Punta Martin per la Via Federici e il Dito Mondini




Domenica 8 Marzo 2015: Acquasanta (170) – Masso Ferrante (450) – Dito Mondini (950) – Punta Martin (1001) – Bivacco Monte Penello (990) – Bivacco Paganetto (710) – Monte Riondo (712) – Via Assarino.


Partecipanti: Soundofsilence


Lunghezza: 14 Km, ma io ne ho fatti una dozzina di più tra vari errori di percorso nella parte finale cercando di tagliare verso est e soprattutto per aver proseguito a piedi fino alla stazione di Sampierdarena.


Dislivello: 900 circa.


Difficoltà: EE dall’inizio della Via Federici fino alla vetta, tutto il resto E. La via Federici, o meglio il passare a fianco alla stessa, presenta pendii erbosi molto ripidi e tratti in cui occorre saper scegliere il percorso migliore in assenza di sentiero, occorre quindi buona esperienza di montagna e sono consigliabili buone condizioni meteo per percorrerla senza che diventi eccessivamente scivolosa; possibile anche incontrare qualche passaggio su roccia tra il primo e il secondo grado, a seconda del percorso scelto.


Percorso in macchina: Questa volta sono venuto in treno, avendo la macchina guasta, ma il percorso in auto prevede comunque di uscire al casello di Voltri e quindi imboccare la strada per il Turchino e lasciarla quindi per svoltare a destra per l’acquasanta in corrispondenza dell’abitato di Mele. Si giunge quindi presso il Santuario dove si parcheggia.


Percorso a piedi: Si prende il sentiero segnato a sinistra del Santuario; dopo 200 metri il sentiero si biforca in corrispondenza di un tornante: destra sarebbe la direzione giusta da seguire, ma il sentiero è stato abbandonato causa chiusura dell’attraversamento dei binari, ed è impossibile seguirlo per la presenza di vegetazione praticamente insormontabile. Posto che non so quale sia il passaggio regolare attualmente, anche perché credo non sia nelle vicinanze e che allunghi decisamente il percorso, ho allora preso per pochissimi metri a sinistra per poi salire brevemente il pendio soprastante a destra, senza traccia; ci si trova così sulla sommità di un terrapieno appena sopra i binari. Si scende a sinistra agevolmente il terrapieno, quindi si seguono i binari verso destra (60 metri) fino a vedere di fronte un muretto che occorre scavalcare per riprendere il sentiero. Si attraversano quindi i binari e si scavalca, o se si preferisce si costeggia lungo un piccolo cornicione, il predetto muretto e si ricomincia a seguire il sentiero segnato. Dopo 130 metri circa una sterrata si immette da destra, ed è forse questa la via regolare da seguire per giungere a questo punto. Proseguiamo quindi invece a sinistra fino ad arrivare in località Gazeu. Qui prendiamo a destra per Fontanin, localittà in cui si perviene dopo 470 metri circa. A Fontanin prendiamo quindi sulla sinistra dirigendoci verso il Masso Ferrante. Giunti presso il grosso e inconfondibile Masso proseguiamo seguendo il Sentiero “Carlo Poggio”, tralasciando a destra il sentiero che sale alla Baiarda e alla Pietralunga. Si continua quindi lungo il torrente Baiardetta per circa 350 metri per poi abbandonarlo iniziando a salire più ripidamente a sinistra sempre seguendo il sentiero Poggio. Dopo circa 200 metri il sentiero Poggio continua sulla destra verso il Colle della Baiarda, mentre noi si prosegue a sinistra incontrando dopo una trentina di metri le prime segnalazioni della Via Federici. Si tratta ora di seguire il più vicino possibile tale via, evitando comunque i passaggi in arrampicata. Nella prima parte ciò risulta abbastanza agevole, ma dopo poco meno di 200 metri e a quota intorno ai 710 ci troviamo sotto un’imponente struttura rocciosa che la via si accinge a scalare, mentre la traccia che finora abbiamo seguito tende a perdersi. Il punto si può riconoscere anche per la presenza in loco di una catena che facilita il raggiungimento della base della struttura rocciosa. Occorre invece restare un poco al di sotto di tali attrezzature e tagliare in orizzontale non difficilmente ma senza traccia fino ad arrivare all’estremità nord della struttura rocciosa; qui si piega a sinistra onde raggiungere il crinale della stessa, donde, volendo, se ne può facilmente raggiungere la vetta; proseguiamo invece verso nord e dopo 160 metri circa troviamo un altro punto dove è meglio discostarsi dal crinale per evitare le difficoltà della via. Ci si tiene quindi sulla destra per poi risalire un ripido canalino che porta poco sotto al Dito Mondini, elegante monolite roccioso che si raggiunge risalendo un ripidissimo prato. Dal dito io ho risalito ancora ripidi parti verso nord, ma, probabilmente la via procedeva invece, facendo un giro più largo, prima verso est e poi verso nord. In ogni caso ci si ricongiunge in corrispondenza dell’unico passaggio in arrampicata che ho affrontato: una stretta gola con massi incastrati, un passaggio almeno di primo grado, ma non esposto, che dà quindi accesso ai prati sommitali di Punta Martin dai quali in breve si giunge alla vetta. Dalla vetta prendo a est in direzione del bivacco del Monte Penello, da qui distante meno di 1 Km. Giunti al bivacco si prende verso sud lungo il sentiero E1 che seguiamo fino al bivio per il Bivacco Paganetto, dove prendo a sinistra per raggiungere tale rifugio e la sommità del Monte Riondo. Dalla vetta, per tracce di sentiero si continua verso sud, fino a ricollegarsi col sentiero E1, poco prima di un’area picnic dove troviamo anche un bivio con altri sentieri. Si continua quindi a sinistra sull’E1 per un 1,2 Km., quindi, al bivio si prende a sinistra, lasciando a destra, appunto, l’E1. Altri 1,2 Km e ancora un bivio a cui prendo ancora a sinistra, nell’intento di arrivare il più possibile a est, ma forse qui avrei fatto meglio invece a prendere a destra. In ogni caso ancora 550 metri e un ulteriore bivio a cui prendo ancora a sinistra andando verso Via Assarino, mentre sarebbe stato molto più rapido e semplice prendere a destra e riconnettersi col sentiero in discesa verso Pegli. Via Assarino in effetti compie un ampio Ferro di Cavallo prima di scendere lungo il Torrente Varenna e giungere quindi anch’essa a Pegli. Da Pegli poi continuerò a piedi fino a Sampierdarena, ma anche questo non lo consiglio, ci sono comunque ampie possibilità di rientro con mezzi pubblici…


Conclusioni: Il sentiero EE che sale dall’Acquasanta a Punta Martin è sicuramente interessante e in un ambiente selvaggio e roccioso, ma questa variante permette di godere di un ambiente che lo è ancora di più, e, soprattutto, di vedere il magnifico dito Mondini senza doverci andare apposta dalla vetta. Consigliabile quindi a chi cerchi nuovi itinerari e abbia una buona esperienza di montagna su sentieri impervi e non segnati. Per quanto riguarda la discesa si può fare indubbiamente meglio e tante sono le possibilità di combinare itinerari anche ad anello.