Pizzo d’Ormea e cresta di Cima Ruscarina e Ferrarine




Domenica 11 Ottobre 2015: Borello (935) – Ponte Murao (977) – Stalla Rossa (1050) – Sella Revelli (2000) – Colla del Pizzo (2200) – Pizzo d’Ormea (2476) – Colla del Pizzo (2200) – Cima Ruscarina (2257) – Cima Ferrarine (2249) – Colla dei Termini (2000) – Passo della Valletta (1835) – Alpe Zottazzi – Borello (935).


Partecipanti: Maury76, Stefania, Piera e Soundofsilence.


Lunghezza: Fatti 27,6 Km., ma togliendo un po’ di avanti e indietro il percorso sarebbe di 25.


Dislivello: 1800 circa.


Difficoltà: EE facile la salita alla Colla del Pizzo e alla vetta, un poco più insidioso nelle condizioni in cui l’abbiamo trovato noi con un pò di neve e ghiaccio. Non si devono usare praticamente mai le mani, ma il sentiero presenta alcuni tratti stretti tra la Colla e la cupola sommitale, mentre è ripida la traccia per la Colla e quella per la vetta. Qualche problema di orientamento poi alla Sella Revelli per dirigersi verso la Colla del Pizzo, il sentiero non è molto evidente. Quasi EE il percorso prima della Ruscarina e immediatamente dopo, non tanto per difficoltà oggettive, ma proprio per l’assenza di una qualsiasi traccia, il che obbliga a scegliere il percorso migliore, anche tra qualche roccetta. Di nuovo poi assenza di traccia e di segnalazioni alla Colla dei Termini per imboccare il percorso per il Passo della Valletta. Tutto il resto sarebbe E, ma la discesa dal Passo della Valletta merita un discorso più approfondito. Un cartello a Borello indica infatti 2,55 al Passo della Valletta, ma, al predetto Passo non vi sono segnalazioni, né una traccia particolarmente evidente; le cose anzi peggiorano scendendo perché giunti su traccia, che per un tratto diventa pure evidente, all’Alpe Zottazzi, il sentiero sparisce, o perlomeno noi non l’abbiamo trovato (probabilmente in questo punto bisognava dirigersi sulle pietraie di destra alle pendici del Monte Baussetti) e abbiamo seguito una traccia non molto chiara e pulita sulla sinistra, segnata però da pezzi di nylon annodati sugli alberi. Purtroppo anche questa traccia si perde all’inizio di un bosco assai ripido e intricato. Bosco che abbiamo dovuto discendere alla meglio per poi trovare una carrareccia che ci ha riportati fortunamente a Borello. Consiglio quindi vivamente di effettuare il giro al contrario, avendo più ore di luce davanti e la possibilità di seguire la carrareccia dall’inizio alla fine e vedere dove porta.


Percorso in macchina: Da Genova in autostrada fino a Savona e poi con la Savona-Torino fino a Niella Tanaro. Da Niella Tanaro si prende a sinistra la SP60 per San Michele Mondovì, quindi si continua sulla SP360 passando da Torre Mondovì e si continua quindi in direzione Frabosa. Ci si innesta quiindi sulla SP183, pe continuare però dritti quando questa svolta a destra per raggiungere appunto la località di Frabosa. Passiamo invece per Corsaglia, quindi per la Grotta di Bossea e al primo tornante dopo la predetta Grotta (dopo circa 1,4 Km.) tiriamo dritti per la strada sterrata per Borello. In 1,2 Km. di buona e poco pendente sterrata giungiamo in località Borello dove troviamo cartelli segnaletici dei sentieri, un ponte sulla sinistra, e un piccolo spiazzo dove parcheggiare. Se non si trova spazio qui è comunque possibile proseguire fino al più ampio parcheggio passate le Case Stalla Rossa a circa 2 Km. da Borello, dopotutto siamo sempre sul percorso dell’anello…


