Anello Monte Laghisciola e Lago della Nava dal Passo Fregarolo




Sabato 30-10- 2021: Passo Fregarolo (1225) – Monte Laghisciola (1260) – Monte Merizzi (1225) – Salto (960) – Monte della Croce (1142) – Monte Collere (1289) – Lago della Nava (1175) – Monte Laghisciola (1260) – Passo Fregarolo (1225).


Partecipanti: soundofsilence.


Lunghezza: 12,2 Km circa.


Dislivello: 750 m. circa.


Difficoltà: qualche difficoltà nel seguire il sentiero due quadrati bianchi, non sempre chiaro, a volte infrascato e con bivi non sempre segnalati, quindi in parte EE (per escursionisti esperti) proprio per le difficoltà di orientamento, magari risolvibili con un GPS, tutto il resto E (per escursionisti medi), tranne la ripida, ma facile, discesa fuori traccia dal Monte Collere (EE).


Percorso in macchina: Da Genova seguiamo la Val Bisagno, passando per Molassana e Prato, quindi usciamo dalla città, seguendo sempre la ss45, fino ad arrivare al tunnel della Scoffera. Passata la galleria continuiamo sempre sulla SS45, girando a destra verso Torriglia, per poi continuare sulla medesima strada (seguendo le indicazioni per Piacenza) fino ad oltre Montebruno. Un chilometro e mezzo circa dopo Montebruno, lasciamo la ss45 per girare a destra per Canale, Reisoni e Casoni, seguendo altresì le prime indicazioni per la Val d’Aveto. Giunti a Casoni prendiamo a destra per il Passo Fregarolo, dove parcheggiamo.


Percorso a piedi: dal parcheggio imbocchiamo la sterrata sulla destra segnata con un bollo giallo, sterrata che dopo un primo tratto a pendenza moderata sale ripidamente verso la vicina vetta del Monte Laghisciola, poco prima della quale ignoriamo una sterrata a destra e continuiamo dritti fino alla vetta, occupata da una costruzione cintata. Pochi passi oltre la vetta dobbiamo individuare un bivio a sinistra, non molto evidente in effetti, ma dopo pochi metri un cartello indica l’anello di Salto e 2 quadrati bianchi ci guidano lungo il percorso. Scendiamo quindi nel bosco senza perdere troppa quota giungendo alla base del vicino Monte Merizzi, di cui raggiungiamo la vetta seguendo il crinale sulla destra, parallelo al sentiero. Nonostante il disboscamento in atto la vetta non risulta molto panoramica, comunque noi proseguiamo sul crinale ricongiungendoci in breve al sentiero segnato sempre con 2 quadrati bianchi. 450 Metri dopo la vetta del Monte Merizzi arriviamo ad un punto chiave: qui la traccia sembra continuare dritta ed in piano, ma noi dobbiamo invece deviare a destra senza traccia, ma trovando subito dopo nuovamente un cartello di legno per Salto e i quadrati bianchi. Dopo 800 metri di sentiero sbuchiamo su una sterrata da imboccare verso sinistra in corrispondenza di un punto panoramico su Salto. Dopo neanche 300 metri la sterrata si esaurisce in un bivio, dove ignoriamo la radura a destra ed imbocchiamo invece a sinistra un fosso torrentizio asciutto e dopo qualche decina di metri ricominciano i quadrati bianchi che ci portano a sbucare su una strada campestre, che seguiamo nella stessa direzione, arrivando quindi ad una recinzione chiusa, che bypassiamo salendo un muretto a sinistra, dal quale, più avanti, riscendiamo sulla strada campestre. La strada campestre ci porta in breve alle case di Salto, dove diventa asfaltata. Seguiamo quindi la tortuosa strada asfaltata in discesa, fino a giungere il campo di calcio di Priosa, dove, in corrispondenza di una stele dedicata a Don Giampiero Sculacciati, imbocchiamo una sterrata sulla destra. Con la sterrata affrontiamo subito un guado del torrente Salto, quindi arriviamo ad un primo bivio di sterrate dove continuiamo dritti, lasciando a sinistra una più ripida sterrata. Seguiamo quindi la sterrata fino a che frecce e quadrati bianchi ci fanno deviare a sinistra (tratto non chiaro e un po’ infrascato) per risalire la ripida rampa boschiva, dove dobbiamo porre molta attenzione a non perdere i segnavi per seguire il percorso che non è molto tracciato. Dopo una ripida salita per fortuna ricompare una più chiara traccia, sempre segnata con i quadrati bianchi che ci porta a salire fino ad una selletta dove troviamo un incrocio di tracce: dritti si scende verso Cardenosa, a destra è la continuazione del nostro percorso, ma prima effettuiamo una breve deviazione a sinistra per raggiungere la vicina cima del Monte della Croce, forse il più panoramico della gita. Visitato quindi il Monte della Croce, non a caso chiamato così data la grande croce in vetta, torniamo sui nostri passi fino all’incrocio e continuiamo nella stessa direzione seguendo sempre i quadrati bianchi. Dopo circa 1,3 Km dall’incrocio, deviamo a sinistra per seguire il crinale su traccia non molto evidente, ma facile, giungendo così ad una prima vetta erbosa ed abbastanza panoramica, che credevo essere il Monte Collere, per il quale invece bisogna continuare ancora per quasi 500 metri sul crinale. Si giunge così alla poco appariscente vetta del Monte Collere, segnata comunque da un cippo. Dalla vetta io sono sceso verso destra, abbastanza ripidamente, ma può essere meglio continuare sul meno ripido crinale che ci porta direttamente ad una selletta con un bivio, dove prendiamo a destra, seguendo il nuovo segnavia bollo giallo, che seguiremo fino alla macchina. Dopo 800 metri troviamo un paio di bivi a sinistra, ma noi proseguiamo dritti sul bollo giallo, passando quindi subito nei pressi del Laghetto della Nava. Visitato il Laghetto risaliamo la ripida rampa erbosa a sinistra, quindi prendiamo una traccia a destra, sempre seguendo il bollo giallo, che ci porta quindi a risalire fino in vetta al Monte Laghisciola, dal quale torniamo sui nostri passi al parcheggio.


