Cadin di Nord Est per la Ferrata Merlone




Lunedì 2 Agosto 2010: Pian degli Spiriti – Rifugio Fonda Savio – Ferrata Merlone al Cadin di Nord-est e ritorno.


Partecipanti: Andrea e Davide.


Lunghezza: 8,2 Km circa. A/R.


Dislivello: 950 metri circa.


Difficoltà: E fino all’attacco della ferrata Merlone, poi EEA. La ferrata è costituita in gran parte da scale verticali, che pur esposte, non creano alcuna difficoltà, ma nella parte alta presenta anche alcuni tratti attrezzati con cavo, che, specie, in discesa, necessitano attenzione. Non si tratta, in ogni caso, di una ferrata elementare, pur non essendo difficile, come testimoniato anche dalla gente che qui ho visto tornare indietro alle prime difficoltà.


Percorso in macchina: Da Arabba si va al Falzarego e quindi si scende a Cortina, dove si prende per Misurina; che si raggiunge superato il Passo 3 Croci. A Misurina, costeggiato il lago, si prende la strada per le 3 Cime e la si segue per circa 600 metri, quindi si parcheggia a destra dove sono presenti i pannelli indicatori per il Rifugio Fonda Savio.


Percorso a piedi: Dal Parcheggio si segue la sterrata, che poi si trasforma in sentiero (n. 115), per il Fonda-Savio. Raggiunto il Rifugio si prende a destra (sud) seguendo le indicazioni per la ferrata Merlone e la Forcella del Nevaio (sentiero 116). Un cartello e segni blu sulle rocce indicano la deviazione a sinistra per la ferrata. Si attraversa quindi tutto il ghiaione fino a giungere alla base della parete sulla sinistra (facilmente neve, ripido ma non pericoloso) dove inizia la ferrata vera e propria.
A un primo tratto facile e scarsamente attrezzato segue una serie lunghissima di scale e, quindi, un tratto più impegnativo attrezzato con cavi prima in traverso e poi in verticale. Si giunge quindi, ormai in vista della vetta, a un pianoro non troppo inclinato, dove si scorgono sulla sinistra segni blu che potrebbero far pensare a una via di discesa.
Da qui con ancora qualche tratto attrezzato si giunge rapidamente al termine della ferrata su un’anticima del Cadin di Nord-Est. La vera vetta è più alta di una ventina di metri e non vi sono tracce né ometti che indichino la via e io non ho avuto tempo (mio figlio mi aspettava al rifugio) di verificare le eventuali difficoltà di ascensione che, comunque, non mi sono sembrate irrilevanti. La discesa l’ho effettuata lungo la stessa via, nonostante i segni blu di cui ho accennato in precedenza, visto che gli stessi sembrano sparire sul ciglio, ricoperto di ghiaietto, di un precipizio; magari il precipizio non c’è davvero, ma dato il ghiaietto e la mancanza di punti di assicurazione, non me la sono sentita di andare a vedere…


Racconto: Con mio figlio le escursioni si trasformano facilmente in gare di formula 1, così per raggiungere il Rifugio Savio dal Pian degli Spiriti impiegherò solo 50 minuti (500 metri dislivello – 1 e ¾ tempo previsto) e arriverò solo 10 minuti dopo di lui…
Dopo avermi così miseramente stracciato mio figlio non si degnerà neanche di darmi la rivincita e si fermerà ad aspettarmi al Rifugio…
Approfitterò così di un gruppo di escursionisti tornati indietro al Rifugio per chiedere informazioni, non avendo trovato la ferrata, per riposarmi aspettandoli…
Spinto anche dalla spontanea simpatia/invidia per una simile dimostrazione di imbranataggine, mi tratterrò ancora un po’ con il gruppo in questione. Purtroppo anche nella gara di imbranataggine finirò miseramente sconfitto, visto che non mi basterà mezz’ora di lotta con i nodi dell’imbrag(o n?)atura per evitare di partire ampiamente primo…
Persa così tra queste amenità l’ora guadagnata in precedenza resterò a corto di tempo in vetta e mi toccherà (a malincuore?) rinunciare al tentativo di salita degli ultimi 20 metri…
Nonostante questa eroica rinuncia mio figlio mi accoglierà, al mio ritorno al rifugio, arrabbiato perché ci ho messo troppo e dicendomi che si vergogna ad avere un padre così lento…


Conclusioni: C’è chi (anche tra i miei amici, e spero rimangano tali…) disdegna la ferrata Merlone per l’eccessiva presenza di scale che neanche consentono di toccare la roccia, ma, io, sinceramente, non mi faccio di tali problemi…
Le scale, anzi, sono il mio tipo di attrezzatura preferita nelle ferrate perché consentono una progressione in tutta sicurezza e senza difficoltà…
Più in generale per me le ferrate sono solo un mezzo per raggiungere posti che, altrimenti, non sarei in grado e non mi fa alcuna differenza il tipo di attrezzatura presente o non presente purchè io abbia la capacità di percorrerla, mentre posso capire che, chi abbia capacità di raggiungere in altri modi la vetta, possa anche storcere il naso di fronte a simili realizzazioni…
Piuttosto mi ha deluso il fatto che non siano stati attrezzati gli ultimi metri per la vetta e mi ha deluso un poco il panorama: in effetti la vista è decisamente più bella sul ghiaione prima dell’attacco della ferrata; dalla cima il panorama è più vasto, ma più piatto: siamo nel cuore dei magnifici cadini, ma, visti dall’alto, non regalono le fantastiche emozioni che si hanno, per esempio, dal sentiero Durissini…




Rifugio Savio Gruppo Tocci e 3 Cime salendo alla Merlone



Rifugio Savio Gruppo Tocci e 3 Cime salendo alla Merlone più da vicino



Gruppo Scarperi e Paterno salendo alla Merlone



Serie di scale in ferrata Merlone



Cadin di San Lucano dalla Merlone



Ramo Croda Liscia da Vetta Merlone



Forcella Peronat e Croda Bianca da vetta Merlone



Marmarole primo piano da vetta Merlone più da lontano



Cima 11 e Croda dei Toni primo piano da vetta Merlone più da lontano



Marmarole primo piano da vetta Merlone più da sinistra



Cimon del Froppa primo piano da vetta Merlone



Ometto vetta Merlone e 3 Cime



5 Scale scendendo da Merlone



Ghiaione Gruppo Tocci e 3 Cime scendendo dalla Merlone



Torre Wundt e 3 Cime scendendo da Merlone



Torre Wundt tra Gruppo e Torre Scarperi scendendo da Merlone più da lontano



Torre Wundt tra Gruppo e Torre Scarperi scendendo da Merlone più da destra



Ghiaione Gruppo Tocci e 3 Cime scendendo dalla Merlone più da vicino



Parete Cadin Nordest da attacco Merlone



Torre Wundt in ombra e 3 Cime tornando al Savio



Gruppo Tocci e Rifugio Savio in ombra con 3 Cime al sole



Torre Wundt in ombra e 3 Cime tornando al Savio più da lontano



Torre Wundt e 3 Cime primo piano tornando al Savio