Anello Monte Fasce per i Laghetti di Nervi e la Cresta di Monte Moro




Sabato 22 Dicembre 2018: Cimitero Nervi (35) – Laghetti di Nervi (70) – Monte Fasce (825) – Pertuzo do Cante (530) – Cresta di Monte Moro (565) – Monte Moro (400) - Cimitero Nervi (35).


Partecipanti: soundofsilence.


Lunghezza: 14,5 Km. circa.


Dislivello: :.900 m. circa.


Difficoltà: EE la risalita della prima parte del torrente Nervi, con alcuni tratti un poco esposti e scivolosi, specie in stagioni umide come questa, EE anche la parte nel torrente dopo l’attraversamento del doppio ponte, sempre un po’ scivolosa ed in cui prestare attenzione. Il successivo sentiero verso il Monte Fasce presenta alcuni tratti ripidi in cresta in cui, specie in condizioni di terreno non asciutto, può essere utile aiutarsi con le mani, ma la difficoltà maggiore rimane l’orientamento, nonostante i segnavia che, però, in alcuni punti cruciali, non sono così facili da individuare e direi che, complessivamente, si può considerare parimenti EE fino a che si giunge al sentiero segnato con una T rovesciata che ci porta al Fasce, questo sentiero e tutto il resto è da considerarsi E. Per quanto riguarda le grotte più o meno naturali (in più o meno tutte vi è si nota la mano dell’uomo quantomeno nell’allargarne l’apertura) bastano casco e lampada e non presentano particolari difficoltà, possono però presentare una discreta quantità d’acqua e non sono quindi consigliabili scarpe basse.


Percorso in macchina: Da Genova fino all’uscita di Nervi in autostrada A12, si continua quindi in Corso Europa verso Est, fino alla fine del predetto Corso, dove si prende a destra scendendo la rampa che porta a Nervi. Qui giriamo subito a sinistra in Via del Commercio e la percorriamo fino al cimitero dove parcheggiamo.


