Punta Martin dall’Acquasanta




7-3-2009: Acquasanta – Punta Martin – Dito Mondini – Colle Gandolfi – Passo del Veleno – Giutte – Acquasanta.


Partecipanti: Davide.


Racconto: Punta Martin, so che per molti di voi è come essere a casa, ma, per me non è così: conosco molto meglio, per esempio, le Dolomiti e la Costa Azzurra che queste zone…
D’altronde è sempre stata caratteristica assai radicata del mio pensiero, e non solo per quanto riguarda la montagna, di non preferire i luoghi e la gente dei posti dove sono nato e vissuto, ma di mettere, almeno a priori, tutti sullo stesso piano ed, evidentemente, ciò influenza anche le mie scelte in campo escursionistico…
So, per esperienza, che quando parlo di queste cose non ottengo altro che attirarmi antipatie e, quindi, spesso, evito di farlo, ma, ormai, credo di conoscervi e stimarvi abbastanza da potermelo permettere, d’altronde, nonostante i problemi che può crearmi e mi ha creato questo mio modo pensare, io, comunque, ne vado orgoglioso, dopotutto sono mie idee personali, non condizionate, né generate dal pensare comune…
In ogni caso io sono fatto così e, se per questo sono antipatico è inutile nasconderlo, se fingessi non sarei io quello ‘simpatico’ ma qualcun altro che non sono e non voglio essere…
Ma, dopotutto, perché mi faccio dei problemi, probabilmente sono già riuscito a rendermi antipatico in precedenza, per esempio, colla questione della Torretta Doria e, quindi, non rischio niente…
Già la Torretta Doria, Punta Martin mi ha fatto venire in mente anche questo: non avrò forse fatto qualcosa di sbagliato anche qui scavalcando il muro del passaggio a livello dell’Acquasanta? Spero sinceramente di non suscitare le stesse polemiche…
Dopo la solita psicotica premessa eccomi al dunque: Sabato, bellissima e nitida giornata, sarebbe meglio scegliere di andare al Collain e al Reixa, dove il panorama è sicuramente migliore, invece di rispettare le promesse fatte su Quotazero riguardo al Dito Mondini (che al contrario, con un po’ di nebbia potrebbe essere anche più suggestivo…), ma, ormai, sono unescursionista interattivo e non riesco a ribellarmi alla volontà del forum…
Mi dirigo quindi alla volta dell’Acquasanta, che preferisco alla partenza da San Carlo di Cese, nonostante che da quest’ultima località io non sia mai salito a Punta Martin, per la curiosità di vedere la situazione del predetto passaggio a livello…
Durante il breve viaggio in macchina ho modo di preoccuparmi notando una nuova e abbondante coltre di neve sul Reixa: è nevicato di nuovo! Ma quando? non faceva ormai caldo?
Inizio quindi a cercare di individuare la situazione su Punta Martin e intravedo qualche macchia di neve nei dintorni, la situazione non promette nulla di buono…
Ormai però non mi posso più tirare indietro i miei 4 affezionati lettori di Quotazero aspettano trepidanti mie notizie sul Dito e, quindi, mi dirigo con rassegnazione alla fatidica meta…
Posteggiata la macchina davanti alla Chiesa, parto per la meta intorno alle 9, in breve arrivo al passaggio a livello: bisogna scavalcare una ringhiera e mi pare ci sia anche un cartello che lo vieti, ma, per non sentirmi in colpa, evito di leggerlo. Attraversati i binari ecco il fatidico muro: una provvidenziale cengia, seppur artificiale, mi permette di passare oltre, senza rischiare brutte figure alpinistiche nel tentativo di scavalcamento.
Una volta passato mi accorgo che poco più avanti è presente una nuova traccia che permette di evitare completamente il muro.
Continuo quindi rapidamente fino al guado della Baiardetta, ma, appena passato sull’altra sponda (niente doppi sensi), intravedo qualcosa di interessante più in alto lungo il torrente. Nonostante il mio obiettivo sia un altro non riesco a trattenermi e torno sui miei passi per accingermi a risalire il torrente sulla sponda sinistra orografica. Qui, affrontato, nello scavalcamento di un masso, il passaggio alpinistico più difficile della giornata arrivo ben presto alla vista di due belle e copiose cascate affiancate, a cui fa da cornice l’imponente cresta della Baiarda. Fatte le foto di rito, e anche qualcuna in più (come il mio solito..), devo usare tutta la mia forza di volontà temprata in mille escursioni EE per rinunciare a proseguire lungo il torrente che, anche per le recenti piogge, si presenta abbondante d’acqua, cascate e laghetti, e riallinearmi al progetto iniziale; mi riprometto, però, che, prossimamente, quando verrò a provare il Sentiero Frassati, esplorerò la variante in risalita della Baiardetta fino al masso del Ferrante, per poi riprendere qui il predetto sentiero Frassati. Inizio quindi la salita della cresta e, ben presto, devo rimettermi la maglia, a causa del vento fortissimo che soffia da nord-ovest, tanto forte da spostarmi più volte e da rischiare di farmi cadere (munito di zaino e macchine fotografiche peserò non meno di 85 Kg…) più volte durante la salita…
