Torri del Vajolet e Passo Valbona da Gardeccia




Venerdì 19 agosto 2011: Gardeccia – Rifugio Vajolet – Passo Re Laurino – Rifugio Vajolet – Passo Valbona – Gardeccia.


Partecipanti: Soundofsilence.


Lunghezza: 11 Km. circa.


Dislivello: 1050 circa.


Difficoltà: EE la salita al Rifugio Re Alberto dal Rifugio Vajolet; in questa parte vi sono anche vari tratti attrezzati con cavi metallici, ma sono perlopiù superflui, quindi lo è anche l’imbragatura. F la salita al Passo Valbona e il muoversi ed esplorare intorno all’omino bucato in cima al Passo medesimo, sia per la ripidità del ghiaione, sia per l’esposizione di alcuni passi per avvicinarsi all’omino, cosa che richiede prudenza per il ghiaietto sulle rocce. Tutto il resto E.


Percorso in macchina: Da Canazei si scende per la Val di Fassa fino a Pera di Fassa e si parcheggia nell’ampio spiazzo sulla sinistra dove partono i pulmini navetta per Gardeccia (cartello indicatore). Si prende quindi il pulmino e si arriva a Gardeccia.


Percorso a piedi: Da Gardeccia si prende la strada sterrata che sale ai Rifugi Vajolet e Preuss e, raggiuntili, si piega a sinistra prendendo il ripido sentiero per il Rifugio Re Alberto. Raggiunto il Rifugio conviene salire al soprastante Passo di Re Laurino dal quale si ha una vista migliore delle Torri del Vajolet, si può poi continuare verso il Passo Santner fino a quando un bivio non segnato sulla sinistra riporta, passando sull’altro versante, al Rifugio Re Alberto. Questo breve giro consente di godere di tutti i migliori punti di vista sulle torri e, compiutolo, si può ridiscendere ai Rifugi Vajolet e Preuss.
Da qui si imbocca il sentiero per il Passo Principe (n. 584) e giunti circa a quota 2460, nei pressi di un grosso masso, si può salire il ghiaione di fronte (verso nord-ovest) per giungere al Pasos Valbona, caratterizzato da alcune guglie, a est di Cima Vajolet. La salita prevede circa 160 metri di dislivello e conviene affrontarla nella parte centrale dove non ci sono le roccette, presenti invece sulla parte sinistra e che, pur non insormontabili, nella parte alta possono dare qualche problema per il ghiaietto che le ricopre.
Per raggiungere e vedere l’arco occorre, dal punto più basso del passo, seguirne la cresta verso nord-est (la parte opposta di Cima Vajolet), aggirando le guglie di roccia (la più grande delle quali più delicatamente sul versante opposto a quello di salita) e giungendo così alla base, versante sud, del basamento roccioso sopra il quale svetta l’arco (che però, da qui e durante tutta la salita, appare come una semplice guglia rocciosa).
Si risale il basamento per un facile (neanche primo grado) canalino con un po di ghiaietto (attenzione) e si ritorna sull’esile crinale; qui con ancora pochissimi passi verso nord ci si può sedere su una comoda roccetta dalla quale, finalmente, si riesce a scorgere il meraviglioso arco naturale. Si torna quindi per la stessa via al rifugio Vajolet e quindi a Gardeccia.


Conclusioni: I due posti visitati sono stupendi e non è un caso che ci sono tornato per la terza volta, nella speranza di trovare qualche nuovo punto di vista su queste meraviglie della natura. Per le Torri del Vajolet l’obiettivo era andare al Passo Re Laurino, sempre mancato di poco nelle precedenti visite, che consente una visione più ‘affilata’ delle torri e questo primo obiettivo posso dire di averlo centrato.
Meno bene è andata al Passo Valbona, dove avevo invece l’obiettivo di avere una vista di insieme di tutte le guglie del passo e non solo dell’omino bucato, come avevo visto in una foto su internet: sono riuscito sì a individuare il punto da cui si può avere questo magnifico panorama, ma non sono riuscito a raggiungerlo, pur avendo tentato per 2 strade diverse. La prima scendendo sul versante opposto a quello di salita e lato Cima Vajolet (da questa parte il ghiaione è molto meno ripido) e poi tentando di traversare in orizzontale fino alla cresta dietro all’omino bucato che è appunto il punto panoramico da raggiungere, ma ho desistito perché l’ultimo pezzo di traversata è ripidissimo e non perdonerebbe una scivolata.
La seconda tentando dal ‘sedile’ di fronte alla’Omino di proseguire in cresta: sono riuscito a farne un pezzettino abbracciando la roccia usata come sedile, ma, poi, non me la sono sentita di scendere i susseguenti gradoni ricoperti di ghiaetto che mi avrebbero permesso di giungere sull’agognata cresta, forse se mi fossi portato dietro i bastoncini ci avrei potuto provare… Non escludo comunque di provarci un’altra volta, magari in compagnia, sarei sicuramente più tranquillo…




Torri del Vajolet da sotto



Torri del Vajolet di fronte



Torri del Vajolet dal Passo Re Laurino



Torri del Vajolet dal Passo Re Laurino vista più centrale



Torri del Vajolet dal Passo Re Laurino più da destra



Torri del Vajolet dal Passo Re Laurino primo piano



Torri del Vajolet dal Passo Re Laurino più chiara



Torri del Vajolet salendo verso Passo Santner



Torri del Vajolet salendo verso Passo Santner primo piano



Torri del Vajolet e Rifugio Re Alberto



Torri del Vajolet salendo verso Passo Santner primo piano più da lontano



Torri del Vajolet e Cima Scalieret



Torri del Vajolet laghetto e Scalieret



Torri del Vajolet laghetto e Scalieret più da vicino



Laghetto e Torri del Vajolet



Laghetto e Torri del Vajolet molto più da lontano



Laghetto e Torri del Vajolet più da lontano



Torri del Vajolet da sotto tornando al Rifugio Preuss



Torri del Vajolet da sotto tornando al Rifugio Preuss più da vicino



Torri del Vajolet salendo al Passo Valbona



Torri del Vajolet salendo al Passo Valbona più chiara



Cima Vajolet con 2 buchi da Passo Valbona



Arco Passo Valbona da dietro



Arco Passo Valbona da dietro più chiara



Arco Passo Valbona più da lontano



Arco Passo Valbona più da lontano più da sinistra



Arco Passo Valbona più da lontano più da sinistra più chiara



Arco Passo Valbona più da lontano più da destra



Passo Valbona dalla Val Ciamin più da vicino