Monte Popera dalla Capanna Fiscalina




Lunedì 20 agosto 2012: Capanna Fondovalle (1450) – Rifugio Zsigmondy (2224) – Lago Ghiacciato (2350) – Monte Popera (3046) e ritorno.


Partecipanti: Em e soundofsilence.


Lunghezza: 20 Km circa il percorso pulito.


Dislivello: 1630 circa.


Difficoltà: Generalmente le valutazioni globali per il percorso sono sull’EE (in assenza di problemi col nevaio che si incontra quando il ghiaione gira a sinistra, io però propenderei più per l’F, dato un tratto di arrampicata di I/II grado anche un poco esposto che si trova poco prima di giungere in cresta. Magari non è detto che abbiamo seguito perfettamente il percorso giusto e forse si può passare più facilmente, ma sia in salita che in discesa pur provando vie diverse non ci è sembrato ci fosse un passaggio tranquillo. Per il resto fino al predetto nevaio il percorso è E, quindi EE per la ripidità del ghiaione e alcuni passaggi su roccia fino alla cima, ma, comunque, niente di complicato a parte quanto detto all’inizio. Il passaggio per il torrente che ho fatto al ritorno direi invece che è da evitare risalendo brevemente al sentiero dell’andata, ed è decisamente difficile, specie se non si trovano i passaggi giusti (in questo caso le difficoltà aumentano molto e direi che ci sono passaggi di III/IV), direi quindi F.


Percorso in macchina: Il punto di partenza è la Capanna di Fondovalle della Val Fiscalina che si raggiunge dalla Val Pusteria percorrendola fino a San Candido, quindi svoltando a destra per Sesto e quindi Moso; a Moso si gira ancora a destra per Bagni di Moso (Bad Moos) e si prosegue fino al parcheggio a pagamento al termine della strada percorribile in macchina.


Percorso a piedi: Dal parcheggio si prende la sterrata verso sud diretta al Rifugio Capanna Fiscalina, che si raggiunge dopo una ventina di minuti di cammino; qui si continua dritti a destra sul sentiero 103 e dopo 400 metri si incontra un bivio: si prende quindi a sinistra, lasciando a destra il 102 per il Rifugio Locatelli. Seguiamo quindi il sentiero fino in vista del Rifugio Zsigmondy, dove prendiamo una traccia a sinistra che permette di tagliare un poco di strada e risparmiare qualche decina di metri di dislivello, perdendone comunque una ventina prima di ricongiungersi al sentiero 103 diretto verso Forcella Giralba. Si giunge quindi a un bivio nei pressi del Lago Ghiacciato: a sinistra il sentiero 103 va verso Forcella Giralba, mentre noi prendiamo il 101 per la strada degli Alpini. Seguiamo il 101 solo per circa 700 metri e quindi prendiamo a destra (cartello) il sentiero che si inoltra nel vallone del Popera. Si risale detto vallone su traccia segnata su ghiaioni al principio non molto ripidi, ma che lo diventano assai di più quando la valle svolta verso sinistra; Qui si trova anche un nevaio che a noi non ha dato problemi, essendoci tenuti ai margini dello stesso. In particolare conviene tenersi sulla sinistra del nevaio seguendo gli ometti da quel lato (se ricordo bene ce n’è qualcuno anche dall’altra parte) per non dovere poi attraversare in seguito il nevaio o farlo sulla più ripida (ma non impossibile) testata. Si continua quindi la salita su ghiaione, via via più ripido, fino a giungere alle prime roccette. Il punto critico è quando seguendo ometti e segni rossi ci si trova di fronte a un ripido e assai franoso canalino intervallato da alcuni saltini di roccia sicuramente più che di primo grado.
Noi in salita abbiamo seguito il canalino ma non siamo sicuri sia la via giusta non essendoci segni all’interno e essendo il percorso abbastanza insidioso e difficile; l’alternativa è di passare sulla crestina immediatamente a sinistra dello stesso (cosa che abbiamo fatto in discesa), dove qualche ometto o segno si trova pure, ma che comunque è abbastanza esposta e presenta passaggi anche qui almeno di primo grado, ma è certamente meno infida del canalino in questione. Passato questo punto non ricordo altre difficoltà particolari e si giunge in breve in cresta e la si risale fino alla croce di vetta e, volendo, fino alla successiva vera vetta distante poco meno di 200 metri. Per il ritorno si può seguire la stessa identica strada, passare dal Sentiero degli Alpini come ha fatto il mio collega (io c’ero già stato ed ero discretamente stanco), ma, in questo caso, bisogna avere ancora parecchio tempo e gambe a disposizione, o fare come ho fatto io che ho preso la scorciatoia segnata sulla destra che poco prima del Rifugio Zsigmondy scende senza risalire di quota passando vicino ad un serbatoio dell’acqua. Se si sceglie quest’ultima via occorre ricongiugersi al sentiero dell’andata quando il sentiero presenta un bivio in salita verso sinistra, se no la traccia continua scendendo lungo e nel torrente una ripida gola che presenta salti che comportano notevoli difficoltà alpinistiche, a meno che non si trovino scappatoie come ho fatto io saltando alla meglio dentro il torrente…
Immagino che in questo punto esistesse una traccia che passava sopra e a sinistra del torrente, ma mi pare di poter dire che sia franata più o meno come la vicina Cima Una….
Passata comunque la ripida gola il sentiero riprende senza più difficoltà e porta, tenendosi parallelo ma a quota inferiore di quello dell’andata, fino alla Capanna Fiscalina dove ci si ricongiunge al percorso dell’andata.