Traccia GPS: Laghisciola (Per scaricare la traccia fate click col tasto destro sul link e selezionate “Salva link con nome”)


Conclusioni: gita nata per vedere il Lago della Nava, che trovare un lago naturale in liguria è sempre una rarità, ma, a parte il laghetto, i punti di interesse della gita non sono molti devo dire, anche se alcune brume autunnali hanno reso interessanti i pochi scorci panoramici presenti, che su quasi tutti i monti la vista è ostacolata dagli alberi. Giro quindi che consiglio quando non si abbia di meglio da fare magari a causa mal tempo, che è più o meno la motivazione principale che mi ha spinto a farlo. Il giro è semplice e può essere effettuato in mezza giornata, ma alcuni tratti non sono chiari ed avere un GPS con traccia da seguire può essere utile.




Brume mattutine tra alberi ingialliti salendo al Monte Laghisciola



Brume mattutine salendo al Monte Laghisciola



Bivio per anello Salto al Monte Laghisciola



Crinale Monte Merizzi



Brume mattutine su Salto da punto panoramico più da vicino



Brume mattutine su Salto da punto panoramico



Sentiero con muretto a secco scendendo a Salto



Sentiero con muretto a secco scendendo a Salto più da lontano



Sentiero infrascato scendendo a Salto



Case a Salto



Case a Salto più da vicino



Alberi ingialliti a Salto



Priosa in lontananza scendendovi



Stele in memoria Don Giampiero Sculacciati a Priosa



Salto in lontananza salendo da Priosa



Tratto sentiero infrascato segnalato da frecce



Croce vetta Monte della Croce



Serie di crinali e bruma dal Monte Croce



Serie di crinali e bruma dal Monte Croce



Croce vetta Monte della Croce più da lontano



Serie di crinali salendo verso Monte Collere



Sentiero su sterrata e crinale verso Monte Collere



Serie di crinali da crinale verso Monte Collere



Serie di crinali da crinale verso Monte Collere più da lontano



Bosco ingiallito da crinale verso Monte Collere



Anticima panoramica Monte Collere



Cippo in vetta a Monte Collere



Monte Alfeo scendendo da Monte Collere



Radura presso Lago della Nava e Monte Laghisciola in lontananza



Lago della Nava visto di lato



Lago della Nava da sponda ovest



Lago della Nava da sponda ovest più da lontano



Lago della Nava da sponda ovest ancora più da lontano



Lago della Nava dalla sponda est