Monti Fasce, Bastia e Cordona anello da Nervi per i laghetti del Nervi e del Garega




Sabato 7-3-2020: Cimitero Nervi (35) – Laghetti Nervi (45-60) - Laghetti Garega (95-150) – Guado torrente Nega (415) – Monte Fasce (830) – Monte Bastia (840) – Monte Croce (775) – Monte Cordona (805) – Bric Gianesi (620) – Crocetta Monte Giugo (490) – Chiesa San Rocco (210) - Cimitero Nervi (35).


Partecipanti: soundofsilence.


Lunghezza: 18,9 Km. circa.


Dislivello: 1100 m. circa.


Difficoltà: In generale EEA, nel senso che è bene avere con sé stivali per i guadi (almeno nelle condizioni di piena attuali dei torrenti) e cesoie per le spine. La prima difficoltà si incontra nella discesa nel torrente Nervi, dove vi è un passaggio stretto, esposto sul torrente, e bagnato, quindi si procede più facilmente fino ad un guado un po’ più complesso, non per difficoltà, ma per acqua alta, prima del ponte che consente di scavalcare il torrente. E il successivo tratto su Via Molinetti fino alla ridiscesa nel torrente Nervi, che presenta nuovamente un guado non semplicissimo e un sentierino a fianco delle acque stretto ed infrascato, EEA quindi. Il successivo sentiero che risale il rio Garega non presenta particolari difficoltà e sarebbe E, fatta eccezione per le brevi discese ai laghetti tutte EE, per ripidità e scivolosità, Discorso a parte meritano gli ulteriori laghetti raggiungibili proseguendo dritti proprio quando il sentiero svolta a sinistra in salita, allontanandosi dal torrente, questo tratto è sicuramente EEA ed usare le cesoie può risultare indispensabile per uscirne e anche una corda potrebbe tornare utile per una rampa rocciosa inclinata, assai insidiosa ed esposta se nelle condizioni di scivolosità in cui l’ho trovata, rampa che comunque è evitabile, ed, in effetti, io l’ho percorsa solo in salita. Il sentiero oltre i laghetti fino al guado del Rio Nega, pur essendo segnato con tacche gialle, è assai complesso e scomodo e presenta difficoltà di orientamento (la traccia è spesso invisibile e solo le tacche guidano), difficoltà per terreno ripido e su erba scivolosa, difficoltà per le numerose spine, presenti sulla traccia e anche fuori, dove non è difficile finire, e credo che l’impegno richiesto sia più paragonabile ad un F, che ad un EE ed è comunque un terreno a cui bisogna essere abituati. Il tratto successivo, senza segnavia fino al crinale, presenta una prima rampa erbosa assai ripida ed insidiosa per l’erba scivolosa, che rappresenta però anche l’unico appiglio, che, forse, può essere evitata seguendo una traccia un po’ esposta sul torrente, ma, non avendola seguita, non ne sono sicuro, in ogni caso questo tratto è più F che EE secondo me. Il crinale successivo è E, non presenta difficoltà, e, pur non essendoci segnavia, la traccia è chiara. Tutto il successivo percorso, pur con alcuni tratti non segnati, non presenta difficoltà e lo classificherei quindi E.


Percorso in macchina: Da Genova fino all’uscita di Nervi in autostrada A12, si continua quindi in Corso Europa verso Est, fino alla fine del predetto Corso, dove si prende a destra scendendo la rampa che porta a Nervi. Qui giriamo subito a sinistra in Via del Commercio e la percorriamo fino al cimitero dove però non è più possibile parcheggiare, essendo diventato riservato ai mezzi AMT, proseguiamo quindi lungo la via e parcheggiamo alla prima possibilità sulla destra.


