Anello crinali Val Gargassa




Venerdì 29 aprile 2016: Rossiglione (280) – Monte Nero (560) – Muso del Gatto (370) – Barcun da Scignua (480) – Rocca Giana (565) – Rocca dei Corvi (570) – Vereira (400) – Sorgente Solforosa (410) – Rossiglione (280).


Partecipanti: Soundofsilence.


Lunghezza: 13,5 Km circa.


Dislivello: 900 metri circa.


Difficoltà: EE la discesa verso il Muso del Gatto, fuori sentiero e su terreno infido e scivoloso e che necessita oltretutto di buon senso dell’orientamento ed esperienza per scegliere la via migliore. EE la salita al Barcun da Scignua e le “esplorazioni” fino a raggiungere il sentiero segnato (3 pallini gialli). EE, seppur più facile, anche la discesa dalla Rocca dei Corvi fino al sottostante sentiero segnato (sempe 3 pallini gialli) perché necessita di senso dell’orientamento, scelta del percorso migliore. Tutto il resto E.


Percorso in macchina: Da Genova in autostrada fino a Voltri dove si prende la A26 e si esce a Masone, continuando quindi per Campoligure e Rossiglione. Giunti a Rossiglione si attraversa tutto il paese e, poco prima (100 metri) del bivio a sinistra per Tiglieto, si parcheggia in uno spiazzo a sinistra.


