Vallon de Groà




Sabato 26 marzo 2011: esplorazioni nel Vallon di Groà.


Partecipanti: Soundofsilence


Lunghezza: io ho fatto 14 Km esplorando in qua e in là, ma per andare a vedere gli archi bastano 5,2 Km A/R.


Dislivello: io ho fatto 650 metri circa, per vedere gli archi ne bastano 200.


Difficoltà: E.


Percorso in macchina: da Genova a Ventimiglia con la A10, quindi si prosegue seguendo le indicazioni per la Val Roya e si giunge prima a Breil sur Roya e quindi a Fontan. 4,8 Km dopo Fontan si trova un largo spiazzo per parcheggiare sulla destra, proprio di fronte a una grotta nella parete (a 2 metri da terra) subito sopra la strada sulla sinistra. Il posto è riconoscibile anche per le condotte idroelettriche visibili sul versante destro (idrografico e quindi a sinistra) della valle.


Percorso a piedi: Dal parcheggio si torna indietro meno di 100 metri lungo la strada asfaltata per trovare un cartello che indica di attraversare il sottostante ponte (non molto invitante a dire il vero…) per il Vallon di Groà. Il sentiero porta a un primo bivio sulla destra per Fontan, mentre occorre proseguire a sinistra per il Vallon di Groà, come indicato. Neanche 100 metri dopo questo bivio se ne trova uno successivo, questa volta non indicato, dove occorre tralasciare la sterrata soprastante sulla destra e prendere il sentiero a sinistra (ometto di pietra e classici segni gialli come per tutti i sentieri francesi). Dopo poco più di 400 metri un nuovo bivio sulla sinistra porta verso Saint-Dalmas de Tende, si prosegue invece dritti a destra e dopo poco si incomincia a intravvedere il primo arco.
Si arriva infine a un ghiaione soprastante il sentiero dove è magnifica la vista sul grandioso secondo arco. Cosa fare dopo per dare una logica conclusione a questo sentiero è ancora in fase di studio: mi piacerebbe avvicinarmi agli archi o vederli da dietro, ma non ci sono ancora riuscito, mentre proseguire sul sentiero segnato, che si dirige sul versante opposto agli archi mi sembra poco interessante, almeno in questa stagione in cui andare in quota sembra ancora difficile per la neve residua.


Racconto: ennesimo capitolo della saga del Vallon di Groà, ed ennesimo insuccesso… Questo posto mi attrae particolarmente e sempre sogno di trovare una via per avvicinarmi ai magnifici archi… I sogni però sono ben diversi dalla realtà e ogni volta che arrivo fin qui me ne accorgo amaramente…
In effetti nei progetti tutto sembra semplice: la vegetazione non è così fitta, le spine non pungono, i ghiaioni non sono così ripidi, ma, soprattutto, nei progetti, non ho paura: paura di perdermi o farmi male in un posto selvaggio dove non passa mai nessuno, paura per le mie ginocchia che sono ormai, dopo 8 mesi di gite, hanno bisogno di nuove infiltrazioni per la condropatia di cui soffro, paura per la spalla infortunata al Pisanino e non ancora perfettamente guarita, paura di essere solo….
Tutto questo nei progetti e nei sogni non esiste minimamente, ma riemerge ogni volta, fin troppo, quando mi trovo in questi posti da solo, a volte riesco a vincere queste paure, solo in parte giustificate, a volte, come questa, no, però è sicuro che, man mano che passa il tempo, diventa sempre più difficile, forse perché invecchiare ci fa man mano rendere più conto della nostra fragilità umana e ci fa sentire più piccoli e indifesi di fronte alla grandiosità della natura, cosa, anche questa scontata sulla carta, ma assai più fastidiosa da vivere….
Peccato non aver già avuto a vent’anni il vizio dell’esplorazione…


Conclusioni: non considero certo conclusa qui la mia ‘battaglia’ col Vallon di Groà e cercherò sicuramente di tornare più convinto, sapendo anche meglio quello che mi aspetta: a forza di tornare mi sembrerà di essere come a casa mia e, sicuramente, avrò meno paure…




Sabato 21/3/09: Esplorazione Vallone di Groà


Partecipanti: Alessandro e Davide.


