Monte Monega




Sabato 24 aprile 2010: Passo Teglia (1390) – Passo Mezzaluna (1450) – Passo Pian di Latte (1764) – Monte Monega  (1882) – Passo Monega (1670) – Passo Mezzaluna (1450) – Passo Teglia (1390).


Partecipanti: Soundofsilence.


Lunghezza: 14 Km circa A/R.


Dislivello: 600 metri e forse un po’ di più, contando proprio tutti i saliscendi del ritorno.


Difficoltà: E, solo un tratto un po’ più ripido scendendo dalla cresta al Passo della Mezzaluna al ritorno, comunque evitabile. Qualche problema ci può essere piuttosto per la ‘leggera’ confusione nei segnavia visto che entrambe i percorsi: quello su sterrata che ho percorso all’andata, che quello di cresta che ho percorso al ritorno, sono segnati con 2 palle rosse (la sterrata riporta inoltre i classici segnavia a bandierine bianche e rosse, mentre la cresta è segnata anche con 1 palla bianca e 1 rossa); vi è poi anche, assai frequentemente (sicuramente troppo, direi) un ulteriore segnavia, assai folkloristico, a forma di freccia rossa che, a volte, sembra tanto indicare una svolta, ma che in realtà si trova orientata ‘casualmente’, di volta in volta, in ognuna delle 4 le direzioni…
Ciliegina sulla torta ogni tanto, a farci caso, appare anche qualche triangolo rosso…


Percorso in macchina: Da genova in autostrada fino all’uscita di Albenga e quindi fino a Pieve di Teco dove, prima di entrare in paese, si svolta a sinistra per Rezzo. Raggiunto Rezzo si prosegue sulla stessa strada fino ad un bivio, dove si prende a destra per Andagna, Molini di Triora (a sinistra si va a San Bernardo di Conio); si prosegue dal bivio per circa 4,5 Km fino a giungere al Passo della Teglia (1387), dove, con un po’ di fatica (c’è posto evidente per 2 macchine, poi bisogna usare un po’ di fantasia…) si parcheggia.


Percorso a piedi: Poco sotto il passo (versante Rezzo) si prende la sterrata con bandierine biancorosse e 2 palle rosse (stendo un velo pietoso sugli altri segnavia un po’ random che si trovano di tanto in tanto…) con indicazioni per il Passo della Mezzaluna. Dopo 500 metri sulla sinistra della sterrata si diparte un sentierino segnato 2 palle rosse (ma le 2 palle continuano anche sulla sterrata) e indicato anche da una freccia rossa (in realtà la freccia rossa, probabilmente non indica la svolta, perché, più avanti, se ne trovano di girate in tutti i sensi, ma, in questo caso, viene bene) che, probabilmente, segue fedelmente tutto il filo di cresta fino al Monte Monega e che consiglierei, dunque, nonostante qualche saliscendi anche abbastanza importante, per l’andata, data la grande panoramicità, mentre si può usare la sterrata al ritorno per far prima.
Io, purtroppo, ne ho saltato la prima parte fino al Passo della Mezzaluna, non avendo informazioni in merito (per questo uso il condizionale), ma dal passo in poi le 2 palle seguono perfettamente il filo di cresta. Ritornando a quello che invece ho fatto io: si segue la sterrata ignorando la predetta svolta e si giunge prima in località San Lorenzo e quindi al Passo della Mezzaluna, sempre su sterrata.
Si continua dal Passo sempre sulla sterrata che si dirige verso nord tagliando il versante est del ‘massiccio’ del Monega (dal passo di dipartono anche altre sterrate) fino a giungere nei pressi di alcuni alpeggi, dove un cartello indica di abbandonare la sterrata fin qui percosa e prenderne un’altra in salita a sinistra con indicazioni per il Monte Monega. La si segue (o se si preferisce, come ho fatto io, si possono tagliare i tornanti seguendo una delle tante tracce) fino al Passo Pian di Latte (1764), dove si abbandona anche questa per risalire direttamente il crinale al fianco di una recinzione e dirigendosi verso un evidente cippo in pietra che si trova qualche decina di metri più in basso della vetta, da qui, in breve raggiungibile.
Per il ritorno ho seguito la panoramica cresta verso sud, segnata sempre da 2 palle rosse (e a volte anche da 1 bianca e 1 rossa) fino al Passo della Mezzaluna, dove ho ripreso la sterrata fino al Passo della Teglia; più interessante sarebbe stato invece proseguire in cresta, risalendo gli oltre 100 metri di dislivello per ‘conquistare’ la cima del Carmo di Brocchi e verificare se le 2 palle rosse passano proprio di lì…


