Grammondo




Sabato 19/2/2010: Piste de la Giraude – Col du Berceau – Roc de l’Ormea – Grammondo – Colla Bassa – Col du Berceau – Piste de la Giraude


Partecipanti: Maury76 e Soundofsilence.


Lunghezza: Noi abbiamo fatto 20,6 Km., ma un giro più logico ne comporterebbe 18,5 circa.


Dislivello: Noi abbiamo fatto 1825 m., un giro più logico, evitando anche l’inutile salita al Castel del Lupo ne avrebbe previsto comunque 1600.


Difficoltà: Tutto E.


Percorso in macchina: in autostrada da Genova a Ventimiglia. Da Ventimiglia si segue l’Aurelia per Mortola Inferiore e Villa Hambury. Si prosegue sulla stessa strada fino al confine e al bivio successivo si prende a destra il Boulevard de Garavan che si segue per 900 metri per poi prendere a destra la Route de Super Garavan (Piste de la Giraude) sulla quale si continua per circa 2,7 Km e quindi ci si ferma ad un incrocio, visto il divieto di accesso per i non residenti alla Piste de la Giraude.


Percorso a piedi: Si prende a destra in salita la strada asfaltata riservata ai residenti e indicata come Piste de La Giraude e la si segue per circa 600 metri, percorsi i quali si incontra il primo cartello del Gr52. Si prende quindi il sentiero a sinistra che in poco più di 500 metri porta ad incrociare una sterrata; si prosegue quindi, attraversata la sterrata, sul Gr52 segnato in biancorosso.
A 750 metri circa di altezza si incontra un bivio segnalato da cartelli: entrambe le direzioni possono portare al Grammondo, ed era nostra intenzione usarle entrambe per compiere un anello, ma, essendo le cose andate diversamente, posso descrivere solo il sentiero di sinistra. Vi è in realtà anche una terza possibilità (quella seguita da noi all’andata) e cioè seguire per un breve tratto il sentiero di destra fino alla assai poco appariscente vetta del Monte Carpano (771m. – 200 dal bivio) e quindi proseguire direttamente per la cresta, percorsa da un’esile ma evidente traccia, e segnata da vari cippi di confine fino alla sommità del Castel del Lupo (862 m.).
Dal Castel del Lupo avremmo voluto proseguire per cresta con la speranza di ricongiungerci al sentiero di sinistra nei pressi del Col Berceau, ma ciò è risultato impossibile perché il sentierino seguito fino alla vetta sparisce in una intricatissima vegetazione. Tornando invece al sentiero di sinistra (sempre il Gr52), poco dopo il bivio si incontra il bel prato del Plan de Lion e si inizia quindi la lunga e faticosa salita al Col du Berceau, dopo aver tralasciato la deviazione a sinistra del Gr51 per Castellar. Giunti al Col du Berceau (1080) si può, in breve, salire alle due cime che lo delimitano: il Roc de l’Ormea (1129) a ovest e la Cime de Restaud a est, alla quale non siamo saliti.
Dal Col du Berceau si scende per circa 700 metri e si perdono oltre 150 metri di quota per giungere a un bivio dove noi abbiamo preso a destra (mentre il sentiero a sinistra ci è servito per il ritorno). Il sentiero di destra porta in quasi 800 metri di sterrata al Pas de la Corne (1047). Qui avremmo dovuto trovare un sentiero di crinale che avrebbe dovuto portarci al Pas de la Vieille e da qui al Grammondo, ma pare che questo sentiero esista solo sulla mappa del mio GPS (Topo 3 Provence -Cote-d’Azur).
Siamo così dovuti scendere pochi metri sulla destra per ricongiungerci al sentiero sottostante (che è quello lasciato sulla destra al bivio per il Mont Carpano). Detto sentiero taglia le pendici orientali del Grammondo e, raggiunta la cresta si divide in 2: noi abbiamo preso il più breve e interessante sentiero di cresta (sinistra), che, in breve, porta alla vera vetta del Grammondo (1378). 2-3 metri più alta di quella soprastante il grande cippo con croce. Dalla vetta si giunge quindi al cippo e si prosegue verso ovest sul sentiero diretto alla Colla Bassa.
Alla Colla Bassa si rincontra il Gr52 e lo si segue in direzione sud. Sempre secondo la mia mappa GPS ci sarebbe dovuto essere un sentiero di collegamento al Pas de la Corne (che ci avrebbe evitato di scendere ancora un po’ e,  soprattutto di risalire al Col du Berceau, prendendo invece il sentiero sul versante est che ci avrebbe portato al bivio del Mont Carpano, risparmiando così un centinaio di metri di salita, così almeno nelle nostre idee perché, in realtà, anche questo sentiero perde troppo quota e risale 130 metri per risalire fino al Mont Carpano.) ma abbiamo trovato solo un accenno di traccia talmente ripida e infrascata che abbiamo pensato fosse meglio proseguire sul sentiero principale.
Il sentiero principale scende ancora un poco e risale poi fino al Col du Berceau (200 metri circa di risalita), dal quale siamo tornati per il sentiero dell’andata.


