Punta Maladecia




Sabato 13 ottobre 2012: Strada Colle Lombarda (2040) – Punta Maladecia (2745) e ritorno.


Partecipanti: Em e Soundofsilence.


Lunghezza: 4,8 Km circa.


Dislivello: 750 m. circa.


Difficoltà: F, anche se un F tra i più facili: se si sceglie bene il percorso non si devono praticamente mai usare le mani e, anche la pietraia non è mai particolarmente instabile (anche se il casco è meglio portarlo), sempre se si sceglie la via migliore. La difficoltà maggiore è proprio data dall’assenza di sentiero e da segnavia (in particolare i segni blu che appaiono durante la percorrenza del secondo canale) che non sempre fanno passare nei posti più semplici (se si seguono integralmente tali segni ci si trova ad affrontare alcuni passaggi di II) e c’è bisogno quindi di esperienza per scegliere la via più facile.


Percorso in macchina: Autostrada A10 fino a Savona, quindi Savona-Torino fino a Mondovì. Da qui si prosegue per Cuneo e quindi Borgo San Dalmazzo, dove si prende a destra per il Colle della Maddalena. Si superano Demonte e quindi Vinadio e poco dopo quest’ultimo si gira a sinistra per il Colle della Lombarda. Dopo 13 Km si incontra il bivio per il Santuario di Sant’Anna di Vinadio, dove occorre svoltare a sinistra per il Colle della Lombarda. Dopo 2,6 Km. da tale bivio, a quota 2040 circa, si parcheggia su una ampia radura sulla sinistra.


Percorso a piedi: Dal parcheggio si prende a sinistra seguendo tracce di una carrareccia pianeggiante; la carrareccia si trasforma quindi in sentiero, segnato da qualche ometto, e porta fino ad un laghetto in una pietraia. Da qui in poi non ci sarà più una traccia evidente, ma continueranno gli ometti di pietra. Si passa quindi sulla sinistra del laghetto e quindi si inizia a salire verso il canale di sfasciumi sovrastante. Lo si risale preferibilmente sulla sinistra, tenendosi in una zona erbosa costeggiando la pietraia; ogni tanto qualche ometto fa capire di essere sulla buona strada, ma, in effetti, non si può sbagliare, visto che si deve risalire il canale fino in cima e l’unico problema è farlo il più agevolmente possibile.
Giunti in cima al canale una traccia abbastanza evidente e contrassegnata da ometti consente di traversare senza perdere praticamente quota fino al successivo canale, che occorre anch’esso risalire fino in cima. Ometti di pietra guidano prima sul lato destro del canale e, poi, su quello sinistro, dove si iniziano a scorgere i primi segni blu, che si possono seguire insieme agli ometti fin quasi in cima al canale. Una cinquantina di metri prima della fine del canale i segni blu, infatti, girano a sinistra per risalire in arrampicata (II) prima e su sfasciumi instabili poi, un canalino che porta a una trentina di metri di dislivello dalla vetta; quando i segni blu girano, appunto, a sinistra, occorre invece portarsi sul lato destro del canale, dove ometti e traccia portano in breve, facilmente, ad un colle.
Dal colle si superano alcune rocce rotte, o si passa più facilmente in basso, e quindi su semplice traccia si giunge brevemente in vetta. Il ritorno avviene sulla stessa strada, anche se occorre segnalare alcune cose: in discesa abbiamo seguito i segni blu nel punto in cui escono per un tratto dal canale su una cengia a fianco dello stesso, per poi rientrarvi poco più in basso, mentre all’andata avevamo fatto la stessa cosa ma traversando su una cengia una decina di metri più in basso, il che ci aveva permesso di evitare un canalino, a cui portano i predetti segni blu, che presenta un passaggio di II; quando si lascia il primo canale (in discesa) per traversare verso il secondo si può farlo un poco più in basso di quanto abbiamo fatto all’andata, su più evidente traccia che porta ad un grosso ometto di roccia poco sotto alla cima del secondo canale. Qui, può darsi che abbiamo sbagliato noi, ma non abbiamo trovato alcuna traccia di discesa e avremmo fatto meglio a risalire alla cima del canale, perché la discesa/traverso che abbiamo effettuato verso sinistra per raggiungere la traccia percorsa all’andata è ripida e scomoda; infine scendendo il secondo canale si può notare un laghetto poco sopra quello da cui siamo passati all’andata, vale la pena dirigervisi, anche se pure in questo caso senza alcuna traccia e vagando un po’ nel bosco e, per di più, su pietraia. Giunti al predetto grazioso laghetto, dirigendosi verso ovest si torna in breve alla macchina.


Conclusioni: Gita indubbiamente insolita, sia per la brevità del percorso (perlomeno in quanto a chilometraggio), sia per l’ambiente selvaggio e senza sentiero, per il resto però i panorami non sono eccezionali, anche se non posso esprimermi compiutamente data la non perfetta visibilità dalla vetta. In ogni caso le cose che ho apprezzato di più sono la guglia bifida a metà del secondo canale e il laghetto scoperto al ritorno, carino e reso ancora più pittoresco dai colori autunnali. Con questo non voglio dire che non sia una gita che non meriti, ma che non è certo, a mio parere, tra le più belle delle Alpi Marittime.




Prato ghiacciato e Monte Le Steliere a destra



Laghetto in pietraia e Monte Steliere



Laghetto in pietraia salendo alla Maladecia più da vicino



Laghetto in pietraia da sopra salendo alla Maladecia



Corborant Tenibres e Ischiator salendo alla Maladecia



Torrioni salendo canalone Maladecia



Torrione bifido salendo canalone Maladecia



Torrione bifido salendo canalone Maladecia più da lontano



Torrione bifido salendo canalone Maladecia visto da sopra



Testa del Gias dei Laghi da pendio terminale Maladecia



Paur Valmiana e Valrossa nella nebbia dalla Maladecia molto più da lontano



Paur Valmiana e Valrossa nella nebbia dalla Maladecia più da lontano



Torrione bifido scendendo dalla Maladecia da sopra più da lontano



Torrione bifido scendendo dalla Maladecia da sotto



Torrione bifido scendendo dalla Maladecia primo piano



Torrione bifido scendendo dalla Maladecia primo piano



Laghetto Maladecia dalla sponda est più da lontano



Laghetto Maladecia dalla sponda est più da lontano



Laghetto Maladecia dalla sponda sud col sole



Laghetto Maladecia dalla sponda sud-ovest



Laghetto e Punta Maladecia



Laghetto e Punta Maladecia molto più da lontano



Laghetto Maladecia da sponda ovest più da lontano



Laghetto Maladecia da sponda ovest ancora più da lontano