Percorso a piedi: dal parcheggio proseguiamo lungo l’asfalto fino al termine dello stesso di fronte ad un cancello, alla sinistra del quale, attraverso una breccia nella ringhiera, si può scendere al torrente Nervi e segni gialli e rossi ci confermano di essere sul percorso giusto. Percorriamo quindi una breve cengia esposta sul torrente e quindi lo attraversiamo a sinistra su una chiusa di cemento, per poi seguirne il corso sull’altra sponda sopra un muretto sempre di cemento. Risaliamo quindi subito ad una soprastante rampa cementata che attraversiamo per prendere un sentierino a sinistra, sempre seguendo i segni gialli. Arriviamo quindi alla confluenza del Torrente Ciurli nel Nervi, e qui il sentiero costeggia brevemente il nuovo torrente fino ad un bel laghetto profondo con cascata (poco prima di tale laghetto è possibile fare una breve discesa al torrente Ciurli per raggiungere una cascatella). Qui risaliamo il Torrente Ciurli fino al soprastante piccolo laghetto, dove imbocchiamo un sentierino a destra, sempre con tacche gialle, sentierino che va in entrambe le direzioni e noi lo seguiamo verso sinistra, giungendo ad un nuovo bel laghetto, oltre il quale il sentiero continua, sempre segnato in giallo, ma, nell’occasione, ho preferito ritornare indietro, non avendo tempo di continuare l’esplorazione. Seguo quindi a ritroso il sentiero a tacche gialle e, arrivato al piccolo laghetto da cui sono venuto, invece di scendervi ho continuato sul sentiero che riporta al sentiero principale pochi metri dopo al punto dove l’abbiamo lasciato, e che riprendiamo a seguire. Il sentiero continua quindi sulla sinistra (destra idrografica) del Torrente Nervi di cui, in questo tratto, possiamo ammirare alcuni bei laghetti, per poi percorrere un tratto praticamente dentro il torrente stesso ed arrivare quindi ad un nuova chiusa di cemento, che attraversiamo parzialmente; qui occorre in effetti riportarsi sulla riva a sinistra passando nell’acqua dove è più bassa, per poi percorrerla fino ad un successivo ponte, la cui rampa di accesso è resa malagevole da un cancello divelto e dalla vegetazione. Qui ho preferito quindi issarmi sul ponte invece di sfruttare la predetta rampa, attraversato comunque nuovamente il torrente, un sentierino ci porta fino ad un cancello, del quale ci troviamo all’interno. Scavalchiamo quindi la recinzione a sinistra e ci troviamo sulla stretta stradina asfaltata che imbocchiamo verso sinistra e che costituisce il classico percorso per i Laghetti di Nervi. Percorriamo la stradina quindi per circa 400 metri, per prendere quindi una discesa a sinistra che scende in mezzo alle case, per poi arrivare ad un bivio dove prendiamo a sinistra, giungendo quindi ad un cortile chiuso da un cancello apribile. Passiamo quindi il cancello ed arriviamo al torrente, che seguiamo verso destra, affrontando un passaggio nell’acqua un po’ scomodo, se ricordo bene, quindi uno stretto sentierino appena visibile sulla destra del torrente che ci permette di superare un grosso lago, per poi giungere in una zona del torrente più percorribile, dove i segni gialli sull’altra sponda ci portano a guadarlo ed ad immetterci su un sentiero, sempre segnato in giallo, che imbocchiamo verso destra, ma che continua anche a sinistra (e risale la vallata del Rio Orsiggia). Il nuovo sentiero passa quindi a sinistra di un doppio ponte e giunge quindi sull’altra sponda del primo dei classici laghetti di Nervi, che possiamo scendere brevemente a visitare. Il sentiero, sempre segnato con tacche gialle, passa quindi a sinistra di numerosi laghetti color smeraldo, ai