Monte Argentea da Case Motta e da Pra Riondo




Sabato 5/12/09: Case Motta - Ponte Negrone - Sentiero Ingegnere - Sentiero Collain - Colletassa - Stella Bianca – Monte Argentea – Rifugio Argentea – Passo Pian di Lerca – Passo du Fo – Case Motta.


Partecipanti: Lusciandro, Maury76, Soundofsilence.


Lunghezza: 14 Km circa.


Dislivello: 1000 metri circa.


Difficoltà: E senza neve, forse EE con la neve il tratto finale da Colletassa alla vetta seguendo la Stella Bianca, F e forse qualcosa in più, e, comunque, abbastanza pericolosa, la cresta dalla vetta verso nord nelle condizioni di ieri (completamente ghiacciata); non è necessario però percorrerla, il sentiero passa a est leggermente sotto, ma è però uno spettacolo talmente grandioso (sempre nelle condizioni di ieri…) che ne vale sicuramente la pena…


Premessa/Considerazioni: Due giorni di seguito nel ghiaccio, vabbè che oggi ho sbrinato il frigorifero, ma è veramente troppo per me che di solito sverno dove la neve non cade mai percorrendo i caldi sentieri sulla costa…
Se penso poi che mi sono immerso nella neve già al Chersogno a ottobre sto decisamente rovinando la mia media di una escursione ‘bianca’ a stagione (quella scorsa fu la ‘prima invernale’ alla Rocca Barbena dal versante sud)…
Se aggiungo poi che avevo caricato le pile per 2 frontali e 2 fari, più 8 pile di riserva e avevo portato 3 paia di stivali per la prevista/possibile gita ai torrioni del Rio della Valle con annessa visita alla Grotta della Giara, ce ne sarebbe per essere leggermente scontenti, almeno per uno strano come me, che ama la montagna d’estate e il mare d’inverno, che preferisce i caldi colori della bella stagione e la nuda roccia alle bianche distese di neve che tutto rendono uniforme e uguale…
Eppure questa gita non è stata uguale al Chersogno, dove le bianche morbide e immacolate distese di neve erano le protagoniste assolute per un paesaggio da dipinto, qui il ghiaccio modellato dal vento a guisa di galaverna dava tutt’altra immagine della forza e, allo stesso tempo, grazia della natura…
Forse le montagne con la neve non sono tutte uguali come pensavo, neanche a sé stesse, quante volte bisogna tornare su uno stesso monte per vederlo in tutte le vesti possibili?
Non è esattamente quello che pensavo, quando a differenza dei miei compagni di gita, mi sono trovato, chissà perché, a percorrere la cresta di vetta, invece di passare come tutti (tracce dove sono passato io non ce n’erano proprio…) sul sentiero poco sotto, pensavo invece come era comodo il mio divano di casa, dove certo non mi sarebbero congelate le dita schiacciando i tasti del telecomando e una caduta sul tappeto non avrebbe avuto le stesse conseguenze di una scivolata sul ghiaccio liscio delle aguzze rocce di vetta; chi me lo aveva fatto fare di venire per la terza volta sull’Argentea?
Dopotutto questo sentiero del Collain non mi era sembrato niente di speciale, niente aveva aggiunto alle mie precedenti ‘visite’, perché mai sono così curioso, non me lo potevo immaginare che le cose più belle del Gruppo di Voltri-Arenzano ormai le ho già viste e riviste?
E’ però proprio vero che la natura sa nascondere e proteggere bene le sue bellezze e non le svela a chi non affronti rischio e fatica per raggiungerle…
Mi basta, così, voltarmi indietro e vedere la cresta di cristallo stagliarsi su un mare d’oro per dimenticare tutto ed essere felice…
Non basterà, forse, ancora a farmi preferire le montagne innevate alla nuda roccia, ai verdi prati e agli azzurri laghi, ma, certo sono più che contento di aver avuto il privilegio di ammirare anche questo tesoro…


