Mondolè




Giovedì 1 luglio 2010: Rifugio Balma – Colletto Seirasso – Mondolè – Laghetto Mondolè – Rifugio Balma


Partecipanti: Erika e Davide.


Lunghezza: 5,5 Km. puliti, noi ne abbiamo fatti 6,4.


Dislivello: 550 circa con qualche lieve saliscendi al ritorno.


Difficoltà: E, nessuna difficoltà tecnica, un solo passo dove si possono anche usare le mani poco sotto la vetta del Mondolè.


Percorso in macchina: Da Genova fino a Savona e quindi all’uscita di Mondovì sulla Savona-Torino. Da Mondovì si seguono le indicazioni per Prato Nevoso e ivi giunti si prende la sterrata per il rifugio Balma, 4,5 Km assai sconnessi da percorrere con attenzione.


Percorso a piedi: Dal Rifugio Balma si prosegue lungo la sterrata e, dopo poco, si incontra un trivio: a sinistra si va ai Laghi della Brignola, a destra si continua sulla sterrata verso il Chiot Mirafiori, mentre al centro lungo il pendio erboso di uno skilift si va verso il Mondolè (segnavia poco visibili rispetto ai cartelli che indicano le altre 2 direzioni). Risalito lo skilift il sentiero piegaa sinistra, segnalato F3 e con bande multicolori, e continua a salire non troppo ripidamente fino al Colletto Seirasso; Qui si gira a destra su sentiero meno evidente, ma sempre segnato F3, e si risale il crinale del Mondolè fino alla vetta. Per il ritorno si imbocca il sentiero F1 per Artesina che si segue fino a poco dopo il laghetto (ghiacciato) del Mondolè; qui si incontra un bivio a sinistra un sentiero, segnato F1, va ad Artesina e, a destra, segnato F6, un altro riporta allo skilift incontrato poco dopo la partenza e, da qui, in breve, al Rifugio Balma. Volendo si potrebbe , in alternativa, proseguire ancora sull’F1 e, da questo, scendere al Chiot Mirafiori e, quindi, tornare dalla sterrata al Rifugio, ma, non avendolo fatto, non posso dare indicazioni più precise.


Racconto: Dopo tanto tempo che mia moglie non veniva in montagna con me ci voleva proprio che ci bagnassimo fino all’osso per far sì che ne passi almeno altrettanto prima che ci torni di nuovo…
In effetti avevo calcolato tutto alla perfezione: gita corta e semplice, partenza anticipata per evitare nebbia e rischio piogge, bambini sistemati per bene, previsioni ottimiste e, perfino, la descrizione dell’itinerario, appena sfornata da Maury76, in tasca, cosa potrà mai andare storto? E invece dovrei saperlo che quando si va in montagna chi decide e organizza non sono io, ma ‘lei’, la montagna, e io sono solo un ospite a mala pena tollerato…
A proposito della descrizione/cartina in tasca, il fatto di averla così a portata di mano, invece che seppellita in fondo allo zaino, come usavo fare fino a poco tempo fa, mi dà una tale sicurezza che non ho alcun bisogno di consultarle per sbagliar strada… Un vero peccato, perché almeno avrei potuto dare la colpa a Maury76 del fatto che al trivio proseguiamo dritti per la sterrata…
Poco male, dopotutto mi rendo conto dell’errore giusto quando ormai sarebbe stato più breve perseverare sul previsto sentiero di ritorno, piuttosto che tornare indietro, come, invece, abbiamo naturalmente fatto…
Dopo questo piccolo diversivo la gita continua liscia come l’olio fino in vetta, a parte l’abituale sincronia con la nebbia che arriva in cima insieme a noi… Proprio quello che ci vuole per il ritorno su un sentiero sconosciuto…
Però, iccome siamo fortunati, la nebbia si diraderà grazie a un bel temporale full optional (grandine, fulmini e acqua a catinelle) che avrà l’unico piccolo effetto collaterale di farci bagnare ‘un poco’… Nonostante gli impermeabili infatti, arrivati praticamente a nuoto alla macchina, dovremo fare il viaggio di ritorno in mutande, nonostante neanche quelle fossero asciutte…
Tale abbigliamento si rivelerà comunque utile a farci ottenere un buon prezzo al distributore facendo impietosire il benzinaio, evidentemente abituato a vedere la gente in mutande solo dopo aver pagato…
Grazie comunque al condizionatore regolato alla piacevole temperatura di 27° riusciremo ad arrivare a Genova con i pantaloni quasi asciutti, peccato, magari avremmo potuto ottenere altri sconti…


Conclusioni: Bella fioritura di viole, margherite, rododendri, myosotis, orchidee, ranuncoli, genziane e quant’altro… Purtroppo già sfioriti i tulipani e rare le Fritillarie e i Gigli. Per quanto riguarda invece le montagne, nonostante la nebbia, abbiamo visto anche quelle, ma soltanto prima di arrivare in vetta. Bella la vista soprattutto sul Marguareis, mentre il Mongioie e le altre Liguri offrono forse un profilo un po’ troppo dolce da questo lato; magnifico comunque il contrasto con i prati e i versanti fioriti soprattutto di rododendri…
Per il resto non abbiamo visto quasi nient’altro, solo le guglie delle Rocche Giardina. Peccato, avremmo poi dovuto abbinare alla cima la visita alla Balma Ghiacciata del Mondolè (Grotta facilmente esplorabile contenente un laghetto ghiacciato), però non sono riuscito a convincere mia moglie che, dopo il bel bagno che ci siamo fatti, un po’ di freschetto sarebbe stato l’ideale per tonificarci…




Prati gialli presso Rifugio Balma con casa sul crinale più da vicino



Fiori gialli in primo piano e Rocche Giardina sullo sfondo



Mondolè sullo sfondo da sotto Rocche Giardina



Torrione in Rocche Giardina ancora più da vicino



Anticima Mondolè andando al colletto Seirasso più da lontano



Crinale con rododendri e sullo sfondo Mongioie Colme e Saline molto più da vicino



Crinale con rodondendri e sullo sfondo Mongioie e Colme



Crinale con rododendri e sullo sfondo Mongioie



Torrioni rocche giardina e crinali verso est più da lontano



Chiazze di neve prati verdi e Marguareis dal Colletto Seirasso



Chiazze di neve prati verdi e Marguareis dal Colletto Seirasso più da lontano



Prato fiorito di bianco e Laghetto Mondolè coperto di neve