Racconto: Finalmente una gita in compagnia!
A dir la verità anche il sabato precedente non ero solo, ma una nuova conoscenza è sempre una cosa che fa particolarmente piacere…
In realtà avremmo dovuto essere in 3, visto che mia moglie intendeva replicare la gita di sabato, ma è stata poi scoraggiata dal freddo, e, a un certo punto, potevamo pure essere in quattro (record!), se solo fossi meno criptico con le persone che mi scrivono…
Troppa grazia in effetti, per fortuna (sigh!) che sono bravo a scoraggiare le persone che, forse, vorrebbero pure venire con me…
La mia bravura in questo campo, però, non conosce limiti e, probabilmente, sono bravo a scoraggiare anche quelli che con me poi ci vengono lo stesso, tanto che la gita che propongo va forse bene solo ai fissati come me…
In effetti il Vallone di Groà a me piace moltissimo per i suoi archi naturali e le sue guglie di roccia, ma, forse, per il fatto che tutto ciò si vede solamente dall’altro versante e che il sentiero, offerta questa pur splendida vista, non giunge ad alcuna meta di interesse escursionistico/alpinistico, rischia di piacere soltanto a me, come confermato dal fatto che in 3 volte che ci sono andato non ho incontrato mai nessuno e che sulle guide escursionistiche e su internet non se ne trova traccia…
Proprio da questo nasce il mio desiderio di trovare un itinerario che possa valorizzarlo, mettendo gli archi naturali come meta e non come ‘incidente’ di percorso: sono 3 anni che sogno, in effetti, un itinerario che porti al grande arco naturale del Vallone di Groà (e anche a quelli più piccoli…) e così, a forza di sognare, ho sognato anche di aver visto un sentiero che portasse sull’altro versante appunto…
In realtà il sentiero non esiste (o non esiste più…) e avvicinarsi agli archi non è affatto semplice come potrebbe sembrare sulla carta…
Ma andiamo per ordine: grazie al mio insano entusiasmo riesco quindi a coinvolgere il malcapitato Ramingo nella disperata impresa in questione e alle 8,30 di sabato partiamo per l’agognata meta…
Alle 10,30, seguita l’autostrada dei fiori fino a Ventimiglia e quindi imboccata la Val Roya e oltrepassato Fontan parcheggiamo presso le Gorges du Paganin. Dopo una dotta disquisizione sul grado alpinistico della paretina che difende l’accesso alla grotta situata di fronte al parcheggio, concludiamo saggiamente che è sicuramente alla nostra portata, ma che non ne vale certo la pena…
Ci decidiamo quindi a partire: il sentiero inizia in corrispondenza di un cartello che indica appunto Vallon de Groà e porta subito ad attraversare una passerella e quindi inizia a salire. Superata una grotticella stretta, che, probabilmente non prosegue, si seguono i segni gialli del sentiero, o meglio, si dovrebbero seguire, visto che io, così sicuro del percorso, essendoci già stato, dopo un po’, ometto di farlo…
Dopo questa breve digressione di cui non credo valga la pena di parlare troppo riprendiamo la salita e, seguendo sempre i cartelli indicanti Groà, arriviamo in breve in vista del primo arco, che purtroppo, oltre a essere ben distante sull’altro versante, è anche praticamente sempre, parzialmente nascosto dalla vegetazione…
Ben presto intravediamo anche gli altri 2 archi: uno piccolo ma sormontato da bizzarre guglie di roccia e l’altro gigantesco e maestoso. Arrivati di fronte al grande arco, incominciamo a considerare la strada migliore per avvicinarci.
