Vesuvio




Giovedì 24 Giugno 2010: Anello del Vesuvio


Partecipanti: Federica, Erika e Soundofsilence.


Lunghezza: 4,5 Km circa, ma la misurazione non è del tutto esatta essendomisi spento per un tratto il GPS, in ogni caso non dovrebbero essere più di 5. Io ne ho fatti circa 7 per problemi di divieti e non è escluso che 7 bisogna farne se si vuole fare tutto il giro e andare in cima senza incorrere in divieti, ammesso sia possibile.


Dislivello: 280 circa, io ne ho fatti 460 per problemi di divieti, e farne 460, probabilmente, è l’unico modo per fare tutto il giro del cono e andare in cima senza incorrere in divieti, ma, sinceramente, non sono sicuro sia possibile.


Difficoltà: Date le caratteristiche di lunghezza dislivello e difficoltà, è sicuramente un T, solo il tratto per la cima può essere considerato E, essendo un poco più ripido e disagevole.


Percorso in macchina: Esistono 2 punti da cui partire: il piazzale di quota 1000 (sito in comune di Ercolano) da cui siamo partiti noi arrivando da Torre del Greco e da cui pare partano quasi tutti, e con la navetta ecologica da Boscotrecase. Da dove siamo partiti noi non è possibile, rispettando i divieti, né arrivare in cima al Vesuvio, né fare il giro del cratere, sul quale si hanno comunque le viste migliori. Partendo da Boscotrecase forse sono possibili entrambe le cose, ma non ne sono per niente sicuro…


Percorso a piedi: Qui viene il bello: sul sito del parco del Vesuvio viene reclamizzato il giro del gran cono: http://www.vesuviopark.it/pnv/visitailparco/sentiero_cono.asp, ma questo giro è irrealizzabile partendo da dove viene descritto e rispettando i divieti, e, questo, io l’ho scoperto, non al pagamento dei 6,50 euro di pedaggio alla partenza del sentiero dal piazzale di quota 1000 (Ercolano, a nord del cratere), ma alla fine dello stesso alla capannuccia di quota 1170, dove sono stato fermato da alcune guide ambientali che mi hanno spiegato poi, un poco, la complessa situazione. Mi hanno in effetti detto che esiste un secondo punto di accesso da Boscotrecase, dove si prende una navetta ecologica (biglietto 20 euro) che porta fino a quota 1150 (a est del cratere), da dove si prosegue a piedi e si arriva da est alla capannuccia fine dell’itinerario ‘normale’, dal quale vi si arriva, invece, da ovest.
Qui, mentre quelli che hanno il biglietto da 6,50 devono tornare indietro, quelli col biglietto da 20 possono passare e farsi l’altra parte dell’itinerario, tra l’altro decisamente più interessante (la metà ovest dell’itinerario, biglietto 6,50, passa sul bordo del cratere, mentre quella est, biglietto 20 euro, passa decisamente più in basso…), fino ad arrivare al piazzale nord; dal piazzale nord basterebbe scendere lungo la strada asfaltata per 350 metri per arrivare a un cancello sulla destra che permetterebbe di chiudere l’anello, ma il cancello è chiuso e sorvegliato da telecamere (in realtà pochi metri a monte, lungo la strada asfaltata, vi è un piccolo sentierino parallelo alla recinzione, che inizia in questo punto, che permette di passare senza scavalcare il cancello, ma vi è comunque un cartello di divieto di accesso che vieta anche questo passaggio), quindi chi vuole completare il giro legalmente, arrivato al cancello, deve tornarsene indietro fino alla capannuccia e quindi, semmai, ammesso ne valga la pena, dal parcheggio della navetta fare la parte rimanente di sentiero fino al cancello avanti e indietro. Più che il giro è però interessante e panoramico (e l’unico motivo per spendere 20 euro invece di 6,50) salire in cima al Vesuvio: pochi metri prima della capannuccia (venendo da est – biglietto 20 euro) vi è un chiaro sentiero, né segnalato, né vietato (almeno espressamente), che conduce facilmente in cima.
Dalla cima invece che ridiscendere per il sentiero di salita si potrebbe proseguire in cresta verso nord ovest per poi scendere, sempre seguendo la cresta, sul sentiero proveniente dal piazzale nord, completando così un anello alto, più breve ma molto più interessante e panoramico; questa parte di cresta io però non l’ho percorsa (ma ho visto una persona che lo stava facendo venendo da ovest e quindi ‘illegalmente’) e non posso dire molto di più, pare però vi siano punti esposti, anche se non credo granchè pericolosi, però pare che qualcuno vi sia caduto e, da allora, nascono i divieti che sto descrivendo e con cui mi sono scontrato…
Sempre riguardo a questa parte di cresta, mentre è sicuramente vietato percorrerla proveniendo dal piazzale nord (biglietto 6,50), visto che ci ho provato e mi hanno subito detto che non si poteva, niente fa supporre che sia altrettanto vietata venendo da est: nessun cartello e nessuno che dica qualcosa…
In effetti, da est sale poca gente e non c’è nessuna sorveglianza, al contrario di quanto succede a ovest, dove c’è tantissima gente e tantissima sorveglianza…
La mancanza di divieti per la cima e la successiva cresta, venendo da est, sembrerebbe, in ogni caso, più una dimenticanza, che una cosa volontaria, ma non sarò certo io ad andare a verificare, col rischio di togliere quel poco di libertà che parrebbe essere rimasta, seppur al prezzo di 20 euro (che, ripeto, vale solo la pena di pagare se si va almeno in cima, se no la parte est dell’anello, tutta in basso, non aggiunge quasi nulla)…


