Monte Rossola




Sabato 13 marzo 2010: Levanto – Monte Rossola – S.Giorgio - Levanto.


Partecipanti: Davide.


Lunghezza: 19,2 Km., abbreviabili a 15,6 riuscendo a parcheggiare in un qualche punto dell’anello, invece di lasciare la macchina prima della stazione, dove ancora non sono iniziati i parcheggi a pagamento. Dovrebbero comunque esserci possibilità di parcheggio lungo la SP 64, che si incrocia più volte durante il percorso, in particolare sarebbe consigliabile cercare parcheggio nella prima parte, nei pressi della Cava delle streghe, se ricordo bene il nome.


Dislivello: Circa 650 metri, di cui un centinaio al ritorno.


Difficoltà: E. Qualche problema di orientamento perché la prima parte del sentiero, da Villa Rossana fino alla Crocetta non è segnato, contrariamente a quanto indicato sulle cartine, e il bivio dopo il primo incrocio con la sp64 non è visibilissimo. Anche il sentiero dal Colletto per l’Apicoltura Riofreddo e quindi per la SP64 non è segnato, né lo è la mulattiera per San Giorgio e la relativa Chiesa.


Percorso in macchina: Da Genova a Carrodano, quindi si scende fino a Levanto e si può parcheggiare gratis fino al bivio per Ridarolo, dopo inizia la zona blu. E’ possibile, probabilmente invece proseguire e trovare posto sulla SP64 in prossimità della Cava delle Streghe.


Percorso a piedi: Se si parte dall’interno si va dritti fino al mare e si segue il lungomare verso ovest. Se si parte dalla summenzionata cava si torna indietro per un tratto in discesa sulla SP64 fino ad incontrare un sentierino sulla sinistra, dal quale si domina, poco sotto, la Chiesetta della Madonna della Neve.
Ritornando al lungomare si procede fino a Villa Rossana (nome anche scritto sul cancello) e si prende la strada in salita a destra, non quella a sinistra dove dopo pochi metri inizia il sentiero per Bonassola, che passa dietro alla Villa per poi diventare sterrata. Si prosegue quindi sulla sterrata fino a giungere sulla SP64. Si procede verso sinistra in salita sull’asfaltata per circa 200 metri fino a vedere sulla destra una poco evidente traccia che, inizialmente, torna indietro, per, poi, proseguire a tornanti.
Si può capire di essere sulla traccia giusta anche dalla vista sulla sottostante Madonna della Neve, presso la quale passa una sterrata. Si prosegue quindi sulla traccia di sentiero non segnato fino all’ampio slargo della Crocetta, dove si congiungono diverse tracce e iniziano, su una torretta dell’ENEL, i segnavia per il Monte Rossola.
Si arriva quindi al Colletto, dove si incrociano varie tracce e si volta a sinistra per la vetta che si raggiunge da dietro. Si ridiscende quindi al Colletto e si prende l’evidente traccia a sinistra, l’unica non segnata, che si dirige verso est e raggiunge l’apicoltura Rio Freddo. Si prosegue quindi dritti su sterrata fino alla SP64 che si segue in discesa per circa 200 metri fino all’incrocio a destra con la SP42 che si segue per 600 metri per imboccare poi una mulattiera in discesa sulla sinistra che porta a San Giorgio.
Da San Giorgio si riprende, attraversando la SP64, la mulattiera che, sempre in discesa, porta alla Chiesa. Da qui si prende in piano verso est, su sentiero finalmente segnato, fino a ritrovarsi sull’asfalto che si segue fino all’indicazione per Scernio e Bonassola, che riporta, in breve, a Villa Rossana. Alternativa forse più interessante è scendere dalla Chiesa di San Giorgio a Bonassola e, da qui, tornare per la costa a Levanto: si segue il sentiero per Punta del Carlino, si giunge alla spiaggia della Francesca e da qui si prosegue su traccia fino alle gallerie della ex ferrovia che recentemente sono state trasfromate in pista ciclabile; si tratta della via più breve tra Bonassola e Levanto e anche, di gran lunga, della più panoramicante interessante, resta da vedere se i recenti lavori per la pista ciclabile non abbiano reso più difficile il passaggio dalla Francesca alle gallerie.


