Monte Gottero dal Passo dei 2 Santi




Sabato 16 aprile 2011 Passo dei 2 Santi – Monte Gottero e ritorno.


Partecipanti: 3: Massimo, Marco e Davide + Gromit (uniti in una persona sola da un legame inscindibile).


Lunghezza: 20 Km circa.


Dislivello: 1100 circa.


Difficoltà: E.


Percorso in macchina: Da Genova in A12 fino all’uscita di Carrodano; qui si prende la Sp566 per Sesta Godano. Ivi giunti si continua sulla Sp25 e poi Sp65 per Airola e Adelano e si svolta quindi a sinistra per il Passo dei 2 Santi (Zum Zeri) e si parcheggia nell’ampio piazzale del Passo. In tutto 107 Km e 1,30 di viaggio.


Percorso a piedi: Dal piazzale si prende il sentiero segnato in bianco-rosso verso sinistra (ovest). Il sentiero, che è un raccordo dell’ AVML, raggiunge presto l’altavia, che va seguita fino alla Foce dei 3 Confini, dove si prende a sinistra il sentiero segnato per la Vetta, da qui distante 200 metri di dislivello; ritorno per la stessa via.


Racconto: Ormai la fama delle mie escursioni organizzate è talmente grande e diffusa che tutte le settimane annovero nuovi escursionisti seguaci… Ci sarebbe magari, a voler essere pignoli, un poco da disquisire sulle singolari caratteristiche dei miei ‘seguaci’ tanto che, a volte, mi sfiora un qualche sospetto sul fatto che si possano proprio classificare come escursionisti, sbaglierò mica qualcosa nella pubblicità che faccio su Quotazero e sul mio sito? C’è sempre stato, in effeti, chi veniva esclusivamente per mangiare dalla mattina alla sera, chi veniva solo per il viaggio in macchina e, finito il quale, se ne tornava indietro in corriera, chi veniva invece solo per farsi fotografare sotto una croce (forse non sapendo, che, di solito, è preferibile aspettare il periodo che il buon Dio vuole concederci su questa terra, prima di avere la propria fotografia sotto una croce…), chi veniva solo per le ferrate ma quando ne capitava una si rifiutava di farla, chi veniva solo per la vetta ma non ne toccava mai una, ma, adesso, che incominciano a seguirmi anche gli ‘zoppi’, nonché le ‘fiere’, incomincio a preoccuparmi un poco… Tra poco qualcuno comincerà mica a chiedermi dei miracoli? In effetti il mio gruppo, spesso, più che a una comitiva di agguerriti alpinisti, potrebbe assomigliare a un viaggio organizzato a Lourdes… Adesso poi che, in quest’ultima gita, una qualche guarigione miracolosa sono pure riuscito ad ottenerla, facendo fare oltre 20 Km e 1.100 m di dislivello e, perdipiù volontariamente, a chi diceva di essere in grado di fare solo brevi passeggiate in piano, causa entrambe le ginocchia da operare, qualche dubbio incomincia a venire pure a me… Chisà che Lusciandro non mi segua soltanto perché spera che gli moltiplichi i pani e i pesci? Ci sono poi le ‘fiere’ che si ammansiscono e, perdipiù, si innamorano di me, tanto da avvilupparsi per tutta la gita alle mie gambe in un amplesso inscindibile… Questo però è un altro capitolo, praticamente un’atroce beffa del destino: quanti anni della mia gioventù sprecati inutilmente a correre dietro a donne che non ne volevano sapere, se lo avessi saputo al momento giusto che potevo avere così tanto successo in amore, non formalizzandomi troppo su certe trascurabili differenze, che meravigliosi orizzonti mi si sarebbero spalancati... E meglio che non ci pensi però, il rimpianto di quello che sarebbe potuto essere mi uccide dolcemente (ndr, per quest’ultima citazione si ringrazia Charles Fox, autore di Killing me softly)...


Conclusioni: Gita che non mi ha certo entusiasmato: il percorso pur essendo molto lungo e sempre vicino al crinale non è per niente panoramico, essendo che si è praticamente sempre nel bosco. Ritengo sia quindi più interessante la salita dal Passo della Cappelletta, che offre sicuramente un panorama più vario e aperto, almeno in certi punti. Anche il panorama di vetta, complice anche una discreta foschia. In conclusione è una gita che mi sentirei di consigliare soprattutto per il periodo invernale, magari dopo una nevicata, quando il bosco ricoperto di neve ancora immacolata, può offrire sicuramente uno spettacolo migliore; la facilità dei pendii percorsi dovrebbe rendere possibile, in effetti, la gita in ogni periodo dell’anno, magari attrezzati con ciaspole, onde evitare di sprofondare in un innevamento che è di solito di entità non trascurabile…




Ruscelletto si fa largo tra la neve salendo dal Passo dei 2 Santi



Neve modellata dal vento salendo dal Passo dei 2 Santi



Sentiero innevato tra gli alberi salendo dal Passo dei 2 Santi più da vicino



Teneri germogli spuntano dalla neve salendo al Focetto



Radura innevata andando verso la Foce dei 3 Confini



Cippo di confine andando verso la Foce dei 3 Confini



Gromit e sentiero verso la vetta del Gottero



Vetta Gottero parzialmente innevata salendovi ancora più da lontano



Croce di vetta Gottero più da lontano e Zatta sullo sfondo più da lontano



Appennino parmense spunta dietro crinale avvicinandosi al Passo 2 Santi più da vicino