Racconto: Oltre 1800 metri di dislivello per salire un monte di nemmeno 1400 e, per di più, partendo da 200 metri di altezza: sicuramente una prestazione di cui degli EM (Escursionisti Masochisti) come noi non possono che andare orgogliosi! Chi altro potrebbe anche solo pensare una cosa de(l)-genere? Gli escursionisti normali infatti partono da Olivetta o da Villatella e quelli francesi da Castellar, al massimo qualcuno menziona la possibilità di partenza da Sospel o da Menton, ma nessuno avrebbe mai pensato alla Piste de la Giraude… E dire che abbiamo rischiato anche noi di partire da Olivetta…. Ero infatti fortemente attratto da uno strano buco di 200 metri, proprio come gli astronomi dai buchi neri, nella traccia GPS che avevo trovato su Openstreet Map per ‘creare’ (eh sì a volte mi sento proprio un creatore di sentieri…) un anello da Olivetta… Perfino il buon Maury era d’accordo su Olivetta e non aveva obiettato nulla sullo strano buco, forse rassicurato da una  località di partenza così convenzionale...
A me però le località convenzionali risultano un poco indigeste e, così, approfittando biecamente della vista da Ventimiglia di una spolverata di neve sul Grammondo tale e quale allo zucchero a velo su un Pandoro, dico a Maury che è meglio non salire da nord e che, con mio grande dispiacere, ci conviene proseguire per la solatia Costa Azzurra…
Il Maury che, ormai, praticamente a destinazione, si sentiva tranquillo come sul suo divano, è colto alla sprovvista e non riesce ad obiettare niente…
E’ dunque fatta, anche stavolta ci sarà da divertirsi…
E il divertimento inizia subito perché dobbiamo lasciare la macchina un Km prima del previsto, causa divieto di accesso ai non residenti, eppure la sera prima il waypoint sulla mappa GPS lo avevo messo più avanti senza alcun problema e non gli avevano neanche fatto la multa…
Così, per mantenere di buon umore il Maury, mi tocca piegarmi ai suoi più biechi desideri cercando di saziarlo di tutte le vette più insignificanti del posto…
Buon primo il Mont Carpano, vetta veramente straordinaria, non tanto per la bellezza o il panorama, ma per il fatto di trovarsi nel bel mezzo di una scarpata…
Nonostante l’eccezionale conquista il Maury non è sazio e mi tocca seguirlo fuori sentiero fino in cima al ‘celeberrimo’ Castel del Lupo…
In vetta un cippo di confine più che delimitare la separazione tra Italia e Francia, sembra, più a guisa di Colonne d’Ercole, segnare la fine del mondo conosciuto e l’inizio di un’impenetrabile giungla….
Purtroppo, proprio mentre inizio a ‘pregustare’ un magnifico ravanamento il buon Maury esce dal suo stato di “trance vetticistica” e torna indietro…
Per fortuna però decide di non ripercorrere il noioso sentiero dell’andata e opta per una simpatica digressione tra le spine…
Ritornati quindi sul Gr52 ci risaliamo simpaticamente 400 metri di dislivello, chiedendoci perché mai le donzelle francesi si fermino invece a prendere il sole sul sottostante Plan de Lion…. Boh, ce n’è di gente strana a questo mondo…
E mentre le francesi prendono il sole senza ritegno alcuno 400 metri più in basso, il buon Maury dà ancora sfoggio del suo vetticismo salendo baldanzoso l’illustre Roc de l’Ormea.
Dopo questa nuova conquista ci toccherà pure affrontare lo strato di zucchero a velo avvistato già da Ventimiglia, e, a dire il vero, sarà che si è glassato nel frattempo che Maury si lasciava andare al suo vetticismo, risulterà un po’ di più di quello che ci era sembrato, tanto che la cima del Grammondo più che un Pandoro sembrava il Pan di Zucchero…
Giunti in vetta quindi tra dotte disquisizioni sulle tre croci incontrate sulla cresta sommitale: quale sarà la vera cima si chiede angustiato Maury? Chi cavolo avrà giocato una partita a tris in cima al Grammondo? mi chiedo io, ci godiamo il meritato pasto.
Per il ritorno propongo per non annoiarci troppo, di fare un anello intorno alla cima, passando dalla Colla Bassa, tanto dobbiamo scendere e se la Colla è Bassa, meglio così…
Peccato soltanto che poi si debbba risalire…
Leggermente contrariato da questo insignificante particolare il buon Maury rifiuterà persino la mia proposta di una magnifica ravanata verso il Pas de la Corne per evitare di scendere troppo. E questo sarebbe niente, rifiuterà persino di salire sulla Cime de Restaud e sul Brec de Traitore, ce l’avrà con me, o è proprio vero che per lui superare i 1500 metri di dislivello è come entrare nella ‘zona della morte’…
Urge una controprova la prossima gita….