Racconto: Più che un’escursione una piacevole discussione con bigliettai, guide, dirigenti e quant’altro…
Colla mia bella descrizione del giro del "gran cono" in tasca, stampata dal sito del Parco del Vesuvio pago il pedaggio di 6,50 euro (13 con quelli per la moglie, mentre la bimba è gratis perché ha meno di 8 anni) e salgo tranquillo verso il cratere.
La tranquillità non durerà molto perché, giunto ai 1170 metri della capannuccia, si rischia l’eruzione…
Vengo infatti bloccato da 2 guide che mi dicono che non si può più andare avanti e ci sono poche cose che mi fanno arrabbiare di più dei sentieri vietati, perdi+ senza motivo, perdi++ dopo aver pagato e perdi+++ con la pubblicità ‘ingannevole’ del parco in tasca…
Mostro quindi alle guide la documentazione e queste mi danno ragione, dicono che la colpa è del parco, ma che loro non ne possono niente e che, anzi, sarebbero contente se scrivessi una bella lettera di protesta…
Certo la lettera di protesta la scriverò, ma questo non mi ripagherà degli 850 Km fatti da genova e dei 150 fatti da Casal Velino per venire qui…
Intanto che aspetto l’arrivo di mia moglie e mia figlia, rimaste indietro, continuo la piacevole discussione e mi faccio spiegare perché altri, provenienti nell’altro senso, possono passare. Cerco quindi, in tutti i modi, di convincerle a fare passare anche me: sono disposto persino a pagare i 20 euro del biglietto della navetta ecologica che parte dall’altra parte, ma non c’è verso…
Alla fine, forse prese per stanchezza, mi suggeriscono di tornare al piazzale nord e scavalcare un cancello, l’unico modo per chiudere l’anello…
Io, come al solito ligio e rispettoso, obbedisco e torno al piazzale e, visto che ormai ci provo gusto, mi lamento anche un po’ col bigliettaio, che, pure lui, mi dà ragione e si offre pure di rimborsarmi il biglietto, a patto però che gli restituisca anche il tagliandino strappato…(???)
A parte l’impossibilità di farlo, non è quello che mi interessa, così parlo anche col suo superiore che, anch’esso mi da ragione (sapevo di essere un po’ scemo, ma non credevo così tanto…) e mi esorta, anche lui, a protestare col parco e mi dà pure i numeri di telefono…
Provo quindi a telefonare, ma non ci riesco… Non mi resta quindi che continuare ad obbedire alle guide e percorrere il sentiero vietato: non scavalcherò però il cancello, un comodo, anche se un po’ spinoso (praticamente un invito a nozze per me…) sentierino mi evita il fastidio…
Durante la salita incontro prima una persona, poi la famosa navetta parcheggiata con autista che aspetta e mi chiedo da dove venga quindi la prima persona che, normalmente, dovrebbe essere oltre la navetta, non più in basso...
Incontro poi altre 2 o 3 persone, saluto anche queste e nessuno mi dice niente. Infine, poco prima della capannuccia, prendo la traccia che va in cima e, dalla vetta, scorgo uno dentro il cratere intento a raccogliere qualcosa; si tratta, probabilmente, della persona che avevo visto prima salire dalla parte vietata e non credo sia autorizzato, visto che le guide, quando gliene parlo non ne sanno niente…
Dalla vetta mi accontento e torno indietro: non voglio far arrabbiare troppo le guide rientrando in un punto vietato…. Mi restano comunque due opzioni: o tornare indietro da dove sono venuto (da est) o passare dalla capannuccia, chiedendo permesso alle guide; decido per la seconda opzione, non voglio fare niente di nascosto e confido nella comprensione delle guide con cui ho parlato a lungo…
In realtà mi faranno passare sì, ma avrò più problemi del previsto, dato il cambio del turno avvenuto nel frattempo…