Nonostante questo procedo impavido e, superata la Rocca Calù, incomincio ad occhieggiare fuori sentiero per cercare di scorgere il Dito in questione. Mi pare in effetti di scorgerlo e tento allora una prima sortita fuori sentiero per avvicinarmi, ma l’erba bagnata e spruzzata di neve mi fanno subito tornare indietro… Per fortuna mi sono portato i ramponi, ma non ho idea su che presa possano fare sull’erba… A questo punto sono abbastanza convinto che non riuscirò a realizzare il mio progetto, vorrei però almeno localizzare con sicurezza la via per raggiungere il Dito, in modo da andare a colpo sicuro una prossima volta. Poco prima della cima, tento un’altra sortita e , stavolta, mi spingo un po’ più avanti, ma mi vedo costretto a rinunciare per lo stesso motivo. Il ritorno è, oltretutto, abbastanza pericoloso, e, nonostante il largo uso di solide autoassicurazioni su ciuffi di fili d’erba e rametti secchi, mi riprometto di non tentare più in simili condizioni di aderenza… Riparto quindi velocemente per la cima e giuntovi alfine, mi fermo per montare i ramponi, nella convinzione di dovergli far prendere almeno un po’ d’aria avendoli portati…
Con grande gioia scopro invece che i ramponi danno un’ottima aderenza anche sull’erba e, a questo punto, non posso fare a meno, quindi, di iniziare a scendere verso il Dito…
Mi dirigo quindi immediatamente a sinistra di una piccola croce (non chiedetemi perché, fortuna credo…) che si trova subito prima della cima e scorgo subito una canalino che mi ricorda quello terminale descritto sulla relazione della Via Federici. Non è comodissimo affrontare la roccia coi ramponi, ma riesco comunque a passare il camino senza grosse difficoltà e senza autoinfilzarmi. Qui una buccia di arancio (originale segnavia…) mi conferma che sono sulla strada giusta, ma da qui in poi non riesco invece a stabilire quale sia la giusta prosecuzione. Spostandomi sulla destra individuo subito il Dito Mondini e un'esile traccia di sentiero che si dirige ancora più a destra. La traccia porta sopra un ripidissimo canalino erboso che, pur giudicandolo possibile, non mi fido a scendere, immaginando che esista una via più facile.
Decido quindi di dirigermi sulle roccette immediatamente sopra il Dito che dovrebbero assicurarmi miglior presa per le mani. La scelta non risulterà del tutto indovinata, perché, almeno in discesa, alcuni passaggi sporgenti (per fortuna che ho lasciato lo zaino in cima…) e non perfettamente valutabili dall’alto, mi creano qualche problema. Arrivo in ogni caso al dito e, dopo averlo fotografato in tutte le salse decido di scendere ancora per avere una migliore visione d’insieme. La discesa dopo il Dito non presenta alcun problema e permette qualsiasi variante si voglia, anzi, mi pare di poter intuire che si potrebbe proseguire fino al Masso Ferrante senza alcun problema alpinistico; prima o poi proverò anche questa cosa…
Ritorno quindi su e risalgo, oltrepassato il Dito, per il canalino a sinistra, evitato in discesa, e riesco a salirlo senza problemi, anche grazie ai ciuffi d’erba così alla mano…
Ritornato in vetta rifaccio un giro di foto (non si sa mai che ne abbia dimenticata qualcuna…) e parto verso il Pennello.
Da notare poi, tra il Colle Gandolfi e il Passo del Veleno un ‘igloo’ di pietra al quale un bel cartello del parco davanti all’ingresso aggiunge quel pizzico di wilderness che non guasta mai….
Il ritorno, comunque, è assai meno interessante dell’andata e offre solo qualche bel panorama su Punta Martin e la costa ovest (veramente splendida grazie alla nitidezza della giornata…) nel tratto fino al Colle Gandolfi, riuscirò comunque, per rimediare, a renderlo più interessante sbagliando strada più volte in via Giutte…
Come ogni bravo escursionista esperto, in effetti, mi trovo molto più a mio agio nella boscaglia più intricata e nella nebbia più fitta che sulla strada asfaltata sotto casa, dove, invariabilmente, mi perdo e riesco a ritornare solo chiedendo aiuto ai malcapitati passanti…
Non posso però ascrivere il fatto completamente a mio merito perché dall’agriturismo Grilla in poi il sentiero, mi dicono i gestori dello stesso, pare non esista più, però, la mia cieca convinzione nell’autosufficienza delle mie qualità escursionistiche, mi consentirà, comunque, di percorrere cinque volte avanti e indietro Via Giutte prima di rassegnarmi a chiedere informazioni…
Accontentandomi quindi di aver fatto dieci Km in più del necessario, mi rassegno a proseguire su via Giutte, godendomi lo spettacolo di un’Enrosadira fuori zona su Punta Pietralunga e Martin, prima di tornare alla macchina.
In conclusione, sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla gita, a parte lo splendido Dito Mondini, ho riscoperto, lungo la cresta di Punta Martin, angoli suggestivi che, nelle mie precedenti escursioni, complice anche la nebbia, non avevo mai notato…




