Rocca dei Corvi e Rocca Giana per Anello delle creste della Val Gargassa




Domenica 23-1-2011: Anello delle creste della Val Gargassa.


Partecipanti: Lupo della Steppa e Soundofsilence.


Lunghezza: Noi abbiamo fatto 13 Km circa, ma facendo un giro più logico e non ripetendo alcuni pezzi si può ridurre il tutto a 8,5 km ma sarebbe logico prevedere circa un Km in più, perché è difficile non ripetere il pezzo alla base della Rocca dei Corvi, bisognerebbe in anticipo sapere dove si deve salire e non è semplice per via della vegetazione.


Dislivello: 750 m. circa ed è anche quello che abbiamo fatto noi pur partendo dall’alto.


Difficoltà: E al limite dell’EE: non ci sono passaggi difficili, ma nei tratti fuori sentiero ci vuole senso dell’orientamento e pratica nel scegliere la via migliore.


Percorso in macchina: Da Genova in autostrada fino a Voltre dove si prende la A26 e si esce a Masone, continuando quindi per Campoligure e Rossiglione, dove si gira a sinistra sulla sp41 per Tiglieto e la si segue per circa 1,7 Km fino ad imboccare una breve discesa sulla sinistra che porta al campo di calcio di Rossiglione. Qui si parcheggia. Noi, a dire il vero, abbiamo parcheggiato da tutt’altra parte, salendo al cimitero di Rossiglione (bivio presso la stazione dei carabinieri) e proseguendo a sinistra finche la strada non diventa sterrata, dove si trova un piccolo slargo per parcheggiare e anche i segnavia, tuttavia viene un giro più logico e comprensibile parcheggiando al campo sportivo....


Percorso a piedi: Dal campo sportivo si torna sulla sp41 e la si percorre a ritroso per poco più di 100 metri per imboccare una discesa sulla destra che porta al torrente.
Qui un ponticello che non ispira poi così tanta fiducia, reca 3 pallini gialli di segnavia e porta a un ripido sentiero, non sempre molto evidente e segnalato, ma che in alcuni punti critici presenta piccoli cartelli a freccia indicanti il campo sportivo da cui proveniamo.
Seguendo quindi in senso contrario i cartelli si giunge a una sterrata (di cui il sentiero è, in realtà, una ripida scorciatoia) che porta quindi a un incrocio con una strada che, in questo punto diventa sterrata. Qui si incontra anche il segnavia rombo giallo che si segue su sentiero verso sud abbandonando la strada appena incrociata.
Più che il sentiero in sé stesso noi abbiamo seguito integralmente il filo di cresta, sempre percorribile, più panoramico e che non presenta problemi di orientamento. In ogni caso per buona parte del percorso il rombo giallo vi corre abbastanza vicino. Così facendo abbiamo toccato tre vette tra i 560 e i 540 metri, di cui non conosciamo il nome (forse la prima è il Monte Nero) e alla terza abbiamo lasciato qualsiasi contatto con il rombo giallo per scendere lungo la frastagliata cresta che scende al torrente corrispondenza del guado del muso del gatto. Nell’ultima parte della discesa bisogna cercare il passaggio più digradante per evitare i salti di roccia sul torrente. Dal Muso del Gatto si segue il sentiero normale verso Veireira che si ragginge in breve.
Da qui le 3 palle gialle portano a salire verso la Rocca dei Corvi. 250 metri dopo l’inizio della salita con le 3 palle e a 430 metri circa di altitudine, a conoscere il punto esatto si potrebbe deviare a sinistra tra la vegetazione per raggiungere in breve la cresta di puddinga che porta alla Rocca dei Corvi. Più semplice è però proseguire sul sentiero fino a raggiungere il punto più alto e abbandonare il sentiero subito prima che inizi a costeggiare le rocce (poco prima anche di un breve tratto attrezzato) per dirigersi senza traccia e senza percorso obbligato verso la sommità della soprastante Rocca Giana. Volendo si può osare qualcosina di più e percorrere qualche metro ancora del sentiero per poi risalire l’evidente canalino che porta sull’anticima dellaRocca Giana, splendida protagonista del panorama goduto dalle creste della riva opposta, e da qui facilmente, con difficoltà sempre non superiori all’EE alla vetta della predetta Rocca.
Dalla Rocca Giana 350 metri di crinale portano sulla sommità della Rocca dei Corvi, della quale è bello seguire verso est l’evidente cresta di puddinga, di facile percorrenza e spoglia di vegetazione (fino a pochi metri dal sentiero) per ritrovarsi quindi sui 3 pallini gialli e ripercorrere quindi questo sentiero fino al punto dove lo si era lasciato.
Da questo punto in circa 200 metri si arriva ad un evidente colletto dove il sentiero inizia a scendere nel bosco. E’ però consigliabilissima, da questo colletto, una breve deviazione in discesa (200 metri circa), senza traccia e un poco ripida, a destra fino ad avere, voltandosi indietro, una magnifica visione sul Barcun da Scignua (caratteristico buco che visto dall’altra parte ricorda la sagoma di una vecchia signora) a cui fanno da corona due arditi torrioni di puddinga; è questo, a mio parere, il miglior panorama della Val Gargassa, panorama che però, quasi nessuno vede, essendo dal sentiero i torrioni completamente invisibili e anche il Barcun non è visibile da questo versante (nord) dal sentiero.
Finita anche questa digressione si continua sulle 3 palle gialle che poi, improvvisamente finiscono e lasciano il posto a un solo pallino che riporta, dopo aver costeggiato un agriturismo, al campo sportivo da cui siamo partiti.


