Testa Grigia da Mascognaz




Domenica 4-8-2019: Mascognaz (1850) – Alpe Mascognaz (1860) – Chavanne (2050) – Toulassa Inferiore (2100) – Toulassa Superiore (2250) – Lago Perrin (2630) – Col Perrin (2660) – Laghi Pinter (2700) – Col Pinter (2780) – Monte Pinter (3130) – Testa Grigia (3300) – Col Pinter (2780) – Laghi Pinter (2700) – Col Perrin (2660) – Lago Perrin (2630) – Toulassa Superiore (2250) – Toulassa Inferiore (2100) – Chavanne (2050) – Mascognaz (1850).


Partecipanti: Maury76 (http://finoincima.altervista.org/), Ornella e soundofsilence.


Lunghezza: 19,5 Km. circa.


Dislivello: 1550 circa.


Difficoltà: E fino al Col Perrin, EE, ma facile la traversata delle pietraie fino ai Laghi Pinter, E fino al Colle. EE la salita alla Testa Grigia, ripida, scivolosa per ghiaietto e rocce lisce, nonché con alcuni punti un po’ esposti, ma indubbiamente facili. Il punto chiave è costituito da un saltino di 2 metri di III atrezzato con catena che può impressionare chi non è abituato, ma è comunque facile aiutandosi con la catena appunto. La cengia finale è esposta, ma tutta camminabile, mentre la risalita terminale è attrezzata nuovamente con cavi, ma i passaggi sono decisamente più semplici del precedente. Dimenticavo, all’andata dalla vetta del Monte Pinter, ho seguito fedelmente la cresta per ritornare al sentiero verso la Testa Grigia, così facendo ho affrontato passaggi di I che possono essere classificati F, ma vi è da dire che il tutto è facilmente evitabile con il sentiero che passa poco sotto sulla sinistra.


Percorso in macchina: Da Genova con l’A10 fino a Voltri, dove si prende l’A26 (Alessandria-Torino) e la si segue fino a poco oltre Casale Monferrato, dove si prende per Santhià e Aosta e si prosegue fino ad Ivrea, dove si continua sulla Aosta-Torino (A5) fino all’uscita di Verres, da dove imbocchiamo la Val d’Ayas seguendo le indicazioni stradali. Percorriamo la Val d’Ayas fino a Brusson, quindi proseguiamo fino a Champoluc e, poco prima di arrivarvi, pochissimi metri prima del cimitero sulla sinistra, imbocchiamo una sterrata sulla destra (segnalata da cartelli pubblicitari riguardanti l’Hotellerie di Mascognaz) e la percorriamo con prudenza fino ad un parcheggio indicato come proprietà privata e, senza entrarvi, vi parcheggiamo all’esterno sulla sinistra. Riguardo a questa strada vi è da dire che non si capisce bene se sia a libera percorrenza oppure no, dopo pochi metri si incontra infatti un cartello di divieto di circolazione con una scritta sotto però illeggibile. Io però avevo in precedenza telefonato all’Hotellerie per aver informazioni e mi avevano risposto che la strada è a libera percorrenza. Visto però il cartello ho preferito procedere ad un’ulteriore verifica di cui mi ha dato opportunità l’incontro con una jeep della forestale, il cui conducente mi ha confermato la libera percorrenza della strada, chiedendomi però se eravamo clienti dell’Hotellerie, al che io ho risposto no, ma che magari ci fermavamo a prendere qualcosa ed il dialogo è finito così. Giunti a destinazione un dipendente dell’Hotellerie, evidentemente capendo che non eravamo clienti dal nostro abbigliamento, mi si è rivolto dicendomi se sapevamo che la strada era vietata. Io gli ho riportato della telefonata ed anche a lui ho ribadito che poi saremmo passati a prendere qualcosa. A questo aggiungo ancora che nessuna delle macchine posteggiate, numerose in effetti, riporta un qualche permesso, ognuno quindi tragga le conclusioni che più gli sembrano logiche da quanto qui esposto…