Percorso a piedi: Da Borello si prosegue lungo la sterrata sulla destra. Dopo 750 metri si giunge in località Ponte Murao e si continua ancora dritti sulla sterrata, per giungere quindi, dopo un ulteriore Km, alla località Stalla Rossa, riconoscibile per alcune case su un prato a destra. Continuiamo sempre sulla sterrata e oltrepassiamo quindi dopo 400 metri un parcheggio, da dove in poi la sterrata diviene vietata alle auto; si tralascia subito dopo un bivio sulla destra per l’Alpe Zucco e si continua sempre sulla sterrata fino a quota 1550, dove il sentiero (segnato in biancorosso) taglia dritto alcuni tornanti, per poi riammettersi sulla sterrata dopo circa 600 metri. La sterrata quindi si trasforma in sentiero e ci conduce ai 2000 metri della Sella Revelli, dove dobbiamo prendere a sinistra seguendo le indicazioni per la Colla del Pizzo. La traccia, non evidentissima (o forse noi abbiamo seguito quella sbagliata), si dirige a sinistra (est) per scendere, seguendo un rio, a un pianeggiante prato sottostante alcune decine di metri; dal prato la traccia si fa più evidente e inizia a salire ripidamente verso la Colla del Pizzo (segni biancorossi o tacche rosse comunque). Giungiamo quindi alla Colla del Pizzo, dove prendiamo a destra seguendo lo stretto sentierino che ci porta alla base della cupola sommitale del Pizzo, che risaliamo seguendo sempre tacche biancorosse e ometti fino in vetta. Dalla vetta ridiscendiamo lungo la medesima via fino alla Colla del Pizzo (in alternativa è possibile scendere dal Pizzo per la cresta est (tratto EE) e quindi deviare a sinistra per il Lago del Pizzo, da quale è possibile risalire alla Colla (di più non so dire non avendo mai percorso questo tratto), il che comporta però un po’ più di dislivello (120 metri circa). Dalla Colla del Pizzo proseguiamo quindi dritti a destra per la cresta Ruscarina-Ferrarine; E’ possibile seguire esattamente il filo di cresta o seguire il sentiero ufficiale che passa un po’ più in basso, noi, almeno nella prima parte, abbiamo seguito il sentiero basso, evitando una prima elevazione senza nome, per poi invece, subito dopo, quando le due tracce si incrociano, continuare su quello alto fino alla Cima Ruscarina. In realtà il sentiero alto in questo tratto si perde abbastanza e anche del tutto nel tratto sommitale, dove ci si deve un poco destreggiare per trovare il percorso migliore tra roccette e cespugli. Passata la vetta si inizia a proseguire più facilmente verso la Cima Ferrarine e il sentiero torna ad essere evidente, nonché il terreno più agevole. Superata la vetta fortificata da muretti della Cima Ferrarine si prosegue su un ampio e facile pianoro che permette di passare praticamente dove si vuole; di fronte a noi la Punta Torracca che siamo stati indecisi se salire, ma data l’ora, abbiamo deciso di deviare a destra e ricongiungerci col sentiero ufficiale che passa più in basso e l’abbiamo seguito fino alla Colla dei Termini. Alla Colla si prende per prati salendo in direzione nord (sinistra) verso la Cima Ciuaiera, dopo una cinquantina di metri si lascia però a destra il crinale per la Ciuaiera e si piega leggermente a est cercando di individuare un sentiero che prosegue a mezzacosta in direzione nord. Non è facile senza GPS capire bene dove andare in questo punto, data la totale assenza di traccia, ma dalla Colla dei Termini (2000) il sentiero visibile dista meno di 200 metri e una trentina di metri di dislivello (quota circa 2030) e, quindi, magari girovagando un po’, lo si dovrebbe trovare. Si segue quindi il sentiero ritrovato (comunque segnato con tacche rosse), che pressochè pianeggiante, ma con un ampio giro, giunge al di sopra dei bei laghetti che caratterizzano il Passo della Valletta. Scendiamo quindi verso Passo e ci dirigiamo sulla sinistra verso il lago più grande, dal quale si risale una decina di metri al dosso soprastante. Da qui in poi non sono più sicuro che il percorso seguito sia quello corretto e l’attraversamento del bosco assai ripido e intricato che abbiamo dovuto affrontare non è consigliabile, specie se non si hanno ore di luce davanti, quindi mi rifaccio a quanto detto nella sezione difficoltà e consiglio di effettuare il giro al contrario. Cionondimeno continuerò qui nella descrizione del percorso da noi effettuato. Dal Passo della Valletta quindi, che si trova però forse un po’ più a destra del dosso sopra il lago, iniziamo a dirigerci verso nord-ovest su vaghe tracce di erba schiacciata per trovare quindi un evidente sentierino che percorre l’impluvio della valle, con possibilità di passare su entrambe le sponde del rio. Si giunge quindi a una radura (Alpe Zottazzi I suppose) dove la traccia si perde; forse in questo punto ci si sarebbe dovuti dirigere a destra per percorrere le pietraie alle pendici del Monte Baussetti (come avvalorato da cartina in seguito reperita su internet), ma non avendo trovato ivi alcuna traccia che ci si dirigesse, abbiamo optato per proseguire a sinistra, dove una poco evidente traccia risulta segnalata da pezzi di nylon sugli alberi. Tale traccia è lunga circa 900 metri e da 1700 metri circa scende fino a quota 1590 circa, ma non è molto facile seguirla perché poco pulita dalla vegetazione e più volte abbiamo dovuto fermarci a cercare il nylon successivo. A quota 1590 però la traccia piega brevemente a destra per giungere sul ciglio di un crinale e pare finire qui, non siamo in effetti riusciti a trovare alcun segno di proseguimento. Data l’ora tarda abbiamo deciso di continuare a scendere comunque, piegando a sinistra in un ripido, scivoloso e intricato bosco, cercando di perdere quota seguendo la via più agevole. Il pendio del bosco ci ha portato a dirigerci dapprima verso sinistra (ovest) per circa 350 metri (perdendone poco più di 100 di quota) e quindi in direzione nord, quando ci è parso di intravvedere una radura, per ulteriori 150 metri (perdendo ancora 50 metri di quota); qui a quota 1430 circa abbiamo incrociato una carrareccia che, seguita in discesa, ci ha portato, dopo oltre due km, a immetterci su una sterrata, che seguita sempre in discesa per altri 2 Km ci ha riportati sani e salvi a Borello.