quali si può scendere brevemente per visitarli con corte e ripide tracce. Visitati i laghetti passiamo a sinistra di una casa, dopo la quale si prosegue per un circa 400 metri senza incontrare laghetti degni di nota, per poi giungere agli ultimi due, dopo i quali il sentiero piega a sinistra ed inizia a salire più ripidamente. Qui una traccia infrascata prosegue dritta costeggiando il torrente e la possiamo seguire perché porta ad un paio di interessanti laghetti, visitati i quali torniamo indietro (poco prima però dell’ultimo laghetto, una traccia notevolmente infrascata permetterebbe comunque di proseguire e ricollegarsi ad un bivio per il sentiero principale), e iniziamo a salire sul sentiero principale che subito si allontana dal torrente, per poi proseguire parallelo, ma alto, allo stesso. Notiamo quindi due belle cascate e un segno giallo più in basso (doppia freccia nelle due direzioni), al quale ci dirigiamo, lasciando la traccia principale, nell’intento di visitare le cascate, seguendo una traccia appena visibile nell’erba, ma poi più evidente. In realtà per vedere la cascata dobbiamo fare una piccola deviazione scendendo qualche metro dal sentiero, riuscendo così a sporgerla da un punto un po’ esposto, per poi riprendere il sentiero che porta ad un guado. Io ho effettuato il guado e risalito la ripa rocciosa segnata sull’altro versante, nonostante fosse in condizioni piuttosto pericolose in quanto a scivolosità e sono contento di non averla dovuta affrontare anche in discesa (probabilmente avrei dovuto usare la corda). Il sentiero poi sale, sempre segnato con segni gialli, ma piuttosto ripido e disagevole, fino ad un traliccio della corrente, dove i segni sembrano terminare, anche se una qualche traccia continua, ma ho preferito tornare indietro, e, tornando indietro, invece di piegare a destra per scendere il lastrone dell’andata, ho continuato nella stessa direzione, parallelo al torrente, per sbucare, dopo essermi comunque fatto largo con le cesoie, al torrente tra i due laghetti visitati nella deviazione precedente che ho seguito quindi fino a riimmettermi sul sentiero principale e imboccarlo quindi nuovamente verso destra in salita (vi è da dire comunque che questa seconda deviazione per le cascate, così come l’ho fatta io, non vale la pena e si può evitare, a meno che non si riesca di arrivare alla base della cascata, cosa sicuramente interessante, quindi la potete evitare). Tornati quindi al bivio per le cascate il e, arriviamo ad un tratto in cui il sentiero passa nel letto di un torrente asciutto, quindi affrontiamo un tratto a mezzacosta piuttosto disagevole e poco chiaro per giungere quindi al rudere di una casa, dove il sentiero, se così lo si può chiamare da qui in poi (che non vi è praticamente traccia, ma solo assai sparuti segni gialli) piega decisamente a sinistra salendo ripidamente verso un traliccio dell’alta tensione. Assai difficile in questo tratto seguire i segni, ma bisogna, appunto, raggiungere il traliccio, cosa resa difficile più che dal terreno ripido, dai tanti cespugli spinosi, tra i quali è difficile trovare il giusto passaggio. Dal traliccio si continua dritti (direzione sud, c’è un segno giallo) e pressochè in piano, per una trentina di metri, poi si piega a destra, compiendo un lungo traverso in direzione del torrente Nega, che raggiungiamo ad un guado, dove troviamo i segni gialli. I segni gialli continuano anche oltre il guado, ma non si capisce bene dove vadano a finire ed, in ogni caso, il terreno continua ad essere molto malagevole, così ho deciso di abbandonarne la ricerca