Cima di Pozzin dalla Val Alpisella




Giovedì 22 luglio 2010: Lago San Giacomo - Sorgenti dell'Adda - Passo Alpisella - Cima di Pozzin - Lago San Giacomo


Partecipanti: Silenceofsound e Soundofsilence.


Lunghezza: 14,2 Km circa.


Dislivello: 800 circa.


Difficoltà: E tutti i sentieri segnati (anzi si potrebbe dire T dato il basso dislivello e il percorso quasi sempre su carrareccia), eccetto quindi la salita e discesa dalla Cima di Pozzin. Anche la Cima di Pozzin, invero, alla quale sono salito senza sentiero non presenta alcuna difficoltà e il terreno abbastanza facile consente di scegliere vari percorsi per la vetta, resta il fatto che ci vuole comunque un certo occhio per evitare alcuni tratti un po’ meno semplici e instabili e che la discesa dalla pietraia che ho fatto al ritorno per tagliare un poco il percorso è un po’ ripida e può dare fastidio ai meno abituati, per questo tratto quindi si dovrebbe parlare più propriamente di un EE.


Percorso in macchina: Da Bormio verso Livigno fino alla svolta segnalata sulla destra per i Laghi del Cancano. La strada è stata asfaltata di recente fino al Lago delle Scale e anche la lunghissima sterrata fino a San Giacomo (almeno 10 Km) è stata risistemata e non è più tutta buche e salti come una volta, il che consente di guadagnare parecchio tempo. Dal bivio oltre il Lago delle Scale si prende a sinistra, come da segnalazioni per San Giacomo (da considerare che il transito è vietato, in questa stagione, dalle 11 alle 16) e si percorre tutta la sponda sinistra dei due laghi del Cancano fino a trovare le indicazioni per la Val Alpisella e le sorgenti dell’Adda. Si procede ancora e si trova una seconda segnalazione per le stesse mete e, poco dopo, approfittando del primo slargo si parcheggia.
In verità più agevole parcheggio si trova poco sotto la strada in corrispondenza del primo bivio e, considerando che i due bivi distano meno di 200 metri, qualunque percorso si scelga, forse conviene parcheggiare qua, al contrario di quello che abbiamo fatto noi.


Percorso a piedi: Noi siamo partiti dal secondo bivio, segnato col numero 128. Il sentiero segnato giunge in breve alle sorgenti dell’Adda, indicate da un cartello.
Niente di spettacolare comunque un ruscelletto tra le pietre che spunta non si sa da dove, molti però si fermano qua e si accontentano di una foto a fianco del cartello…
Non tutti però sono d’accordo che questo sia il vero punto in cui nasce il fiume, molti sostengono che nasca dai laghetti superiori che, probabilmente, alimentano il ruscelletto con acque che scorrono sotto terra. 800 metri dopo le sorgenti il sentiero si riunisce con quello parallelo sull’altro versante (che è quello del primo bivio) e continua sempre in leggera salita verso il Passo Alpisella, con il percorso allietato dalla vista di vari laghetti.
Al Passo c’è il laghetto principale e il sentiero inizia a scendere verso il Lago di Livigno. Noi abbiamo percorso solo un breve tratto in questa direzione, fino a intravedere il lago, e poi siamo tornati al Lago Alpisella poco sotto il passo.
Da qui è evidente la Cima di Pozzin, sulla destra e il più slanciato e alto Monte Torraccia sulla sinistra. Tagliando immediatamente a ovest del Lago si riesce a dirigersi verso la Cima senza perdere quota. Occorre poi scegliere il miglior percorso evitando i tratti più ripidi e individuando i più facili passaggi erbosi tra le pietraie.
La parte più ripida, contrariamente a quanto potrebbe sembrare, è quella iniziale, in cima la pendenza diminuisce ed è più facile passare anche direttamente sulle pietraie, sempre non molto inclinate. La vetta offre una bella vista su Trepalle il Lago di Livigno e parte del paese da cui prende il nome, per il resto non ho visto molto dato il tempo non eccezionale…
Dalla Cima di Pozzin non dovrebbe essere impossibile salire poi anche al Monte Torraccia, anche se la piramide finale potrebbe presentare qualche difficoltà, specie se non vi fosse alcuna traccia sull’assai ripido pendio di sfasciumi.
Peccato non aver avuto il tempo per verificare, dovendo raggiungere mia moglie che, invece di salire con me alla cima, è tornata sullo stesso sentiero…
La discesa dalla Cima può avvenire dallo stesso percorso, almeno all’incirca, da cui si è saliti o si può puntare verso est, come ho fatto io, per guadagnar tempo e ricongiungersi molto più avanti al sentiero della Val Alpisella. Quest’ultima ipotesi facile nella parte alta, comporta in basso l’attraversamento di una pietraia piuttosto ripida, niente di impossibile, ma comunque più difficile di quanto affrontato in precedenza, vi è comunque almeno una traccia che aiuta nell’attraversamento.
Passata la pietraia, ormai su comodi prati, si può decidere, dall’alto, quando ricongiungersi al sottostante sentiero.
Una volta ritrovato il sentiero dell’andata si raggiunge in breve il bivio tra i 2 versanti, dove si può prendere, tanto per cambiare, il sentiero a destra che, comunque, è più lungo e non più interessante di quello dell’andata.
Avendo preso quest’ultimo si arriverà sulla strada dei laghi meno di 200 metri prima di dove si è imboccato il sentiero 128 all’andata e, quindi, in breve, alla macchina.


