Schenon del Latemar e Ferrata Campanili dal Passo Costalunga




Sabato 24 agosto 2012: Passo Costalunga (1760) – Schenon del Latemar (2791) – Bivacco Rigatti (2620) – Ferrata Campanili del Latemar – Forcella Campanili (2600) – Forcellone (2580) – Carezza (1640) per sentiero 21 – strada e pista Hubertus – Passo Costalunga (1760).


Partecipanti: Em e soundofsilence.


Lunghezza: 21 Km. circa.


Dislivello: 1500 circa contando tutti i saliscendi.


Difficoltà: La salita dal Passo Costalunga è E fino a quando non si raggiungono i ghiaioni che danno accesso alla Forcella Latemar Piccola; qui il sentiero passa sulla destra scegliendo di non passare sui ripidi ma non impossibili ghiaioni per più stabili, ma anche più impegnative roccette: il tratto più impegnativo prevede la salita di una paretina di ininterrotto I grado di almeno una decina di metri, niente di difficile in condizioni normali, ma in discesa e con terreno umido direi abbastanza sconsigliabile. La valutazione è quindi EE, ma siamo al limite dell’F. Il successivo percorso verso lo Schenon del Latemar è un lungo traverso con qualche saliscendi con vari passaggi di primo grado e anche qualcosa in più, a volte leggermente esposti, e anche qui siamo tra l’EE e l’F. La cupola sommitale è invece assai semplice e siamo di nuovo nell’E. EE la discesa al Bivacco Rigatti, ma più semplice del precedente percorso.
Per la ferrata del Latemar è ovvio dire EEA, ma vi è da dire la prima parte di predetta ferrata (almeno percorsa in questo senso) e cioè fino allo stretto intaglio roccioso che si incontra dopo l’inizio in salita è molto più difficile della successiva che si svolge prevalentemente su facile cenge orizzontali con brevi e non difficili passaggi attrezzati. In particolare la risalita del predetto intaglio roccioso, pur attrezzato con staffe e cavo metallici è assai strapiombante e richiede molta forza fisica specie se non lo si supera di getto e l’uscita non presenta più staffe ed è quindi ancora più complessa. Io l’ho trovato il pezzo di ferrata più difficile che abbia mai fatto e non trovo affatto che sia adatto ai principianti e facile, come si legge nei commenti in rete e sulle guide relativi alla ferrata dei Campanili; può darsi che la divergenza di opinioni derivi, oltre che dalla mia imbranataggine, dal fatto che mi è parso di capire che tale punto era attrezzato diversamente in passato (con un scala e non semplici staffe) e che, forse, preso nell’altro senso (quello più comune di percorrenza) il tutto risulta più semplice. In ogni caso consiglierei per percorrerlo di aggiungere una longe al set normale da ferrata, onde assicurarsi per poter eventualmente riposare le braccia.
Escursionistico (E) il successivo tratto di sentiero che dalla Forcella dei Campanili porta al Forcellone. La discesa dei ghiaioni da tale passo è poi sicuramente EE e la prima breve parte è un po’ più delicata e va fatta con calma e attenzione, poi, sapendolo fare, si può scivolare rapidamente e facilmente sui detriti fino a valle. Da qui in poi il sentiero è tutto E fino al Passo Costalunga.


Percorso in macchina: Punto di partenza è il Passo Costalunga, raggiungibile da Vigo di Fassa o da Nova Levante. Meno di 100 metri dopo l’Hotel Savoy (venendo da Vigo) si trova a sinistra un bivio dove parcheggiare: alcuni parcheggi sono privati, ma si trova anche spazio libero.