Percorso a piedi: dal parcheggio del cimitero proseguiamo su strada asfaltata per 180 metri circa, per prendere poi a destra la scalinata Passo Torrente Nervi. Quasi in cima della scalinata troviamo un bivio, dove prendiamo a sinistra, passando presso dei lavatoi coperti, quindi torniamo su asfalto, imboccandolo verso sinistra. Ridiscendiamo quindi a Via del Commercio (si poteva anche continuare sulla stessa, ma così ne tagliamo un tornante) e la riprendiamo a percorrere verso destra. Dopo pochi metri termina comunque l’asfalto e percorriamo quindi una rampa cementata che in breve finisce davanti ad un cancello, ma, a sinistra, attraverso una breccia, si può scendere al torrente, segni gialli e rossi ci confermano di essere sul percorso giusto. Percorriamo quindi una breve cengia esposta sul torrente e quindi lo attraversiamo a sinistra su una chiusa di cemento, per poi seguirne il corso sull’altra sponda sopra un muretto sempre di cemento. Risaliamo quindi subito ad una soprastante rampa cementata che attraversiamo per prendere un sentierino a sinistra, sempre seguendo i segni gialli. Arriviamo quindi ad un bel laghetto profondo con cascata, dove attraversiamo nuovamente il torrente su un guado di cemento. Subito troviamo un guado a sinistra, anch’esso segnato di giallo, che ignoriamo per proseguire dritti, seguendo anche qui segni gialli. Il sentiero continua quindi sulla sinistra (destra idrografica) del Torrente Nervi di cui, in questo tratto, possiamo ammirare alcuni bei laghetti, per poi percorrere un tratto praticamente dentro il torrente stesso ed arrivare quindi ad un nuova chiusa di cemento, che attraversiamo parzialmente; qui occorre in effetti riportarsi sulla riva a sinistra passando nell’acqua dove è più bassa, per poi percorrerla fino ad un successivo ponte, la cui rampa di accesso è resa malagevole da un cancello divelto e dalla vegetazione. Qui ho preferito quindi issarmi sul ponte invece di sfruttare la predetta rampa, atrraversato comunque nuovamente il torrente, un sentierino ci porta fino ad un cancello, del quale ci troviamo all’interno. Scavalchiamo quindi la recinzione a sinistra e ci troviamo sulla stretta stradina asfaltata che imbocchiamo verso sinistra e che costituisce il classico percorso per i Laghetti di Nervi. Dopo un primo tratto in piano tra le case, la stradina comincia a salire piuttosto ripidamente; passiamo quindi a destra di un doppio ponte, che attraverseremo in seguito, dopo aver visitato i laghetti superiori. Quasi subito raggiungiamo il primo profondo laghetto, per poi continuare a destra, seguendo i segni ed il Torrente Nervi, che attraversiamo nel suo letto per portarci sulla sponda sinistra (destra idrografica). Dopo pochi metri una deviazione consente di visitare un secondo laghetto e, con acqua meno abbondante, probabilmente anche altri. Proseguendo poi lungo il sentiero principale, troviamo un bivio a sinistra, segnato anch’esso con segni gialli, ma sbarrato da una sbarra di ferro; qui, facendo invece pochi metri a destra verso il torrente, arriviamo sopra ad un bel laghetto a forma di cuore. Tornati quindi sul sentiero, proseguiamo ancora pochi metri fino ad un guado ancora in cemento. Da qui è possibile proseguire ancora lungo il torrente, cosa che farò sicuramente un’altra volta, nell’occasione invece sono tornato indietro fino al doppio ponte e ho attraversato su quello più in basso, per poi prendere il sentiero a sinistra, sempre segnato in giallo (ma i segni gialli vanno anche a destra). Il sentiero imboccato scende quindi nel torrente, perdendosi un po’, occorre quindi fare attenzione ai segni gialli che ci fanno risalire poi una rampa fangosa sulla destra, abbandonando così il corso del torrente Nervi, per iniziare invece a seguire il Rio Orsiggia, che seguiremo lungamente. Giungiamo quindi ad un bel guado con cascata (pochi metri prima vi è un quasi invisibile sentierino che continua sulla sponda destra (sinistra idrografica) ma è quasi invisibile e molto infrascato, quindi, anche se più corto, direi che non conviene), con il quale atrraversiamo il torrente ed iniziamo quindi a salire più ripidamente, allontanandoci dal corso d’acqua. Il sentiero esce quindi quasi subito dalla boscaglia per risalire un pendio prativo e giungere poi, dopo un tornante, ad un piccolo boschetto di cipressi e ad un’abitazione. Qui occorre compiere un nuovo tornante verso destra (non chiarissima la traccia da seguire), occorre quindi prestare attenzione al nuovo segnavia qua presente, costituito da un bollo rosso. Dopo un lungo traverso in falsopiano, guadiamo nuovamente il Torrente Orsiggia ed iniziamo a salire sull’altro versante (qui è anche possibile tornare indietro lungo il torrente per una sessantina di metri, per scorgere una grotta sull’altra sponda, che sembra però difficile da raggiungere, dato il notevole infrascamento). Iniziamo quindi subito a salire ripidamente per filo di cresta, prestando attenzione ai segni rossi. La cresta sale ripida con vari affioramente rocciosi e può essere necessario aiutarsi con le mani in alcuni punti, specie in caso di terreno scivoloso. Arriviamo quindi a 425 metri circa di quota, dove troviamo un bivio a sinistra non segnalato, mentre noi dobbiamo proseguire dirtti come indicato da una freccia rossa qua presente. Superata la freccia i segni non sono poi così chiari, ma occorre comunque risalire alla meglio una ripida ripa di qualche metro, per poi trovare nuovamente i segni rossi, che ora ci guidano verso sinistra, fino a raggiungere un rudere con una leggera discesa. Passiamo quindi a destra del rudere e, da qui in poi, occorre prestare molta attenzione a seguire i segni rossi che ci guidano in una zona cosparsa di roveti. Il sentiero prosegue comunque pressochè in piano, dirigendosi decisamente a sinistra del rudere, per sbucare quindi in un boschetto poco sopra il torrente sulla sinistra. Qui i segni non sono per niente chiari, ma occorre comunque dirigersi al torrente, ma salendo in diagonale, fino a trovare un facile guado, dove ritroviamo più chiari segni rossi. Guadato nuovamente il Rio Orsiggia, continuiamo verso sinistra, per trovare poi una scritta su una roccia che indica una grotta omonima del torrente più volte guadato. Pochi metri ancora ed arriviamo ad una specie di selletta dalla quale continuiamo in direzione mare, per giungere quindi ad una seconda selletta, dalla quale scorgiamo una grotta distante un centinaio di metri. Raggiungiamo quindi la grotta e la visitiamo brevemente, poi torniamo sui nostri passi e, pochi metri prima di tornare alla selletta, riprendiamo a seguire i segni rossi verso sinistra, incontrando una nuova roccia sempre con la scritta Orsiggia ed il simbolo di grotta. Percorriamo quindi un lungo traverso in direzione ovest (lungo il quale possiamo anche visitare una seconda grotta subito sotto il sentiero e, davanti alla quale, vi è un rottame di lamiera) fino ad intercettare il sentiero segnato (con una T rossa rovesciata) per il Monte Fasce, che imbocchiamo verso destra. Saliamo quindi al Fasce per la massima pendenza, ignorando alcune deviazioni a destra ed a sinistra, e seguendo sempre invece le T rovesciate. Arriviamo infine ad intercettare un stradina asfaltata che, in meno di duecento metri, ci porta in vetta. Dalla vetta torniamo sui nostri passi fino al punto in cui abbiamo intercettato il sentiero per la vetta, da cui continuiamo a scendere seguendo le T rovesciate, per circa 150 metri, arrivando quindi ad una sella sotto la vetta della Cresta di Monte Moro, a quota 550 circa, dove prendiamo un sentierno a destra che compie quasi un tornante, tornando indietro per un breve tratto quasi parallelo al sentiero che stavamo percorrendo. Qui in effetti si diparte anche un altro sentiero, più evidente e sempre a destra, che continua in discesa tagliando sotto la cupola sommitale della Cresta di Monte Moro; il sentiero che invece abbiamo imboccato presenta anche segnavia cancellati col simbolo di una fonte, costituita proprio dalla nostra grotta, che raggiungiamo in circa 150 metri. Visitata la breve grotta, chiusa da un cancelletto aperto ma con lucchetto, torniamo sui nostri passi fino alla selletta, per poi continuare sul crinale fino alla vicina vetta della Cresta di Monte Moro. Scendiamo quindi sempre per crinale dalla vetta per arrivare a raggiungere la strada asfaltata poco prima del Monte Moro, che andiamo a raggiungere lasciando subito la strada asfaltata, per prendere a sinistra e quindi salire tra i resti delle casermette che si trovano in vetta al Monte Moro. Giunti in cima scendiamo alla meglio a sinistra per raggiungere un evidente sentiero che imbocchiamo verso destra in discesa. Il sentiero ci porta a raggiungere un’antenna con annesso casotto in lamiera verde, dove pieghiamo a sinistra, passando davanti all’ingresso di un bunker, per poi scendere alla meglio ad un sottostante chiaro sentiero, che seguiamo verso sinistra. Passati quindi nei pressi di altri bunker giungiamo nei pressi di nuove antenne cintate ci troviamo ad una specie di crocevia, dove prendiamo a sinistra, scendendo con scalette ad una sottostante strada sterrata, che imbocchiamo verso destra. La sterrata è marcata con due pallini rossi, segnavia che seguiremo fino a giungere in città. Dopo pochi metri in effetti i due pallini rossi lasciano la sterrata e noi li seguiamo in discesa, trovando poi anche i segnavia del sentiero Liguria.(SL), giungiamo quindi alle prime case dove prendiamo a sinistra, in corrispondenza di una freccia arancione, rivolta però in senso opposto. Scendiamo quindi dalla scalinata, piuttosto terrosa, segnata dalla freccia arancione, fino a sbucare nella rotonda di Nervi al termine di Corso Europa. Qui giriamo subito a sinistra in via Pagano e la seguiamo; la via si innesta poi, senza soluzione di continuità, in via del Commercio, che seguiamo fino al parcheggio.