Percorso a piedi: dal parcheggio si torna indietro per poco più di 100 metri, imboccando quindi sulla destra Salita Orti, dove inizia il sentiero segnato con segnavia rombo giallo pieno. Il sentiero passa quindi sopra le gallerie dell’autostrada e, poi, raggiunge una fattoria, dove occorre aprire e richiudere (o scavalcare) due recinti elettrici. Dopo la fattoria il sentiero rombo giallo continua su una sterrata, prima pressoché pianeggiante o in leggera salita, e quindi in discesa verso la sottostante strada asfaltata proveniente da Rossiglione. Si imbocca quindi la strada asfaltata sulla destra che, in poco più di 100 metri, arriva a scollinare; qui lasciamo la strada e prendiamo a sinistra il sentiero segnato che attraversa un bel prato in salita. Saliamo quindi sul sentiero per circa 300 metri giungendo così su un poggio tra una cresta di conglomerato (puddinga) sulla destra e la vetta del Monte Nero a sinistra. Qui il sentiero segnato inizia a scendere dritto davanti a noi e lo useremo per il ritorno; andiamo invece a visitare la cresta sulla sulla destra e quindi prendiamo la traccia che sale in vetta al Monte Nero. Dalla vetta continuiamo sulla cresta in discesa fino a ricongiungerci col sentiero segnato.che però lasciamo subito a destra per continuare invece sulla cresta della successiva elevazione. Giunti in cima anche a questa seconda vetta, di cui non conosco il nome (ammesso ne abbia uno), scendiamo anche qui in cresta fino a ricongiungerci una seconda volta col sentiero segnato. Anche qui però lasciamo subito, stavolta sulla sinistra, il sentiero segnato per continuare in cresta fino alla vicina successiva elevazione. Giunti su questa ulteriore vetta pieghiamo a destra su una esile cresta di puddinga che, però, a differenza di quanto si poteva temere vedendola da lontano, si percorre abbastanza facilmente. Percorsa la cresta ci troviamo di fronte un ripido pendio di puddinga coperta di detriti assai scivolosi che porterebbe fino al torrente Gargassa a cui dobbiamo scendere. Occorre quindi cercare la via migliore per perdere quota, direi indicativamente traversando verso destra, dove inizia la vegetazione, tenendosi magari ai margini del bosco. Nell’ultimo tratto si piega poi verso sinistra, dirigendosi verso il roccione sulla sponda opposta del torrente (denominato “muso del gatto”); qui occorre poi aggirare un salto di roccia e quindi scendere al torrente affluente del Gargassa di cui percorriamo un tratto di alveo per poi riprendere a sinistra il sentiero segnato con 2 X gialle. Imbocchiamo quindi sulla destra il sentiero segnato e subito guadiamo in corrispondenza del Muso del Gatto; seguiamo quindi il sentiero sull’altra sponda (la sinistra idrografica) superando alcune staccionate di legno. Una cinquantina di metri dopo la seconda lunga staccionata (prima ce n’è una corta), occorre lasciare il sentiero per risalire il pendio erboso sulla sinistra. Risaliti i primi metri di erba e puddinga ci si trova davanti a una scelta: infilarsi a sinistra nello stretto e ripido alveo di un rio asciutto o proseguire sui ripidi, ma meno repulsivi, prati sulla destra. Io nell’occasione salgo un poco verso destra per poi traversare a sinistra e immettermi nel predetto alveo prima che un versante roccioso impedisca il collegamento. L’alveo è un po’ scomodo e infrascato ma si passa senza grossi problemi, tuttavia forse sarebbe stato meglio proseguire sulla più aperta parte destra, dove in effetti mancavano pochi metri a giungere a un punto panoramico a cui ero sceso in precedenza dall’alto (resta quindi da verificare la percorribilità di questi pochi, circa 25, metri). In ogni caso all’uscita della stretta gola che abbiamo percorso ci si trova su un prato molto ripido dove si presentano altre 2 possibilità: proseguire dritti o tagliare sulla sinistra su un’esile traccia che porta ad un’evidente colletto che si apre tra le formazioni di puddinga, permettendo di passare dal versante nord a quello sud della cresta facente capo al Barcun da Scignua. In prima istanza scelgo la seconda ipotesi e giunto al colletto lo scavalco facilmente dirigendomi prima a sinistra sulla sommità di un adiacente torrione e poi a destra, passando sotto la cresta di puddinga, giungendo in breve all’arco naturale chiamato il “Barcun da Scignua”. L’ambiente è spettacolare con panorama aperto verso la Val Gargassa sotto di noi, il Barcun da Scignua e un torrione di puddinga a fianco; proseguo quindi in salita: fino ad un passaggio più stretto, per un crepaccio nella puddinga, che obbliga a un passo breve ma leggermente esposto, superando il quale si scavalca la cresta del Barcun e ci si riporta sul versante nord; dal quale ridiscendo verso la gola da cui sono venuto per raggiungere anche il punto panoramico accennato in precedenza, che permette una bellissima vista sul Barcun e due imponenti torrioni di puddinga adiacenti. Il terreno aperto permette di scegliere se scendere sui ripidi prati a destra, sulla puddinga sbriciolata e scivolosa al centro o sulla puddinga più solida a sinistra. Scelta la via di mezzo arrivo facilmente all’evidente terrazzo panoramico a quota 450 circa. Dal punto panoramico risalgo quindi a ritroso fino al fino al punto da cui avevo iniziato a scendere il versante nord e, continuando poco oltre, raggiungo il sentiero segnato con 3 pallini gialli che raggiungo in corrispondenza di un colletto; da qui sulla destra si raggiunge in pochi metri un panoramico poggetto, un poco meno destra si prosegue verso il campo sportivo di rossiglione, mentre a sinistra si va verso Vereira. Io scelgo invece la quarta possibilità e mi dirigo di fronte verso la Rocca Giana. Si sale facilmente, anche se la traccia non è segnata né granchè evidente, e in breve si giunge al crinale e alla vetta della Rocca Giana. Da qui si continua per crinale, su traccia non sempre chiara, ma con ampie possibilità di passaggio, verso sud, prima in discesa e quindi in salita per raggiungere dopo circa 350 metri l’evidente Rocca dei Corvi, di poco più alta della Rocca Giana. Dalla Rocca dei Corvi si continua sul facile crinale di puddinga in direzione prima sud-est e poi est fino a giungere al limitare del bosco, ormai comunque nelle vicinanze del sottostante sentiero segnato 3 pallini gialli, dove il passaggio diventa un po’ meno intuitivo e un po’ più laborioso, ma con non troppe difficoltà giungiamo comunque in breve al predetto sentiero che imbocchiamo verso destra. In breve quindi giungiamo alla Case di Vereira. Da Vereira proseguiamo verso sud seguendo il sentiero segnato con un pallino giallo. Dopo poco più di 100 metri il sentiero segnato cerchio barrato che attraversa il torrente su un lungo ponte e quindi si dirige verso Rossiglione, quindi dopo ulteriori 80 metri ci troviamo a un nuovo bivio, dove lasciamo a destra il sentiero segnato pallino giallo, per attraversare invece a sinistra il torrente e seguire le indicazioni per la sorgente solforosa, che raggiungiamo dopo oltre 500 metri dal bivio. Visitata la sorgente torniamo quindi sui nostri passi fino al ponte, che imbocchiamo verso destra, iniziando a seguire il sentiero cerchio barrato. Dopo 1,2 Km di salita giungiamo quindi al Col Majolo, crocevia di sentieri, dove prendiamo il sentiero più a sinistra che procede comunque praticamente dritto davanti a noi, segnato rombo giallo pieno. In meno di 300 metri ci troviamo ad incrociare quindi il percorso dell’andata, ma invece di seguire il crinale, continuiamo sul sentiero segnato che vi passa poco sotto, evitando così di salire le vette da cui siamo passati all’andata. Giungiamo così in breve al colle sotto il Montenero, dal quale torniamo seguendo il percorso dell’andata.


