Col di Lana




Sabato 7 Agosto 2010: Palla – Col di Lana e ritorno.


Partecipanti: Andrea e Davide.


Lunghezza: 8,5 Km circa facendo parte del sentiero Caetani al ritorno, il percorso più breve è invece 7,8 Km percorso sia all’andata che al ritorno.


Dislivello: 800 metri circa.


Difficoltà: E, nessuna difficoltà, anche se il sentiero, da quando abbandona la strada per quella che sembra essere una scorciatoia (mentre invece il sentiero ‘ufficiale’ smette semplicemente di seguire i lunghi tornanti per andare dritto verso il Pian di Ghiccia) diventa un pò ripido, ma non tanto da usare le mani.


Percorso in macchina: Da Arabba verso il Falzarego fino a Pieve di Livinallongo, dove si imbocca la svolta a sinistra per Palla, Agai e il Col di Lana. La si segue per poco più di un Km e mezzo e si parcheggia negli spazi predisposti.


Percorso a piedi: Si prende, seguendo le indicazioni, la strada sterrata sulla sinistra e la si segue approfittando, di quando in quando, delle scorciatoie che abbreviano parecchio il percorso. L’ultima scorciatoia, invece di tagliare i tornanti, abbandona completamente la strada e permette di tagliare parecchia strada (700 metri almeno) tanto che è diventata il sentiero ufficiale con tanto di segnavia. Si sbuca così al Pian di Ghiccia e si inizia la salita verso la vetta. Per la discesa si può ritornare per la stessa via (più breve) o seguire tutto, o in parte, il sentiero Caetani, che riporta sulla strada a 500 metri di distanza dal sentiero. Da questo punto si può proseguire per la strada in discesa (più lungo) fino al parcheggio di partenza, o tornare indietro 500 metri appunto (lungo la strada in salita – 50 metri dislivello) fino ad incrociare il sentiero percorso in salita (più breve).


Racconto: Dopo il fallimento al Canalone degli Aghi le cose vanno di male in peggio e, così, giovedì piove tutto il giorno e venerdì, che invece è bel tempo, guarda caso, un attimo prima di partire mi prende il peggior colpo della strega che mi sia mai venuto: ci vuole tutta che riesca a muovermi, figuriamoci andare a camminare…. Se ne riparlerà tra almeno 2-3 giorni e, invece, già il giorno dopo stò quasi bene. Non me la sento però di fare qualcosa di difficile e decido quindi per il Col di Lana, che ho sempre avuto lì vicino all’albergo, ma che ho sempre accuratamente evitato: già il nome, Col, a me che piace la roccia non ispirava molto…
Stavolta non essendo in condizioni per affrontare mio figlio nella solita sfida formula 1 escursionistica, decido di evitarlo facendo le scorciatoie, mentre lui segue la strada…
Otterrò così il magnifico risultato di non sapere più se sono davanti o dietro e finirò per aspettarlo venti minuti, quando lui era già passato da altrettanti, solo da un’altra parte (sentiero Caetani)…
Risolto con la tecnologia (cellulare) tale piacevole diversivo il resto della gita prosegue noiosamente, aspettando il previsto sereno, che però, essendo già venuto ieri quando ero malato, non arriverà…


Conclusioni: Piacevole passeggiata con piacevoli panorami, ma niente più, almeno per me che amo la roccia e le guglie dolomitiche e non tanto la Marmolada, almeno da nord, troppo protagonista dal Col di Lana. Ciò almeno in una giornata un poco troppo nuvolosa, ma è certo che il panorama dal Sass de Stria o dal Lagazuoi è un’altra cosa…




Cresta Bosconero davanti a Sassolungo Cibiana salendo al Col di Lana



Passo Giau e Croda da Lago salendo al Col di Lana



Sasso e Rocchetta Bosconero sulla sinistra Sassolungo Cibiana al centro



Cresta Bosconero davanti a Sassolungo Cibiana salendo al Col di Lana più da lontano



Lago Alleghe e Civetta salendo al Col di Lana



Vista da Sasso Bosconero a Spiz Mezzodì salendo al Col di Lana



Vista dal Pelmo al Civetta salendo al Col di Lana



Croda da Lago e Antelao dal Col di Lana



Cratere e Settsass dal Col di Lana



Croda da Lago e Antelao dal Col di Lana più da vicino



Croce legno Col di Lana cratere e Settsass



Crocetta in ferro Col di Lana e vista da Nuvolau a Antelao



Chiesetta Col di Lana e vista da Pelmo a Civetta