Dopo aver percorso avanti e indietro più volte l’ultimo tratto di sentiero alla ricerca di una qualsiasi traccia che ci dia la speranza di poter oltrepassare la fittissima giungla che ci separa dall’arco decidiamo che è inutile e non ci resta di buttarci dove ci sembra di intravedere uno spiraglio.
Lo spiraglio in effetti c’è: una serie di radure concatenate permettono di avvicinarsi alquanto all’arco. Il percorso è molto ripido e per accedere all’ultima radura occorre arrampicare un passaggio esposto e franoso che abbiamo qualche remora a pensare di riaffrontare in discesa. Siamo così sull’ultima radura intravista dal basso: purtroppo da qui non intravediamo più niente… solo una fittissima boscaglia attraverso la quale non riusciamo neanche a capire da che parte siamo rispetto all’agognato arco…
Continuiamo a salire alla cieca, fino a raggiungere la roccia: la vegetazione è sempre più fitta e proseguire sembra impossibile, sia a destra che a sinistra.
Decidiamo quindi di ridiscendere: la discesa risulta più veloce e più semplice, anche perché, portati dal pendio più facile, ci spostiamo verso destra, quasi senza accorgercene, evitando così il tratto difficile.
Nella discesa incrociamo anche un’esile traccia che ci riporta più velocemente verso valle. Per la testa mi passa l’idea di provare a vedere se riusciamo a rintracciarla anche verso monte, ma non ho il coraggio di dirlo a Ramingo, siamo già abbastanza graffiati e scorticati così…. E, poi, sembra difficile che si possano ottenere risultati migliori anche seguendo questa strada…
In breve siamo di nuovo sul sentiero, anche se in un punto così lontano da quello previsto da lasciarci stupiti a cercare una spiegazione che non sia il nostro scarso dell’orientamento, impresa invero assai ardua……
Delusi, ma non rassegnati , decidiamo di proseguire sul sentiero principale per vedere se troviamo qualche altra possibilità di passaggio.
In effetti, una decina di minuti più avanti la vegetazione sul versante nord (quello degli archi) diventa decisamernte più rada e intravediamo la possibilità di salire fino alla base delle rocce e da qui tornare indietro, costeggiando le pareti fino ad arrivare, possibilmente, sopra la zona degli archi. Si potrebbe anche, altrettanto facilmente, salire sulla vetta sovrastante, di cui non so il nome, e, magari, continuare sulla cresta (dalla quale una qualche vista sugli archi la si dovrebbe pure avere…) per arrivare fino alla Brigue.
Si potrebbe appunto, ma ormai è troppo tardi, ce la siamo presa un po’ troppo comoda la mattina…
Riguardando a casa le foto un qualche dubbio rimane comunque: se passando sulla cima e quindi in cresta, non sembrano esserci problemi, qualche difficoltà potrebbe esserci invece restando alla base delle pareti, dove, poco prima di arrivare agli archi, sembra poter esserci un salto di roccia a sbarrare l’accesso ad un primo canalone, contiguo a quello degli archi appunto… nessun problema, invece, per giungere alla base delle pareti, dove un largo ghiaione e un grande recinto in muratura fanno da chiaro riferimento per la salita.
Stemperando così la delusione per l’insuccesso con i nuovi progetti torniamo a casa pronti per nuove esplorazioni…




