Grotte e Cascata Val Ferraia da Alto




Domenica 13 gennaio 2019: Alto (500) – Arma do Stefanin (460) – Alto (645) - Falesia Red Up (650) – Arma Crosa (580) – Arma del Pertusello (545) – Arma della Porta A (675) – Arma della Porta B (685) – Arma della Porta C (705) – Arma del Cupà (770) – Cascata Val Ferraia (725) – Alto (645).


Partecipanti: Riccardo, Okkiblu, Colin, Maya e soundofsilence.


Lunghezza: 14 Km. circa quelli effettuati da noi, con uno spostamento in macchina di 2,5 Km, ma, a conti fatti, lo spostamento in macchina è superfluo, che non effettuandolo, vengono lo stesso 14 Km, ed anche il dislivello dovrebbe essere più o meno uguale…


Dislivello: 800 m. circa.


Difficoltà: EE tutto il percorso per l’Arma dello Stefanin, in particolare gli ultimi metri sono i più critici con un passaggio franoso e quasi senza appigli, per il quale può essere utile piazzare per la discesa una corda in doppia da almeno 10 m. Da tenere presente che il guado può essere molto complicato, se non impossibile dopo le piogge. EE il guado per l’Arma Crosa. EE la salita al Pertusello, attrezzata con corde e con un tratto in discesa, poco prima della grotta, un po’ esposto e di almeno I grado. EE il percorso all’interno dell’Arma della Porta C ed anche l’uscita, scomodi stretti e con necessità di usare le mani (I) se si evita di uscire dalla strettoia di entrata. Passaggi EE poi seguendo il tubo in salita verso la Cascata, in particolare all’inizio della risalita vi è un passo stretto ed esposto dove la roccia butta un po’ fuori, occorre effettuarlo lentamente e con attenzione od a quattro zampe. Tutto il resto EE. Per le grotte necessità di lampada e casco, ma nessuna difficoltà particolare a parte quelle descritte per l’Arma della Porta C.


Percorso in macchina: Da Genova ad Albenga in autostrada, quindi si segue la direzione Garessio fino a Martinetto, dove si svolta a sinistra per la Val Pennavaira e si prosegue fino a Nasino dove si continua sulla SP14 e, prima di giungere ad Alto, circa 2 Km. dopo il bivio per Vignolo, in corrispondenza del primo tornante dopo lo stesso, si parcheggia in un piccolo slargo sulla destra. Per abbreviare il giro, che con le numerose deviazioni risulta di per sé già molto lungo, visitata l’Arma do Stefanin si può tornare indietro al parcheggio e spostarsi con la macchina fino al centro del paese di Alto, parcheggiando presso la Chiesa.