e ho riguadato il torrente Nega al laghetto subito sopra, per imboccare una chiara traccia che costeggia il torrente per poi risalire un assai ripido versante prativo e raggiungere il più facile crinale. Dopo alcuni metri la traccia passa esposta sul torrente e ho preferito abbandonarla per risalire direttamente il pendio erboso nel punto più ripido, cosa che si è rivelata non facile per la scivolosità dell’erba stessa e forse poteva essere meglio seguire la traccia esposta per vedere se piegava anch’esssa verso il crinale; in ogni caso, dopo pochi metri molto ripidi, tutto diventa più facile e si raggiunge in breve il crinale che si può risalire a piacimento o seguendo una chiara traccia che lo percorre fino ad incrociare prima un paio di sentieri che ignoriamo e quindi la strada asfaltata del Fasce, che imbocchiamo verso sinistra per giungere in vetta. Visitata la vetta torniamo sui nostri passi sulla strada asfaltata e continuiamo fino a quando si immette sulla provinciale, che imbocchiamo verso destra, per lasciarla subito e prendere il largo sentiero per il Monte Bastia, che ne costeggia il versante occidentale, per poi risalirne la cima brevemente da dietro. Dalla cima scendiamo lungo il crinale fino a ricollegarci al sentiero percorso all’andata pochi metri prima dell’asfalto, che imbocchiamo quindi verso sinistra. Percorriamo quindi un chilometro circa di asfalto fino a giungere sotto al primo monte sulla destra, il Monte Croce, al quale ci dirigiamo seguendo un’evidente traccia che ne percorre il crinale fedelmente, a parte un punto roccioso, che viene evitato sulla sinistra, per poi giungere facilmente in vetta. Dalla vetta si continua a seguire la traccia che segue il crinale sull’altro versante fino a scendere nuovamente all’asfalto in corrispondenza di un’ampia area di sosta che ci permette di non passare sulla strada, che comunque abbandoniamo dopo poco, per prendere a destra il sentiero per il Monte Cordona, che segue sempre il crinale. Giunti in vetta al Monte Cordona scendiamo sull’altro versante, sempre seguendo il crinale, fino ad arrivare in vista di una sella, dove tagliamo per una breve scorciatoia verso destra, raggiungendo il sottostante sentiero segnato (due triangoli storici e ISC- itinerario storico colombiano) che imbocchiamo verso destra, compiendo così un tornante. Continuiamo quindi sul panoramico sentiero per oltre 800 metri, fino a quota 600 circa, dove imbocchiamo a sinistra una traccia che ci porta in vetta, senza grosso dislivello, al Bric Gianesi, del quale seguiamo il crinale, prima in salita, e poi in discesa, per poi procedere su traccia parallela ed assai vicina al sentiero segnato, che raggiungiamo poi facendo pochi metri a destra. Il sentiero segnato arriva quindi alla Crocetta del Monte Giugo, dove troviamo anche una fonte, e qui imbocchiamo il sentiero più a destra, che seguiamo per 1,8 Km, ignorando bivi a destra ed a sinistra, sempre seguendo i segnavia ISC, giungendo così alla Chiesa di San Rocco. Dalla Chiesa di San Rocco continuiamo dritti per Via San Rocco fino al suo termine, dove troviamo Via Molini di Nervi, che imbocchiamo verso destra, trovando un bivio dopo pochi metri: qui io ho preso a sinistra, lasciando a destra Via Molinetti di Nervi, per poi prendere subito a destra alla successiva biforcazione, continuando così comunque sempre su Via Molini di Nervi (è comunque abbastanza indifferente anche imboccare Via Molinetti). Seguiamo quindi via Molini fino al suo termine nei pressi del Cimitero, dal quale seguiamo la strada verso destra fino a dove abbiamo parcheggiato.