Conclusioni: Gita decisamente lunga di cui ho apprezzato in particolare le belle viste iniziali sulla Croda dei Toni che da snella e affilata diventa poi dalla vetta tozza e imponente, mentre il panorama dalla cima è molto bello, ma non entusiasmante perché alcuni gruppi come le Tre Cime e la stessa Croda dei Toni non presentano certo il loro lato migliore, mentre più interessante è la vista sulla vicina Cima Undici, Croda Rossa, Tre Scarperi e i Campanili del Popera.




Croda dei Toni dalla Capanna Fiscalina primo piano



Croda dei Toni dalla Capanna Fiscalina primo piano più da lontano



Croda dei Toni dalla Capanna Fiscalina



Croda dei Toni Cima Una e Crode Fiscaline dalla Capanna Fiscalina



Croda dei Toni dalla Val Fiscalina



Croda dei Toni dalla Val Fiscalina più da lontano



Croda dei Toni dalla Val Fiscalina più da vicino



Torre Undici e La Mitria alle prime luci dell'alba



La Lista e Croda dei Toni



La Lista e Croda dei Toni



Croda dei Toni avvicinandosi al Zsigmondy



La Lista e Croda dei Toni più da lontano



Cima Undici La Mitria e sole che spunta dalla Lista



Cima e Torre Undici primo piano



Cima Undici La Mitria e sole che spunta dalla Lista più da vicino



Lastron dei Scarperi e Punta Lavina Bianca avvicinandosi al Lago Ghiacciato



Lago Ghiacciato



Campanili Croda Toni spuntano sopra Forcella Giralba



Campanili Croda Toni spuntano sopra Forcella Giralba più da vicino



Cime d'Auronzo spunta sopra Forcella Giralba più da vicino



Cima d'Auronzo e Campanili Croda Toni spuntano sopra Forcella Giralba più da vicino



La Mitria entrando nel vallone del Popera più da lontano



Punta 3 Scarperi a sinistra e La Spada a destra dal vallone del Popera primo piano



Cima Grande Lavaredo Collerena e Paterno più da vicino



Cima Undici salendo al Popera



Cima Undici e Croda Rossa salendo al Popera



Croda Rossa salendo al Popera ancora più da lontano



Cima Undici e Croda Rossa salendo al Popera più da lontano



Vetta Popera dalla Croce più scura



Cima Bagni e Campanili Popera



Punta 3 Scarperi e Cima Undici dal Popera



Cima Undici e Croda Rossa dal Popera



Cima Undici dal Popera



3 Cime Croda Passaporto e Paterno dal Popera



Sorapiss dal Popera più scura



Campanili Popera dalla vetta primo piano



Monte Rudo e Croda dei Rondoi dal Popera



Punta 3 Scarperi e Cima Undici più da vicino



Grossglockner dal Popera



Croda Rossa dal Popera più da lontano



Vista da Monte Rudo a Cime Bulla dal Popera



Croce Popera dalla vetta



Cresta Szigmondy Cima Undici e Croda Rossa scendendo dal Popera



Croda de Toni Cima Una e Crode Fiscaline dalla Capanna più da lontano