Percorso a piedi: dal tornante parte una sterrata (con cartello di divieto di circolazione), che seguiamo per appena 50 metri, per prendere a sinistra una traccetta non molto visibile che scende ripidamente qualche metro per poi traversare verso sinistra. Seguiamo quindi l’incerta traccia riconoscendo ogni tanto vaghe vestigia di un vecchio sentiero che ci fanno capire di essere nel giusto e aggiriamo altresì alla meglio alcuni punti infrascati. Il sentiero procede comunque costante in direzione sud-est fino a giungere, a pochi metri dal torrente, ad un infrascamento maggiore che costringe a piegare a destra in una radura ricoperta di bassi cespugli delimitata di fronte a noi da spine invalicabili, mentre a destra accediamo all’alveo in secca di un rio, largo, ma che costringe a camminare piegati per gli alberi caduti e la vegetazione incombente. Qui prendiamo a destra passando sotto un albero caduto e giungiamo quindi subito al torrente che va guadato in questo punto o poco più a monte. Davanti a noi, se siamo nel punto giusto, una cascata e immediatamente a destra di questa, un enorme masso che forma alcuni anfratti. Guadiamo quindi con un piccolo salto, badando di attraversare a sinistra della cascata (possibile anche guadare più in alto a destra della stessa, ma ciò ci costringerebbe poi ad un secondo guado). Una volta guadato saliamo tenendoci sul bordo destro della cascata, fino a giungere sopra al laghetto retrostante alla stessa. Pieghiamo quindi a destra e scendiamo con attenzione al laghetto e lo costeggiamo sulla sinistra. Proseguiamo quindi nella stessa direzione e su una breve salita possiamo notare quel che resta di un ometto di pietra, il che ci fa capire di essere vicini alla grotta. Ancora pochi metri in effetti e giungiamo alla scarpata sottostante all’Arma do Stefanin, ormai chiaramente visibile. Qui ci si aiuta come si può per salire i circa due metri che ci separano dalla Grotta che purtroppo sono franati, facendo attenzione alla solidità degli appigli, in effetti assai aleatoria… Torniamo quindi sulla stessa via fino alla sterrata, da dove possiamo compiere due scelte: spostarci in macchina come descritto, oppure continuare sulla sterrata, le due cose sono più o meno equivalenti come lunghezza del percorso, quindi, anche se abbiamo fatto la prima opzione, descriverò la seconda. Continuiamo quindi sulla sterrata in salita per quasi 500 metri dal bivio per lo Stefanin, qui troviamo un bivio a sinistra in discesa che ignoriamo (ma lo imboccheremo successivamente) ed ignoriamo poi anche un bivio a destra per immetterci poi su un’altra carrareccia più o meno in corrispondenza di una palestra di roccia, qui ignoriamo un bivio a sinistra e notiamo invece un ometto di pietra a destra sulla ripa rocciosa che segna l’inizio del sentiero per Red Up. Imbocchiamo quindi a destra il chiaro sentiero, che ci porta in poco più di 150 metri alle spettacolari concrezioni a canne della falesia in questione. Torniamo quindi sui nostri passi fino alla palestra di roccia e riprendiamo a seguire la carrareccia per circa 800 metri, fino a scorgere su un albero un piccolo cartello di legno a freccia recante la scritta: “Grotta di Alto”. Qui seguiamo quindi la freccia e prendiamo un sentierino in discesa sulla sinistra che, dopo una breve discesa iniziale, corre per un discreto tratto parallelo alla carrareccia che stavamo percorrendo, per scendere infine al torrente proprio di fronte alla grotta in questione. Occorre quindi traversare il torrente dove appare più opportuno, direi o arrampicando facilmente su grossi massi, o guadando più a monte con il rischio di bagnarsi un poco i piedi; si risale quindi brevemente alla grotta, che presenta imponente concrezionamento stalattitico e stalagmitico. Torniamo quindi sui nostri passi alla palestra di roccia e quindi fino al bivio citato in precedenza, che imbocchiamo sulla destra, scendendo ad un bel ponte sul Pennavaira, che attraversiamo per prendere subito il sentiero sulla sinistra che corre parallelo e qualche metro sopra il corso d’acqua. Dopo 70 metri circa una deviazione in discesa sulla sinistra porta a dei bei laghetti sul torrente, mentre noi proseguiamo dritti ed iniziamo quindi a salire ripidamente, aiutati anche da corde fisse, fino a raggiungere una grande falesia bianca attrezzata. Continuiamo quindi costeggiando la falesia e, superatala, il sentiero si fa un poco meno evidente e non è più attrezzato; superiamo in effetti una breve discesa rocciosa un poco esposta e, quindi, continuiamo più facilmente per arrivare in breve all’evidente apertura triangolare della grotta, alla base delle pareti rocciose. Torniamo quindi sui nostri passi fino al ponte e, senza attraversarlo, prendiamo un sentierino che sale a sinistra fino a raggiungere una sterrata, che imbocchiamo verso destra. Dopo poco più di un Km. di sterrata troviamo un sentiero segnato in biancorosso che si congiunge da sinistra alla sterrata, noi continuiamo invece sulla sterrata e, 60 metri dopo l’appena descritto bivio, possiamo visitare sulla sinistra l’Arma della Porta A, che presenta alcune belle vaschette e una colonnina. Ulteriori 80 metri sulla sterrata e possiamo visitare, con una breve deviazione sulla sinistra, anche l’Arma della Porta B (consigliabili casco e lampada), caratterizzata da alcune belle concrezioni nella parte interna. Dall’Arma della Porta B continuiamo lungo la falesia, seguendola in salita quando questa piega a sinistra ed, in breve, raggiungiamo le aperture dell’Arma della Porta C. Qui possiamo entrare dalla stretta fessura a sinistra che da accesso alla sala principale, per poi uscire dalla strettoia in alto a destra e quindi scendere i blocchi di crollo accatastati per tornare al sentiero (possibili anche altri percorsi, che però comportano arrampicate più impegnative). Dall’Arma della Porta C scendiamo alla sottostante sterrata alla meglio (non difficile comunque), e riprendiamo a seguirla verso sinistra. Proseguiamo quindi per poco più di 100 metri sulla sterrata per trovare una deviazione sulla destra per la Forra del Ferraia, che può meritare un breve visita (neanche 300 metri l’andata e ritorno) che noi però, nell’occasione, non abbiamo effettuato. Ancora poco meno di 200 metri e la sterrata si esaurisce nel greto del torrente. Qui occorre seguire la rampa di cemento che sostiene il tubo dell’acquedotto che sale sulla riva sinistra del torrente (destra orografica). I primi metri vanno percorsi con attenzione perché la roccia sporgente rende difficile e pericoloso stare in piedi, dato il poco spazio a disposizione. Passato questo primo tratto occorre comunque proseguire ancora con attenzione perché la traccia è sempre stretta e scivolosa, oltreché esposta sul torrente, finche il sentiero si allarga e si può passare su una traccia sulla destra del tubo. Giungiamo così in breve ad una staccionata in legno, che scavalchiamo immettendoci così sul sentiero segnato per l’Arma del Cupà che imbocchiamo verso destra. In breve giungiamo ad un bivio: a destra continuiamo a seguire il tubo e arriviamo più velocemente alla Cascata della Val Ferraia, a sinistra facciamo un saliscendi che ci porta comunque a ricongiungerci con l’altra traccia nei pressi della Cascata, è quindi indifferente seguire l’una o l’altra traccia, tenendo presente però che sulla traccia di sinistra, che è quella segnata, vi è un deviazione, segnata con un cartello, che permette di risalire alla soprastante strada asfaltata e che può essere usata per volendo per fare un altro percorso al ritorno. Giungiamo quindi in ogni caso alla bella cascata e, poi, tornati indietro pochi passi, risaliamo sulla destra fino all’Arma del Cupà. Dall’Arma del Cupà torniamo quindi sui nostri passi fino al ponte e quindi risaliamo alla carrareccia che, seguita verso destra, ci riporta sui nostri passi al parcheggio.