Racconto: Partenza alle 7,40 da Corso de Stefanis per parcheggiare poco prima delle 8,30 in località Case Motta (Arenzano, via Val Lerone – quota slm 70 m.).
Alle 8,35 partiamo, con la descrizione del Parodi in mano, e d’improvviso non siamo più 3 uomini a zonzo, ma 3 uomini e un cane…
Una simpatica cagnetta, in effetti, ci seguirà, anzi ci precederà, per tutto il percorso, andata e ritorno, i miei compagni d’escursione sembrano conoscerla e la chiamano Mollie, credo abbiamo letto di lei in qualche altro ‘resoconto’ su Quotazero.
Lieti per la nuova adesione e conscio che non potrò più dire che alle mie gite non viene neanche un cane, partiamo verso Ponte Negrone.
In circa 40 minuti ci arriviamo, dopo una sosta per infilarci le giacche dato il forte vento; qualche foto ai laghetti sottostanti, un’occhiata alla scorciatoia del ‘Bricassu’ e quindi torniamo indietro ad imboccare il sentiero dell’Ingegnere che seguiamo fino all’incrocio col sentiero C5, sul quale facciamo una breve digressione, per mea culpa, mea maxima culpa, volendo io fare una foto al Cu du Mundu (ci sono stato almeno 2 volte, ma non ho una foto decente e vorrei riprovarci, nonostante le sempre pessime condizioni di luce che la gola presenta…), ma non tengo conto che da qui si arriva sì al Cu du Mundu e, successivamente al Rio Guadi, ma alla parte superiore, dove ci sono sì belle cascatelle, ma non l’orrida gola che dà nome al Rio…
Per giusta punizione finisco con un piede nel Cu (non si tratta di contorsionismo…) e me lo bagno, tanto più che mi sono messo le scarpette basse…
Torniamo quindi indietro e, dopo poco, imbocchiamo il bivio per il Collain, segnalato da cartello. Il sentiero è abbastanza pulito (riesco comunque a beccarmi qualche spina…) ma è completamente nel bosco, con solo qualche bella vista sulla cresta di fronte (a ovest).
Sul Collain inizia qualche chiazza di neve, o forse grandine compattata, non si capisce bene e quando ci immettiamo sul sentiero Acirca 800 metri di quota il sentiero è quasi tutto bianco. Incomincio a pensare di cambiarmi le scarpe, avendo, prudentemente, portato gli scarponi alti nello zaino, ma decido di resistere ancora, memore di quanto mi fanno male…
In breve siamo a un colle carino ma senza nome e poco dopo alla Colletassa, dove decidiamo di abbandonare la descrizione di Parodi per seguire la Stella Bianca: il terreno innevato, d’altronde, non permette di individuare altre tracce; qui mi cambio gli scarponi, non senza difficoltà, perché le rocce sono ricoperte di ghiaccio e ripartiamo per la vetta.
La Stella Bianca, oltre che veramente bianca, è anche parecchio scivolosa, tra neve e fango, e occorre aiutarsi con gli alberi… Arrivare in vetta è però breve… 
Il panorama è il solito magnifico del gruppo di Voltri: Capo Noli che divide il mare in 2 con Bergeggi da un lato e la Gallinara dall’altro e, a est, le Apuane, la Palmaria, persino l’Elba; aguzzando la vista riusciamo a scorgere anche la Corsica, mentre a nord tutto l’Arco Alpino non coperto dal Rama (il Monviso per esempio) si staglia nitido, con la sola eccezione del Cervino, la cui sommità è coperta dal perenne pennacchio nuvoloso…
La vetta è ‘abbastanza’ ghiacciata e gli arbusti sono ricoperti da una suggestiva simil-galaverna che rende il posto quasi ‘magico’, mi fermo così più del dovuto per le foto, tanto che i miei affamati compagni di escursione mi precedono verso il Rifugio Argentea…
Dopotutto siamo riusciti ad impiegare quasi quattro ore per la cima, sono le 12,20, un tempo che mi ha sorpreso non poco: abbiamo fatto sì varie soste e digressioni, ma non mi sembrava fossimo andati così lenti, nonostante la neve e il fatto che ci fossimo ripromessi di non correre troppo per darle il tempo, appunto, se non di scioglersi, di smollarsi un pò…
Quando decido di ripartire, ormai solo da almeno 10 minuti, imbocco, quasi senza pensarci, la cresta, invece del sottostante sentiero; bastano pochi passi perché le le cose si facciano complicate: bisogna arrampicare, sarà pure primo grado, ma il ghiaccio è dappertutto, liscio duro e lucente, una scivolata non sarebbe senza conseguenze…
Non posso però stare a riflettere troppo, mi si congelano le dita appoggiate sul ghiaccio e proseguo… Poi, lo spettacolo di cui ho parlato in premessa e, quindi, ritorno a ragionare: la cresta l’ho percorsa tutta, ma scendere direttamente sul sentiero è troppo rischioso, è uno scivolo di ghiaccio…
Torno qualche passo indietro e, aiutandomi con qualche arbusto, riesco a scendere lateralmente sul sentiero e raggiungere i miei compagni di gita, che trovo un po’ preoccupati non avendomi più visto per 20 minuti buoni, mentre io li immaginavo e, anzi, mi pareva di vederli (ma erano altri escursionisti…) gozzovigliare al Rifugio…
Mi scuso e, in breve, raggiungiamo il Rifugio Argentea, dove, finalmente mangiamo e offriamo anche qualcosa a Mollie, che ha camminato di più e più velocemente di noi…
Ci dirigiamo quindi verso nord per imboccare l’Altavia in un paesaggio finlandese e giunti al Passo Pian di Lerca imbocchiamo il triangolo rosso che ci riporterà a Case Motta. La neve ci accompagnerà ancora fin sotto gli 800 metri di quota, pur essendo ormai passate le 2 e ci sorprenderemo non poco a vederla (più propriamente non vederela…) invece sciolta una volta giunti a fondovalle: l’abbiamo forse sciolta noi col nostro bruciante passaggio?
In realtà la nostra andatura è stata tutt’altro che bruciante, anche in discesa abbiamo preferito infatti una comoda passeggiata che ci ha consentito una piacevole chiacchierata tra compagni di escursione…