Traccia GPS: Monte Fasce (Per scaricare la traccia fate click col tasto destro sul link e selezionate “Salva link con nome”)


Conclusioni: i posti vicino a casa finiamo spesso per darli per scontati e crediamo di conoscerli anche quando, in realtà, ne sappiamo poco. In effetti sono tornato dopo tanti anni ai Laghetti di Nervi con l’intenzione di realizzare un anello che toccasse la vetta del Fasce (che non avevo mai raggiunto escursionisticamente in effetti) e anche la grotta del Pertuzo do Cante, di cui avevo visto qualche foto interessante. L’intento è riuscito e ne è venuto fuori un anello vario ed interessante, anche se il giro è stato un poco rovinato dalla nebbia di vetta, altrimenti il panorama dal Fasce sarebbe risultato sicuramente interessante, ho potuto comunque per fortuna godere di belle viste sulla città da più in basso. I laghetti inferiori, che non conoscevo, mi sono sembrati poi decisamente più belli di quelli superiori, anche se l’esplorazione di quelli superiori può essere sicuramente ampliata rispetto a dove mi sono fermato, lo farò sicuramente una prossima volta, magari coniugando l’esplorazione del Torrente Nervi a quella dei Torrenti Ciurli e Carsega. In conclusione mi sono sicuramente piaciuti i laghetti, il Pertuzo do Cante, per essere in città, è una grotta che può meritare una visita, come altrettanto interessanti possono essere i Bunker del Monte Moro e le suggestive viste sulla città da tutto il crinale del ritorno.