Racconto: Dopo una settimana di stop dovuta a un’epidemia familiare, la voglia di recuperare è molta, ma l’eccesso di desiderio porta spesso a sbagliare…
In effetti decido di andare al Monte Rossola, temendo ancora parecchia neve in giro. Di neve però in giro non ne vedrò neanche l’ombra e rimpiangerò tutto il giorno di non aver tentato qualcosa in Valle Scrivia o essere andato ai Salti del Diavolo…
Non che il Monte Rossola non sia una montagna di tutto rispetto con la sua precipite vetta di roccia rossa ofiolitica (niente a che vedere purtroppo con il rosso di Albana o dell’Esterel), ma sarebbe stato molto meglio andarci in una nitida giornata d’inverno…
In ogni caso, vista comunque, la prevista semplicità della gita e i previsti segnavia lungo il percorso, decido di partire senza cartina per aggiungere un po’ di ‘avventura’ all’escursione. Purtroppo però la cartina la troverò all’ufficio turistico di Levanto e sarò costretto a metterci del mio per movimentare un poco la gita…
A complicare le cose, giunto a Villa Rossana, nonostante qualche dubbio, imbocco subito la strada giusta sulla destra, ma, per fortuna, riesco subito a rimediare, con un colpo di classe di cui ben pochi escursionisti imbranati sarebbero capaci, e mi faccio assalire da dubbi postumi che, arrivato proprio in cima della strada giusta, mi fanno tornare indietro a Villa Rossana e imboccare la strada sbagliata a sinistra; anche qui, naturalmente, arrivo in cima, prima di accorgermi che sto percorrendo, in realtà, il sentiero per Bonassola…
Dopo queste amene divagazioni percorro per la seconda volta la salita dietro a Villa Rossana che mi porta in breve sulla SP64. Qui, naturalmente, ormai lanciato in un’ottima prestazione imbranescursionistica non noto per niente l’immediata deviazione sulla destra e proseguo diritto sulla strada asfaltata.
Noto invece la deviazione per la Cava delle Streghe e la percorro, anche questa, naturalmente, fino in cima. Soddisfatto quindi dall’ennesima divagazione ritorno sull’asfalto e proseguo fino a che non mi decido ad usare la cartina, visto che, dopotutto, ce l’ho…
Imbocco quindi, pur con qualche remora di fare le cose troppo semplici, la strada giusta e proseguo sul sentiero non segnato fino al passo della Crocetta dove, grazie ai segnavia, non riesco proprio a sbagliare direzione.
Il restante percorso fino alla vetta sarà più impegnato a cercare di superare una coda interminabile di escursionisti accampati sul sentiero che a cercare nuove divertenti divagazioni.
Il panorama di vetta è purtroppo limitato da notevole foschia.
Per il ritorno avrei previsto di seguire le indicazioni di un foglietto stampato da internet che prevede di passare da San Giorgio prima e da Montaretto e dal Salto della Lepre poi; sinceramente non mi capacito bene del senso di questo giro, dato che mi sembrerebbe più logico passare semmai prima da Montaretto e dal Salto della Lepre e poi da San Giorgio, essendo quest’ultima località più in basso e più a est…
In ogni caso, essendo questo giro completamente fuori dalla mia cartina, non mi pongo troppe domande e mi accingo a provare a farlo…
Naturalmente non ci riuscirò e neanche riuscirò a compiere il più logico giro descritto qui sopra nella sezione ‘percorso a piedi’. In effetti, dimostrando, ancora una volta, il mio grande talento per le divagazioni, non mi accontenterò dei brillanti risultati dell’andata, ma, come tutti i grandi campioni, inseguirò il record, anche dopo aver stravinto la gara…
In effetti, superata l’apicoltura Riofreddo, giungo nei pressi di una cava a cielo aperto che subito identifico con quella nominata come "Lavagina" nel foglietto che mi porto dietro. Pare che però, in realtà, si trattasse di un’altra cava, evidentemente non sono tanto pratico a riconoscere "Lavagina", spero non sia una cosa preoccupante…
Fatto sta che, tratto in inganno da ciò, arrivato sulla SP64 e percorsone un breve tratto in discesa non devio a sinistra sulla SP42 ma continuo dritto. Resomi conto quindi che non sto andando a San Giorgio, ma a Bonassola, imbocco parecchio più in basso la deviazione asfaltata e segnalata per San Giorgio.
La deviazione è parecchio lunga e allora decido di allungarla ancora un po’, quando arrivato a San Giorgio, invece di imboccare la mulattiera in discesa che porta direttamente alla Chiesa, proseguo sulla Provinciale per un buon tratto e, subito prima di rendermi conto che sarei arrivato comunque in breve alla Chiesa, torno indietro a riprendere la predetta mulattiera.
Arrivo quindi in breve alla Chiesa e qui, probabilmente, il mio foglietto prevederebbe di tornare indietro verso ovest e in salita per arrivare a Montaretto, ma per fortuna lo ignoro e mi dirigo invece a sinistra, verso est, e raggiungo in breve una strada asfaltata per Bonassola che percorro fino ad incrociare il sentiero per Scernio e Levanto, che riesco, incredibilmente, a percorrere senza divagazioni…




Monte Rossola da Levanto



Scogliere Levanto salendo verso Crocetta



Monte Rossola salendo verso Crocetta



Croce di vetta e Punta Mesco dal Rossola



Bonassola dal Rossola



Croce di vetta Rossola dall'anticima più da vicino



Scogliera spiaggia Levanto più da vicino