Grotta della Giara e Torrioni rio della Valle dal Salto del Lupo




Domenica 15 aprile 2012: Salto del Lupo (200) – Grotta della Giara (580) – Arco naturale (410) – Torrioni rio della Valle (350) – Salto del Lupo (200).


Partecipanti: Aldo51, EM e Soundofsilence.


Lunghezza: 9 Km circa.


Dislivello: 550 circa.


Difficoltà: vari tratti EE: l’ultima parte della salita alla Giara, la traversata dell’arco naturale, il guado del Rio della Valle e, limitatamente all’orientamento e all’assenza di traccia, tutta la salita ai torrioni del Rio della Valle. La parte più ripida rimane comunque la salita finale alla Giara, per la quale ci si può anche aiutare con un cavo di gomma posto in loco (anche se non per quell’uso probabilmente); in ogni caso se ne può fare tranquillamente a meno e anche passare a destra del tracciato indicato dal cavo, il che allunga un poco il percorso ma lo rende meno ripido, anche se la difficoltà è comunque ridotta e non servono praticamente mai le mani: più che altro occorre un minimo di attenzione in condizioni di terreno scivoloso. Nessuna difficoltà invece per la visita alla parte escursionistica della grotta, che, però richiede di adeguata illuminazione e di un paio di stivali, causa acqua sopra al livello degli scarponi.


Percorso in macchina: Autostrada da Genova fino a Borghetto Santo Spirito, quindi proseguire fino a Toirano e poi, per altri 3 Km, sempre lungo la SP60, fino al ponte del Salto del Lupo, dove, in uno slargo sulla sinistra (spazio per 2/3 macchine), si parcheggia.


Percorso a piedi: Dal Salto del Lupo seguire evidente sentiero segnato (quasi una strada) con rombo rosso fino a costruzione acquedotto con scritta appunto Giara (Giara chiusa in realtà, ma non è vero), qui prendere il sentiero indicato in salita a destra e seguirlo fino ad arrivare a una giacca nera  infilata in un albero sulla destra del sentiero (attualmente la giacca non c'è più). Qui, comunque, dove una volta si procedeva senza sentiero, ometti di pietra indicano chiaramente un’ampia traccia sulla destra; predetta traccia sale con qualche tornante e in corrispondenza dell’ultimo, più ampio, continua dritta in direzione nord-est, parallela al sottostante torrente. Purtroppo in questo punto le segnalazioni latitano ancora (molto meglio la situazione adesso), o non sono molto visibili, e, quindi, per essere sicuri di essere sempre sulla traccia giusta occorre rintracciare un successivo ometto di pietra o scorgere il tubo dell’acquedotto affiorante in qualche punto dal terreno.
Da qui in poi gli ometti accompagnano fino alla grotta e non è più così facile sbagliare come in passato. Punti problematici erano in precedenza due svolte a destra, soprattutto la seconda (poco dopo un guado), non molto evidenti. In ogni caso basta seguire sempre la direzione nord-est e gli ometti. Si giunge così, dopo un breve passaggio su roccia sopra il torrente (uno spezzone di corda su un albero soprastante aiuta a non scivolare), non impegnativo ma un poco stretto e scivoloso, al pendio terminale, dove un grosso cavo elettrico blu indica la strada da seguire e può anche essere usato per aiutarsi a salire, sempre che non si preferisca allungare un poco il percorso sfruttando il pendio sulla destra meno roccioso e forse anche meno ripido. Si giunge così in breve alla grotta. Compiutane la visita si ritorna per lo stesso percorso fino al bivio con la scritta “Giara chiusa”.
Da qui abbiamo preso il sentiero sulla destra, e cioè la continuazione del rombo rosso verso il giogo di Toirano, onde andare a vedere un arco naturale. Occorre percorrere dal bivio circa 800 metri per trovarsi una ventina metri sotto l’arco, ma è difficile scorgerlo, specie se gli alberi non sono spogli; conviene allora proseguire ancora un centinaio di metri fino a dove il sentiero passa sull’altro versante della vallata e, di qui, tornare indietro; con un po’ di attenzione così si riesce a vedere l’arco e, volendo, a salirvi (EE, più scomodo per la vegetazione che difficile). Raggiunto l’arco vi si può anche passare sotto e scendere dall’altra parte, più semplice e comodo. Visitato l’arco si torna quindi per la stessa strada al Bivio per la Giara, dal quale si procede verso la macchina per poco più di 200 metri, fino ad incrociare un bivio sulla destra; si imbocca l’evidente mulattiera e poi si segue una labile traccia che scende verso il torrente; raggiuntolo lo si costeggia verso sinistra (se si è seguita la traccia giusta ciò non è necessario perché si dovrebbe arrivare automaticamente al guado) seguendone il corso. Si giunge quindi a un restringimento dello stesso dove è possibile, con un po’ di prudenza, attraversare, saltandolo o scavalcandolo (circa 50 cm.).
Attraversato il torrente si prosegue a seguirne il corso verso sinistra, anche se, nella parte iniziale, può essere meglio risalire alcuni metri per non litigare troppo con la vegetazione. Si ridiscende quindi al livello del torrente e si incomincia a distinguere anche una certa qual traccia (appena distinguibile comunque con uno sforzo di volontà e fiducia) che permette più agevolmente di seguirne il corso. In meno di 300 metri dal guado si arriva a doppiare lo spigolo roccioso (si distinguono poco prima alcuni muretti sotto il versante roccioso) e occorre quindi voltare a destra e iniziare a salire verso ovest. Una traccia abbastanza evidente facilita il percorso. Si incontrano ancora resti di muretti e piccoli spiazzi (in particolare una) usate in passato per raccogliere la legna. Si continua a salire stando attenti a che la traccia salita non si allontani troppo dal crinale a destra, che, quando si arriva a intravvedere i torrioni, si può raggiungere per goderne il panorama. Qui, a poche decine di metri dal primo torrione, ci siamo fermati, temendo la pioggia, e siamo tornati indietro per la strada dell’andata fino alla macchina.


