Monte Carmo di Loano




Sabato 04-12-2010: Giogo di Toirano – Monte Carmo x AVML – Giogo di Giustenice – Case Principe – Giogo di Toirano.


Partecipanti: Fede78, Maury76 e Soundofsilence.


Lunghezza: 10,5 Km A/R tagliando i tornanti della sterrata per Case Principe, cosa che consiglio di fare dati i lunghissimi giri e la scarsissima pendenza della strada; noi ne abbiamo fatto 12,8, grazie anche alla discesa al Rifugio Amici del Carmo e alla ricerca del sentiero per compiere l’anello sud che, poi, non abbiamo effettuato.


Dislivello: 650 m. circa, noi ne abbiamo fatto 750.


Difficoltà: E.


Percorso in macchina: Da Genova con l’A10 fino all’uscita di Borghetto Santo Spirito, poi si prende la provinciale per Bardineto (Sp60) e la si segue fino al Giogo di Toirano, pochi Km prima di Bardineto, dove sono presenti alcuni slarghi dove si può parcheggiare comodamente.


Percorso a piedi: Sulla destra della strada (salendo) i cartelli dell’Altavia indicano la strada da seguire. Si segue, in effetti, l’AVML fino in vetta e, per il ritorno, si ridiscende sul sentiero dell’andata per poco più di 200 metri e, ivi, si prende a destra il sentiero segnato rombo giallo.
Il Rombo giallo porta al Giogo di Giustenice dopo essersi riunito con l’AVML (si può, come alternativa, in effetti, dalla vetta continuare a seguire l’altavia scendendo verso il Rifugio Amici del Carmo e, quindi, a metà strada girare verso nord fino a riconnettersi col Rombo Giallo; altra alternativa, più breve, è puntare dalla vetta direttamente verso nord, tramite un sentiero chiamato ‘direttissima’, che però pare sia sconsigliabile percorrere in condizioni invernali come l’abbiamo trovato noi.).
Al Giogo di Giustenice si incontra una sterrata che si imbocca verso sinistra, segnata sempre anche come AVML, oltre che Rombo giallo, e che si deve seguire fino alla località Case Principe. Dopo 370 metri dal Giogo si lascia l’Altavia che prosegue dritta per seguire la strada che svolta decisamente verso sud (alcuni cartelli stradali in questo punto), sempre segnata dal Rombo Giallo.
Superato subito un primo tornante si prosegue dritti per circa 700 metri, dove si incontra un secondo tornante e una diramazione della strada verso destra (che va a ricongiungersi con l’AVML); si prosegue invece verso sinistra, seguendo sempre il Rombo Giallo, in un tratto caratterizzato da numerosi tornanti, che può essere molto conveniente tagliare.
Si arriva infine alla località Case Principe, dove è presente un bivio, segnalato anche da un pannello contenente la sentieristica della zona; qui si prende a sinistra il sentiero segnato con la T gialla, abbandonando il rombo giallo che finisce a Bardineto. Si segue quindi la nuova sterrata, ignorando varie deviazioni a sinistra, per ritornare quindi sull’asfalto a pochi metri dal Giogo di Toirano.