Secondo arco Vallone Groà primo piano con ancora un poco di rupe davanti.



Secondo arco Vallone Groà



Secondo arco Vallone Groà più da destra



Secondo arco Vallone Groà primo piano leggermente più da lontano



Secondo arco Vallone Groà primo piano buco



Secondo arco Vallone Groà leggermente più da lontano



Secondo arco Vallone Groà con più cielo sopra



Parte destra secondo arco Vallone Groà con monti sulla destra



Secondo arco Vallone Groà più da lontano



Secondo arco Vallone Groà tra le fronde



Secondo arco Vallone Groà tra rametti e fronde più da lontano



Secondo arco Vallone Groà primo piano con ancora un poco di rupe davanti leggermente più da lontano



Primo arco Vallone Groà illuminato dal sole



Primo arco Vallone Groà illuminato dal sole più ingrandito



Saorge dalla strada



Saorge dalla strada con roccia anche sulla destra



Fortificazione sul confine e roccia stratificata di profilo



Fortificazione sul confine e roccia stratificata di profilo più da lontano



Roccione stratificato con fortificazioni sul confine visto dalla strada più da lontano



Monte sovrastante la Brigue dal Vallon di Groà primo piano



2 Torrioni sopra la Brigue primo piano più da lontano



Monte sovrastante la Brigue dal Vallon di Groà primo piano più da vicino



Primo arco Groà primo piano



Terzo arco Groà



Grande arco Groà visto di fronte molto più da vicino



Grande arco Groà visto di fronte più da vicino



Grande arco Groà visto di fronte primo piano



Grande arco Groà visto di fronte primo piano più da lontano



Grande arco Groà visto di fronte ancora più da vicino



Grande arco Groà visto di fronte molto più da lontano senza rami attorno



Grande arco Groà visto di fronte ancora più da vicino



Grande arco Groà visto di fronte primo piano più da lontano più da sinistra



Grande arco Groà primissimo piano



Grande arco Groà visto di fronte primo piano più da vicino



Grande arco Groà visto di fronte primo piano ancora più da lontano



Grande arco Groà visto di fronte primo piano più da destra



Grande arco Groà visto di fronte ancora più da vicino più scura



Grande arco Groà visto di fronte sempre più da vicino



Grande arco Groà visto di fronte ancora più da vicino



Vallone con guglie a destra grande arco Groà



Guglia in versante sinistro vallon di Groà e monti innevati sullo sfondo



Guglia in versante sinistro vallon di Groà e monti innevati sullo sfondo più da lontano



Terzo arco Groà primo piano



Terzo arco Groà primo piano leggermente più da vicino



Terzo arco Groà primo piano più da vicino



Terzo arco Groà primo piano leggermente più da lontano



Guglia in versante sinistro vallon di Groà



Guglia in versante sinistro vallon di Groà più da lontano



Grande arco Groà nella luce pomeridiana



Grande arco Groà nella luce pomeridiana più da vicino



Grande arco Groà nella luce pomeridiana ancora più da vicino



Grande arco Groà nella luce pomeridiana leggermente più da vicino



Grande arco Groà nella luce del tramonto con rami ai lati



Grande arco Groà molto da lontano nella luce del tramonto



Grande arco Groà nella luce del tramonto più chiara



Grande arco Groà nella luce del tramonto primo piano



Grande arco Groà nella luce del tramonto più chiara più da vicino



Grande arco Groà nella luce del tramonto primo piano più da vicino



Grande arco Groà nella luce del tramonto più chiara ancora più da vicino



Costiera rocciosa da grande arco Groà a vetta sovrastante più da vicino



Grande arco Groà nella luce del tramonto più da lontano



Grande arco Groà nella luce del tramonto



Grande arco Groà nella luce del tramonto più chiara leggermente più da lontano



Primo arco Groà con 2 buchi



Primo arco Groà con 2 buchi leggermente più da lontano



Primo arco Groà con 2 buchi leggermente più da lontano



2 Guglie di roccia e vetta calcarea guardando verso nord più da vicino



Terzo arco naturale Vallon di Groà



Secondo arco naturale Vallon di Groà



Secondo arco naturale Vallon di Groà più da vicino



Secondo arco naturale Vallon di Groà più da lontano



Guglie di roccia e cima sovrastante gli archi in Vallon di Groà



Guglie di roccia cariate sopra archi Vallon di Groà



Cime innevate e zona archi in Vallon di Groà più da vicino



Secondo arco Vallon di Groà tornando alle Gorges du Paganin



Secondo arco Vallon di Groà tornando alle Gorges du Paganin più da vicino



Vista globale versante destro Vallon di Groà con secondo arco



Secondo arco Vallon di Groà tornando alle Gorges du Paganin più da lontano



Secondo arco Vallon di Groà primo piano



Secondo arco Vallon di Groà primo piano più da vicino



Primo arco Vallon di Groà tornando alle Gorges du Paganin



Primo arco Vallon di Groà tornando alle Gorges du Paganin più chiara



Primo arco Vallon di Groà tornando alle Gorges du Paganin più da lontano