Monte Ragola dal Passo dello Zovallo




Lunedì 25 aprile 2011: Passo Zovallo – Monte Ragola – Monte Camulara – Prato Grande – Poggio dell’Orlo – Passo Zovallo


Partecipanti: Lusciandro e Soundofsilence


Lunghezza: 20 Km circa.


Dislivello: 950 m. circa.


Difficoltà: Tutto E, tranne la salita al Poggio dell’Orlo, senza sentiero vero e proprio e su terreno ripido, che pur non richiedendo l’uso delle mani, richiede comunque esperienza nella scelta del percorso e attenzione per non scivolare, che per i predetti motivi è da classificare EE. Senza problemi invece la salita al Monte Ragola che riterrei essere di livello E, anche se su terreno un po’ più ripido di tutto il resto.


Percorso in macchina: Da Genova si possono scegliere vari percorsi, più o meno tutti equivalenti. Per chi soffre le curve conviene andare in autostrada fino a Lavagna risalire quindi a Borzonasca e poi a Parazzuolo per la Sp586 dove ci si ricongiunge con il percorso alternativo che da Genova arriva a Bargagli e quindi scende in val Fontanabuona per la Galleria delle Ferriere per poi risalire il Passo della Scoglina e arrivare infine al predetto bivio di Parazzuolo.
Plausibile anche una terza alternativa (suggerita dal mio GPS) che prevede che da Bargagli si continui vero Torriglia e Montebruno e quindi si svolti a destra per Reisoni, Casoni e Cabanne, dove ci si ricollega con gli altri itinerari.
Da Parazzuolo si procede verso Rezzoaglio, dove si prende a sinistra, proprio in corrispondenza del cartello che indica invece Santo Stefano a destra (si risparmiano così 7 Km.), si passano le località Caselle eCasa Rossa e si giunge a Santo Stefano. A Santo Stefano si svolta a destra su Via Costignola e, quindi, sempre a destra su via Piacenza, seguendo così sempre la sp654 fino al Passo dello Zovallo, dove c’è ampio parcheggio.


Percorso a piedi: dal parcheggio si prende verso nord il sentiero segnato per Prato Grande e Monte Ragola. Dopo circa 600 metri si giunge nei pressi di un recinto, che si attraversa sulla sinistra, attraverso apposito passaggio. Il sentiero, in questo tratto, si mantiene poco sotto e a sinistra del crinale dello Zovallo, che volendo, si può invece percorrere, seguendo una traccia che segue la recinzione.
In ogni caso non fa molta differenza, visto che i 2 percorsi passano, al massimo, a 50 metri l’uno dall’altro, ma, quasi sempre, la distanza è molta meno e la differenza di quota praticamente insignificante e, dopo la vetta dello Zovallo (non segnalata) si riuniscono in poche decine di metri. Superato quindi il Monte Zovallo si arriva ben presto al bivio tra il sentiero 35 (sinistra) e 37 (destra). Per l’andata prendiamo a destra il 37 per il Ragola e lasciamo il 35 per il ritorno, onde arrivare prima in vetta. Dal Bivio si giunge in cima al Ragola in poco più di un Km. e si scende poi verso Prato Grande.
A Prato Grande si imbocca il sentiero 39 per il Monte Camulara, che, nella prima parte è parallelo a quello appena fatto, ma in direzione opposta. Come per il Monte Zovallo anche qui il sentiero passa poco sotto la cima del monte e, volendo raggiungerne la vetta, occorre fare una deviazione, senza sentiero, di circa 150 metri. Non che ne valga la pena, trattandosi praticamente di un altopiano non molto panoramico, inoltre la vetta non è segnalata e bisogna ‘sceglierla’ ad occhio.
. Passato anche il Camulara si continua sul sentiero 39, che diventa poi una sterrata. Sulla sterrata si incontra una brevissima deviazione sulla sinistra segnalata per la Grotta del Partigiano; si tratta solo di 50 metri e, anche se la grotta non è per niente spettacolare, non costa niente andarci. Si continua poi sulla sterrata e dopo 900 metri si giunge al bivio con il sentiero 35, che occorre imboccare sulla sinistra, in direzione opposta e parallela a quella da cui siamo venuti.
Si segue quindi il 35 fino a Prato Grande, dove conviene dirigersi a vista verso il Rifugio Monte Ragola, posto sull’estremità opposta del Prato. A nord del rifugio si ‘staglia’ l’evidente Poggio dell’Orlo; per raggiungerlo occorre procedere a vista: si raggiunge prima una modestra elevazione rocciosa a neanche 200 metri dal rifugio e poi si punta verso la parete sud del Poggio dell’Orlo. Quando la si raggiunge occorre scegliere la via migliore, approfittando, magari, di qualche traccetta appena visibile.
Per giungere in vetta occorre scavalcare il recinto spinato che segue il crinale, approfittando di uno o 2 punti dove questo è più basso. Si torna quindi sulla stessa via al Rifugio. Dal Rifugio il sentiero 21, imboccato verso sud-est, riporta in 300 metri sul 35, che va imboccato verso destra. Si segue quindi il sentiero 35 fino a giungere al bivio visto all’andata, da dove, in breve si giunge al Passo dello Zovallo per la strada dell’andata.