Racconto - Sia lode al dubbio!: Chissà se Berthold Brecht sarebbe fiero di questa mia gita, ma, dopotutto… chi se ne frega…
L’importante è che, nonostante gli innumerevoli dubbi nella scelta della gita e nel percorso sono tornato profondamente soddisfatto e convinto di aver preso tutte le decisioni giuste e al momento giusto…
Come ciò sia potuto accadere, proprio a me, così rinomato specialista delle decisioni sbagliate al momento sbagliato, è forse inspiegabile, sarà perché, alla fine, a forza di rimandare la decisione finale, più che scegliere ho lasciato che gli avvenimenti seguissero il loro corso naturale…
Già dalla scelta del giorno ho iniziato a complicarmi la vita, nonostante la Cresima di mia figlia la domenica sembrasse facilitare la decisione…
Ho incominciato così a fantasticare di una gita di mezza giornata alla domenica mattina che mi consentisse di tornare in tempo, evitando così il brutto tempo previsto il sabato.Incapace quindi di prendere questa prima decisione, provo ad aiutarmi con i proverbi: Meglio una gita oggi, che mezza domani o La gita frettolosa fa gli escursionisti bagnati?
Niente da fare, allora sabato mattina provo con le webcams: a ponente tempo discreto, a levante solo nebbia… Ma, chissà, se fa brutto adesso magari viene bello dopo e viceversa… Incomincio quindi a pensare che la cosa migliore sarebbe andare tutti e due i giorni, onde capire a posteriori quale sarebbe stato il migliore....
Così, intanto, parto (e son già le 8,30)… Non va meglio con la scelta della meta: parto in effetti con un intera libreria di guide e cartine più qualche decina di stampati (praticamente tutto tranne la documentazione della gita che finirò per fare…), onde poter rapidamente commutare strada facendo da una destinazione all’altra, dopo breve consultazione di qualche ora…
Prendo quindi l’autostrada senza sapere se andare a est o a ovest, ma piuttosto con l’intento di vedere meglio il tempo che fa dal cavalcavia dello svincolo…
Alla fine, evitato mirabilmente lo spartitraffico tra le 2 direzioni mi troverò ad andare verso ovest, dove la mia documentazione prevede più possibilità di gite…
Il tempo sul mare pare accettabile, ma tutti i principali gruppi montuosi sono nella nebbia: passo così il Gruppo di Voltri, poi quello di Arenzano, supero quindi anche Savona tralasciando dunque anche la Rocca dell’Adelasia e la Rocca dei Corvi, che pensavo essere un’ottima destinazione per una gita di ripiego, sempre senza alcuna idea di dove andrò a fermarmi…
Passo quindi San Pietro ai Monti e il Carmo: completamente invisibili…
Sono ormai vicino ad Albenga riuscirò ad evitare di uscire lì per default? Dopotutto è sicuramente la mia uscita ‘preferita’ e più frequentata… No, tanto più, che il Monte Acuto, unica ardita vetta a forare le nuvole sembra la sola destinazione plausibile e, per di più, una delle poche di cui ho lasciato la documentazione a casa…
Come resistere quindi? Semplice, basta sbagliar strada e, invece di prendere per Ceriale, ritrovarsi a Villanova d’Albenga sulla strada per il passo del Ginestro…
Verrebbe logico a questo punto proseguire ed andare al Pizzo di Evigno, ma non sarebbe giusto, di questa gita, in effetti, ho la documentazione appresso e che riesploratore sarei ad usarla spudoratamente?
A risolvere queste profonde questioni di deontologia esplorativa la sagoma del Saccarello, nitida in lontananza, mi fa capire che posso osare di più… Le nuvole basse, però, coprono tutto il gruppo Galero-Armetta: devo andare più a ovest.
Mi viene in mente allora il Monega: sì ho la descrizione della gita su ‘100 gite in liguria’, ma è sufficientemente vaga e fa riferimento a difficoltà di orientamento e a tratti fuori sentiero e, poi, per fortuna, non ho la cartina… Direi che va bene, anche la strada in macchina è descritta piuttosto fantasiosamente: è proprio quello che ci vuole per un riesploratore come me…
Inizia così la ricerca del Passo della Teglia che dovrebbe trovarsi su una sterrata che inizia a 11 Km da Rezzo. Capito poi brillantemente e usando solo ‘l’aiuto del pubblico’ (gli abitanti di Rezzo) che ‘a 11Km da’ può significare anche ‘oltre’ e non solo ‘prima di’, smetto di cercare il Passo della Teglia a Pieve di Teco e inizio a cercarlo su una sterrata a 9,5 Km da Rezzo. Che importa se gli abitanti di Rezzo mi hanno detto che è asfaltata, la mia guida di 15 anni fa (100 gite in liguria) dice che è sterrata…
Rimediato quindi anche quest’errore, giusto per avere il tempo di farne degli altri, arrivo finalmente al Passo e inizio la gita a piedi all’’alba’ delle 11,36…
Molto bella la vista già dal passo sugli imponenti Toraggio e Pietravecchia, decisamente protagonisti poi della vista di vetta, dalla quale mi sono mancate un po’ le cime delle Val Tanaro, coperte da nebbia, per il resto buona visibilità tutt’attorno, trovandomi praticamente al centro dell’area con tempo migliore di tutta la Liguria (ogni tanto anche un po’ di sole già dal mattino…) e alla maggior altezza possibile senza praticamente neve, cosa potevo volere di più, date le premesse di brutto tempo?




Toraggio dal Passo Teglia



Toraggio e Pietravecchia dal Passo Teglia molto più da lontano



Toraggio e Pietravecchia dal bivio per la cresta



Toraggio Pietravecchia e Grai dal Passo Mezzaluna



Croce vetta Monega con Toraggio e Pietravecchia sulla destra



Serie crinali Toraggio e Pietravecchia dal Monega



Serie crinali e Toraggio dal Monega



Croce Vetta Monega Saccarello e Frontè



Serie crinali Toraggio e Pietravecchia dal Monega più da vicino



Serie crinali e Toraggio dal Monega più da vicino



Croce Vetta Monega Saccarello e Frontè più da lontano



Crinale dal Monega al Carmo dei Brocchi più chiara



Toraggio Pietravecchia e Grai dal Monega



Croce vetta Monega tra Toraggio e Pietravecchia più da lontano



Serie crinali e Toraggio scendendo dal Monega più da vicino



Serie crinali Toraggio e Pietravecchia scendendo dal Monega



Monte Monega salendovi



Marguareis Ballaur e Saline dal Passo Pian Latte



Colme Garba Mongioie e Conoia dal Passo Pian Latte



Armetta e Galero salendo al Monega



Croce vetta Monega nella nebbia