Monti Orsaro – Marmagna – Braiola – Aquilotto – Aquila - Sterpara




Mercoledì 25 maggio 2011: Cancelli – Lago Santo – Lago Padre – Monte Orsaro – Monte Braiola – Monte Marmagna – Monte Aquilotto – Monte Aquila – Sella Sterpara – Lago Santo – Monte Sterpara – Cancelli.


Partecipanti: Soundofsilence.


Lunghezza: 16,6 Km. circa.


Dislivello: 1100 circa.


Difficoltà: Tutto E, forse la salita allo Sterpara potrebbe essere qualificata EE, data la mancanza di sentiero, si tratta comunque di un tratto breve, ma, in discesa è comunque facile perdere la direzione nel bosco. Abbastanza facile poi perdere il sentiero, anche se segnato, tra Cancelli e il Lago Santo e il bosco non permette tanto facilmente di orientarsi, occorre quindi prestare molta attenzione ai segnavia, che, in alcuni tratti, sono scarsi e non facilmente individuabili. Un po’ più ripida anche la salita dalla Foce dell’Orsaro alla vetta, ma non credo si possa definire propriamente EE.


Percorso in macchina: Da Genova in autostrada sulla A12 fino a Spezia e poi sulla A15 fino a Pontremoli, dove si prende la Strada provinciale per il Passo del Cirone che si segue fino al Passo. Dal passo si continua in discesa sulla stessa strada fino all’incrocio con la Sp74, che si imbocca sulla destra, seguendo le indicazioni per Lagdei. Dopo 1,5 Km si incrocia la Sp86 e si imbocca anche questa sulla destra, sempre seguendo le indicazioni per Lagdei.
Si continua fino alla località Cancelli, riconoscibile per l’ampio parcheggio e i semafori e le sbarre che limitano l’accesso a Lagdei nei giorni di maggior affluenza, e qui si parcheggia.


Percorso a piedi: Da Cancelli si prende il sentiero delle Carbonaie (segnavia 723b) fino al Lago Santo; volendo si può fare una piccola deviazione, poco prima che il sentiero inizi a scendere verso il Lago Santo, sulla sinistra per il Monte Sterpara, che offre un bel panorama su Lago Pradaccio e Roccabiasca, a patto di combattere un poco con la vegetazione in vetta….
Il punto in cui io ho deciso di salire allo Sterpara si trova circa 470 metri prima dell’incrocio con il sentiero 723a, ma non è necessario indovinarlo esattamente, essendo che non esiste una vera e propria traccia, è necessario soltanto cercare un punto dove la scarpata non sia troppo ripida e permetta di risalire sopra il sentiero (il punto dove sono salito io è il primo – venendo dal Lago Santo – in cui ci si riesce agevolmente, ma da lì in poi è possibile con continuità).
Giunti al Lago Santo si prosegue per il rifugio Mariotti e si continua a costeggiare il Lago sul sentiero 723 e poi si svolta a destra. Poche decine di metri dopo la svolta a destra ci si trova un bivio: qui si prende a destra il sentiero 729 per il Lago Padre e la Foce dell’Orsaro. Oltre 800 metri dopo il Lago Padre (si tratta in realtà di una torbiera) si incrocia il sentiero 727 che si dirige verso destra e verso il Monte Fosco; noi proseguiamo invece diritti sul 729 e verso la Foce dell’Orsaro; Dopo 200 metri un nuovo bivio: a sinistra per la Sella del Marmagna e a destra verso l’Orsaro, dove ci dirigiamo. Dalla Foce dell’Orsaro si giunge in vetta in un quarto d’ora e si ridiscende alla Foce.
Dalla Foce dell’Orsaro iniziamo la cavalcata di crinale sul sentiero 00 (numerazione fissa di tutti i sentieri di crinale in Emilia) che porta a passare in sequenza sul Monte Braiola, Marmagna, Aquilotto e Aquila. Dal Monte Aquila si ridiscende fino al bivio (a destra) col sentiero 719a che porta in breve alla Sella Sterpara. Da qui, continuando sullo stesso sentiero, che diventa 719, si ritorna in breve al Lago Santo e da qui al parcheggio.


