Monte Reixa da Sambuco




4 Aprile 2009: Sambuco - Bric Malanotte - Monte Reixa - Passo Gava - Sambuco


Partecipanti: Davide.


Racconto: Un’altra grave lacuna colmata, c’era indubbiamente da vergognarsi a non essere mai stati sul Reixa…
E, per di più, neanche a Sambuco ero mai stato e sono rimasto piacevolmente sorpreso dall’aspetto alpestre del paesino circondato da verdi prati e aspre cime (suppongo la Rocca dell’Erxo sulla sinistra e il Bric Malanotte in lontananza sulla destra). La giornata era iniziata col solito dubbio sulla destinazione: l’alternativa era il sentiero dell’Acquapendente per il Reopasso, forse più appropriato data la scarsa nitidezza della giornata, ma scartato alla fine dovendo tornare a casa il più presto possibile e non potendo, quindi, rischiare su un sentiero che mi risulta un po’ incerto.
Per l’andata seguo il sentiero segnato con un quadrato rosso, fino ad avvistare interessanti (almeno per me…) roccette sulla destra (vedi foto 3) e mi ci dirigo su una traccia abbastanza evidente, lasciando il sentiero principale. In breve arrivo sopra alle roccette su una bella crestina panoramica (da cui si domina un bel torrente con numerose cascate), la traccia, arrivata qui con percorso a mezza costa sul ciglio della cresta, cambia bruscamente direzione e inizia a salire lungo la stessa sulla massima pendenza; sarei tentato di seguirla, d’altronde sembra poter andare avanti parecchio senza problemi, ma decido che, prima di esplorare, è buona regola dell’escursionista diligente conoscere i sentieri segnati e rimando la deviazione al ritorno.
Ritornato quindi sulla traccia principale riprendo la salita raggiungendo presto la vetta del Bric Malanotte (almeno credo sia quello…) in un piacevole ambiente alpestre allietato da roccette sparse in ogni dove.
Il sentiero prosegue poi verso il crinale del Reixa, allontanandosi però progressivamente dalla vetta, tanto che sarebbe probabilmente più interessante e più veloce salire direttamente sulla linea di massima pendenza, cosa che, a prima vista, non mi sembra difficile. Giungo invece lungo il sentiero fino allo sconfinato altopiano sommitale e come i marinai in acqua da 3 mesi gridano terra ad ogni riflesso sulle onde così pure io mi fermo più volte ad ogni sassolino in rilievo convinto di aver raggiunto l’agognata vetta…
Solo il land navigator sul mio GPS riuscirà a convincermi poi che il grande cippo a metà altopiano non è ancora la vetta, ma che dovrò proseguire fino all’estremità dello stesso…
Raggiunta infine la croce di vetta, cerco ancora, tra una miriade di targhe e scritte, incredulo di aver raggiunto il culmine della mia ascensione, quella indicante il nome del monte…
Una volta ottenuta conferma della meta raggiunta mi concedo finalmente il premio di uno spuntino.
Giunti nel frattempo in vetta altri escursionisti raccolgo i loro preziosi consigli di compiere un anello e tornare a Sambuco scendendo al Passo della Gava e quindi su sentiero non molto segnato proseguire lungo il torrente omonimo fino alla macchina. Decido che vale la pena di tentare, se non altro questo percorso sembra molto più diretto e si dovrebbe risparmiare discretamente tempo. Arrivo quindi in breve al Passo della Gava e non ho difficoltà a reperire il sentiero, indicato anche da una freccia su una tavola (o meglio una ruota) di orientamento; dopo alcuni metri compaiono anche alcuni segni rossi, talvolta bianchi e alcune volte addirittura biancorossi che aiutano a non perdere il percorso, che, seppur labile, è sempre discretamente evidente, soprattutto se si sa che bisogna seguire il torrente…
Quasi alla fine qualche bivio non segnalato mi crea qualche dubbio, risolto brillantemente fidandomi di un gregge di pecore che mi precede (occorre comunque seguire la traccia che scende di più) e che non riuscirò a superare fino all’arrivo, data la strettezza del sentiero…


Conclusioni: nonostante la scarsa nitidezza, che ha ristretto notevolmente il panorama di vetta, la gita è stata piacevole, in un ambiente reso suggestivo da numerose roccette (che su di me fanno sempre colpo…) anche nella via del ritorno fino al Passo della Gava; Detto questo, sicuramente, il pano-Rama è un’altra cosa e resta il mio preferito della zona, ma, sicuramente la zona intorno al Reixa, più che la vetta stessa (troppo tondeggiante per i miei gusti) hanno certamente qualcosa da offrire ad ulteriori esplorazioni…




Sambuco e Rocca dell'Erxo



Prati Rocca dell'Erxo e Tardia



Guglie di roccia strada Faiallo e forte Geremia sullo sfondo



Cespugli rossicci e Bric Malanotte



Grosso roccione e Bric Saiardo



Grosso roccione e Bric Saiardo che spunta appena più da vicino



Forchetta di roccia con Erxo e Tardia sullo sfondo



Forchetta di roccia con Tardia sullo sfondo



3 Guglie inclinate sulla cresta salendo al Reixa più da lontano



Albero solitario e Bric Malanotte



Cresta di roccette sul Bric Malanotte



Cresta Rocca dell'Erxo fino al Porto di Voltri più da lontano



Cresta di roccette sul Bric Malanotte primo piano



Rama primo piano dal pianoro sommitale del Reixa



Croce di vetta Reixa con Tobbio e Figne sullo sfondo più da lontano



Cresta fino al Porto di Voltri scendendo verso la Gava più da sinistra