Pietraia a Prato Ferretto con Rama sullo sfondo



Alberi in primo piano e sullo sfondo Monte Rama e Capo Noli



Erika su sentiero per la vetta dell'Argentea guarda verso Monte Portofino



Erika a fianco Madonnina dell'Argentea con Rama sullo sfondo



Monte Rama dalla vetta dell'Argentea con Capo Noli sullo sfondo



Primo piano Bergeggi e Capo Noli



Cascata e laghetto sotto Ponte Negrone



Cappello del Prete e e cascatella avvicinandosi alla Colletassa



Guglie sopra sentiero A più da vicino



Valico sormontato da guglie sul sentiero A



Capo noli e Mele avvicinandosi alla Collettassa



Campi innevati e mare d'oro alla Collettassa



Monte Rama e Alpi Marittime dalla Collettassa più da lontano



Monte Rama e Alpi Marittime dalla Collettassa più da vicino



Capo Noli Monte Rama e Alpi Marittime dalla Collettassa



Capo Noli Monte Rama e Alpi Marittime dalla Collettassa più da vicino



Arbusti ghiacciati e mare d'oro dall'Argentea



Passo Pian di Lerca e catena Alpi innevate dall'Argentea più da lontano



Capo Noli e Mele con isole dall'Argentea più da vicino



Genova Monte di Portofino e Apuane dall'Argentea più da lontano



Edicola di vetta Argentea e dorsale verso il Reixa più da vicino



Erba con galaverna in vetta all'Argentea molto più da vicino



Edicola e Madonnina di vetta Argentea con mare d'oro sullo sfondo col flash



Madonnina vetta Argentea arbusti ghiacciati e Capo Noli



Madonnina vetta Argentea e vista ovest



Ciuffo d'erba con galaverna in vetta all'Argentea più da vicino



Erba con galaverna in vetta all'Argentea più da vicino



Arbusti ghiacciati pietra segnata Rama e Capo Noli dall'Argentea più da lontano



Vetta Argentea dalla Cresta con mare d'oro e vista ovest



Cresta Argentea con galaverna e vista ovest con Rama e Capo Noli



Massi ghiacciati e galaverna in cresta Argentea



Cresta Argentea con galaverna e Capo Noli sullo sfondo



Cresta Argentea con galaverna e Capo Noli sullo sfondo più scura



Cresta Argentea con galaverna e Capo Noli sullo sfondo più da vicino



Erba con galaverna in cresta Argentea



Cresta Argentea con galaverna e Capo Noli sullo sfondo molto più da lontano



Cresta Argentea con galaverna e Capo Noli sullo sfondo più da lontano



Arbusti e erba ghiacciata in cresta Argentea e mare a est



Cresta Argentea ghiacciata e mare d'oro



Cresta Argentea ghiacciata e mare d'oro più chiara



Cresta Argentea ghiacciata e mare d'oro più da lontano



Cresta e vetta Argentea da sotto più da lontano



Cresta Argentea mare d'oro e Capo Noli da Rifugio Argentea



Cresta Argentea mare d'oro Capo Noli e Rama da Rifugio Argentea



Cresta Argentea mare d'oro e Capo Noli da Rifugio Argentea più da vicino



Lusciandro e Molly al Rifugio Argentea



Pannello Rifugio Argentea e Capo Noli



Monterosa scendendo verso l'AVML



Pendio ghiacciato e alberi guardando indietro verso il Rifugio Argentea più da vicino



Pendio ghiacciato e alberi guardando indietro verso il Rifugio Argentea ancora più da vicino



Lusciandro in discesa verso l'AVML



Lusciandro fermo e cartello AVML



Neve Rama e Capo Noli da AVML



Neve Rama e Capo Noli da AVML più da vicino



Capo Noli tra alberi secchi e Rama da AVML



Capo Noli tra alberi secchi e Rama da AVML primo piano



Pendici Rama e Capo Noli scendendo verso Passo du Fo



Bric Camulà e Capo Noli scendendo verso Passo du Fo



Cascina in località Seguge