Cristallo di Mezzo per la Ferrata Bianchi




Lunedì 9 Agosto 2010: Forcella Staunies – Ferrata Bianchi – Cristallo di Mezzo e ritorno.


Partecipanti: Andrea e Davide.


Lunghezza: 2,5 Km circa. A/R.


Dislivello: 250 metri circa.


Difficoltà: EEA, una delle più difficili ferrate che abbia mai fatto, insieme alla Zandonella alla Croda Rossa, il tutto aggravato dal fatto dall’aver ripercorso anche in discesa i punti più difficili (non essendoci accorti del sentiero di discesa). La prima metà che è obbligatorio percorrere anche in discesa e che si sviluppa tra saliscendi sempre in cresta è decisamente più facile della seconda, ma presenta comunque alcuni passaggi che in discesa richiedono attenzione, tra cui una zona bagnata e scivolosa. La seconda metà, che si sviluppa invece prevalentemente in salita, e si può evitare tramite il sentiero di discesa che è evidente, anche salendo, immediatamente sulla destra della ferrata, è decisamente più difficile e presenta vari punti strapiombanti di cui uno subito all’inizio. Il punto più difficile è comunque più avanti, dopo un paio di scale esposte, ed è costituito da un camino con una spaccatura strapiombante; oltre questa si raggiunge facilmente un’anticima segnata da un ometto di pietra e alta circa 3130 metri. Oltre l’anticima la ferrata prosegue praticamente in piano e in cresta fino alla cima, superando qualche altro punto critico, ma questa parte non l’ho percorsa e non posso dire molto. Sono giunto invece in vetta dopo aver ridisceso il tratto più difficile, tramite il sentiero di discesa: il sentiero di discesa non presenta alcuna difficoltà in entrambe le direzioni e può esere classificato EE (senza neve anche E) e consente di giungere in vetta in pochi minuti, mentre con la ferrata può occorrere più di un’ora. Unico problema del sentiero di discesa è la possibile presenza di neve che può complicarne la percorrenza: quando sono passato io era presente in un punto, circa a metà, un pericoloso scivolo di neve, ma la presenza di una corda, a sostituire il cavo sepolto sotto la neve, ha reso il passaggio sicuro.


Percorso in macchina: Da Arabba al Falzarego e quindi discesa verso Cortina. Da qui si prende per Misurina e, poco prima, del Passo Tre Croci, si parcheggia nel grande spiazzo della seggiovia per il Rifugio Son Forca. I prezzi per arrivare alla Forcella Staunies sono esorbitanti (22 Euro a/r), persino più cari di quelli della funivia delle Tofane, ma preferendo arrivare presto alla ferrata, date le previsioni non sicurissime, abbiamo rinunciato a salire a piedi almeno in parte. Volendo salire a piedi invece occorre proseguire fino al Passo 3 Croci e qui parcheggiare, quindi percorrere i 400 metri di dislivello per il Rifugio Son Forca, dal quale si può proseguire ancora a piedi (700 metri dislivello) fino alla Forcella Staunies, o prendere la bidonvia.


Percorso a piedi: All’Arrivo della Bidonvia a Forcella Staunies si salgono i pochi metri necessari per giungere al Rifugio Lorenzi e qui inizia subito la ferrata. Se ne percorre la prima metà in cresta e si giunge a un bivio (non segnalato): dritta davanti a noi la ferrata prosegue verticale (anzi leggermente strapiombante), mentre sulla destra dello sperone roccioso un comodo sentierino (la discesa della ferrata) giunge in vetta in pochi minuti. Io consiglierei di seguire questo più facile e veloce (neve permettendo) anche in salita, ma ognuno può scegliere quello che preferisce.