Cresta Baiarda



Doppia cascata Baiardetta e cresta Baiarda



Doppia cascata Baiardetta e cresta Baiarda più da vicino molto più chiara



Doppia cascata Baiardetta e cresta Baiarda più da vicino più chiara



Doppia cascata Baiardetta e cresta Baiarda ancora più da vicino



Doppia cascata Baiardetta e cresta Baiarda vista frontale



Doppia cascata Baiardetta e cresta Baiarda vista frontale più da lontano più chiara



Doppia cascata Baiardetta e cresta Baiarda vista laterale



Doppia cascata Baiardetta e cresta Baiarda vista laterale più scura



Doppia cascata Baiardetta e cresta Baiarda vista laterale più da destra



Tripla cascata in Baiardetta



Doppia cascata Baiarda e cresta Baiardetta da più in alto



Doppia cascata Baiarda e cresta Baiardetta da più in alto più da vicino



Bric del Dente innevato primo piano



Bric del Dente innevato primo piano più da vicino



Terrazzino roccioso in cresta Punta Martin e vista ovest più da vicino



Cresta frastagliata Punta Martin e mare sullo sfondo più scura



Cresta frastagliata Punta Martin e mare sullo sfondo col sole sopra



Cresta frastagliata Punta Martin e mare sullo sfondo più da destra



Cresta frastagliata Punta Martin e mare sullo sfondo ancora più scura



Torrione isolato in cresta Punta Martin



Torrione isolato in cresta Punta Martin e sullo sfondo Reixa e Dente



Torrione isolato in cresta Punta Martin e sullo sfondo Reixa e Dente più da lontano



