Salse di Nirano




Martedì 7 giugno 2016: Salse di Nirano (200).


Partecipanti: Soundofsilence.


Lunghezza: 3 Km. circa.


Dislivello: 70 m. circa.


Difficoltà: T, breve giro senza nessuna difficoltà, al massimo quella di scavalcare le staccionate per vedere i vulcanelli da vicino


Percorso in macchina: da Genova in effetti si tratta di una meta molto distante (273 Km.) e in effetti io ci sono andato da Cremona da cui dista solo, si fa per dire, 132 Km. Descriverò comunque l’itinerario da Genova per coerenza con il resto del sito. Da Genova, quindi, si va in autostrada A12 fino a La Spezia e, quindi, sulla A15 e infine sulla A1 fino all’uscita di Modena Nord. Si prende quindi la tangenziale sud e ci si dirige verso Sassuolo. Giunti a Sassuolo si prende a sinistra per Fiorano e ivi giunti si seguono i cartelli per Nirano e per le Salse, giungendo prima a Spezzano e poi girando a destra per Nirano appunto. Poco prima di giungere a Nirano si seguono i cartelli che indicano di girare a destra e in breve si giunge al parcheggio delle Salse.


Percorso a piedi: dal parcheggio si prosegue lungo la strada asfaltata per quasi 800 metri prima di giungere in vista del primo Vulcanello (Lutivomo è il termine tecnico); da qui si prosegue ancora 100 metri circa su asfalto e quindi si prende un sentiero sulla sinistra in cui si cammina su una passerella di legno accanto ad altri vulcanelli. Proseguiamo quindi sulle passerelle di legno fino all’ultimo vulcanello, dove appunto le passerelle terminano; qui, sulla destra, vi è un piccolo laghetto, mentre proseguendo sul sentiero a sinistra si ritorna indietro evitando parte dell’asfalto, di cui restano da percorrere 500 metri per tornare al parcheggio. Vi è poi da dire che l’accesso ai Vulcanelli è impedito da staccionate e cartelli di divieto minacciano anche di essere ripresi con le telecamere, il che è un peccato perché vederli da vicino non è lo stesso che da dietro le recinzioni. Dette recinzioni sono comunque state messe per evitare danneggiamenti e non perché l’accesso in sé stesso sia dannoso, non credo quindi di aver fatto niente di male ad aver scavalcato le staccionate per osservare i vulcanelli da vicino, anzi ne ho approfittato anche per rimuovere un poco di spazzatura (cicche per esempio) che ho trovato incastrata nei vulcanelli…. Se si vuole comunque fare come me e vedere i Vulcanelli da vicino, oltre a farlo col dovuto rispettto, consiglierei di non farlo nei weekend per non dare il cattivo esempio alle numerose persone in visita, ma di passare invece durante la settimana quando non c’è nessuno, tanto più che pare nel finesettimana ci siano delle guardie forestali a controllare.


Conclusioni: fenomeno naturale veramente unico che pare non abbia uguali perlomeno in Europa, vale sicuramente la pena di visitarlo, magari, data la brevità, abbinandolo a qualcos’altro in zona; noi l’abbiamo abbinato alla salita al Cimone, che rimane di strada.




Secondo Vulcanello dalla strada



Spaccature nel fango e secondo Vulcanello



Spaccature nel fango e piccola salsa



Scanalature nel fango e primo Vulcanello più da vicino



Primo piano primo Vulcanello



3 Salse vicino al primo Vulcanello



2 Salse vicino al primo Vulcanello



Salsa vicino al primo Vulcanello



Primo piano primo Vulcanello



Salsa con grossa bolla



Primo Vulcanello



Primo piano secondo Vulcanello



Piccolo Vulcanello in formazione più da vicino



Salsa in formazione con bolla



Terzo Vulcanello da dietro



Terzo Vulcanello da dietro più da lontano



Bolla in cratere terzo Vulcanello



Terzo Vulcanello da lontano



Avvicinandosi al Quarto Vulcanello



Laghetto presso quarto Vulcanello



Sommità quarto Vulcanello



Cratere quarto Vulcanello



Grossa salsa presso quarto Vulcanello



Bolla in piccola salsa presso quarto Vulcanello