Monte Amiata dal Rifugio Cantore




Mercoledì 25 aprile 2012: Rifugio Cantore (1425) – Monte Amiata (1738) e ritorno.


Partecipanti: Davide.


Lunghezza: 5 Km.


Dislivello: 300 metri.


Difficoltà: E tutto il percorso, forse anche T per la brevità e il poco dislivello, anche se ci sono tratti abbastanza ripidi.


Percorso in macchina: La strada più breve da Genova è seguire la A12 fino a Rosignano, quindi continuare sull’Aurelia verso sud fino a Follonica e, quindi, sempre sull’Aurelia, ma verso est, fino a poco prima di Braccagni e Montepescali, dove si prende a sinistra la sp157 verso Pescaia. Si prosegue sulla sp157 fino all’incrocio con la sp48 che si imbocca verso destra e si segue fino a Paganico. Qui si prende la Sp64 per Castel del Piano e la si segue fino a tale località. Qui si imbocca la strada provinciale delle Macinaie fino a incrociare la strada provinciale per la vetta dell’Amiata, che si segue fino al Rifugio Cantore. Qui si cerca, non senza difficoltà, un parcheggio libero.


Percorso a piedi: Dal rifugio Cantore ci si dirige su asfalto verso ovest, fino ad un ampio parcheggio, forse questo gratuito, ma non ricordo bene, presso l’arrivo della pista Marsiliana, qui è presente anche un’area pic-nic e dovrebbe pure essere presente il sentiero per la vetta, ma io non ne ho trovato traccia; la cosa più semplice è quindi salire per la pista da sci e seguire le indicazioni per gli sciatori ai vari incroci, basta comunque salire sempre, per arrivare in breve alla grande croce di vetta dell’Amiata, posta però una decina di metri più in basso della vera vetta, per arrivare alla quale occorre dirigersi a sud-ovest seguendo le indicazioni per la Madonna degli Scout, che portano, in breve sulla vera cima. Il ritorno avviene per la stessa strada così come ho fatto io, o seguendo la pista Cantore che porta direttamente al Rifugio.


Conclusioni: Complice forse il brutto tempo questa gita non mi ha detto granchè: poco interessante il percorso, solo una slanciata roccia vulcanica a destra, salendo, della pista, la ravviva e poco interessante anche il panorama di vetta, anche perché molto limitato dalla scarsa nitidezza dell’aria; in condizioni di bel tempo la vista sul Lago di Bolsena potrebbe valere la gita, non certo il viaggio da Genova, da me affrontato invece per vedere, soprattutto, altre cose.




Pietra vulcanica salendo al Monte Amiata più da lontano



Massi coperti di muschio salendo al Monte Amiata



Lago di Bolsena dal Monte Amiata più da vicino



Panorama dal Monte Amiata



Lago di Bolsena dal Monte Amiata più da vicino



Panorama dal Monte Amiata



Panorama dal Monte Amiata



Panorama dal Monte Amiata



Claudia sotto croce vetta Monte Amiata