Traccia GPS: Grotte Val Ferraia (Per scaricare la traccia fate click col tasto destro sul link e selezionate “Salva link con nome”)


Conclusioni: Il miglior giro che si può fare in Val Ferraia, anche se si tratta più o meno di un avanti-indietro e non di un anello, anello che si può anche realizzare, ma che comporta un notevole allungamento del percorso e un lungo tratto su asfalto. Si può anche evitare di rifare lo stesso percorso in ritorno dalla cascata, passando più alti e visitando qualche altra grotta, ma non sono di particolare interesse ed il ritorno per la via dell’andata è più veloce. Il giro pur non essendo lunghissimo richiede molto tempo per la visita alle varie grotte ed anche per alcuni passaggi un po’ ostici, e, quindi, non è facilissimo effettuarlo in giornata, se non si dispone di giornate lunghe e se non ci si sbriga nelle visite, cosa che, appunto, abbiamo fatto e le foto in questa occasione ne risentono un po’, ma potete vedere foto migliori, sempre sul mio sito, nelle gite dedicate alle singole grotte. In conclusione percorso non molto panoramico ma con numerose grotte molto belle e facili, nonché, a parer mio, la cascata più bella della liguria, assolutamente da fare.




Massi incastrati formano arco naturale andando all'Arma Stefanin



Confluenza torrenti presso Arma Stefanin



Laghetto presso Arma Stefanin da sopra



Laghetto e arco naturale presso Arma Stefanin



Laghetto presso Arma Stefanin



Uscita Arma do Stefanin



Uscita Arma do Stefanin col flash



Due grandi stalagmiti in Arma do Stefanin più da lontano



Grande stalagmite a destra e uscita Arma do Stefanin più da vicino



Grande stalagmite bianca in Arma do Stefanin davanti a uscita



Stalattiti in volta Arma do Stefanin



Parte superiore grande stalagmite colorata in Arma do Stefanin



Parte superiore grande stalagmite colorata in Arma do Stefanin senza flash più da vicino



