Cima e Balconi di Marta




Sabato 7 maggio 2011 Colla Melosa – Monte Grai – Cima di Marta – Balconi di Marta – Forte interno – Cima della Valletta – Colla Melosa.


Partecipanti: Harry, Maury76, Lusciandro, Walter1, Soundofsilence.


Lunghezza: 18 Km. circa, esclusa la visita alle fortificazioni.


Dislivello: 930 m. circa.


Difficoltà: Tutto E tranne, forse, la Cima della Valletta, necessita poi un po’ di prudenza la visita al forte interno: necessaria lampada frontale (e pile di riserva), magari una mappa più giusta di quella che avevamo noi, e attenzione nel non scivolare dove il terreno è umido e semighiacciato. Per quanto riguarda la Cima della Valletta, occorre un minimo di esperienza, in quanto si sale senza sentiero e il pendio è abbastanza ripido, seppur mai difficile, si può comunque, forse, parlare di un EE per questa salita.


Percorso in macchina: da Genova fino ad Arma di Taggia in autostrada A10; all’uscita dell’autostrada si scende verso il mare fino all’Aurelia, quindi ci si dirige a est (sinistra) fino ad imboccare, sempre a sinistra, la sp548 della val Argentina, che si percorre fino a Molini di Triora, superando Taggia, Badalucco e Agaggio. A Molini si prende a sinistra per Colla Langan (deviazione non evidentissima), raggiunta la quale si gira a destra per Colla Melosa. Alla Melosa si prosegue fino a che l’asfalto termina e si parcheggia sulla destra in corrispondenza di un divieto di circolazione.


Percorso a piedi: si continua sulla strada per un centinaio di metri e quindi si lascia la strada sterrata per prendere un sentiero sulla destra verso il Rifugio Grai. Dopo poco più di un Km. di sentiero si riincrocia la sterrata, che in questo punto coincide con l’AVML, e la si imbocca verso destra fino a giungere sotto il Rifugio Monte Grai. Si sale al Rifugio e si imbocca un sentierino sulla destra fino a che si perde sopra la strada sterrata che si è appena lasciata.
Si gira quindi a sinistra salendo, senza traccia, lungo la massima pendenza, verso la vetta del Monte Grai. Dalla vetta si continua sul crinale fino a ricongiungersi colla sterrata in corrispondenza del Col Bertrand. Si segue, a questo punto, la sterrata fino a raggiungere a un pianoro con diversi ruderi di caserme. Dalle caserme si lascia la strada e ci si dirige a vista verso la sovrastante Cima di Marta. Dalla Cima si segue il crinale dirigendosi verso ovest fino a riincrociare la sterrata e arrivare, seguendola, o tagliando direttamente il pendio, fino alla vetta dei Balconi di Marta. 150 metri prima della vetta si incontra uno degli ingressi del Forte, sulla sinistra del quale a poche decine di metri se ne trova un altro.
L’interno del forte non lo descrivo, anche perché non l’abbiamo visitato tutto, in ogni caso è bene munirsi di una mappa (si trova su internet), anche se quelle che avevamo noi non ci sono sembrate del tutto precise…
Per il ritorno si può seguire la strada sterrata fino al punto in cui si è incrociata per la prima volta l’AVML; qui invece di ritornare sul sentiero dell’andata, si può proseguire sull’AVML e salire alla Cima della Valletta. La salita alla Cima della Valletta può avvenire indifferentemente dal versante ovest o da quello est; noi siamo saliti da ovest e scesi da est, compiendo così un anello, ma, volendo si può fare il contrario e, magari, ridiscendere alla Melosa ricollegandosi un poco più avanti (ovest) al Sentiero degli Alpini e percorrerlo all’indietro fino alla Fontana Italo e, quindi, fino alla Colla Melosa.