Traccia GPS: Bastia (Per scaricare la traccia fate click col tasto destro sul link e selezionate “Salva link con nome”)


Conclusioni: Molto belli i laghetti, sia quelli del Nervi, che quelli del Garega, interessante il panorama sulla città dal Monte Fasce e molto panoramico e piacevole il sentiero in discesa dal Monte Cordona, in definitiva un giro lungo, ma che vale la fatica, vario e selvaggio, pur essendo praticamente in città, però la parte successiva ai laghetti del Garega richiede esperienza e passione, che il terreno è scomodo e parecchio spinoso.




Cascatella ad inizio sentiero



Confluenza cascate ad inizio sentiero



Cascatelle e cengia inizio sentiero più da vicino



Cascatella da sopra in Torrente Nervi



Pozza nel Torrente Ciurli



Cascatella nel Torrente Ciurli



Cascatella nel Torrente Ciurli più da lontano



Laghetto con cascata nel Torrente Ciurli



Laghetto con cascata nel Torrente Ciurli più da vicino



Cascata in laghetto Torrente Ciurli da sopra



Cascata in laghetto Torrente Ciurli da sopra



Pozza e cascatella in Torrente Ciurli



Laghetti e cascate in Torrente Ciurli da sopra



Laghetto superiore in Torrente Ciurli



Laghetto superiore in Torrente Ciurli più da lontano



Laghetto superiore in Torrente Ciurli visto di lato



Laghetto superiore in Torrente Ciurli visto di lato più da lontano



Laghetto superiore in Torrente Ciurli visto da sopra più da vicino



Laghetto in Torrente Nervi



Laghetto in Torrente Nervi più da lontano



Rapide in Torrente Nervi



Cascatella in piccolo canyon in Torrente Nervi



Cascatella in Torrente Nervi



Laghetto presso canyon Torrente Nervi



Laghetto presso canyon Torrente Nervi più da vicino



Laghetto presso canyon Torrente Nervi ancora più da vicino



Inizio canyon in Torrente Nervi



Canyon in Torrente Nervi



Canyon in Torrente Nervi più da vicino



Parte superiore canyon in Torrente Nervi



Canyon Torrente Nervi visto dall'inizio



Canyon Torrente Nervi visto dall'inizio più da vicino



Rapide a monte canyon in Torrente Nervi



Canyon Torrente Nervi visto dall'inizio più da vicino



Canyon Torrente Nervi visto dall'inizio ancora più da vicino



Canyon Torrente Nervi visto dall'inizio più da lontano



Cascata in chiusa in Torrente Nervi



Cascata in chiusa in Torrente Nervi primo piano



Cascata in chiusa in Torrente Nervi primo piano



Laghetto oltre ponte in Torrente Nervi



Laghetto sotto le case in Torrente Nervi



Laghetto con cascata sotto le case in Torrente Nervi



Cascatella sotto le case in Torrente Nervi



Cascata dal guado in Torrente Nervi



Cascata in primo laghetto classico di Nervi



Primo laghetto classico di Nervi



Cascate dall'alto in Torrente Garega



Laghetto con doppia cascatella in Torrente Garega



Laghetto con cascatatella in Torrente Garega



Laghetto con cascatatella in Torrente Garega vista panoramica



Laghetto con cascatatella in Torrente Garega vista panoramica



Cascatella in laghetto in Torrente Garega vista da sopra



Laghetto in Torrente Garega



Rapide e cascatella in Laghetto in Torrente Garega viste da sopra



Laghetto attraverso alberi in Torrente Garega



Cascata da sopra in Laghetto Torrente Garega



Cascata in Laghetto in Torrente Garega vista di fronte



Cascatelle in Laghetto in Torrente Garega



Cascatelle in Laghetto in Torrente Garega più da vicino



Sentiero infrascato a fianco Torrente Garega



Cascata in Torrente Garega più da vicino



Segnavia freccia gialla presso Torrente Garega



Cascatelle in Torrente Garega



Cascata in Torrente Garega vista dal sentiero alto



Tronchi in Laghetto Torrente Garega



Casa in pietra con segnavia giallo



Cascate in Torrente Nega



Cascata e Laghetto da guado Torrente Nega



Cascatella e Laghetto in Torrente Nega



Salendo verso crinale del Fasce



Mare da crinale Fasce più da lontano



Monte Portofino da crinale Fasce più dall'alto



Bastia Croce e Cordona da crinale Fasce



Monte Bastia da crinale Fasce



Monte Portofino da crinale Fasce più da lontano



Mare da crinale Fasce



Monte Portofino da crinale Fasce più da lontano



Monte Portofino da crinale Fasce più dall'alto



Genova e Riviera di Ponente da Monte Fasce



Genova e Alpi Liguri da Monte Fasce



Croce di vetta Monte Fasce e Genova



Monte di Portofino da Monte Fasce



Cappella di vetta Monte Fasce e Monte Portofino



Monterosa da Monte Fasce



Monte di Portofino andando al Bastia



Croce di vetta Monte Bastia e Monte Fasce



Genova e Alpi Liguri da Monte Bastia



Monte di Portofino dal Monte Bastia



Monte Fasce scendendo dal Monte Bastia



Crinali Monte Fasce mare d'oro e Capo Mele



Monte Croce salendo il crinale



Nervi e mare d'oro dal Monte Croce



Monte di Portofino dal Monte Croce



Monte Fasce e Bastia dal Croce



Monte Cordona e Portofino dal Croce



Monte Cordona dal crinale



Nervi e crinali Monte Fasce salendo al Cordona



Nervi e mare d'oro salendo al Cordona



Alberi secchi e mare salendo al Monte Cordona



Due alberi e mare d'oro salendo al Monte Cordona



Monte di Portofino dal Cordona



Mare d'oro e Monte Fasce dal Cordona



Alpesisa Monte Lago e Candelozzo dal Cordona



Monte di Portofino e Santa Croce scendendo dal Cordona



Sentiero e mare scendendo dal Cordona



Monte di Portofino e Santa Croce scendendo dal Cordona più da lontano



Sentiero e mare scendendo dal Cordona



Monte di Portofino e Santa Croce scendendo dal Cordona primo piano



Monte Giugo salendo al Bric Gianesi



Santa Croce e Monte di Portofino dal Bric Gianesi



Monte Giugo e mare d'oro dal Bric Gianesi



Due alberi e Bogliasco dal Bric Gianesi



Monte Giugo e mare d'oro dal Bric Gianesi più da vicino



Pino marittimo scendendo dal Bric Gianesi



Fasce Monte Croce e Portofino scendendo dal Bric Gianesi



Bogliasco scendendo dal Bric Gianesi



Mare da sentiero tra muri scendendo da San Rocco



Case mare d'oro e Riviera di Ponente scendendo da San Rocco