Racconto: Per l’escursione di oggi ho ‘accalappiato’ un nuovo compagno di gita, anzi 2, con l’Isotta (una bellissima Labrador - e poi c’è qualcuno che dice che alle mie gite non viene un cane…) e, come sempre, in queste occasioni troverò il modo di farmi conoscere subito con la consueta brutta figura…
Arrivati così alle 8,30 a Rossiglione non riesco a trovare il sentiero, eppure la mappa GPS lo segna proprio qui in via Repetto...
E’ difficile però ispirare fiducia a chi ti vede per la prima volta, ma è per contro vero nel mio caso, che, conoscendomi, le cose non possono che peggiorare, cerco quindi di sfruttare subito tutte le armi a mia disposizione…
Provo quindi a dare la colpa al GPS ma non funziona: al buon Lupo questo strumento ‘infernale’ è sconosciuto anche più di me e, tra i due, non oso chiedergli in chi ha più fiducia…
Essendo però che sono previdente (d’altronde non è difficile prevedere le mie brutte figure….) mi sono portato delle prove: una stampata dal sito della Fie riporta il sentiero cerchio giallo barrato (Rossiglione – Cascina Marinetti – Cascina Veirera), a parte quel Cascina davanti a Veirera (un dettaglio sicuramente insignificante…), sembra proprio il sentiero che fa per noi, che vorremmo partire da Rossiglione, appunto, per percorrere la Val Gargassa.
Grazie a questa prova mi guadagno comunque quel po’ di fiducia sufficiente per permettermi di vagare ancora un’oretta in Rossiglione: oretta spesa piacevolmente tra violazioni di domicilio in proprietà private che, chissà perché, qualcuno si è sognato di costruire proprio dove dovrebbe essere il sentiero, e un po’ di sano disturbo alla quiete pubblica in negozi e bar, dove mi presento rigorosamente con bastoncini (ottimi per indicare le direzioni nei negozi di cristalleria e simili…), scarponi e zaino, cercando di convincere tutti che, foglio FIE alla mano, il sentiero che cerchiamo esiste davvero…
Alla fine i malcapitati villici, non osando mandarci dove avrebbero voluto, si contentano di mandarci al cimitero…
Ivi giunti proseguiamo fino alla fine della strada asfaltata, dove troviamo finalmente i segnavia.
Seguiamo così il rombo giallo verso Veirera, però qualcosa non mi convince, troppo semplice seguire il sentiero e, poi, neanche corrisponde alla mia traccia GPS… Decido così di saltellare in qua e in là sulla puddinga delle creste della Val Gargassa alla ricerca della traccia perduta , oltre a ciò mi diverto anche a percorrere 2 volte varie parti del percorso, forse per senso di giustizia verso la povera Isotta che si deve portare dietro 4 zampe, onde percorrerle con lo stesso numero di estremità complessive…
Per finire poi degnamente la giornata, oltre al punto di partenza, mancheremo anche quello di arrivo, e invece che al parcheggio sopra (molto…) al cimitero giungeremo al campo sportivo…
Devo dire però che Lupo della Steppa, forse conoscendomi meglio di quanto credessi, aveva insistito per lasciare una macchina anche lì, e, quindi, ne approfitteremo vergognosamente…
Per rimediare però a cotanta onta, deciderò di auto-punirmi tornando a piedi dal parcheggio sopra al cimitero al campo sportivo e viceversa, Lupo, invece, sentendosi probabilmente già abbastanza ‘punito’ così, decide di partire a gambe levate, preannunciandomi che verrebbe tanto volentieri alla prossima gita con me, ma che sente che gli sta per venire una bronchite…


