di caduta pietre e di scivolate, la gita tocca comunque ambienti inusuali e altamente scenografici




Ponte iniziale su Ruisseau Vallèe Etroite



Ruisseau Vallèe Etroite dal ponte



Fulvio su sentiero a fianco torrente



Pareti rocciose e canale sopra gli alberi



Ometti ad inizio sentiero per pareti arrampicata



Pointe du Bonhomme e Tours du Vallon salendo a pareti



Rocher Miglia e Rocche del Cammello salendo a pareti



Avvicinandosi all'ingresso del canale



Torrioni Meccio Roc Valmenier Thabor e Grand Serù da ingresso canale



Pareti ad ingresso canale



Vista da Rocher Miglia a Pointe de l'Enfourant da inizio canale



Pareti e torrioni ad inizio canale



Pareti e torrioni ad inizio canale



Grange Valle Stretta dal canale



Inizio canale



Torrioni in parte destra canale



Canale risalendolo



Canale risalito



Strettoia in canale



Pareti a sinistra canale e Guglia Rossa guardando indietro



Maury e Fulvio in parte erbosa canale



Canale con Guglia Rossa in mezzo guardando indietro



Arco naturale al Passo della Gallina



Arco naturale al Passo della Gallina più da vicino



Arco naturale al Passo della Gallina primo piano



Arco naturale al Passo della Gallina primo piano più da lontano



Arco naturale al Passo della Gallina primo piano



Arco naturale al Passo della Gallina visto di traverso



Canale e Guglia Rossa dal Passo della Gallina



Arco naturale al Passo della Gallina visto di traverso più da vicino



Arco naturale al Passo della Gallina da sotto



Arco naturale al Passo della Gallina primo piano da dietro più da lontano



Arco naturale al Passo della Gallina visto da dietro



Maury e traccia dopo il Passo della Gallina



Torrione salendo dal Passo della Gallina



Torrione salendo dal Passo della Gallina più da vicino



Torrione salendo dal Passo della Gallina e Guglia Rossa primo piano



Torrione salendo dal Passo della Gallina e Guglia Rossa



Torrione salendo dal Passo della Gallina con Rocca Riondi e Rocher Miglia sullo sfondo



Fulvio in passaggio chiave per il Vallon Froid



Pareti e torrioni salendo verso il Vallon Froid



Fondovalle salendo verso il Vallon Froid guardando indietro



Strada valle stretta e fondovalle salendo verso il Vallon Froid



Vista da Rocca Riondi a Pointe de l'Enfourant salendo al Vallon Froid



Torrione cubico salendo al Vallon Froid



Vallon Froid



Guglia Rossa salendo al Vallon Froid



Pino solitario all'ingresso del Vallon Froid



Vallon Froid più da vicino



Torrione cubico e Guglia Rossa



Vallon Froid percorrendolo



Pareti a sinistra Vallon Froid più da vicino



Serie di elevazioni sulla cresta della Pointe Gaspard



Canalino in cresta Punta Melchiorre



Pointe Gaspard dal Vallon Froid



Punta 4 Sorelle e Pic de Rochebrune salendo al Col Pissat più da vicino



Punta Ippolito salendo al Col Pissat primo piano



Ecrins salendo al Col Pissat



Pointe Gaspard e Ecrins salendo al Col Pissat



Torrioni salendo al Col Pissat



Torrioni e Punta 4 Sorelle salendo al Col Pissat



Torrioni salendo al Col Pissat



Torrione verso il Col Pissat



Torrioni gialli e pareti grigie al Col Pissat



Torrioni gialli al Col Pissat



Punta Ippolito da cresta Col Pissat



Cime de la Planette e Gran Bagna da cresta Col Pissat



Rognosa d'Etiache da cresta del Col Pissat



Punta Melchiorre da cresta Col Pissat



Torrioni gialli al Col Pissat primo piano



Primo piano torrione giallo al Col Pissat



Torrioni gialli e Punta Ippolito da cresta Col Pissat



Pointe Gaspard e Ecrins da cresta Col Pissat



Torrioni gialli sotto il Col Pissat



Torrioni gialli sotto il Col Pissat più da lontano



Col Pissat e Punta Ippolito salendo verso Punta Melchiorre



Canalino per Punta Melchiorre



Pendio terminale Punta Melchiorre



Cupola sommitale Punta Melchiorre e Punta Baldassarre



Guglie cresta sud Punta Melchiorre con Ecrins sullo sfondo



Rocce sommitali Punta Melchiorre con Punta Baldassarre sullo sfondo



Rocce sommitali Punta Melchiorre con Ecrins sullo sfondo



Punta Baldassarre Cime de la Planette e Gran Bagna da Punta Melchiorre



Punta Charrà Monte Chaberton e Pic de Rochebrune da Punta Melchiorre



Rocce sommitali Punta Melchiorre con Ecrins sullo sfondo più da vicino



Cime de la Planette e Gran Bagna da Punta Melchiorre



Grande Ruine e La Meije da Punta Melchiorre



Cresta sud Punta Melchiorre con Grande Ruine e La Meije sullo sfondo



Forcella per discesa da canalone sud Punta Melchiorre



Canalino per discesa da Punta Melchiorre



Sentiero verso Col Pissat scendendo da Punta Melchiorre



Vallon Froid scendendolo



Vallon Froid con Dolomiti Valle Stretta sullo sfondo



Vallon Froid guardando indietro



Strettoia in Vallon Froid



Strettoia in Vallon Froid più da lontano



Torrione e Guglia Rossa scendendo da Vallon Froid più da vicino



Strettoia in Vallon Froid più da lontano



Pino solitario e Vallon Froid



Traccia scendendo verso Passo della Gallina



Torrione e fondovalle scendendo al Passo della Gallina



Primo piano torrione e Guglia Rossa scendendo al Passo della Gallina



Maury sotto arco naturale al Passo della Gallina



Canalone da scendere e Guglia Rossa



Arco naturale al Passo della Gallina



Canalone sceso dal Passo della Gallina



Canalone sceso dal Passo della Gallina



Punto chiave del canalone