Monte Pedenolo




Venerdì 30 luglio 2010: III Cantoniera – Bocchetta Forcola – Bocchetta Pedenoletto – Monte Pedenolo


Partecipanti: Soundofsilence.


Lunghezza: 14,5 Km. A/R. Senza fare scorciatoie, però il tratto dalla partenza alla Bocchetta Forcola può essere abbreviato molto tirando dritto per prati sia all’andata che al ritorno.


Dislivello: Io ho fatto oltre 900 metri, il percorso pulito ne prevederebbe circa 800.


Difficoltà: EE la salita dalla Bocchetta di Pedenolo all’omonimo monte, che sembrerà pure una innocua collinetta erbosa, ma, in realtà, da questo versante, i prati sono molto ripidi e praticamente si risale senza traccia e, inoltre la cresta tra l’anticima e la cima vera e propria è rocciosa e con dei salti da evitare su ripidi ghiaoni, sempre senza traccia. Il resto, in condizioni normali, è E, io ho però trovato una lingua di neve sulla carrareccia tra la Bocchetta di Pedenoletto e quella di Pedenolo che costringe a un passaggio esposto.


Percorso in macchina: Da Bormio si prende la statale dello Stelvio e si arriva fino alla terza casa cantoniera, poco prima della quale vi è uno slargo che permette un buon parcheggio.


Percorso a piedi: Poco prima dello slargo dove si è parcheggiato inizia il sentiero per Bocchetta Forcola, non è necessario però tornare indietro i 100 metri che separano dall’inizio del sentiero: si può invece salire pochi metri direttamente per prati per ricongiungersi alla traccia ufficiale. Raggiunta la traccia si sale per gli ampi tornanti della ex-strada militare fino a raggiungere le Foppe della Mogenaccia (dove un cartello segnala un’altitudine superiore di 100 metri a quella reale, forse per incoraggiare gli escursionisti stanchi…).
Qui la strada diventa sentiero e porta rapidamente alla Bocchetta di Forcola. Dalla Bocchetta si scende leggermente alla caserma sottostante e si prende a sinistra il sentiero segnato per la Bocchetta di Pedenoletto che si raggiunge in circa mezz’ora. Da qui si continua verso ovest sulla strada militare in discesa fino alla Bocchetta di Pedenolo.
Qui, dal tornante della strada, ci si dirige verso l’evidente Monte Pedenolo, esattamente a ovest della Bocchetta, risalendone i ripidi prati fino alle anticime e poi la cresta rocciosa che porta alla cupola sommitale, sempre molto ripida erbosa.
Ritorno per la stessa strada.


Racconto: Ultimo giorno a Bormio, devo rimediare al fatto di non aver combinato, finora, nessun pasticcio…. Incomincio bene alla mattina, non riuscendo a decidermi tra il Monte Solena da un lato, e il Monte Braulio e Radisca dall’altro…
Naturalmente non farò né l’uno né gli altri… Decido comunque all’ultimo, dato il tempo bruttino, per i più semplici, almeno sulla carta, Braulio e Radisca, però al bivio Stelvio-Livigno sbaglio strada e mi dirigo invece verso il Solena…
Deciso però a non far prevalere il destino sulle mie scelte, torno indietro e arrivo a parcheggiare alla III Cantoniera, giusto in tempo per godermi una bella nevicata…
Godutami tutta la nevicata arrivo alla Bocchetta di Pedenoletto, dove cerco di capire quale può essere il sentiero da seguire per il Monte Braulio. Imbocco così il sentiero sulla sinistra poco sotto il crinale (versante est) che, magari, potrebbe anche essere quello giusto, ma mi lascio spaventare dalle zone rocciose, quasi verticali, più avanti in cui la traccia sembra scomparire…
Scorgo allora una traccia più in basso che sembra più larga e invitante, ma non riesco a raggiungerla, né a capire da dove parta…
Incomincio quindi a dubitare di essere nel posto giusto, dopotutto la descrizione del percorso che ho con me, non è molto chiara…
Provo quindi a proseguire verso la Bocchetta di Pedenolo e, qualche centinaio di metri prima di arrivarci, quando la strada militare che sto percorrendo gira dietro al monte che mi sovrasta, provo a imboccare una traccia che sembra salire verso questo monte, che sul momento, spero sia il Braulio o il Radisca, ma che in realtà non è nessuno dei due e anche adesso, da casa, non sono riuscito a scoprire cosa sia…
Il sentiero imboccato parte bello largo ma va via restringendosi sopra pendii di terra e ghiaia sempre più ripidi, così che mi trovo bello e fritto senza accorgemene, così come la rana scaldata a poco a poco nella pentola (dove l’avrò mai sentita questa?)…
Quando decido, in effetti, che è meglio tornare indietro mi accorgo che non è salutare girarsi indietro e, a malincuore, mi tocca procedere ancora qualche metro (ma mi sembrano chilometri…) fino alla cresta. Qui scorgo un’invitante (si fa per dire…) traccia sull’altro versante che farebbe il paio con quella scorta dalla Bocchetta di Pedenoletto e che andava proprio in quella direzione…
Faccio finta di niente però, mi sembra sufficiente il posto in cui mi sono cacciato finora e, quindi, torno indietro sulla stessa precisa strada (direi che non ho sgarrato di un millimetro, anche perché non c’era proprio la possibilità di farlo…). Tornato alla Bocchetta di Pedenolo decido però di fare un salto al vicino omonimo monte, visto che è lì…
Non sarà proprio un percorso indolore, anche qui una crestina niente male, che, passando nei punti giusti, non crea problemi, ma finche non li hai trovati qualche dubbio lo fa venire…
A questo punto credo di aver rimediato a sufficienza alle gite tranquille dei giorni precedenti e, quindi, torno per la stessa strada…


Conclusioni: I pianori carsici della Val Forcola, dominati da cime dolomitiche, sono sempre un bel vedere, anche se non è necessario andare sul Pedenolo per goderne la visuale… Il Pedenolo si giustifica per vedere da vicino la bella cresta tra il Monte Solena e il Piz Schumbraida, che tanto mi incuriosiva, con i suoi torrioni, già vedendola dall’albergo dove sono (al Ciuk). Bella anche la vista sugli strati ricurvi delle Cime di Plator e sulla Cresta del Reit.




Piz Schumbraida dalla Bocchetta Forcola



Caserma sotto Bocchetta Forcola



Caserma sotto Bocchetta Forcola più da vicino



Cima di Plator da piccola cima senza nome



Primo piano Cima Plator da piccola cima senza nome



Cima di Plator andando al Monte Pedenolo



Primo piano dune calcaree dal Pedenolo



Solena e Schumbraida dal Ciuk con più cielo sopra



Solena e Schumbraida dal Ciuk più da vicino