Passo Valbona




Mercoledì 11 Agosto 2010: Gardeccia – Rifugio Vajolet - Forcella Vajolet? e ritorno.


Partecipanti: Andrea e Davide.


Lunghezza: 8 Km circa A/R.


Dislivello: 700 metri circa.


Difficoltà: T da Gardeccia al Rifugio Vajolet, E dal Vajolet al ‘bivio’ (bisogna immaginarselo in realtà…) per la Forcella Vajolet?. La salita alla Forcella Vajolet? (in realtà sulle cartine non ha nome) la classificherei EE: anche se si sale senza traccia e il ghiaione è molto ripido si possono comunque scegliere varie vie di salita e la meta è vicina e evidente.


Percorso in macchina: Da Arabba attraverso il Pordoi fino a Canazei e quindi si discende la Val di Fassa fino a Pozza dove si trova il piazzale dal quale partono i pulmini per Gardeccia. Qui occorre prendere il pulmino a pagamento (8,50 euro A/R), da non escludere comunque la possibilità di fare a piedi il pezzo di strada dall’inizio del divieto fino a Gardeccia, data la non eccessiva lunghezza del percorso e la sua scarsa pericolosità (dalla forcella la via di ritirata scivolando sul ripido ghiaione è molto veloce…).


Percorso a piedi: Da Gardeccia si segue la sterrata per il Rifugio Vajolet e quindi il sentiero per il Passo Principe (n. 584). Giunti circa a quota 2460, nei pressi di un grosso masso, si può salire il ghiaione di fronte (verso nord-ovest) per giungere alla forcella, caratterizzata da alcune guglie, a est di Cima Vajolet (senza nome sulle cartine).
La salita prevede circa 160 metri di dislivello e conviene affrontarla nella parte centrale dove non ci sono le roccette, presenti invece sulla parte sinistra e che, pur non insormontabili, nella parte alta possono dare qualche problema per il ghiaietto che le ricopre. Per raggiungere e vedere l’arco occorre, dal punto più basso della forcella, seguirne la cresta verso nord-est (la parte opposta di Cima Vajolet), aggirando le guglie di roccia (la più grande delle quali più delicatamente sul versante opposto a quello di salita) e giungendo così alla base, versante sud, del basamento roccioso sopra il quale svetta l’arco (che però, da qui e durante tutta la salita, appare come una semplice guglia rocciosa).
Si risale il basamento per un facile (neanche primo grado) canalino con un po di ghiaietto (attenzione) e si ritorna sull’esile crinale; qui con ancora pochissimi passi verso nord ci si può sedere su una comoda roccetta dalla quale, finalmente, si riesce a scorgere il meraviglioso arco naturale…
Si ridiscende quindi velocemente, ammirato l’arco naturale e il buco nella Cima Vajolet, al sentiero segnato e si torna per la stessa via.


Racconto: Rifare lo stesso identico percorso di 4 giorni prima per aggiungere solo i pochissimi metri necessari per vedere l’arco naturale può sembrare una cosa folle e incomprensibile, folle e incomprensibile per chi non sia animato da una passione come la mia per questi posti sconosciuti e bellissimi…
La passione in questo caso era nata l’anno scorso sulla Cima Scalieret, da dove avevo ammirato a lungo l’esile cresta, le sue guglie e l’incredibile arco naturale che sembra reggersi a dispetto della forza di gravità: da quel giorno quell’immagine mi è rimasta indelebilmente impressa nel cuore…
Riuscire a raggiungere uno di questi posti bellissimi e sconosciuti, dove ben poche persone sono passate, mi dà un gusto particolare e li sento miei, profondamente, quasi fossero parte di me…
Peccato non riuscire a trasmettere queste sensazioni a mio figlio che è venuto con me, ma che pensa a tutt’altro…
Non mi resta che tentare di trasmetterle attraverso internet, chissà se c’è qualcuno che può capirmi…


Conclusioni: Magari non a tutti questa magnifica forcella darà le stesse sensazioni che a me, però credo non si possa rimanere del tutto indifferenti alla sua bellezza e precarietà. In ogni caso la visita può essere abbinata facilmente ad altre mete in zona, quali le Torri del Vajolet o il Catinaccio d’Antermoia; io consiglierei però di abbinarla alla salita alla Cima Scalieret salendo e discendendo dalla quale si può ammirarla da distante e decidere se ne vale la pena… In particolare si potrebbe fare un anello che salga alla Cima Scalieret da sud (mi pare ci sia un sentiero segnato salendo verso Passo Principe) e scenda a nord al Passo d’Antermoia, dal quale si può poi scendere al Passo Principe e quindi arrivare alla Forcella in questione.


Nota a Posteriori: la forcella innominata sulle cartine in mio possesso si chiama in realtà Passo Valbona.




Arco e guglia a destra a Passo Valbona



Arco Valbona e sole tra le nuvole



Arco Valbona e sole tra le nuvole più dal basso



Arco Valbona e sole



Arco Valbona e sole vista verticale



Arco Valbona e sole più chiara



Arco Valbona e sole ancora più chiara



Arco Valbona e sole vista verticale più chiara



Arco Valbona e sole più dal basso



Arco Valbona e sole ancora più chiara più da vicino



Arco Valbona e sole ancora più dal basso



Arco Valbona e sole sempre più dal basso



Arco Valbona tagliato a destra vista verticale



Arco Valbona vista verticale più dal basso



Buco Cima Vajolet più scura



Arco Valbona e sole sempre più dal basso più chiara



Buco Cima Vajolet più da vicino



Arco Valbona e sole sempre più dal basso ancora più chiara



Arco Valbona e sole più da destra



Arco Valbona e sole più da destra più scura



Arco Valbona senza sole



Arco Valbona senza sole più scura



Arco Valbona senza sole più scura più dal basso



Arco e guglia a destra a Passo Valbona più da lontano



Passo Valbona scendendo