Percorso a piedi: Dal parcheggio si passa in breve il ristorante Antermont, seguendo la sterrata verso sud, e subito dopo si incrocia il sentiero segnato. Lasciamo a sinistra il 517 e a destra il 21 e seguiamo dritti il 17 su sterrata che passa a destra della pista da sci. Lasciamo quindi anche il 17 che svolta a sinistra verso le Pope e proseguiamo sui prati del Latemar, ignorando le successive segnalazioni sulla destra per il Labirinto del Latemar. Iniziamo quindi a salire sul sentiero, ora numerato 18, che inizia a diventare più ripido e si avvicina a un ghiaione che risalirà tenendosene al margine sulla destra con alcuni passaggi su roccette. Si raggiunge quindi la Forcella Latemar Piccola e qui si prende a destra, sempre sul sentiero 18, iniziando la lunga traversata che porta alla base dello Schenon. Dalla vetta dello Schenon si può proseguire qualche decina di metri fino alla croce per poi ritornare alla vetta dalla quale si scende verso sinistra seguendo gli ometti di pietra. Si giunge quindi in vista del Bivacco Rigatti, quindi si continua brevemente in leggera discesa sul sentiero 18, ignorando una traccia sulla destra che giunge subito alla forcella ma dalla quale non è facile raggiungere il bivacco, per prendere invece subito dopo una traccetta sulla destra che taglia in orizzontale poco sotto la forcella e arriva direttamente al predetto bivacco, evitando una notevole discesa e risalita sul sentiero segnato. Al bivacco ci si imbraga e si inizia la ferrata.
Passato il primo pezzo di ferrata si attraversano le facili cenge del secondo pezzo e poco prima della metà delle stesse si passa poco sotto (un’ottantina di metri) al Cimon del Latemar, di cui si può raggiungere facilmente la vetta, basta individuare il non troppo segnalato sentiero…. Si percorre quindi l’ultimo pezzo di ferrata che porta a scendere alla Forcella Campanili. Dalla Forcella Campanili si continua a seguire il sentiero 18 pressochè in piano, lasciando sulla sinistra il 516b in discesa; in poco più di 800 metri si giunge alla successiva forcella (il Forcellone) e da qui si prende a destra per scendere il molto ripido ghiaione, segnato con ometti e bolli rossi, che porta alla fine dello stesso, ad incrociare il sentiero 22 che va imboccato verso destra. Si segue quindi il 22 prima in saliscendi e poi in discesa fino ad incrociare il 21, anch’esso da imboccare sulla destra. Si continua quindi a seguire il 21 verso est, seguendo anche le indicazioni per Carezza e Passo Costalunga (soprattutto queste, ma non sono sempre presenti). Si giunge quindi a una biforcazione la sterrata che stavamo seguendo a sinistra e il sentiero 21 a destra in leggera salita. Noi abbiamo continuato sulla sterrata a sinistra, anche se non è detto che sia stata la scelta migliore, perlomeno panoramicamente, probabilmente è però la via più breve. Si continua quindi sulla sterrata fino all’incrocio col sentiero 11, che imbocchiamo verso destra, in salita, per 40 metri circa, per poi prendere a sinistra una carrareccia non segnata. La carrareccia porta in 150 metri circa a incrociare il sentiero 18, che noi abbiamo imboccato a sinistra in discesa (ma sarebbe stato probabilmente meglio prenderlo a destra in salita per circa 170 metri, onde raggiungere il sentiero 21 e imboccarlo sulla sinistra e quindi seguirlo fino al punto di partenza). Il sentiero 18 scende fin quasi a Carezza e quindi giunge a un bivio: qui è possibile tornare alla base con il sentiero 13, ma abbiamo preferito seguire la sterrata che sottostante che porta alla pista da sci Hubertus che, raggiunta e risalita brevemente, permette di scendere rapidamente al punto di partenza.


