Monti Beigua e Sciguelo per il Sentiero Megalitico




Sabato 05-2-2011: Alpicella – Sentiero Megalitico – Beigua – Prà Riondo – Sciguelo – Le Faie – Alpicella.


Partecipanti: Fede78? – Maury76 – Sub-Comandante – Soundofsilence.


Lunghezza: noi abbiamo fatto 27,2 Km., che, puliti di due errori di percorso, dell’inutile visita alla Chiesetta del Beigua (quella con la croce grande) e di varie altre amenità si riducono a 21,7.


Dislivello: Noi abbiamo fatto circa 1000 metri, puliti non scendono di molto: qualcosa di più di 900.


Difficoltà: E.


Percorso in macchina: Da Genova a Varazze in autostrada A10, quindi si devia a destra sulla SP542, seguendo le indicazioni per Alpicella, dove si parcheggia nella piazza principale del paese.


Percorso a piedi: Dalla piazza si prosegue sulla via principale (Via Belvedere) verso est per circa 200 metri, giungendo a una biforcazione della stessa: si prende la strada sopra (sinistra)  che si chiama Via Ceresa, mentre a destra e sotto continua Via Belvedere, che servirà per il ritorno. Si segue quindi Via Ceresa fino al suo termine, ignorando alcune deviazioni a sinistra di accesso ad alcuni civici di Via Ceresa (l’ultima, in particolare, può trarre in inganno, ma vale la regola di prendere sempre a destra). Alla fine di via Ceresa inizia una sterrata che reca segnalazioni di 3 sentieri: L, N e T, come da pannello indicatore ad inizio percorso. Dopo neanche 100 metri della sterrata, occorre lasciarla per un’altra sulla destra (segnata N e T), mentre la L continua sulla sinistra fino alla Cappella Sant’Anna, in bella posizione panoramica.
Si continua a seguire la N che percorre il cosiddetto ‘Sentiero Megalitico’ fino ad incrociare il + rosso, che si imbocca verso sinistra in salita. Si segue quindi quest’ultimo fino a giungere sul crinale (sono comunque possibili alcune varianti segnalate: la cosiddetta ‘variante Tullio’ o, più in basso, la variante attraverso la vetta del Monte Priafaia) ad incrociare la strada asfaltata del Beigua, proprio in corrispondenza della breve deviazione per la vera vetta (100 metri di asfalto portano ad una chiesetta, affiancata da una statua della Madonna).
Si prende poi la strada asfaltata e la si segue verso est fino a Prà Riondo. Da qui si prende verso sud (a destra con le spalle al rifugio) il sentiero segnato per le Faie e lo Sciguelo (attenzione a non prendere l’AVML a sinistra). Dopo 200 metri il sentiero si biforca: occorre prendere a sinistra per andare in vetta allo Sciguelo, indi ritornare al bivio e prendere il sentiero di destra (trattino rosso) che porta a Le Faie. Da le Faie occorre scendere possibilmente tagliando i tornanti (il sentiero dovrebbe comunque farlo, ma noi l’abbiamo perso…) alla sottostante Via Belvedere che, percorsa verso ovest, riporta in qualche Km ad Alpicella.