Conclusioni: obbligati dal maltempo previsto a decidere per una gita breve scegliamo di andare alla grotta della Giara, breve sia come distanza in macchina, che come percorso a piedi. Dato poi che il tempo reggerà decideremo di estendere un poco la gita andando a vedere alcune bellezze naturali della zona; si tratta, in effetti, di una delle zone che preferisco in tutta la liguria e non solo, e ci torno sempre con piacere anche se, ormai, la conosco molto bene.
Non riuscirò, infatti, ad aggiungere nulla di nuovo, se non i 20 metri per salire all’arco naturale. Nonostante ciò sono comunque soddisfatto di essere tornato in posti tanto belli e a cui sono particolarmente affezionato avendoli, perlomeno in parte, scoperti io: la vista dei torrioni del Rio della Valle è comunque, secondo me, impagabile e non ha molto da invidiare a uno scenario dolomitico; la Grotta della Giara poi è sicuramente affascinante per le grandi stalagmiti, le vaschette concrezionali e una grande e colorata colata concrezionale.
Meno interessante l’arco naturale, anche perché la vista ne è particolarmente ostacolata dalla vegetazione, anche andandovi; in ogni caso è un arco elegante anche se non particolarmente grande (poco più grande di una persona, diciamo di un giocatore di basket per non creare confusioni). Peccato non essersi fidati a compiere l’intero giro fino alla Punta Alzabecchi, attraverso l’omonima cresta, ritornando poi per il rombo rosso in discesa dal giogo di Toirano.




Torrione isolato salendo alla Giara più scura



'Giara' in Grotta della Giara più da lontano



'Giara' e uscita Grotta della Giara da sinistra



Colata Concrezionale presso 'Giara' in Grotta della Giara più da lontano



'Giara' e uscita Grotta della Giara da destra



'Giara' e uscita Grotta della Giara da destra molto più da vicino



'Giara' e uscita Grotta della Giara da destra più da vicino



Vaschette e gruppo concrezionale principale in Grotta della Giara



Concrezioni a cavolfiore in pavimento Grotta Giara



Gruppo concrezionale principale in Grotta Giara visto di fronte



Gruppo concrezionale principale in Grotta Giara visto di fronte più da lontano



Stalagmite e vaschette in Grotta Giara



Vaschette concrezionali in parte terminale Grotta Giara viste da dietro



Vaschette e gruppo concrezionale principale in Grotta Giara visto di fianco



Vaschette concrezionali in Grotta Giara primo piano



Vaschette e gruppo concrezionale principale in Grotta Giara visto di fianco più da vicino



Gruppo concrezionale principale in Grotta Giara visto di fianco



Gruppo concrezionale principale in Grotta Giara parte superiore più da lontano



Grotta della Giara vaschette stalagmiti e uscita



Grotta della Giara vaschette stalagmiti e uscita più scura



'Giara' e uscita Grotta della Giara da destra più da lontano



Grotta Giara primo piano 2 grandi stalagmiti



'Giara' in Grotta della Giara molto più da vicino



'Giara' in Grotta della Giara più da vicino



Grotta della Giara andando verso l'uscita



Vaschette parte inferiore stalagmiti e uscita Grotta Giara



Torrione isolato tornando dalla Giara più da vicino



Arco naturale salendo verso giogo di Toirano vista verticale



Rocca Berleurio e arco naturale



Vetta dolomitica in versante destro Valle della Valle



Vetta dolomitica in versante destro Valle della Valle più da lontano



Vetta dolomitica in versante destro Valle della Valle ancora più da lontano



Torrioni rio della Valle uscendo dal bosco



Torrioni rio della Valle uscendo dal bosco più da vicino



Torrioni rio della Valle torrione doppio e roccione a destra



Torrioni rio della Valle e vetta dolomitica da punto panoramico



Torrioni rio della Valle e vetta dolomitica da punto panoramico



Torrioni rio della Valle e vetta dolomitica da punto panoramico più da lontano



Cresta in punto panoramico e torrioni rio della Valle



Cresta in punto panoramico e torrioni rio della Valle



Cresta in punto panoramico e torrioni rio della Valle più da lontano



Torrioni rio della Valle torrione doppio e roccione a destra più da lontano



Torrioni rio della Valle torrione doppio e roccione a destra ancora più da lontano



Torrioni rio della Valle e vetta dolomitica da punto panoramico molto più da vicino



Torrione antropomorfo da punto panoramico



Torrioni rio della Valle e vetta dolomitica da punto panoramico più da vicino