Tofana di Mezzo e Tofana di Dentro per la Ferrata Lamon




Giovedì 23-7-2009: Piè di Tofana – Col Drusciè – Salita in funivia alla stazione a monte – Tofana di Mezzo – Ferrata Lamon – Tofana di Dentro e ritorno


Partecipanti: Federica Erika e Davide.


Lunghezza e dislivello: Lunghezza dalla terrazza alla vetta della tofana di mezzo circa 750 metri andata e ritorno per 90 metri di dislivello – Lunghezza delle ferrata Lamon dalla Terrazza alla Tofana di Dentro andata e ritorno circa 2,3 Km per 400 metri di dislivello.


Percorso in macchina: In macchina sulla comoda strada asfaltata fino alla località Piè di Tofana, seguendo deviazione segnalata poco prima di Cortina scendendo dal Falzarego. Si potrebbe anche proseguire su buona sterrata pianeggiante, perlomeno fino ad un ampio parcheggio distante alcune centinaia di metri dal Piè di Tofana; da qui la sterrata inizia a salire abbastanza ripida, ma credo percorribile in auto (nessuno però mi pare lo faccia, anche se non mi pare di aver visto divieti) per circa 100 metri di dislivello fino alla stazione della funivia del Col Drusciè.


Racconto: Arrivati alla funivia, avendone evitato così il primo tratto, ci tocca comunque pagare 18 euro a testa per gli ultimi due tratti. Buona notizia è però che i bambini non pagano non più soltanto fino a 4 anni, ma fino a 7, cosa valida non soltanto su questa funivia, ma, credo, per quello che ho potuto verificare, in tutte le dolomiti.
Dalla terrazza panoramica a 3150 metri dove arriva la funivia alla cima della Tofana di Mezzo ci sono soltanto 90 metri di dislivello, di cui una prima decina si percorrono su comode e ampie scale metalliche, ma al termine delle quali minacciosi cartelli di divieto e uno sbarramento di corde sconsigliano vivamente di proseguire, avvertendo della pericolosità del percorso susseguente, riservato a soli alpinisti esperti, anzi la prima impressione è che il percorso sia chiuso e che sia assolutamente vietato proseguire oltre; guardando meglio si evince però che non c’è alcun divieto, ma solo pressanti segnalazioni di pericolo. Decido così di indossare imbragatura e casco e di andare in avanscoperta per vedere se il sentiero è davvero così pericoloso. Tra gli sguardi misti di riprovazione e preoccupazione degli altri turisti giunti in funivia scavalco così la barriera e mi dirigo verso la vetta. Pur percorrendo però il sentiero con tutta l’attenzione di cui sono capace non riesco però a trovare nessun pericolo: il sentiero largo e quasi pianeggiante e inoltre fiancheggiato da entrambe i lati da un inutile corrimano in corda arriva fino a dieci metri dalla vetta, dieci metri di facile gradinata rocciosa ben poco esposta.
Tornato incolume alla terrazza, altri turisti prendono coraggio e raggiungono la vetta, , seppur in sandali e infradito (ma anche così non ci sono problemi), mentre io cerco di convincere invano mia moglie e mia figlia che non c’è nessun pericolo e che ben più difficile ed esposto era il sentiero 253 affrontato il primo giorno per raggiungere la Forcella Antracisa: riuscirò soltanto, con non poche difficoltà, a convincere mia moglie, ma non la bambina, che terrò per il tempo necessario alla prima per raggiungere la cima. Maggiori difficoltà le incontrerò invece per trovare l’inizio della ferrata Lamon per la Tofana di Dentro, ingannato anche dai corrimano che, oltre guidare verso la vetta della Tofana di Mezzo, presentano anche una biforcazione verso tale cima, facendomi credere che da lì parta il percorso in questione.
Persa così un’ora buona a cercare la ferrata nella direzione sbagliata, mi accorgo poi ritornando verso la Tofana di Mezzo di una sbiadita scritta su roccia indicante Tofana III… 
Decido quindi di partire, armato di imbragatura e ramponi, data la notevole presenza di neve in quota, per percorrere l’agognata ferrata. Dopo una facile ma ripida discesa il percorso attrezzato risulta sepolto e irraggiungibile sotto la neve, seppur per un breve tratto. Scendendo ancora qualche metro la lingua di neve si restringe parecchio e il passaggio per ricongiungersi alla ferrata è di solo pochi metri. L’ultimo metro però la neve si trasforma in ghiaccio e non me la sento di passare così dato anche il sottostante lungo scivolo di neve.
Calzo quindi i ramponi e provo, ma anche i ramponi non fanno sufficiente presa, per i miei gusti, sul ghiaccio duro. Torno ancora indietro e dopo anni in cui mi sono chiesto a cosa potesse mai servire la picozza comprata parecchi anni fa per il corso EE della sezione ligure del CAI in un attimo capisco tutto, a dimostrazione di come la pratica, specie se in situazione di pericolo, valga molto di più di mille discussioni teoriche… un attimo ancora però e mi rendo conto di aver lasciato la picozza in macchina…
In tutti questi attimi arriva una persona di ritorno dalla vetta e si ferma davanti a me per montare i ramponi. La cosa mi da molto coraggio: allora non sono io l’unico imbranato che giudica il passaggio pericoloso…
Decido allora di riprovare e aiutandomi prima con le mani conficcate nella neve e poi raggiungendo con un po’ di stretching una roccia adiacente riesco a passare. Dopo questo passaggio i ramponi non serviranno più e userò anche poco il kit da ferrata: pur in notevole esposizione i passaggi della ferrata sono quasi tutti facili.
Raggiungo quindi la vetta che presenta un panorama analogo a quello della sorella maggiore, sicuramente grandioso, a mio parere, meno bello di quello che si gode dal Piz Boè, con giudizio però forse influenzato dalla poco nitida giornata.
Durante la successiva discesa sono confortato dall’idea che il passaggio chiave su ghiaccio che devo riaffrontare lo potrò rendere assai più facile usando la corda che porto sempre nello zaino a mo’ di corda doppia sfruttando gli attacchi dei cavi metallici. Arrivato al punto chiave mi rendo conto però, di nuovo in un attimo, che lo zaino che mi sono portato dietro non è il mio, ma quello di mia moglie, e che, quindi, dentro non c’è la corda…
E va beh, se sono passato una volta… E in effetti passo anche la seconda, ma la prossima volta mi porterò anche la picozza…