Conclusioni: Ripetuta anche qui la considerazione espressa in precedenza che è assolutamente consigliabile per non perdersi e avere più luce a disposizione nel punto critico, seguire il giro al contrario, devo comunque dire che l’anello è decisamente interessante e sicuramente molto più bello come via di salita al Pizzo d’Ormea della classica salita da Chionea. E’ però indubbiamente molto lungo e bisogna essere decisamente allenati per farlo in un giorno senza problemi. In effetti l’anello che avevo studiato in prima battuta per questa gita, che aveva come obiettivo salire al Pizzo percorrendo la cresta Ruscarina-Ferrarine (che non avevo mai percorso), partiva dal lato Chionea, e precisamente da Valdarmella, sviluppandosi per circa 7-8 Km e 300 di dislivello in meno, ma il mio amico Maury preferiva salire da nord e così è nata questa pazza idea…. Ne è risultato invero un giro assai piacevole e vario con l’inattesa sorpresa dell’incantevole Passo della Valletta con i suoi pittoreschi laghetti, nonché di una cresta Ruscarine-Ferrarine più interessante del previsto, senza naturalmente sminuire le bellissime praterie della Sella Revelli, che però conoscevo già bene, né il bel panorama di vetta. In conclusione posso dire che questo itinerario rivaleggia non solo in lunghezza (dove vince di 4-5 Km.) e in dislivello (dove perde di circa 300 m.) con il giro che già avevo effettuato da Viozene per giungere al Pizzo attraverso la cresta Conoia-Roccate (http://luoghidasogno.altervista.org/Montagna/AlpiLiguri/CrestaPizzo.htm), ma sicuramente anche in bellezza, seppur con qualche riserva sul giusto itinerario da seguire tra Borello e il Passo della Valletta….




Guglie rocciose da Borello



Cartelli a Borello



Prato a Borello



Monte boscoso multicolore salendo alla Stalla Rossa



Case Stalla Rossa



Boscosi monti multicolori salendo alla Sella Revelli



Carrareccia e sullo sfondo il Pizzo d'Ormea



Guardando indietro al Gias Traversa



Val Corsaglia guardando indietro



Alpeggio con tetto a botte salendo alla Sella Revelli



Cascatella e Pizzo d'Ormea



Bric Conoia Monte Rotondo e Cima Revelli dalla Sella



Cartelli alla Sella Revelli



Torrente e sullo sfondo Monte Rotondo e Cima Revelli dalla Sella



Monte Rotondo e Cima Revelli dalla Sella



Pian e Cima Revelli salendo alla Colla del Pizzo



Lago del Pizzo dalla Colla



Pizzo d'Ormea salendovi



Cresta est Pizzo d'Ormea dalla vetta



Mongioie tra le nuvole scendendo dal Pizzo d'Ormea



Monviso e Mondolè scendendo dal Pizzo d'Ormea



Muretto in vetta alla Cima Ruscarina



Muretti sulla Cima Ruscarina



Piera verso Cima Ferrarine



Vetta fortificata Cima Ferrarine



Muretti in vetta a Cima Ferrarine



Collinette di pietre andando verso la Colla dei Termini



Pizzo d'Ormea aggredito dalla nebbia andando verso Colla dei Termini



Punta Torracca e collinetta di pietre



Laghi al Passo della Valletta



Torrioni sopra il Passo della Valletta



Monte Baussetti



Lago al Passo della Valletta



Laghetti al Passo della Valletta



Laghi al Passo della Valletta



Lago e Monte Baussetti



Laghetto al Passo della Valletta



Laghetto al Passo della Valletta più da vicino



Lago al Passo della Valletta e Monte Baussetti nella nebbia



Lago con zolle d'erba e Monte Baussetti nella nebbia



Pendici Monte Baussetti dall'Alpe Zottazzi