Anello Martello Sant’Antonio e Bric Pinna da Stella Corona




Sabato 8 dicembre 2018: Stella Corona (365) – Bric Pinna (580) – Pian Nefosse (655) – Martello Sant’Antonio (640) – Arma della Pietra (640) – Grotta del Picco (595) – Pian Nefosse (655) – Stella Corona (365).


Partecipanti: Stefs e soundofsilence.


Lunghezza: diciamo circa 8,5 Km, noi ne abbiamo fatti un po’ di più alla ricerca delle grotte.


Dislivello: circa 600 metri contando anche qualche saliscendi in più del necessario.


Difficoltà: E fino al Pian Nefosse ed al bivio per il Martello di Sant’Antonio. EE la discesa al Martello di Sant’Antonio e alle Grotte, senza sentiero e su terreno molto ripido, su cui prestare attenzione. EE, ma più facile anche la discesa e la risalita al torrione, con orientamento più difficile però. Tutto il resto E.


Percorso in macchina: da Genova in autostrada A12 fino all’uscita di Albisola, quindi, all’uscita dallo svincolo, si prende subito a sinistra la strada provinciale del Sassello, seguendo le indicazioni per Stella. Giunti a Stella San Giovanni continuiamo fino al cartello di fine paese, subito dopo il quale prendiamo a sinistra per Stella San Bernardo. Giunti a San Bernardo prendiamo a sinistra, seguendo l’indicazione su cartello blu per un parcheggio, del quale passiamo subito sulla destra, per poi quindi giungere, in breve, alla Chiesa, presso la quale parcheggiamo.


Percorso a piedi: dalla Chiesa imbocchiamo verso sinistra la strada asfaltata e, dopo 40 metri circa, prendiamo a destra, sempre su asfalto. Altri 40 metri e prendiamo nuovamente a destra su asfalto e seguiamo quindi la strada, pressochè in piano, fino a giungere in località Groppo. Qui troviamo un bivio a sinistra su un ponte colorato di giallo e verde, ma noi proseguiamo dritti a destra per una cinquantina di metri, per trovare quindi un nuovo bivio e prendere a sinistra una stradina per una decina di metri sterrata e, quindi, nuovamente asfaltata. Ancora pochi metri in salita e lasciamo l’asfalto per prendere una carrareccia a sinistra. Dopo una cinquantina di metri incrociamo nuovamente l’asfalto, che termina presso il cancello di una villa a destra, mentre noi continuiamo a sinistra su carrareccia. Giungiamo quindi in uno spiazzo pianeggiante, sovrastato da un roccione a sinistra, e qui prendiamo un sentierino sulla destra. Il sentierino, non segnato, prosegue chiaro, ed a tratti ripido, fino a giungere alla sommità del Bric Pinna a 580 metri circa, per poi arrivare, in breve alla radura sterrata di Pian Nefosse, dove troviamo un arco naturale. Dall’arco raggiungiamo la sterrata a destra e la seguiamo verso sinistra per poche decine di metri fino ad un bivio dove si divide in due; qui prendiamo la sterrata di sinistra e la seguiamo per 430 metri circa, fin quando a sinistra notiamo un’emergenza rocciosa, in realtà la cima di un torrione, pianeggiante e panoramica, alla quale ci dirigiamo. Dalla cima del torrione vediamo subito sotto di noi, il Martello di Sant’Antonio al quale dobbiamo dirigerci. Per farlo prendiamo a sinistra, scendendo con prudenza e arriviamo in breve sulla sinistra del predetto Martello. Passiamo quindi all’interno dell’arco del Martello e risaliamo lungo le pareti rocciose a destra, quelle alla base del torrione su cui eravamo in cima. Così facendo raggiungiamo la grossa caverna chiamata Arma della Pietra, dalla quale risaliamo ancora non senza difficoltà dati i numerosi tronchi caduti alla sterrata. Dalla sterrata facciamo, volendo, ma direi che non è necessario, un secondo giro, per scendere nuovamente a fianco del Martello di Sant’Antonio e da qui proseguire la discesa, cercando i punti migliori dove passare, tenendosi preferibilmente un po’ a sinistra. Giunti alla base delle successive pareti rocciose, scendendo un canalino erboso a sinistra per pochi metri, ci troviamo subito di fronte al piccolo ingresso della Grotta del Picco. Da qui torniamo sui nostri passi fino a Pian Nefosse con lo scopo di raggiungere il torrione con masso in cima visto in basso e in lontananza dal Martello di Sant’Antonio, descrivo quindi il percorso effettuato, anche se non è detto sia il migliore, perlomeno quello dell’andata, ma fare quello del ritorno anche all’andata può essere difficile senza sbagliarsi. Appena arrivati a Pian Nefosse quindi, nell’estremità del pianoro opposta a quella dove si trova l’arco, prendiamo un chiaro sentierino a destra che scende non troppo ripidamente. Seguiamo quindi detto sentiero per 280 metri circa fino a quota 590 sempre circa. Qui deviamo a destra cercando di giungere ad un punto dove poter scorgere, tra la vegetazione, dove siamo. In breve giungiamo ad un punto dove scorgiamo il Martello di Sant’Antonio e riusciamo così ad immaginare dove possa trovarsi il torrione in questione. Iniziamo quindi a traversare verso sinistra, mantenendoci più o meno alla stessa quota, a seconda anche dove è più agevole passare. Dopo poco più di 100 metri di traversata occorrerebbe iniziare a scendere lungo il prato sottostante piegando verso destra (direzione sud-ovest). In realtà io ho attraversato ancora in piano fino a giungere ad un punto da dove ho scorto il torrione e da lì sono tornato indietro al pendio prativo, che poi ho sceso come descritto. Giunti pochi metri sopra il torrione, è comunque difficile scendervi dato il terreno ripido e scivoloso, sarebbe in effetti utile una corda di una decina di metri, ma non avendola con me, nell’occasione ho rinunciato. Il ritorno avviene risalendo direttamente, dove si può, senza traversare, fino a raggiungere la sterrata che collega Pian Nefosse alla zona del Martello, da dove ritorniamo appunto a Pian Nefosse. Da Pian Nefosse prendiamo la sterrata sulla sinistra e la seguiamo in discesa. Dopo 230 metri troviamo un bivio, dove prendiamo a destra, sempre in discesa, lasciando a sinistra la sterrata per Sella Burain. Continuiamo quindi a seguire la sterrata, ignorando alcune deviazioni a destra, fino a giungere sull’asfalto, che continuiamo a seguire in discesa fino al parcheggio.