Racconto: Record di presenze uguagliato per quanto riguarda le mie gite, non senza difficoltà e compromessi però.
Il venerdì infatti lo passo tutto a cercare di mettere d’accordo 2 gruppi: uno che vuole andare sulle Apuane e uno che vuole andare sulle Liguri.
La mia opera di persuasione è però talmente buona che, alla fine, convinco il Gruppo delle Apuane a votare per la Cima di Marta e quello della Cima di Marta a votare per le Apuane… La soddisfazione per tale rilevante risultato diplomatico è enorme, ma la situazione non si sblocca lo stesso, la prossima volta proverò a cambiare strategia: potrei inserire nelle opzioni il divano di Maury o una qualche trattoria di Lusciandro, chissà che non riesca ad ottenere subito l’unanimità… Per sbloccare la situazione ricorro alfine a un metodo di scelta ponderato e frutto di innumerevoli anni di esperienza e saggezza: il lancio della monetina…
Risolto quindi brillantemente il problema dò appuntamento al panificio di corso sardegna per il gruppo golosi e a genova est per il gruppo dei Camogliati (uno forse non lo è, ma non è neppur scapolo…); onde non far torto a nessuno, fisso entrambe gli appuntamenti alle 6 in punto.
Nell’impossibilità di essere puntuale in entrambe i posti contemporaneamente, per non far torto a nessuno, mi presento alle 6 esatte nel baricentro tra i due appuntamenti e cioè il mio box….
Lusciandro, che è una vecchia volpe e ha subdorato la cosa, mi raggiunge in loco, giusto in tempo per aiutarmi ad avere la meglio sul nuovo temporizzatore della saracinesca automatica del box.
Il nuovo temporizzatore da corsa (nel senso che se non si corre si prende la saracinesca in testa) è regolato in modo da ottenere la massima efficacia dal sistema, ottimizzando i tempi di chiusura e apertura che vengono opportunamente ridotti a un’unica fase, risparmiando così metà del tempo di movimento della saracinesca, che giunta, appunto, a metà altezza in apertura, inizia subito a richiudersi…
Arrivato però Lusciandro, mi basta piazzare un panino vicino alla cellula fotoelettrica e la saracinesca non si muoverà più per il tempo necessario ad uscire dal box…
Raccatto quindi gli altri partecipanti ai luoghi stabiliti e mi ascolto la solita lamentela di Maury che, nonostante sia salito in macchina per ultimo e alle 6,20, pretende, non so con quale faccia, di essere arrivato puntuale e al posto giusto…
Per farlo smettere di lamentarsi dovrò andare più veloce in autostrada di quello che il mio econometro consiglia (in effetti mi consiglierebbe di stare fermo…) e staccherò pure uno specchietto retrovisore per essere più aerodinamico.
Giunti così, velocemente, alla Colla Melosa partiamo alla volta del monte Grai. La sterrata è però ben presto ingombra di neve e ciò mi darà modo di scoprire che c’è chi ha persino più paura di me dell’orrida Kryptonite bianca…
Il prode Dirty Harry, infatti, si rifiuta di proseguire oltre e manifesta la volontà di aspettarci al Rifugio mentre noi continuiamo impavidi…
In nome di una ben simulata solidarietà però, ma in realtà con una discreta paura anche noi (chi della neve, per esempio io, chi di non trovare più niente al Rifugio lasciandovi da solo un temibile concorrente, Lusciandro) decidiamo di tornare tutti indietro, cercando una via più consona alle nostre capacità alpinistiche.
Il nobile gesto sarà premiato da un meritato successo: la vetta è dunque conquistata per una nuova via di cui siamo sicuramente i primi salitori (almeno per oggi).
Quando c’è Maury una vetta tira l’altra e così conquisteremo poi in sequenza, anche la Cima di Marta, i Balconi (sempre di Marta), nonché la Cima della Valletta.
Quest’ultima solamente io e Maury, perché Dirty Harry rinuncia, avendo osato già troppo, e Lusciandro pure continuando il marcamento a uomo, mistificato dietro una miserrima scusa di un attacco improvviso di una, mai sentita prima, ernia allo stomaco…
Resta Walter1, anzi va, anche lui di corsa al Rifugio, memore del detto, tutti per uno e Walteruno per tutti… Al ritorno dalla Valletta, li troveremo vergognosamente avviluppati in un orgia informe di improbabili libagioni in cui riesco a distinguere appena chi puccia una fetta di crostata in un boccale ripieno di 6 galloni di Moretti….


Conclusioni: Tantissimo tempo che avevo in programma questa gita, pur immaginando che non sarebbe stata qualcosa di speciale, mi sembrava doveroso visitare il forte interno dei Balconi di Marta, se non altro per la sua peculiarità.
In effetti la zona di ‘Marta’ è troppo erbosa e dolce (nei pendii) per essere al top delle mie preferenze, presenta comunque bei prati e una fioritura, che, visitata fra qualche settimana, sarà sicuramente magnifica, un panorama sempre aperto sulle Alpi Liguri, ma la sua principale attrattiva rimangono le fortificazioni, belle, tante e ben conservate, ma che, anche queste, pur incuriosendomi non sono il mio genere preferito…
In tema di fortificazioni preferisco di gran lunga luoghi scenografici come il Castello della Pietra o il Forte del Monte Scale…
In ogni caso il posto merita sicuramente una visita, possibilmente in una giornata nitida; la presenza di neve, se attrezzati, non rende impossibile la visita e rende sicuramente più attrattive le grandi e dolci distese, ma ha la controindicazione di rendere più difficoltosa o impossibile, la visita al forte interno, visto che anche adesso che neve ce n’è più poca, abbiamo trovato almeno un’entrata quasi completamente ostruita dalla neve.




Lago Tenarda



Lago Tenarda più da lontano



Rifugio Grai salendovi



Carmo Ciaberta e Lago Tenarda



Fortificazioni e Balcone di Marta



Gruppo in marcia tra le fortificazioni verso Cima di Marta



Monte Bego salendo dalla Cima di Marta



Cippo di vetta Cima di Marta e Balconi sullo sfondo



Pendio in discesa da Cima Marta e Balconi sullo sfondo



Cima di Marta guardando indietro più da vicino



Stanza all'interno dei Balconi di Marta



Vista da feritoia all'interno dei Balconi di Marta



Casamatta con feritoia per cannone all'interno dei Balconi di Marta



Campi innevati con sullo sfondo Pietravecchia e Toraggio tornando dai Balconi di Marta



Balconi di Marta dalla Valletta