Conclusioni: Già pagare sui sentieri è una cosa un po’ antipatica, ma pagare e non essere liberi di far niente, e senza alcun motivo, lo trovo inaccettabile…
Non c’è, in effetti, nessun motivo, che impedisca di fare l’anello pubblicizzato sul sito del Parco; potrebbe invece essercene qualcuno per impedire l’accesso alla cima e alla cresta successiva: l’orda di turisti in infradito non è sicuramente adatta a tale percorso, ma non vi è motivo di proibirla a tutti; potrebbe bastare qualche avviso sulla pericolosità e far firmare una dichiarazione di responsabilità a chi voglia farla comunque, in ogni caso ogni soluzione sarebbe buona, pur di non impedire all’uomo di godere delle bellezze del suo mondo…




Gruppo Monte Somma cima di destra



Punta Nasone



Monte Somma e colata lavica



Punta Nasone e colata lavica



Napoli colata lavica e Punta Nasone



Napoli colata lavica e Monte Somma



Vetta e cratere Vesuvio con fiori sulla destra



Vetta e cratere Vesuvio da spaccatura lavica



Cresta lavica e cratere Vesuvio



Vetta e cratere Vesuvio da spaccatura lavica più chiara



Vetta e cratere Vesuvio da spaccatura lavica più da lontano



Vetta e cratere Vesuvio da spaccatura lavica più da destra



Cresta lavica e fumo dal cratere Vesuvio più da vicino



Vetta e cratere Vesuvio



Vetta e cratere Vesuvio con più roccione incombente sulla sinistra



Cresta lavica e fumo dal cratere Vesuvio molto più da lontano



Vetta e cratere Vesuvio da in cima crestina lavica



Vetta e cratere Vesuvio da in cima crestina lavica con meno cielo sopra



Vetta e cratere Vesuvio da in cima crestina lavica più da sinistra



Vetta e cratere Vesuvio da in cima crestina lavica più da destra



Fiori sul bordo cratere e vetta Vesuvio



Cresta sommitale Vesuvio



Vetta e cratere Vesuvio più da sinistra



Vetta e cratere Vesuvio avvicinandosi alla Capannuccia



Vetta e cratere Vesuvio avvicinandosi alla Capannuccia più da vicino



Sentiero Vesuvio presso Capannuccia



Cresta sommitale Vesuvio attraverso spaccatura lavica



Cresta sommitale Vesuvio avvicinandosi alla Capannuccia



Cresta sommitale Vesuvio avvicinandosi alla Capannuccia più chiara



Cresta sommitale Vesuvio avvicinandosi alla Capannuccia più da sinistra



Cresta sommitale parte sinistra avvicinandosi alla Capannuccia



Cresta sommitale Vesuvio avvicinandosi alla Capannuccia più da destra



Cresta sommitale Vesuvio avvicinandosi alla Capannuccia ancora più da sinistra



Torrioni in cresta sommitale Vesuvio



Crinale fiorito punta Campanella e Capri



Torrioni in cresta sommitale Vesuvio più da lontano



Torrioni in cresta sommitale Vesuvio più da lontano più chiara



Vetta e cratere Vesuvio dalla Capannuccia



Crinale fiorito e Salerno dal sentiero vietato



Cresta sommitale e ovest con Napoli sullo sfondo salendo a vetta Vesuvio



Cresta ovest con Napoli sullo sfondo salendo a vetta Vesuvio



Cresta sommitale Vesuvio dal sentiero per la vetta



Cresta sommitale Vesuvio dal sentiero per la vetta più chiara



Sentiero e cresta sommitale Vesuvio



Cratere Vesuvio dalla cresta sommitale con Napoli sullo sfondo



Cratere Vesuvio dalla cresta sommitale con Napoli sullo sfondo più scura



Cratere Vesuvio e Capri dalla cima



Cratere Vesuvio e Capri dalla cima più chiara



Cratere Vesuvio con Napoli sullo sfondo dalla cima



Cratere Vesuvio con Napoli sullo sfondo dalla cima più scura



Cratere Vesuvio con Napoli sullo sfondo dalla cima più da vicino



Cratere Vesuvio con Napoli sullo sfondo dalla cima più da vicino con meno cielo sopra



Cratere Vesuvio con Napoli sullo sfondo dalla cima più da sinistra



Grossa sporgenza lavica in cratere Vesuvio tornando dalla cima



Vetta e Cratere Vesuvio tornando al parcheggio



Cresta sommitale Vesuvio e spunzoni lavici più da lontano



Vetta e Cratere Vesuvio tornando al parcheggio più da lontano



Grosso spallone lavico e cresta sommitale Vesuvio



Colata lavica e Vesuvio da sotto



Mimosa colata lavica e Vesuvio da sotto più da lontano



Mimosa colata lavica e Vesuvio da sotto ancora più da lontano



Mimosa colata lavica e Vesuvio da sotto