Conclusioni: La Val Gargassa non delude mai: un pezzo di california o arizona o colorado che dir si voglia, a due passi da casa…
Il giro delle creste che abbiamo fatto poi è forse anche più bello della semplice e classica risalita del torrente, la brevità delle distanze, consente comunque di fare entrambe le cose in giornata, anche se non si può, in questo caso, fare un anello perfetto, ma bisogna ripetere alcuni pezzi, ma, si sa, queste sono cose, che, almeno a me non creano alcun problema…
Assolutamente da non perdere la vista dei 2 torrioni e del Barcun da Scignua nella ‘divagazione’ meglio descritta nella sezione ‘percorso a piedi’ e magnifiche anche le viste sull’anticima della Rocca Giana dalla cresta della riva destra (idrografica), grande protagonista di tutta l’andata.




Anticima e Rocca Giana dalla cresta est Val Gargassa



Rocca dei Corvi anticima e Rocca Giana dalla cresta est Val Gargassa



Anticima Rocca Giana primo piano da cresta est Val Gargassa



Anticima e Rocca Giana dalla cresta est Val Gargassa più da lontano



Anticima e Rocca Giana dalla cresta est Val Gargassa ancora più da lontano



Cresta frastagliata di puddinga in versante est Val Gargassa



Cresta puddinga anticima e Rocca Giana da terza vetta in cresta est Val Gargassa



Terza vetta cresta est Val Gargassa anticima e Rocca Giana



Terza vetta cresta est Val Gargassa anticima e Rocca Giana ancora più da vicino



Cresta guardando indietro verso terza vetta versante est Val Gargassa



Anticima e Rocca Giana scendendo al Muso del Gatto più da lontano



Anticima e Rocca Giana scendendo al Muso del Gatto primo piano



Anticima e Rocca Giana scendendo al Muso del Gatto più dal basso



Anticima e Rocca Giana scendendo al Muso del Gatto più dal basso più da lontano



Anticima e Rocca Giana scendendo al Muso del Gatto più dal basso da lontanissimo



Anticima e Rocca Giana scendendo al Muso del Gatto più dal basso ancora più da lontano



Anticima Rocca Giana e Barcun dal Muso del Gatto



Anticima Rocca Giana e Barcun dal Muso del Gatto molto più da lontano



Anticima Rocca Giana e Barcun dal Muso del Gatto più da lontano



Anticima Rocca Giana e Barcun dal Muso del Gatto da lontanissimo



Muso del Gatto e anticima Rocca Giana primo piano



Muso del Gatto e anticima Rocca Giana da sotto più da vicino



Cresta in discesa da Barcun dal Muso del Gatto



Rocca Giana e Barcun da Scignua



Rocca Giana e Barcun da Scignua più da vicino



Cresta sovrastante Barcun da Scignua



Barcun da Scignua



Rocca Giana e Barcun da Scignua più da vicino



Torrioni e Barcun da Scignua da punto panoramico



Torrioni e Barcun da Scignua da punto panoramico più da lontano più chiara



Torrioni e Barcun da Scignua da punto panoramico più chiara



Prato torrioni e Barcun da Scignua più chiara



Torrioni e Barcun risalendo al sentiero