Racconto: Una di quelle giornate che possono segnare l’inizio o la fine della mia carriera alpinistica, ma che, in conclusione, lasciano tutto invariato mantenendomi sospeso in un’aurea (neanche troppo) mediocrità…
La mia guida Kompass sulle ferrate delle Dolomiti dice che la discesa della ferrata si fa sullo stesso percorso della salita: sarà un’incubo che mi terrà in apprensione per tutta la salita…
Giunto al tratto strapiombante dove inizia la seconda metà della ferrata la mia carriera alpinistica diventa subito a forte rischio: ho paura, in effetti, di non saper ridiscendere… Mio figlio è già passato, lo faccio tornare indietro, lui non ha problemi… Mi fermo un po’ indeciso, c’è anche un sentierino sulla destra che sembra poter portare da qualche parte, ma c’è un po’ di neve e nessuna indicazione, potrebbe essere pericoloso…Guardo poi la gente che passa: non sembrano tutti provetti alpinisti, possibile che solo io mi faccia questi problemi? Mi faccio allora coraggio e passo… Nuovi punti ancora più difficili mi aspettano: sull’ultimo, una spaccatura strapiombante, anche mio figlio ha qualche problema. Giungiamo infine a un’anticima, mio figlio non vuole più proseguire, non per le difficoltà, ma stufo di una ferrata che non finisce mai e ci fa perdere ore per fare pochi metri…
Io, ormai rassegnato, penso che se proprio devo morire, tanto vale che prima mi tolga la soddisfazione di giungere in vetta e proseguo, lasciando mio figlio sull’anticima. Dopo un primo tratto di cresta facile mi accorgo che la vetta non è così vicina come sembrava: una coda di persone cerca di superare un camino senza riuscirci; è troppo, mio figlio mi aspetta spazientito, decido di tornare, mettendo così la parola fine sulla mia nascente carriera alpinistica…
Iniziamo quindi la terribile discesa della ferrata, ma io mi attardo, come ultima speranza, a guardare alcune persone che scendono dalla vetta su una cengia innevata al di sotto della ferrata per capire se la cengia prosegue e permette di superare il tratto difficile…. Disgraziatamente le persone che osservo dalla cengia ritornano sulla ferrata, non c’è niente da fare… Scendiamo quindi il più prudentemente (e il più lentamente possibile) e quando siamo praticamente fuori dalle difficoltà incontriamo una simpatica coppia che ci avverte che questa non è la discesa… ‘Leggermente’ arrabbiato, decido che non è il caso di prendere un’ulteriore fregatura dopo gli insuccessi dei giorni scorsi, e risalgo velocemente dal sentiero di discesa fino alla vetta in meno di dieci minuti…
In conclusione io che avevo paura a fare la salita mi sono trovato a fare anche la discesa, senza incontrare poi molte più difficoltà che in salita, speriamo che questo non mi convinca troppo delle mie capacità spingendomi pericolosamente verso imprese semi-alpinistiche…


Conclusioni: Dal terrazzo del Rifugio già ci si trova sulla porta di uno scenario grandioso con le vette e i torrioni del Cristallo così vicini che sembra di poterli toccare…. La ferrata però, forse non realizza tutte le speranze nate al rifugio e dopo un primo tratto interessante sulla cresta costellata di torrioni, si addossa troppo alla parete per consentire interessanti visuali, tanto che trovo decisamente meglio percorrere il sentiero di discesa, che consente anche di risparmiare parecchio tempo. Il panorama dalla vetta non lo posso giudicare bene data la visibilità non ottimale, ma mi è sembrato di essere troppo in alto per avere quella visione ‘plastica’ delle cime circostanti che tanto mi piace…




Piz Popena e Cristallo di Mezzo dal Lorenzi



Rifugio Lorenzi dalla ferrata Bianchi



Cristallo di Mezzo dalla ferrata Bianchi



Croda Rossa d'Ampezzo primo piano dal Cristallo di Mezzo



Croce vetta Cristallo di Mezzo con nebbia incombente



Guglie in ferrata Bianchi più da vicino



Ponte sospeso ferrata Dibona primo piano con Croda Rossa sulla destra più da lontano



Croce Lorenzi e Picco Vallandro sullo sfondo dalla ferrata Bianchi



Croce Lorenzi tra 2 torrioni da ferrata Bianchi più da lontano



Persone in Ferrata Bianchi sovrastate da torrioni



Croce Lorenzi e torrione a fianco primo piano



Piz Popena primo piano dal Rifugio Lorenzi