Punta Martin dalla Rocca Calù



Dito Mondini visto dal sentiero più da vicino



Cresta bucherellata Punta Martin e vista ovest



Roccione triangolare e vista ovest da cresta Punta Martin



Roccione triangolare e cresta frastagliata Punta Martin con vista ovest



Bric del Dente e Monviso da Punta Martin



Doppio torrione e vista nord-ovest da Punta Martin più da destra



Doppio torrione con buco presso la cima di Punta Martin



Doppio torrione e vista sud-ovest da Punta Martin



Monte Portofino da Punta Martin



Croce vetta Punta Martin e vista nord



Vista sud-ovest con Capo Mele e Noli da Punta Martin



Bric del Dente e Monviso da Punta Martin più da vicino



Dito Mondini da sopra e vista sud-ovest



Dito Mondini da sopra e vista sud-ovest molto più da vicino



Dito Mondini da sopra primo piano e vista sud-ovest



Dito Mondini da sopra e altra guglia con vista sud-ovest



Dito Mondini da sinistra e vista sud



Dito Mondini da sinistra e vista sud più da destra



Dito Mondini da destra e altra guglia con vista ovest



Dito Mondini da destra e altra guglia con vista ovest più da vicino



Dito Mondini da destra e altra guglia con vista ovest più da vicino più chiara



Dito Mondini da destra e altra guglia con vista ovest più da vicino più scura



Dito Mondini da meno sotto e altra guglia con vista ovest primo piano



Dito Mondini da sotto



Dito Mondini e torrioni laterali da canalone sottostante



Dito Mondini da canalone sottostante



Dito Mondini da canalone sottostante più da vicino



Dito Mondini e torrioni laterali da canalone sottostante più da vicino



Dito Mondini e torrioni laterali da canalone sottostante ancora più da vicino



Dito Mondini e torrioni laterali da canalone sottostante più da destra



Dito Mondini e torrioni laterali da prato sottostante primo piano



Dito Mondini e torrioni a destra da prato sottostante



Dito Mondini e torrioni laterali da prato sottostante primo piano più da lontano



Dito Mondini e torrioni laterali da prato sottostante più da vicino



Dito Mondini e torrioni laterali da prato sottostante ancora più da vicino



Dito Mondini e torrioni a destra da prato sottostante più da destra



Dito Mondini e torrioni laterali da prato sottostante ancora più da vicino



Dito Mondini da prato sottostante



Dito Mondini e torrioni laterali da canalone sottostante leggermente più da vicino



Dito Mondini e torrioni laterali da canalone sottostante primo piano più da lontano



Dito Mondini e torrioni a destra da canalone sottostante



Dito Mondini e torrioni laterali da canalone sottostante più da sinistra



Dito Mondini e torrioni a destra da canalone sottostante più da lontano



Dito Mondini e torrioni a destra da canalone sottostante più da destra



Guglie laterali canalone Dito Mondini e vista sud



Dito Mondini da sotto e vista ovest



Dito Mondini da sotto e vista ovest leggermente più da sinistra



Dito Mondini da sotto e vista ovest più da vicino



Dito Mondini da sotto e vista sud-ovest



Dito Mondini da sotto e vista ovest ancora più da vicino



Dito Mondini da sotto e vista ovest sempre più da vicino



Dito Mondini da sotto e altra guglia con vista ovest



Dito Mondini da sotto e altra guglia con vista ovest primo piano



Dito Mondini da sotto e altra guglia con vista ovest primo piano più da vicino



Dito Mondini da sotto e altra guglia con vista ovest più chiara



Dito Mondini da sotto e altra guglia con vista sud-ovest



Dito Mondini da sotto e altra guglia con vista ovest più scura



Dito Mondini da meno sotto e altra guglia con vista ovest



Dito Mondini da meno sotto e vista ovest



Dito Mondini da meno sotto e vista ovest più scura



Dito Mondini da meno sotto e vista ovest più da vicino



Dito Mondini da meno sotto e vista ovest più da vicino più scura



Dito Mondini da meno sotto e altra guglia con vista ovest più da lontano



Dito Mondini da meno sotto e altra guglia con vista ovest più da lontano più scura



Dito Mondini da sopra e altra guglia con vista sud-ovest primo piano



Dito Mondini da sopra e altra guglia con vista sud-ovest primo piano più scura



Dito Mondini da sopra primo piano e vista sud-ovest più da sinistra



Dito Mondini da sopra primo piano e vista sud-ovest più da sinistra più scura



Capo Noli e Capo Mele primo piano da Punta Martin



Croce vetta Punta Martin e vista sud-ovest



Capo Noli e Capo Mele da Punta Martin



Punta Martin e mare d'oro a ovest andando verso il Pennello più da vicino



Punta Martin e mare d'oro a ovest andando verso il Pennello primo piano più da sinistra



Punta Martin e mare d'oro a ovest andando verso il Pennello primissimo piano



Punta Martin e mare d'oro a ovest andando verso il Pennello primo piano più da vicino



Punta Martin e mare d'oro a ovest andando verso il Pennello primissimo piano più da vicino



Ruderi su Monte Pennello e mare d'oro a ovest



Ancora più mare d'oro andando verso il Veleno primo piano



Sempre più mare d'oro andando verso il Veleno primo piano



Sempre più mare d'oro andando verso il Veleno primo piano



Prato con Gazebo con sullo sfondo Pietralunga e Baiarda



Baiarda rossa al tramonto



Rocca Calù e Punta Martin al tramonto



Rocca Calù Punta Martin e Pietralunga al tramonto