Conclusioni: Giro che permette di vedere in un colpo solo tutti i punti di interesse della Val Gargassa, anche se potrebbe essere meglio tagliare la prima parte da Rossiglione all’incrocio della strada asfaltata che, direi, non è di alcun interesse, facendo partire il giro invece dal classico punto di partenza del campo di calcio di Rossiglione. Peccato poi per un albero cresciuto ultimamente davanti al Barcun da Scignua che lo occulta parzialmente, rendendo il panorama un poco meno suggestivo. Nonostante questo il giro è assolutamente consigliabile, sempre panoramico e particolare, tra laghetti color smeraldo e ardite creste di puddinga (tipo di roccia conglomeratica formatasi sul fondo del mare per la pressione che ha saldato ciotoli e sabbia in un’unica conglomerato appunto).




Parcheggio a Rossiglione



Inizio sentiero in salita Orti a Rossiglione



Fattoria su sentiero rombo giallo



Sentiero fiorito verso Monte Nero



Prato fiorito e cresta puddinga andando verso Monte Nero



Cresta Puddinga a lato sentiero per Monte Nero



Cresta Puddinga a lato sentiero per Monte Nero più da vicino



Crinale Monte Nero



Cresta puddinga a lato sentiero per Monte Nero da sotto



Cresta puddinga a lato sentiero per Monte Nero percorrendola



Cresta puddinga a lato sentiero per Monte Nero percorrendola



Val Gargassa da cresta puddinga a lato sentiero per Monte Nero



Sentiero in discesa dal Monte Nero



Crinale Monte Nero da sella sottostante



Salita per elevazione successiva a Monte Nero



Cresta di puddinga salendo a elevazione successiva a Monte Nero



Monte Nero con cresta di puddinga a sinistra



Cresta di puddinga salendo a elevazione successiva a Monte Nero primo piano



Rocca Giana da elevazione successiva a Monte Nero



Salendo cresta puddinga di fronte a Rocca Giana



Pendio instabile verso Muso del Gatto



Rocca Giana scendendo verso il Muso del Gatto più da vicino



Muso del Gatto scendendovi



Contrafforti puddinga Rocca Giana



Torrente Gargassa scendendo al Muso del Gatto



Ultimo tratto sentiero verso Muso del Gatto



Torrente da guado presso Muso del Gatto



Scalette a fianco torrente Gargassa



Laghetto verde in torrente Gargassa



Torrente Gargassa con Monte Nero sullo sfondo



Staccionata torrente Gargassa e Monte Nero sullo sfondo



Torrente Gargassa staccionate e Muso del Gatto



Laghetto verde in torrente Gargassa



Laghetto verde staccionate e Muso del Gatto



Inizio salita verso Barcun da Scignua



Creste di puddinga salendo al Barcun da Scignua



Due torrioni salendo al Barcun da Scignua più da vicino



Due torrioni salendo al Barcun da Scignua visti di lato



Contrafforti Rocca Giana e torrioni salendo al Barcun da Scignua



Contrafforti Rocca Giana e torrioni salendo al Barcun da Scignua più da lontano



Val Gargassa da cima torrione



Buco Barcun da Scignua più da vicino



Barcun da Scignua con torrione a destra



Barcun da Scignua da sotto più da vicino



Cresta Barcun da Scignua



Due torrioni e Barcun da Scignua



Due torrioni e Barcun da Scignua più da vicino



Cresta Barcun da Scignua salendo alla Rocca Giana



Contrafforti di puddinga salendo alla Rocca Giana



Case Camilla da Rocca Giana



Rocca Giana dalla Rocca dei Corvi



Cresta Rocca dei Corvi



Barcun da Scignua scendendo dalla Rocca dei Corvi



Vereira scendendo dalla Rocca dei Corvi



Prati Vereira



Laghetto in torrente andando verso sorgente sulfurea



Sorgente sulfurea



Incrocio di sentieri al Col Majolo



Sentiero andando verso il Monte Nero



Prato rosso verde e alberi tornando a Rossiglione