Racconto: Seconda gita consecutiva nella neve fino al collo, anche per quest’anno ho quindi già pagato dazio alla stagione peggiore per le escursioni, speriamo che basti…
Che meraviglia ricordare invece le spensierate escursioni invernali in riva al mare di qualche anno fa, saltellando di scoglio in scoglio, in maniche corte, su tutta la riviera di levante, quanto mi mancano…
Altro che maniche corte qui, invece: mi tocca persino rispolverare le mie ghette che non mettevo da 15 anni: un autentico cimelio dei tempi eroici dell’alpinismo, anzi oserei dire supereroici, visto che l’elastico si allunga più che Mister Fantastic dei Fantastici 4…
Proseguo quindi con l’elastico sotto lo scarpone e il resto della ghetta sotto l’inguine, d’altronde la neve arriva proprio fin lì, cercando di immaginare verdi prati e miriadi di fiori multicolori sotto questo bianco sudario che tutto copre e tutto distrugge…
Ci fosse almeno la galaverna a trasformare questo inverno/inferno in uno splendido ‘inverno di cristallo’, allora sì che ne varrebbe la pena…
Per contro i miei masochisti compagni di gita fanno pure finta di essere contenti (sapevo che la ‘neve’ può alterare gli stati psichici, ma non credevo fino a questo punto…): la Fede78 più affonda e più è felice, mentre Maury76 zompa in qua e in là, avendo trovato finalmente qualcosa di morbido come il suo divano..
E, per di più, rigirano il coltello nella piaga continuando a chiedermi quando è che mi compro le ciaspole, senza tener conto che se alla partenza c’era meno cinque, qui c’è il rischio che meno due…
Dopo quindi 3 ore per fare 500 metri di dislivello (una media di salita degna delle escursioni sul sofà, tanto care a Maury76…) giungiamo alfine in vetta, dove mi ‘godo’ la meritata sosta tentando, invano, di scongelarmi i piedi…
A completare degnamente la giornata non riusciamo a scendere dal lato sud, non trovando il sentiero appropriato per compiere un anello, e ci tocca risalire in vetta per tentare di ritornare da nord…
Nuova quindi ‘nuotata’ nella ‘neve’, ‘magica’ polvere bianca che anche al ritorno ci dispensa i suoi effetti benefici: c’è, in effetti, tra di noi, chi giura d’aver visto babbo natale col suo cappello biancorosso (1 euro alla decathlon) e chi è sicuro di aver visto le casette a forma di fungo dei Puffi…
Io invece perderò mezz’ora per scongelare le stringhe degli scarponi e riuscire a entrare in macchina….


Conclusioni: Terza volta sul Carmo, per fortuna in una giornata molto nitida che permette di apprezzare il bel panorama sulle Alpi (le Liguri in particolare, ma anche il Monviso e il resto delle alpi occidentali) e sulla Gallinara.
Non è certo una delle mie montagne preferite e, per questo, ho voluto tornarci con la neve, sperando aggiungesse qualcosa di diverso all’escursione; indubbiamente bello il contrasto tra le bianche distese e il mare innondato d’oro dal sole, ma niente di diverso da quello che si può godere da tante altre montagne, perlomeno della Liguria (non per niente tutta la gente incontrata in vetta veniva da altre regioni)…
Probabilmente più panoramico e interessante l’anello da sud (da Verzi o Castagnabanca), ma più adatto questo nord, invece, alla stagione invernale, dove la neve (che a sud difficilmente si ferma) aggiunge quel pizzico di novità a un’escursione che ne ha bisogno e non crea particolari problemi, a parte di fatica, anche abbondante come l’abbiamo trovata noi.




Neve e mare d'oro salendo al Carmo



Bardineto salendo al Carmo



Gallinara in un mare d'oro salendo al Carmo più da vicino



Pizzo d'Ormea e Mongioie primo piano salendo al Carmo con meno cielo sopra



Pizzo d'Ormea e Mongioie primo piano salendo al Carmo più da vicino



Neve modellata e Alpi Liguri sullo sfondo salendo al Carmo più da vicino



Paletto AVML nella neve e mare d'oro su pendio terminale Carmo



Pendio terminale Carmo innevato e Gallinara in mare d'oro ancora più da lontano



Pendio terminale Carmo innevato e Gallinara in mare d'oro più da vicino



Pendio terminale Carmo innevato con croce vetta più da vicino



Monterosa e Cervino dal Carmo



Pendii innevati e Gallinara in mare d'oro dal Carmo



Pizzo d'Ormea e Mongioie dal Carmo



Monviso dal Carmo primo piano



Croce vetta Carmo scendendo al Rifugio



Pendio innevato e mare d'oro scendendo dal Carmo più da vicino



Vasta radura innevata presso Rifugio Amici Carmo con Saccarello sullo sfondo



Pendio innevato e mare d'oro risalendo al Carmo



Croce vetta Carmo risalendovi



Croce vetta Carmo mare sole e Alpi Liguri



Torrente scorre tra la neve scendendo a Case Principe più da lontano



Case fungo