Stalattiti in volta Arma do Stefanin da passaggio tra stalagmiti



Colonna a destra e uscita Arma do Stefanin



Colonne in Arma do Stefanin



Colonna e grandi stalagmiti in Arma do Stefanin



Due grandi stalagmiti in Arma do Stefanin



Due grandi stalagmiti in Arma do Stefanin più da vicino



Due grandi stalagmiti in Arma do Stefanin senza flash



Grande stalagmite bianca in Arma do Stefanin davanti a uscita senza flash



Parte destra grande stalagmite bianca e interno Arma do Stefanin



Parte sinistra grande stalagmite bianca e uscita Arma do Stefanin



Stalattiti in volta Arma do Stefanin



Primo piano stalattiti in volta Arma do Stefanin



Primo piano stalattiti in volta Arma do Stefanin senza flash



Stalattiti in volta Arma do Stefanin senza flash



Canne d'organo in falesia Red up



Canne d'organo in falesia Red up più da vicino



Stalagmite in Arma Crosa e vista verso l'esterno senza flash



Stalattiti in volta Arma Crosa senza flash più da vicino



Stalattiti in volta Arma Crosa senza flash più da vicino



Colonne in fondo ad Arma Crosa



Uscita Arma Crosa con Riccardo che fotografa



Uscita Arma Crosa con Riccardo e cani col flash



Stalagmite con Acqua Santiera in Arma Crosa



Stalagmiti in ingresso Arma Crosa senza flash



Stalagmiti in ingresso Arma Crosa senza flash



Stalagmiti in ingresso Arma Crosa senza flash più da lontano



Uscita Arma Crosa



Ponte romano sul Pennavaira



Strettoia tra concrezioni e uscita Pertusello



Strettoia tra concrezioni e uscita Pertusello senza flash



Stretto passaggio tra colonne in Pertusello vista verticale



Stretto passaggio tra colonne in Pertusello vista verticale senza flash



Colonna intarsiata in Pertusello



Colonna intarsiata in Pertusello senza flash



Concrezioni bianche in Pertusello



Scanalature e concrezioni bianche a terra in Pertusello



Parete in Pertusello



Strettoia in Pertusello



Concrezioni su pavimento Pertusello



Interno Pertusello senza flash



Interno Pertusello



Concrezioni basse in Pertusello



Concrezioni basse in Pertusello senza flash



Volta Pertusello



Scanalature in saletta finale Pertusello



Scanalature in saletta finale Pertusello senza flash



Concrezioni in pavimento saletta finale Pertusello



Concrezioni in pavimento saletta finale Pertusello più da lontano



Scanalature in saletta finale Pertusello



Scanalature in saletta finale Pertusello senza flash



Uscita Pertusello senza flash



Strettoia iniziale Pertusello vista verticale



Colonnina in Arma della Porta A



Uscita Arma della Porta B



Vaschetta e colonna in Arma della Porta B



Primo piano concrezione in Arma della Porta C senza flash



Piccole concrezioni a cavolfiore in Arma della Porta C



Finestra in Arma della Porta C senza flash



Uscita Arma della Porta C



Uscita Arma della Porta C senza flash



Piccole concrezioni in Arma della Porta C senza flash



Stretto ingresso Arma della Porta C



Davide esce da Arma della Porta C



Cascata e forra torrente Ferraia



Cascata e forra torrente Ferraia primo piano



Concrezione ocra in Arma do Cupà senza flash



Uscita Arma do Cupà



Colonna e stalattiti in Arma do Cupà



Stalagmite fallica in Arma do Cupà



Cascata Val Ferraia



Cascata Val Ferraia vista verticale



Cascata Val Ferraia più da vicino



Base Cascata Val Ferraia



Cascata Val Ferraia vista di lato



Cascata Val Ferraia vista di lato più da vicino



Cascata Val Ferraia parte superiore da sotto



Base Cascata Val Ferraia vista di lato



Base Cascata Val Ferraia vista di lato più da vicino



Base Cascata Val Ferraia vista di lato più da vicino



Okkiblu in passaggio su tubo



Torrente Ferraia e passaggio difficile in sentiero