Bric Mindino




Sabato 18-12-2010: Colla Casotto – Bric Mindino e ritorno.


Partecipanti: Lusciandro, Maury76 e Soundofsilence.


Lunghezza: 10,5 Km circa A/R.


Dislivello: 490 m circa.


Difficoltà: E, anche con la neve le difficoltà non aumentano granchè data la scarsa pendenza e l’ampiezza della traccia; qualche problemino in più in caso di ghiaccio, ma, salvo casi eccezionali, si riesce a salire anche senza ramponi, data l’ampiezza del pendio che permette facilmente di evitare eventuali punti critici.


Percorso in macchina: Da Genova in autostrada fino a Savona e poi con la Savona-Torino fino a Ceva. Da Ceva seguire la Sp428 per Garessio e quindi, giunti a Garessio, si svolta a destra sulla sp178 per Valcasotto e Pamparato e la si segue fino alla Colla di Casotto dove si parcheggia.


Percorso a piedi: Dal Parcheggio si imbocca un’ampia sterrata sulla destra (con cartello in legno che indica per il Bric Mindino). Dopo poche decine di metri si arriva a un primo bivio: la sterrata di sinistra è più breve e ripida, quella di destra più lunga e dolce ma si ricongiungono dopo oltre un Km e mezzo seguendo quella di destra. Dopo 500 metri vi è un nuovo bivio dove occorre prendere a sinistra. Si prosegue quindi sulla sterrata (volendo vi sono alcune scorciatoie che permettono di abbreviare discretamente, visto che la strada è ben poco pendente) fino a giungere in vista del panettone di vetta sormontato da un’enorme croce. Da qui vari percorsi più o meno diretti, ma tutti a vista, consentono di raggiungere facilmente la cima.


Racconto: Innegabilmente vivere certi momenti della vita solo in funzione di altri ritenuti più importanti è un grave errore, che ci porterebbe a considerare come degni di essere vissuti solo pochi momenti della nostra esistenza: così il viaggio rispetto alla meta, gli anni di studio rispetto alla laurea o il diploma, il periodo del corteggiamento rispetto ala conquista e, in questo caso, la vetta rispetto al percorso che consente di arrivarci…
Onde non permettere che i miei ignari compagni di gita, specie Maury, così fissato con le vette, possano incorrere in questo tragico errore che porta a sprecare tanto tempo della nostra terrena esistenza, decido di fare tutto il possibile per valorizzare al massimo il viaggio in macchina: perciò dunque, una volta arrivati ad Imperia, decido di ripercorrere nuovamente la riviera in direzione opposta per poter godere ancora della magnifica vista del mare, offertaci dalla limpidissima alba invernale.
Un minimo di giustificazione ci vuole, però, con compagni di gita così ottenebrati dal curriculum alpinistico: li convinco così che non è il caso di procedere per il previsto Monte Ceppo, dato che a Imperia nevica e che ci conviene invece dirigerci verso il Bric Mindino e il sereno delle Alpi Liguri. Data questa piccola soddisfazione all’equipaggio, mi rifaccio saltando la prevista uscita di Albenga, grazie a un brillante sorpasso in corrispondenza della predetta uscita…
Ne approfitto così per far apprezzare ai miei superficiali passeggeri gli splendidi contrafforti della Punta Alzabecchi, percorrendo avanti e indietro la strada per il giogo di Toirano, con la banale scusa di non aver visto il bivio per Balestrino…
Tutte le cose più belle giungono però, purtroppo, al termine e così finisce anche questo meraviglioso e, soprattutto lungo (4 ore) viaggio per cui un giorno, presumibilmente molto lontano, i miei amici mi ringrazieranno…
Non ora, certo, i loro spiriti grezzi e materiali non sono ancora pronti a comprendere il senso profondo di questa lezione di vita, ma, col tempo e altri lunghi viaggi sono sicuro che cambieranno, magari solo l’autista, ma cambieranno…
Cosa resta da dire quindi della conquista della vetta, solo un attimo fuggente nella meraviglia di un viaggio infinito, un viaggio fatto sì di attesa e impazienza, ma anche di conoscenza e amicizia, cose che, seriamente, possono compiere il miracolo di rendere breve l’infinito e di togliere qualsiasi importanza agli errori di percorso…


Conclusioni: State tranquilli, almeno qui parlo della gita… Un monte da fare sicuramente in inverno: con la neve e con l’aria limpida delle fredde giornate invernali, altrimenti c’è poco da vedere… La salita è tutta su una noiosa sterrata, la vetta, invece offre un bel panorama sulle Alpi Liguri della Val Tanaro e sul Monviso, ma niente di più.




Pianori sommitali Mindino e vista da Pizzo a Mongioie



Antoroto e Rocche Perabruna dai pianori sommitali Mindino



Pizzo d'Ormea dai pianori sommitali Mindino primo piano



Cima Revelli e Mongioie dai pianori sommitali Mindino



Pianura e Monviso dal Mindino



Pizzo Roccate Conoia Rotondo Revelli e Mongioie dal Mindino



Pianura e vista da Chambeyron a Monviso dal Mindino



Pianura e Monviso dal Mindino più da vicino



Pizzo d'Ormea dal Mindino



Cima Revelli e Mongioie dal Mindino



Monviso dal Mindino primo piano ancora più da lontano



Pianura e Monviso dal Mindino ancora più da vicino



Pizzo Roccate Conoia Rotondo Revelli e Mongioie dal Mindino più da vicino



Pianura e Monviso sulla sinistra dal Mindino più da vicino