Racconto: Spiazzati da previsioni un po’ troppo ottimistiche e da una partenza ritardata causa figlia piccola che non vuole andare dai nonni come previsto, abbandoniamo l’idea della salita alla Cima di Solda e ripieghiamo all’ultimo per la ripetizione, almeno per me (mia moglie invece non c’è mai stata), di una tranquilla gita di tanti anni fa in Val Alpisella.
Visto poi che, al ritorno, il tempo non è peggiorato tanto quanto sembrava, decido di trasformarmi in Maury76 e di puntare alla conquista di una insignificante e piatta cima sovrastante il Lago Alpisella.
Avuto quindi il permesso da mia moglie, ‘stranamente’ quasi contenta di ritornare da sola mentre io mi accingo alla conquista dell’agognata vetta, mi dirigo verso l’alto, lungo un sentiero che esiste solo nella mia fantasia…
Appena giunto quindi sulla celeberrima "Cima di Pozzin", vi trovo uno stambecco che mi lancia strani urli, evidentemente sorpreso di incontrare qualcuno in questo luogo così negletto…
Orgoglioso quindi dell’intrepida conquista non mi spingo più oltre e rinuncio persino all’ascensione al contiguo Monte Torraccia, giusto per lasciare un po’ di spazio anche allo stambecco e non certo per i repulsivi ripidissimi sfasciumi sommitali che da qui posso osservare fin troppo bene…
Ritorno quindi di corsa cercando di raggiungere mia moglie, dopotutto ha solo 1 ora e mezza di vantaggio e, magari, si sente sola, poverina… Nonostante la corsa arriverò comunque dieci minuti dopo, ma lei si dimostrerà molto comprensiva e per niente dispiaciuta del mio ritardo, sarà un buon segno?


Conclusioni: Poco interessanti, secondo me, le sorgenti dell’Adda che tanti attirano, più apprezzabili invece i laghetti che costellano la dolce valle prativa e i torrioni del soprastante Pizzo Aguzzo. La salita alla Cima di Pozzin, invece, non offre granchè dal punto di vista panoramico, ma forse con un tempo più nitido la mia impressione sarebbe stata migliore. Sicuramente più interessante sarebbe tentare la salita al dirimpettaio Monte Torraccia, non sono comunque sicuro si tratti di una salita prettamente escursionistica, avrei dovuto avvicinarmi di più per valutare meglio, ma, almeno per stavolta, non ne ho avuto il tempo…




Guglia antropomorfa in versante destro di salita Val Alpisella



Terzo laghetto Val Alpisella



Terzo laghetto Val Alpisella dalla sponda est



Terzo laghetto Val Alpisella dalla sponda ovest



Lago Alpisella dalla malga



Lago Alpisella Monte Pettini e Torraccia più chiara



Torrioni e ghiaioni rossi in Val Alpisella



Monte Torraccia dalla Cima di Pozzin



Trepalle dalla Cima di Pozzin primo piano



Dune erbose e Monte Pettini scendendo dalla Cima di Pozzin



Terzo laghetto Val Alpisella tornando dalla Cima di Pozzin guardando indietro



Primo laghetto Val Alpisella tornando dalla Cima di Pozzin più da vicino



Lago di San Giacomo dall'estremità nord



Lago San Giacomo e cime circostanti da nord