Sorapiss e Antelao dal Col Drusciè



Sorapiss e Antelao dal Col Drusciè primo piano



Croce di vetta Tofana di Mezzo e vista dall'Antelao al Civetta



Vista con Torrioni Pomedes Pelmo Croda da Lago e Civetta dalla Tofana di Mezzo



Croce di Vetta Tofana di Mezzo e vista su Pelmo Croda da Lago e Civetta



Bosconero Pelmo e Croda da Lago dalla Tofana di Mezzo



Croda da Lago e Pelmo primo piano dalla Tofana di Mezzo



Serie di crinali dalla Tofana di Mezzo



Cristallo e serie di crinali dalla Tofana di Mezzo



Croda da Lago e Pelmo primo piano dalla Tofana di Mezzo più da lontano



Primo piano Antelao dalla Tofana di Mezzo più da lontano



Tofana di Rozes e Marmolada primo piano dalla Tofana di Mezzo più da lontano



Sorapiss Antelao e Bosconero dalla Tofana di Mezzo



Sorapiss e Antelao primo piano dalla Tofana di Mezzo



Torrioni di Pomedes Croda da Lago e Pelmo dalla Tofana di Mezzo più da vicino



Tofana di Dentro primo piano dalla Tofana di Rozes



Bosconero Pelmo e Croda da Lago dalla Tofana di Mezzo



Puez e Odle dalla Tofana di Mezzo



Croda da Lago e Pelmo primo piano dalla Tofana di Mezzo più da vicino



Vista con Torrioni Pomedes Pelmo Croda da Lago e Civetta dalla Tofana di Mezzo più da vicino



Conturines in primo piano e sullo sfondo Puez e Odle dalla Tofana di Mezzo



Tofana di Rozes da buco nella roccia salendo alla Tofana di dentro



Croce di vetta Tofana di dentro e vista sulla Tofana di Mezzo



2 Tofane dalla Tofana di Dentro



Croda del Becco dalla Tofana di Dentro



Pelmo spunta dietro alla Tofana di Mezzo dalla Tofana di Dentro



2 Tofane dalla Tofana di Dentro più da vicino



Pelmo spunta dietro alla Tofana di Mezzo dalla Tofana di Dentro più da vicino



Tofana di Mezzo tra Pelmo e Civetta dalla Tofana di Dentro



Sasso delle Nove da Tofana di Dentro



Conturines Puez e Odle primo piano dalla Tofana di Dentro



Conturines Puez e Odle primo piano dalla Tofana di Dentro più da lontano



Sass de Putia dalla Tofana di Dentro



Guglia di roccia stratificazioni Tofana di Mezzo e Tofana di Rozes dalla Forcella Lamon col flash



Cavo ferrata Lamon e Tofana di Mezzo