Traccia GPS: Nefosse (Per scaricare la traccia fate click col tasto destro sul link e selezionate “Salva link con nome”)


Conclusioni: gita fattibile tranquillamente in mezza giornata, a patto di non perdersi, ma magari estendibile proseguendo verso le vicine grotte dell’Arma delle Faie e della Zappa, abbastanza interessanti da visitare, difficile dire però, non avendolo fatto, se i sentieri sulla carta che permettono tale giro esistono davvero. In ogni caso il Martello di Sant’Antonio è un arco naturale veramente particolare e merita sicuramente una visita, bello anche il torrione sottostante e l’arco a Pian Nefosse, non molto interessanti invece le grotte visitate, quella del Picco in quanto è speleologica fin dall’ingresso e non ci siamo sentiti nell’occasione di arrivare strisciando fino al primo pozzo.




Arco naturale a Pian Nefosse



Stefs su arco naturale a Pian Nefosse



Arco naturale a Pian Nefosse da dietro



Arco naturale a Pian Nefosse da sopra



Arco naturale a Pian Nefosse da dietro molto più da lontano



Arco naturale a Pian Nefosse da dietro più da lontano



Martello Sant'Antonio da sopra



Cima torrioni sopra Martello Sant'Antonio



Martello Sant'Antonio



Martello Sant'Antonio più da vicino



Martello Sant'Antonio più da lontano



Martello Sant'Antonio da sotto vista verticale



Martello Sant'Antonio da sotto e da dietro



Uscita Arma della Pietra



Arma della Pietra



Martello Sant'Antonio da cengia soprastante



Martello Sant'Antonio con sole e mare



Martello Sant'Antonio



Torrione dal Martello di Sant'Antonio più da vicino



Ingresso Grotta del Picco



Interno Grotta del Picco più da vicino



Martello Sant'Antonio con sole e mare in controluce



Zona Martello Sant'Antonio scendendo verso torrione



Torrione scendendovi



Torrione da sopra più da vicino



Torrione da sopra primo piano



Torrione da sopra vista verticale



Torrione da sopra primo piano