Percorso a piedi: dal parcheggio si prosegue sulla sterrata per poco più di 100 metri, quindi si imbocca una sterrata a sinistra che scende brevemente al centro di Mascognaz, dove troviamo una fonte. Proseguiamo quindi sulla sterrata ignorando subito un bivio a sinistra ed attraversando quindi il torrente su di un ponte. Una cinquantina di metri dopo il ponte tagliamo a destra per prati, dirigendoci alla soprastante sterrata in corrispondenza dell’Alpe Mascognaz, dove è presente una grande stalla con annessa abitazione. Giunti alla stalla imbocchiamo la sterrata verso destra (sud) e la seguiamo per poco più di 100 metri, fino alla prima curva, dove imbocchiamo il sentiero segnato sulla sinistra, che, in circa 300 metri, ci riporta sulla sterrata iniziale, che imbocchiamo verso sinistra in salita. Dopo ulteriori 300 metri la sterrata attraversa il torrente Mascognaz su un ponte, quindi continuiamo a seguirla per altri 800 metri, fino a quota 2030 circa, dove troviamo un bivio con cartelli segnaletici. Qui lasciamo la sterrata e prendiamo il sentiero segnato che risale il prato a sinistra ed in breve ci porta ad attraversare le poche case di Chavanne. Attraversate le case, ci lasciamo sempre a destra la sterrata, per traversare il pendio erboso soprastante verso sinistra. Qui la traccia principale si confonde tra varie altre tutte parallele, ma è più o meno indifferente seguirne una o l’altra. La traccia quindi piega a destra e raggiunge le case di Toulassa Inferiore, dove attualmente è presente un cantiere per la realizzazione di una nuova abitazione, dove vi è anche al termine della sterrata, che abbiamo scorciato seguendo il sentiero. Seguiamo quindi i segni gialli del sentiero 14a che ci fanno salire ripidamente fino alle baite abbandonate di Toulassa Superiore. Passate le case il sentiero traversa lungamente alto sul fondovalle, passando vicino ad un curioso torrione, dopo il quale piega a sinistra per salire più accentuatamente verso il Lago Perrin. Giunti al lago, proseguiamo sulla sponda sinistra dello stesso, arrivando in breve al Col Perrin, dove troviamo a sinistra il bivio che scende verso Cuneaz ed il Crest. Dal colle seguiamo per un centinaio di metri il sentiero che contorna alto il lago per poi scendere alla riva est e, prima che il sentiero scenda, individuiamo a sinistra un sentierino che traversa a mezza costa verso le pietraie in direzione del già visibile Col Pinter. Seguiamo quindi il sentierino, sempre evidente e segnato da vari ometti, attravererso varie pietraie, per poi scendere brevemente ai Laghi Pinter. Contorniamo quindi il primo lago sulla sinistra, quindi passiamo in mezzo ai successivi due e, quindi, pieghiamo a sinistra per ricongiungerci al sentiero proveniente dal Crest, che imbocchiamo verso destra in salita, giungendo così in breve al Colle Pinter. Dal colle imbocchiamo il sentiero a sinistra, sempre segnato in giallo e da ometti, che inizia a salire verso la Testa Grigia, come anche da indicazioni. La salita affronta quindi tratti ripidi ed altri esposti da affrontare con prudenza dato il terreno che può essere scivoloso. A quota 3040 circa troviamo un bivio non segnalato, dove prendiamo a sinistra una traccettina, più avanti anche segnata, che si dirige verso l’evidente canale che taglia la cresta del Monte Pinter. Risaliamo quindi il ripido canale e giungiamo in cresta, dove con una breve deviazione a sinistra raggiungiamo il bivacco Lateltin ed una croce adiacente. Invertiamo quindi marcia e seguiamo la traccia di crinale, che ci porta in breve in vetta in corrispondenza di un ripetitore. Dalla vetta si può proseguire sulla cresta che presenta alcuni saltini di I, oppure passare sul facile sentiero sottostante, per ricollegarsi poi comunque al sentiero che sale alla Testa Grigia. La salita alla cupola sommitale inizia facilmente per poi svilupparsi su una cresta non larghissima ed un po’ esposta, dove poi troviamo un salto di roccia a sbarrarci la strada, salto di due metri che si supera con catene. Superato il punto chiave si continua su facile ma esposta cengia sulla destra della cresta. All’esaurirsi della cengia pieghiamo a sinistra risalendo i pochi metri (attrezzati con cavo) che ci portano in vetta. Il ritorno avviene sulla stessa via con le seguenti varianti: 1. Evitiamo di risalire al Monte Pinter e scendiamo fino al Colle Pinter per il sentiero normale. 2. Subito sotto al Colle Pinter prendiamo un sentierino a sinistra che ci porta sulla sponda sinistra del primo lago senza ricollegarci a quello in discesa verso il Crest. 3. Costeggiamo il primo Lago Pinter sulla sinistra. 4. Non abbandoniamo la sterrata per prendere a destra il sentiero che porta al centro di Mascognaz, ma proseguiamo sulla stessa fino al parcheggio.