Conclusioni: Bel panorama su Mentone e Montecarlo salendo, bel prato il Plan de Lion e aguzze le vette, almeno da distante, che circondano il Col de Berceau. Bello il panorama di vetta su Liguri e Marittime. Indubbiamente la salita dalla Francia mi è piaciuta di più di quella fatta parecchi anni fa da Mortola Superiore, anche non considerando che, allora, in vetta non avevo visto niente, causa nebbia.
Tutto bello quindi, ma niente di eccezionale, a parte, forse, il dislivello…
Resta da vedere se l’anello da Olivetta può essere più interessante, mi riprometto di farlo in futuro. In ogni caso si tratta di una vetta sicuramente più godibile nei mesi invernali, quando i panorami sono più vasti e quando un pizzico di neve rende più bella la cresta finale.




Da Mentone alla Tete de Chien salendo al Plan de Lion



Grammondo dal Roc de l'Ormea



Bego e Grammondo dal Roc de l'Ormea



Sentiero e Grammondo innevato



Tete de l'Ansierra primo piano salendo al Grammondo più da lontano



Cresta sommitale Grammondo



Maury sulla cresta del Grammondo più da vicino



Ramoscelli di pino spuntano da dune di neve salendo al Grammondo più da lontano



Neve cresta Grammondo e sullo sfondo Roc Ormea Cime Restaud e mare



Neve cresta Grammondo Tete de l'Ansierra e Cap Martin



Tete de l'Ansierra e Cap Martin salendo al Grammondo



Croce vetta Grammondo dalla cresta



Tete de l'Ansierra Cap Martin e mare d'oro salendo al Grammondo



Onde di neve e cippo di vetta Grammondo



Cornice di neve Tete de l'Ansierra e Cap Martin salendo al Grammondo più da lontano



Croce vetta Grammondo e vista sulle Alpi Marittime fino al Bego



Croce vetta Grammondo e vista sulle Alpi Marittime fino al Bego più da vicino



Croce e cippo di vetta dal Grammondo



Cippo del Grammondo andandovi più da lontano



Cornici di neve e vista sul Bego andando al cippo del Grammondo



Cornici di neve e vista sul Bego andando al cippo del Grammondo ancora più da vicino



Cornici di neve e vista sul Bego andando al cippo del Grammondo leggermente più da vicino



Cippo vetta Grammondo e Cap Martin in un mare d'oro



Cippo vetta Grammondo e Cap Martin in un mare d'oro più da lontano



Bego da cippo vetta Grammondo



Bego da cippo vetta Grammondo più da lontano



Cresta Col du Berceau in controluce e Tete de Chien