Conclusioni: Belle viste sulla catena delle Pope salendo dal Costalunga e impressionante panorama sul Cimon dallo Schenon, ma il pezzo forte resta sicuramente la parte finale della ferrata dei Campanili che offre magnifici scenari costellati di torrioni e guglie; il ritorno attraverso il Forcellone e le successive piste forestali non è molto interessante ma offre comunque, seppur brevemente, una fantastica vista sulle Diamantidi Turm (proprio nel pezzo di sterrata in cui abbiamo lasciato il sentiero 21). In conclusione il nuovo giro non ha aggiunto moltissimo alla già percorso ferrata, ma mi ha lasciato comunque soddisfatto, anche se penso di ritornare dal lato opposto (Passo Feodo) per salire la Cima del Forcellone e quindi scendere dalla Forcella del Camoscio e chiudere l’anello seguendo il sentiero 22 verso sud.




Prati del Latemar e Latemar



Catinaccio dai prati del Latemar



Cima Catinaccio e Roda di Vael salendo a Forcella Piccola



Cima con torrione affiancato in cresta Pope e Catinaccio



Cima con torrione affiancato in cresta Pope e Catinaccio più da lontano



Cima con torrione affiancato in cresta Pope primo piano e Roda Vael



Catinaccio dalla Forcella Piccola



Pale San Martino dalla Forcella Piccola più da vicino



Catinaccio dalla Forcella Piccola primo piano



Catinaccio salendo allo Schenon



Cimon Latemar dallo Schenon



Cimon Latemar dallo Schenon primo piano



Cimon Latemar dallo Schenon più da destra



Cimon Latemar dallo Schenon più da destra più da vicino



Vista ovest da Schenon del Latemar



Cimon Latemar dalla Croce dello Schenon



Torri Latemar dalla Croce dello Schenon



Cimon Latemar dalla Croce dello Schenon più da vicino



Torri Latemar dalla Croce dello Schenon



Cimon Latemar dallo Schenon ancora più da vicino



Cimon Latemar dallo Schenon primo piano più da vicino



Bivacco Rigatti



Torrione e Lago Carezza salendo dal Bivacco Rigatti



Doppio torrione in forcella da Ferrata Campanili



Doppio torrione in forcella da Ferrata Campanili più da lontano



Doppio torrione in forcella da Ferrata Campanili ancora più da lontano



Stretta forcella con masso incastrato da ferrata Campanili vista verticale



Torrioni sopra Forcella Campanili primo piano



Torrioni sopra Forcella Campanili



Torrioni sopra Forcella Campanili più da vicino



Torrioni sopra Forcella Campanili primo piano più da vicino



Torrioni da ambo i lati di Forcella Campanili



Torrioni sopra Forcella Campanili più da vicino



Lama di roccia in Ferrata Campanili



Torrioni da ambo i lati di Forcella Campanili più da vicino



Torrioni da ambo i lati di Forcella Campanili ancora più da vicino



Torrioni da ambo i lati di Forcella Campanili primo piano



Lama di roccia in Ferrata Campanili più da vicino



Torrioni sopra Forcella Campanili primo piano più da lontano



Torrioni a nord Forcella Campanili primo piano



Torrioni a nord da Forcella Campanili



Torrioni a sud da Forcella Campanili



Torrioni a nord da Forcella Campanili più da vicino



Cimon del Latemar e torrioni sopra Forcella Campanili



Torrioni sopra Forcella Campanili primo piano



Torrioni sopra Forcella Campanili primo piano



Cimon del Latemar e torrioni sopra Forcella Campanili più da lontano



2 Torrioni guardando indietro scendendo dal Forcellone più da lontano



Torrioni a nord Forcella Campanili scendendo dal Forcellone più da vicino



Torrioni del Latemar tornando a Carezza primo piano



Torrioni del Latemar tornando a Carezza primissimo piano



Torrioni del Latemar tra le fronde tornando a Carezza



Torrioni del Latemar tra le fronde tornando a Carezza più scura



Latemar tra le fronde tornando a Carezza



Torrioni del Latemar tornando a Carezza



Torrioni del Latemar tornando a Carezza più da sinistra



Torrioni del Latemar tornando a Carezza primo piano più da vicino