Traccia GPS: Testa Grigia (Per scaricare la traccia fate click col tasto destro sul link e selezionate “Salva link con nome”)


Conclusioni: Percorso alternativo a quello classico da champoluc, di solito abbreviato salendo al Crest tramite cabinovia, un po’ più lungo indubbiamente, ma con più o meno lo stesso dislivello che utilizzando il mezzo di risalita testè citato. Punti di interesse sono indubbiamente i bei laghi, nonché il panorama su Monterosa e Cervino in particolare, panorama di cui dalla vetta ci è stato impossibile godere, date le solite nubi a coprire tutti i 4000. In definitiva, a parte i dubbi sulla percorribilità della strada di cui ho parlato nella sezione percorso in macchina, vale la pena di partire da Mascognaz soprattutto per risparmiare i soldi della funivia, in quanto dai laghi si può anche passare partendo dal Crest ed effettuando un mini anello al ritorno.




Monterosa dalla Gobba di Rollin al Castore da Mascognaz



Mascognaz con Monterosa sullo sfondo



Hotellerie Mascognaz con Monterosa sullo sfondo



Affresco a Mascognaz



Meridiana a Mascognaz più da vicino



Cascatelle in Torrente Mascognaz



Casa all'Alpe Mascognaz e Cervino che spunta



Due Malghe salendo a Chavanne



Due mucche pezzate salendo a Toulassa Superiore



Casa a Toulassa Superiore



Malga salendo da Toulassa Superiore



Cervino andando al Lago Perrin più da vicino



Torrione salendo al Lago Perrin primo piano



Sommità torrione salendo al Lago Perrin più da lontano



Cascatelle emissarie Lago Perrin



Sentiero torrente e Gran Cima



Vista parziale Lago Perrin e Testa Grigia più da lontano



Eriofori e Lago Perrin



Lago Perrin con Testa Grigia e Gran Cima sulllo sfondo



Lago Perrin e Gran Cima più da vicino



Penisola in Lago Perrin



Tratto attrezzato sopra Lago Perrin



Lago Perrin vista parziale da sopra



Monte Rosa dalla Gobba di Rollin al Castore dal Col Perrin



Lago Perrin dal Col Perrin



Dent d'Herens e Cervino dal Col Perrin



Cervino e Monterosa dal Col Perrin



Lago Perrin dal Col Perrin vista quasi completa



Testa Grigia andando verso laghi Pinter



Crest e Cuneaz andando verso i Laghi Pinter



Primo Lago Pinter



Primo Lago Pinter vista incompleta più da vicino



Primo Lago Pinter dalla sponda



Secondo Lago Pinter con eriofori sotto Testa Grigia e Monte Pinter



Eriofori e Secondo Lago Pinter



Terzo Lago Pinter con Gobba di Rollin sullo sfondo



Acque colorate in secondo Lago Pinter



Secondo eprimo Lago Pinter



Vista verso Valle del Lys dal Colle Pinter



Laghi Pinter salendo alla Testa Grigia



Laghi Pinter salendo alla Testa Grigia più da vicino



Laghi Pinter salendo alla Testa Grigia



Sentiero e Testa Grigia sullo sfondo



Laghi Pinter salendo alla Testa Grigia più da vicino



Testa Grigia da sotto il Monte Pinter



Canalino verso Monte Pinter



Croce vetta Monte Pinter con Laghi sullo sfondo



Bivacco Lateltin e Monte Pinter



Fascia rocciosa sotto vetta Monte Pinter



Testa Grigia dal Monte Pinter



Roccione in cresta Testa Grigia e cupola sommitale più da vicino



Cupola sommitale Testa Grigia



Passaggio attrezzato per cengia Testa Grigia



Cresta Testa Grigia percorsa



Cengia Testa Grigia



Tratto finale attrezzato per vetta Testa Grigia



Tratto finale attrezzato per vetta Testa Grigia da sopra



Vetta Testa Grigia



Laghi Pinter e Perrin dalla Testa Grigia



Cresta e Monte Pinter dalla Testa Grigia



Parte finale cengia Testa Grigia più da lontano



Laghi del Pinter scendendo dalla Testa Grigia più da vicino



Eriofori e secondo Lago Pinter



Eriofori e secondo Lago Pinter più da vicino



Eriofori e secondo Lago Pinter più da lontano



Lago Perrin da sopra



Torrione e sentiero tornando verso Toulassa



Primo piano torrione tornando verso Toulassa



Malga in pietra scendendo verso Chavanne



Chavanne scendendo verso Mascognaz



Mascognaz e Monte Rosa sullo sfondo