Racconto: E’ molto triste passare dalla gita in numerosa e piacevole compagnia all’Alpe di Succiso ad una in completa solitudine….
In macchina mi dico, tra me e me, che la parte più dura sarà il viaggio, poi la bellezza dei posti potrà, forse, distrarmi… Giungo così al casello di Aulla, dove decido di uscire, nonostante il GPS mi dica di proseguire fino a Pontremoli, giusto per avere almeno questo in comune con la gita precedente….
Devo affrontare però, subito, un momento molto triste: una fredda voce metallica mi chiede dei soldi e nessuna mano amica mi viene in soccorso…. Mi tocca pagare, quanto mi mancano i miei amici!
Il viaggio da solo sembra interminabile, anche perché manco il bivio per il Passo del Cirone e arrivo quasi alla Cisa prima di rendermene conto….
Una provvidenziale stradina, larga la metà di quella per il Colle della Lombarda, mi consentirà di evitare di tornare indietro….
Finalmente a Lagdei! Cammina che ti passa mi dico, pensando così di poter sconfiggere la nostalgia, ma non ho fatto che poche centinaia di metri nel bosco che mi sento solo più che mai….
Quanto mi mancano i miei amici!
Se solo fossero qui anche loro, le zanzare non morderebbero solo me…..
Finalmente giungo al Rifugio Mariotti. Per sentirmi meno solo mi fermo a chiedere informazioni, anche se so già tutto….
Il rifugista che, evidentemente si rende conto del mio stato d’animo, cerca di tirarmi un po’ su dicendomi che per il giro che voglio fare ci vogliono ancora 10 ore e che la salita alla Roccabiasca è alpinistica!!!???
Sinceramente non mi risultava, ma ho lasciato la guida in macchina, con me ho solo la cartina.
Avrò poi occasione di controllare a casa: evidentemente il mio abbigliamento da montagna con pantaloni stracciati e scoloriti a metà, nonché le macchine fotografiche e il GPS che mi pendono da tutte le parti, devono fare un’impressione alla gente di montagna simile a quella che fanno le signore con tacchi a spillo e minigonna sui sentieri, se, anche stavolta, ho incontrato un’anima pia che, nel tentativo di salvarmi da morte certa, non ha esitato a inventarsi difficoltà inesistenti….
Mi chiedo però perché queste cose succedono solo a me, Alec, per esempio, viene in montagna in pigiama e ciabatte, e mai nessuno gli dice niente, c’è qualcosa forse che mi sfugge?
Lascio quindi il Rifugio e giungo a un’ignobile torbiera a lato del sentiero, un cartello dice che qualcuno ha avuto l’idea di chiamarla “Lago Padre”. Altri dieci minuti e incrocio un’altra torbiera più piccola, che nessuno ha avuto il coraggio, almeno fin’ora, di chiamare Lago Figlio…..
La nostalgia dei miei amici si fa sempre più forte; per illudermi di essere con Maury faccio allora incetta di vette: Orsaro, Braiola, Marmagna, Aquilotto, Aquila e Sterpara….
Mi risparmio il Brusà e la Roccabiasca, giusto perché il rifugista non mandi a chiamare il soccorso alpino….
Torno al Rifugio, un folto gruppo di milanesi intona canti di montagna, hanno appena finito di mangiare (e di bere)… penso a Lusciandro….
Non mi resta che tornare, sempre più triste, alla macchina e affrontare il Cirone di ritorno, chissà che non riesca a farlo meglio della Sampdoria…


Conclusioni: Gran bel posto il lago Santo, e anche il Lago Pradaccio (o delle Guadine) non è male, anche se non mi ci sono avvicinato abbastanza. Bella la vista dal crinale dello Sterpara che separa i 2 predetti laghi e bella la vista dallo Sterpara sull’aguzza (ma solo da un lato, checché ne dica il rifugista…) Roccabiasca e il lago sottostante. Il panorama dal crinale è sempre molto ampio, ma di questa stagione un po’ offuscato. Nonostante tutto questo la zona est, dai Lagoni in poi, è molto più bella….




Lago Santo



Lago Santo tra gli alberi



Lago Santo più da lontano



Ruderi in Lago Santo



Lago Padre



Lago Santo Roccabiasca e crinale cento Laghi ancora più da vicino



Lago Santo Roccabiasca e crinale cento Laghi primo piano più da vicino



Cippo in vetta a Braiola e Orsaro sullo sfondo



Lago Santo scendendo dal Marmagna primo piano



Lago Santo dall'Aquilotto primo piano



Lago Santo e crinale Sterpara scendendo dall'Aquilotto più da vicino



Crinale Sterpara tra Lago Santo e Pradaccio



Lago Santo scendendo dall'Aquilotto



Lago Pradaccio e Roccabiasca scendendo dall'Aquilotto più da lontano



Lago Pradaccio e Roccabiasca salendo all'Aquilla più da vicino



Lago Pradaccio e Roccabiasca dall'Aquila



4 Alberi e Lago Santo



Pietre e Lago Santo dalla sponda sud



Pietre a Lago Santo



Roccabiasca e Pradaccio dallo Sterpara



Roccabiasca e Pradaccio dallo Sterpara più da vicino più chiara



Lago Pradaccio dallo Sterpara primo piano



Roccabiasca e Pradaccio dallo Sterpara più da vicino