Racconto: Abituati al solito meteo dispettoso che dopo una settimana di bel tempo ci propina invariabilmente un sabato e una domenica piovosi, partiamo il lunedì (di Pasqua, nonché 25 aprile) credendo così di poterlo fregare…
Il risultato sarà, in effetti, una giornata di sole, ma a Genova, mentre noi saremo a goderci la nebbia sull’appennino parmense…
Punto di partenza della gita il Passo dello Zovallo, raggiunto brillantemente con l’ausilio di ogni mezzo tecnico a nostra disposizione: 2 cartine, 1 atlante stradale e 2 GPS, nonché, indispensabile, una risolutiva monetina da lanciare per aria…. Dal passo ci dirigiamo verso l’omonimo monte, che manchiamo appena di una ventina di metri, un risultato, tutto sommato, non disprezzabile data la visibilità non ottimale.
Nebbia anche sul Ragola, ma qui ci devono essere abbastanza abituati se, per centrare la vetta, hanno dovuto mettere 3 croci...
Dopo le 3 croci decidiamo di salire, si fa per dire, trattandosi di un altopiano che si eleva sì e no un metro dal sentiero, anche sul terzo monte: il celeberrimo Camulara...
Qui la nebbia si sarebbe pure un po’ diradata, ma non si vede niente lo stesso, essendo che siamo circondati da alberi….
Proseguiamo quindi la gita con crescente entusiasmo e arriviamo a un cartello: “Grotta del Partigiano 5 minuti” dice la scritta, Lusciandro, più che soddisfatto dalle precedenti remunerative vette conquistate, preferirebbe non esagerare con le soddisfazioni e tirerebbe volentieri dritto, ma, causa un mio tragico e assolutamente involontario errore di pronuncia, percepisce la parola ‘Parmigiano’ al posto di Partigiano e, in questi casi, si sa che il digiuno (ma quale?) è sempre più forte del dolore…
Sbrigata quindi anche l’ennesima freg…, cioè, volevo dire, visitata la capiente (1 metro cubo) grotta ritorniamo sul sentiero 39 e arriviamo all’incrocio col 35 che usiamo per tornare indietro e completare l’anello; in quanto a tornare indietro non c’è niente da dire: in effetti il sentiero 35 torna proprio indietro, per almeno un Km., a pochi metri di distanza dal sentiero appena percorso…
Giunti infine al Rifugio Monte Ragola, lascio Lusciandro ad affogare i dispiaceri di giornata in un bicchiere di vino e mi dirigo verso il Poggio dell’Orlo, nel tentativo di raggiungere almeno una vetta decente. Come vetta niente da dire, è sicuramente la migliore della giornata, peccato solo che, forse consci di essere sull’Orlo, abbiano deciso di delimitarlo con un bel recinto di filo spinato che costringe a qualche piccola acrobazia per salvare alcuni dettagli anatomici che non ricordo bene a cosa servano, ma, se ci sono, un motivo ci sarà pure…
Torno quindi al Rifugio e trovo un gestore più amichevole di quel che mi sarei aspettato, mi offre pure un caffè che non gli avevo chiesto: avergli lasciato per mezz’ora Lusciandro si vede che gli avrà sistemato il budget per almeno una settimana…
Soddisfatti quindi entrambe, chi nello spirito e chi nel corpo, torniamo alla macchina progettando nuove gite, che, almeno in questa fase, sono sempre perfette…


Conclusioni: Gita piacevole, nonostante la nebbia, ma che potrebbe essere resa più interessante, probabilmente, facendo un giro che passi dai Laghi Bino e Moo, quest’ultimo soltanto intravisto dal Poggio dell’Orlo, ma sicuramente interessante per l’isola/palude a ferro di cavallo che lo caratterizza e l’ambiente umido circostante.
Interessante mi è sembrata anche la cresta che si vede di fronte tornando dal sentiero 35 verso Prato Grande: non so se il sentiero in partenza da Cassimoreno passa di lì, ma credo sia comunque percorribile, in ogni caso varrebbe la pena di percorrere questo sentiero che porta anche alla Cascata dell’Aquila. Poco da dire invece sulla zona Ragola/Zovallo, resa sicuramente poco godibile dal brutto tempo, torneremo comunque per giudicare meglio e visitare i sunnominati laghi, cascata e cresta.




Ragola nella nebbia salendovi



Croce di vetta Ragola più da lontano



Prato Grande e Poggio dell'Orlo



Ruscello Prato Grande e Poggio dell'Orlo



Formazione rocciosa all'ingresso di Prato Grande più da vicino



Lago Moo dal Poggio dell'Orlo più scura



Lago Moo dal Poggio dell'Orlo primo piano più da vicino



Lago Moo dal Poggio dell'Orlo primo piano più da lontano



Il Roccone e Prato Mollo dal Poggio dell'Orlo più da vicino



Recinto e Monte Ragola dallo Zovallo più da vicino