Testa del Gias dei Laghi dal vallone di Riofreddo




Domenica 21 ottobre 2012: Parcheggio Riofreddo (1510) – Lago Martel (2170) – Lago Nero (2130) – Lago Aver Soprano (2345) – Testa del Gias dei Laghi (2736) – Lago Aver Soprano (2345) – Lago Aver Sottano (2145) – Parcheggio Riofreddo (1510).


Partecipanti: Aldo51, Fede78, Maury76 e Soundofsilence.


Lunghezza: 14,5 Km puliti.


Dislivello: 1365 circa-


Difficoltà: E fino al Lago Martel. Il tratto per andare al Lago Nero e il successivo per ricongiungersi al sentiero segnato è EE, soprattutto per la mancanza di traccia e la necessità di orientarsi correttamente, ma presenta anche qualche tratto un poco più ripido (non c’è da usare le mani) e qualche passaggio su pietraie sconnesse. EE, ma semplice, anche l’ultimo tratto della salita alla Testa del Gias che si svolge su ripida pietraia senza traccia e la salita, al ritorno, all’anticima segnata da una croce. Quest’ultima salita presenta anche uno o due punti da arrampicare tra il I e il II grado (non esposti), ma possono essere evitati, come abbiamo fatto in discesa, passando a sinistra su ripide zolle erbose. Tutto il resto del percorso è E, anche se pure il percorso tra il Lago Aver Sottano e l’ultimo tratto per la Testa del Gias non sempre è evidentissimo e ben tracciato.


Percorso in macchina: Da Genova fino a Savona sull’Autostrada dei Fiori, poi fino a Mondovì sulla Savona Torino. Da Mondovì si segue per Cuneo e, poi, per Borgo San Dalmazzo e il Colle della Maddalena. Si segue la strada per il Colle fino al bivio per la Lombarda, che si imbocca sulla sinistra. Si segue la strada per il colle per circa 2 Km e, quindi, si svolta a sinistra per la Valle di Riofreddo, che si segue fino al divieto di transito (dove la strada diventa sterrata), poco prima del quale vi è un’ampio parcheggio, dove si lascia la macchina.


Percorso a piedi: Dal Parcheggio si segue la sterrata (per qualche metro ancora asfaltata in realtà) per circa 1,1 Km, fino a trovare un bivio sulla destra (segnalato giro dei laghi) che si imbocca. Il percorso fino al Lago Martel è segnato e senza problemi; dal lago si prende la traccia non segnata che costeggia la sponda est e, quindi si continua nella stessa direzione seguendo vaghe tracce (scegliendo quelle più a sinistra), fino ad arrivare (in 300 metri circa dal Martel) su un poggio con vista sul Lago Nero; dal poggio si scende al lago tramite un ripido canalino sulla sinistra.
Dal Lago Nero esistono 2 possibilità: la più semplice è tornare indietro al Lago Martel e quindi continuare sul sentiero segnato che porterà poi al Lago Aver Soprano, oppure, come abbiamo fatto noi, costeggiare verso destra lo specchio d’acqua per una sessantina di metri e, quindi, iniziare a salire in direzione ovest, senza traccia, e attraversando una pietraia. Dopo, la pietraia, tenendosi sulla destra fin quasi sul ciglio della ripa che precipita verso il visibile Lago Martel, si dovrebbe anche reperire qualche ometto e qualche traccia più o meno visibile, che, in breve, portano a ricongiungersi al sentiero proveniente dal predetto lago; si imbocca quindi il sentiero segnato sulla sinistra e lo si segue fino al Lago Aver Soprano.
Si costeggia quindi il lago sulla destra (con un passaggio leggermente impegnativo) e appena giunti sulla sponda ovest si prosegue in tale direzione subito senza traccia evidente, ma, dopo poco, con qualche ometto e anche una traccia, seppur non evidentissima. Man mano che si sale il percorso diventa più chiaro e si giunge a un colletto sulla sinistra, dove il sentiero inizia a scendere verso la strada del Colle della Lombarda. Qui invece prendiamo a destra una abbastanza evidente traccia (segnata con ometti; è possibile anche non salire fino al colletto, anche se si tratta di pochi metri, ma proseguire più direttamente verso la vetta, sempre guidati da ometti) che porta alla base della bastionata della Testa del Gias dei Laghi. Sopra di noi un’evidente croce segna un’anticima, mentre la vetta da raggiungere è l’ultima verso nord in fondo alla cresta. Si traversa quindi la cresta alla base, guidati dagli ometti, per poi salire direttamente l’ultimo tratto su ripida pietraia non più segnata fino alla vetta. Dalla vetta conviene tornare seguendo la facile cresta verso sud, fino alla base dell’anticima con croce, che si può salire direttamente con qualche passo di facile arrampicata, per poi scendere sulla destra sfruttando alcune ripide zolle erbose.
In breve ci si ricollega al sentiero dell’andata e lo si segue fino al Lago di Aver Soprano. Dal Lago si prende il sentiero segnato in direzione del Lago Aver Sottano, dal quale si continua in discesa fino ad un bivio che riimmette sulla sterrata percorsa all’inizio, che va imboccata verso sinistra, per tornare quindi al parcheggio.