Racconto: Di gente scappata dopo aver provato una delle mie gite ce n’era già una lunga lista, ma questa è la prima volta che riesco a far scappare qualcuno prima…
Eppure ho fatto di tutto per accontentare i partecipanti, offrendogli proprio la breve gita riposante che richiedevano, Sub con la scusa di una fantomatica nuova gita l’indomani sulle Apuane, che, in effetti, non farà, pur essendosi riposato più che a volontà con me, Maury con la scusa, oltre che di essere nato stanco, di aver pure fatto 2 minigite durante la settimana…
Ho pure trovato il modo di percorrere l’unico sentiero  provvisto di cospicue quantità di neve in cui affondare fino alla vita, pur di far contenta la Fede, che, senza la bianca coltre, non si muove neanche da casa…
Purtroppo se ciò è stato sufficiente per farla muovere da casa non è lo è stato però per farle fare anche la gita: così, appena giunti tutti ad Alpicella, la Fede ci farà ‘scontare’ la sua inconsolabile delusione per non essere andati al Gottero (possibilità ventilata tra le ‘papabili’ in fase di organizzazione della gita) abbandonandoci da soli come 3 scemi (e qui come darle torto…) alla partenza del sentiero, mentre lei se ne tornava a casa in corriera…
Che dire di più in proposito, se non sottolineare la piacevole imprevedibilità delle mie gite, dove non ci si annoia mai e può succedere veramente di tutto (data anche ‘l’ecletticità’, per chiamarla così, dei partecipanti…)…
Tornando invece alla riposante gita di soli 27 Km e 1000 di dislivello affondati nella neve fino al collo, devo pur sottolineare, seppur con un po’ di riluttanza, data la mia innata modestia, che mi sono pure sacrificato ad abbreviarla, rinunciando alla ‘breve’ e prevista divagazione al Convento del Deserto per venire incontro alla pigrizia dei partecipanti…
Alcune note a latere: la prima parte del sentiero doveva essere segnata con una H rossa, ma, noi, naturalmente, non abbiamo visto un’acca e ne siamo venuti fuori solo chiedendo a una cinese del posto…
Il Sentiero Megalitico poi: tale denominazione, a parer mio, deriva etimologicamente più dalla ‘Mega-lomania’ di chi lo ha così denominato che dalla grandezza delle pietre (significato proprio di tale parola) o del percorso (poche centinaia di metri), per le quali cose mi sembrerebbe più appropriato un appellativo di ‘Mini-litico’…


Conclusioni: Come già accennato prima il sentiero megalitico non vale probabilmente la visita, se non per la curiosità, che, appunto, mi ha spinto a venire, né altrettanto il Beigua e la sua piatta vetta… Notevole invece il panorama che se verso il mare è quasi sempre aperto (ancorché meno bello di quello che si gode dal vicino Rama dove Capo Noli sembra dividere in due il Mar Ligure, perdipiù simmetricamente ornato da Bergeggi e dalla Gallinara) sulle Alpi risulta completo solo se ‘combinato’ dai vari punti di vista che si incontrano lungo il percorso, a causa della vegetazione, che, spesso, ostacola la visuale. Più bella e rocciosa, invece, la vetta dello Sciguelo. Il previsto giro dal convento del Deserto sarebbe stato, probabilmente più panoramico, perché, giudicando da quello che abbiamo visto, molto meno ostacolato dalla vegetazione, però sarebbe stato più lungo di 3 o 4 Km e 150 metri di dislivello e dopo il tempo perso ad annaspare nella neve non ce la siamo sentita…




Mongioie e Liguri salendo al Beigua



Sentiero Megalitico



Torrente nella neve salendo al Beigua



Torrente nella neve salendo al Beigua più da lontano



'Truna' sotto la neve salendo al Beigua



Neve modellata dal vento e Capo Noli sullo sfondo salendo al Beigua



Vista verso il Galero salendo al Beigua



Savona Bergeggi e Capo Noli da terrazza panoramica salendo al Beigua



Galero da terrazza panoramica salendo al Beigua più da destra



Alpi Liguri da terrazza panoramica salendo al Beigua



Alberi da terrazza panoramica Beigua con Alpi sullo sfondo



Alberi da terrazza panoramica Beigua con Capo Noli e Alpi sullo sfondo



Andando verso la cappelletta del Beigua



Cappelletta Beigua



Galero e nebbiolina dal Beigua



Campi innevati e Galero andando a Prà Riondo



Campi innevati e Galero andando a Prà Riondo primo piano



Campi innevati e Capo Noli che spunta andando a Prà Riondo



Pendio innevato e Galero andando a Prà Riondo



Pendio innevato e Galero andando a Prà Riondo più da destra



Pendio innevato e Galero andando a Prà Riondo primo piano



Pendii innevati e Galero andando a Prà Riondo



Campo innevato e Capo Noli andando a Prà Riondo



Campo innevato e alberi davanti a Capo Noli andando a Prà Riondo



Alpi Liguri andando allo Sciguelo



Rama e Genova andando allo Sciguelo



Pendio innevato con Galero e Alpi Liguri emergenti da nebbiolina andando allo Sciguelo



Rocce vetta Sciguelo e Galero emergente da nebbiolina



Rocce vetta Galero e vista su Galero e Alpi Liguri



Bergeggi e Capo Noli da Sciguelo



Alpi Liguri e Marittime scendendo da Sciguelo



Alpi Liguri e Marittime scendendo da Sciguelo più da vicino



Galero emerge da nebbia al tramonto tornando alle Faie