Laghetto e cascatella ad inizio sentiero



Cengia e primo guado



Cascatella da primo guado



Laghetto al guado del Ciurli



Laghetto e cascata al guado del Ciurli



Profondo laghetto tra le rocce risalendo il Nervi



Profondo laghetto tra le rocce risalendo il Nervi più da lontano



Profondo laghetto tra le rocce risalendo il Nervi dall'alto



Cascatella tra le rocce risalendo il Nervi



Laghetto e canyon in torrente Nervi più da vicino



Laghetto e canyon in torrente Nervi primo piano



Laghetto e canyon in torrente Nervi primo piano



Canyon in torrente Nervi da sopra



Canyon in torrente Nervi da sopra



Canyon in torrente Nervi da sopra più da lontano



Guado e ponte in torrente Nervi



Ponte in Torrente Nervi



Cascata e primo laghetto di Nervi più da lontano



Cascata e primo laghetto di Nervi da sopra



Secondo laghetto di Nervi



Laghetti superiori di Nervi da guado



Laghetto a forma di cuore da sopra



Laghetto a forma di cuore da sopra



Varie pozze in secondo laghetto di Nervi



Cascata in primo laghetto di Nervi da dietro rami



Cascata e laghetto in torrente Nervi dopo il ponte doppio



Doppia cascata nascosta dagli alberi in Torrente Orsiggia



Guado con laghetto e cascata in Torrente Orsiggia



Monte Cordona risalendo valle Orsiggia



Torrente Orsiggia da guado



Grotta in riva destra Torrente Orsiggia



Strani bozzoli sopra roccia risalendo valle Orsiggia



Bolli rossi lungo cresta verso antenne Fasce



Albero in cresta verso antenne Fasce



Rudere risalendo valle Orsiggia



Rudere risalendo valle Orsiggia più da vicino



Scritta Orsiggia con simbolo grotta su masso



Sentiero verso prima grotta



Prima grotta e mare sullo sfondo



Ingresso prima grotta



Interno prima grotta



Uscita prima grotta



Seconda grotta sotto il sentiero



Acqua in seconda grotta sotto il sentiero



Croce caduta Monte Fasce



Monte Moro e Genova scendendo dal Monte Fasce



Genova scendendo dal Monte Fasce più da vicino



Genova scendendo dal Monte Fasce più da vicino



Cresta di Monte Moro e Monte Moro col mare sullo sfondo



Genova scendendo dal Monte Fasce primo piano



Cresta di Monte Moro e Monte Moro col mare sullo sfondo più da vicino



Sorgente e ingresso Pertuzo do Cante



Vaschetta scavata in Pertuzo do Cante



Interno Pertuzo do Cante



Interno Pertuzo do Cante e vista verso uscita



Vaschetta scavata in Pertuzo do Cante col flash



Vista verso uscita Pertuzo do Cante



Sole da uscita Pertuzo do Cante



Sole da uscita Pertuzo do Cante più da lontano



Interno Pertuzo do Cante col flash



Vaschetta scavata in Pertuzo do Cante col flash



Pareti luccicanti d'oro in Pertuzo do Cante col flash



Sole da uscita Pertuzo do Cante vista verticale



Monte Fasce nella nebbia salendo la Cresta di Monte Moro



Grotta sotto sentiero salendo alla Cresta di Monte Moro



Ingresso grotta sotto sentiero salendo alla Cresta di Monte Moro



Genova dalla Cresta di Monte Moro



Monte di Portofino dalla Cresta di Monte Moro



Monte Moro e mare dalla Cresta più da vicino



Ruderi e mare andando verso il Monte Moro



Rudere di portale e Cresta Monte Moro



Nervi e Monte di Portofino andando verso Monte Moro



Boschetto e Genova andando verso Monte Moro



Riviera Levante e Monte Portofino andando verso Monte Moro



Grande prato e ruderi casermette in vetta a Monte Moro



Ruderi casermette in vetta a Monte Moro



Riviera Levante e Monte Portofino dal Monte Moro



Ingresso primo bunker Monte Moro



Ingresso dipinto Bunker Monte Moro



Nervi e Monte Portofino scendendovi



Case albero e nave in mare scendendo a Nervi



Case albero e nave in mare scendendo a Nervi più da lontano



Porticciolo di Nervi dall'alto