Conclusioni: belli i laghi, soprattutto nei colori autunnali, in particolare i primi 2. La Testa del Gias offre un panorama discreto, anche se non eccezionale, e la crestina fino all’anticima è piacevole. In definitiva un percorso rilassante (specie se si evita il ravanamento tornando dal Lago Nero a Lago Martel…) ottimo per le mezze stagioni quando i posti più difficili e selvaggi non sono facilmente raggiungibili.




Malinvern dal vallone di Riofreddo



Lago Martel dalla sponda est



Lago Martel dalla sponda est più da vicino



Lago Martel dalla sponda est più da vicino più scura



Lago Martel da nord più scura



Lago Martel da nord più da lontano



Lago Martel da nord più scura più da lontano



Lago Martel dalla sponda est ancora più da vicino



Lago Nero dalla sponda ovest con Rocca della Paur sullo sfondo



Lago Nero dalla sponda ovest con Rocca della Paur sullo sfondo più scura



Lago Nero dalla sponda ovest con Rocca della Paur sullo sfondo più scura



Tronco in Lago Nero



Tronco in Lago Nero e Rocca della Paur sullo sfondo più da lontano



Lago Nero dalla sponda sud più scura



Lago Nero spunta tra le fronde dei larici



Lago Nero dall'alto più scura



Rocca della Paur e ometto di pietra



Lago Aver Soprano con Rocca della Paur sullo sfondo salendo alla Testa del Gias dei Laghi



Rocca della Paur e Monte Matto sopra il Lago Aver Soprano salendo alla Testa del Gias dei Laghi



Pendio terminale per la Testa del Gias dei Laghi



Lago Aver Soprano salendo alla Testa del Gias dei Laghi



Malinvern e Cima della Lombarda dalla Testa del Gias dei Laghi più da lontano



Lago Aver Soprano dalla Testa del Gias dei Laghi col sole



Lago Aver Soprano dalla Testa del Gias dei Laghi col sole



Rocca della Paur e Matto dalla Testa del Gias dei Laghi più scura



Lago Aver Soprano dalla Testa del Gias dei Laghi e sullo sfondo Paur Matto Argentera e Malinvern



Punta Maladecia e 2 Guglie di roccia scendendo dalla Testa del Gias dei Laghi più da vicino



Canalino in cresta sud Testa del Gias dei Laghi e Punta Maladecia



Croce vetta anticima e Testa del Gias dei Laghi



Croce vetta anticima e Testa del Gias dei Laghi più scura



Punta Maladecia e croce vetta anticima Testa del Gias dei Laghi



Corborant Punta Gioffredo e Becco Alto d'Ischiator dall'anticima della Testa del Gias dei Laghi



Guglie di roccia sulla destra tornando al Lago d'Aver Soprano



Masso incastrato tra 2 torrioni da colletto scendendo al Lago d'Aver Soprano



Lago d'Aver Soprano sotto Rocca della Paur e Cima Valrossa Nord



Lago d'Aver Soprano sotto Rocca della Paur e Cima Valrossa Nord più da vicino



Lago d'Aver Sottano scendendovi