Pizzo d'Evigno dal Passo del Ginestro




Domenica 2-1-2011: Passo del Ginestro – Monte Arosio – Pizzo d’Evigno e ritorno


Partecipanti: Soundofsilence.


Lunghezza: 10,9 Km circa A/R.


Dislivello: 550 m circa.


Difficoltà: E.


Percorso in macchina: Da Genova sull’A10 fino ad Albenga. Ad Albenga si prende per Garlenda, quindi si continua sulla SP6 e si arriva a Casanova Lerrone e infine al Passo del Ginestro, dove si parcheggia.


Percorso a piedi: Si prende la sterrata sulla sinistra che si dirige verso sud-est. Dopo pochissimi metri un sentiero non segnato sulla sinistra permette di evitare la sterrata e si dirige con tutta probabilità (io non l’ho percorso) sulla sommità del Monte Arosio, dal quale poi ci si può ricongiungere in breve alla sterrata in corrispondenza del suo termine (il pezzo dal termine della sterrata al Monte Arosio è quello che, invece, ho percorso io). Ritornando alla sterrata la si segue fino al suo termine ignorando alcune deviazioni sulla destra (una segnalata), poco dopo le quali si arriva al termine della sterrata, che continua comunque sulla sinistra restringendosi a sentiero, mentre sulla destra inizia il sentiero segnato per il Pizzo d’Evigno. Pochi metri prima di questo punto una traccia sulla sinistra permette di salire al Monte Arosio, traccia che può essere usata proficuamente per compiere un anello al ritorno. Il sentieo per il Pizzo attraversa prima una zona prativa e poi giunge a un colletto dove occorre non farsi sviare dalla traccia sulla destra, ma continuare invece su una forse meno evidente che continua sul crinale, sulla quale, ma che è quella segnata. Si continua quindi sul crinale e si raggiunge un’elevazione (940 m) sulla cresta che copre la vista del vero Pizzo, ancora distante (oltre 1 Km), giunti in vetta all’elevazione si deve scendere una cinquantina di metri, sempre sul crinale, per percorrere poi tutta la bella cresta fino in vetta. Ritorno per la stessa via o passando per il Monte Arosio come prima descritto.


Racconto: Abbandonato dalla mia ‘Armata Brancaleone’ che preferisce, chissà perché, dedicarsi al gozzoviglio durante le feste, invece di una sana faticata nella nebbia e nel gelo, posso finalmente decidere di testa mia e scegliere una gita senza neve. Giusto però per non annoiarmi troppo riuscirò opportunamente a sostituire la neve col fango: muri di fango così belli che ci si potrebbe leggere la storia dell’ultimo mese di precipitazioni, così come negli strati di arenaria quella delle ere geologiche…
Non sono però questi insignificanti dettagli a poter fermare un ‘riesploratore’ come me, e neppure il ‘simpatico’ sbaglio di sentiero in corrispondenza del colletto dopo la fine della sterrata. La traccia, invece di continuare sul crinale, mi porta a mezza costa lungo il versante ovest del Pizzo: dopo averne percorso un bel po’, mi accorgo della mancanza assoluta di segnavia, ma decido di proseguire ugualmente nell’intenzione di prenderlo da dietro (il monte).
Non del tutto convinto però che tale decisione sia consona alla mia dignità di escursionista, decido infine di risalire fino al crinale.
Qui mi si presenta il magnifico spettacolo della nebbia che lambisce tutta la magnifica e lunghissima cresta del Pizzo senza riuscire a scavalcarla, tanto che se da una parte non s vede niente, dall’altra splende il sole, strana situazione che permette di vedere la propria ombra proiettata nella bianca coltre… Indubbiamente chi sceglie di restare a casa si perde ogni volta qualcosa: la natura sa essere sempre diversa e sempre meravigliosa...
Mi fermo quindi in vetta il tempo necessario per permettere alla nebbia di averla finalmente vinta e di coprire anche l’altro versante. Situazione che mi permetterà un tranquillo ritorno, nonostante un esercito di cacciatori (1 ogni cento metri) impazienti di sparare a qualsiasi cosa si muova: come fanno, infatti, a spararmi se non mi possono vedere?


Conclusioni: Gita sempre tenuta di riserva in attesa di una giornata di brutto tempo che non permettesse altro, mi ha fatto invece abbastanza ricredere: il Pizzo, infatti, non è per niente un’’insulsa’ collinetta boscosa come temevo, ma fa fede al suo nome con una aguzza sommità, per di più coronata, verso nord, da una lunghissima e spettacolare cresta erbosa dove pascolano liberi numerosi cavalli e mucche: un ambiente veramente piacevole… Sul panorama, invece, poco posso dire perché le Alpi le ho viste solo dalla macchina, poi più nulla…
Infine il Monte Arosio, salita fatta per curiosità e per perdere un po’ di tempo mentre vedevo, o meglio non vedevo, il Pizzo avvolto nella nebbia, ma che non vale granchè la pena se non per variare un po’ il percorso al ritorno, si tratta infatti di una collinetta boscosa che si eleva pochi metri sopra il sentiero, pochi metri però decisamente invasi dalla vegetazione e che si percorrono quindi non tanto agevolmente…




Nebbia su anticima Pizzo



Nebbia crea serie di crinali in cresta Pizzo d'Evigno



Nebbia in insenatura presso anticima Pizzo d'Evigno molto più da vicino



Nebbia in insenatura presso anticima Pizzo d'Evigno più da vicino



Nebbia in insenatura presso anticima Pizzo d'Evigno primo piano



Nebbia in insenatura presso anticima Pizzo d'Evigno primo piano più da lontano



Alberi su crinale e anticima Pizzo d'Evigno nella nebbia



Cresta Pizzo d'Evigno lambita dalla nebbia dall'anticima più da vicino



Cresta Pizzo d'Evigno lambita dalla nebbia dall'anticima ancora più da vicino



Cavalli e cresta Pizzo d'Evigno lambita dalla nebbia



Vetta Pizzo d'Evigno nella nebbia



Cavalli lambiti dalla nebbia in cresta Pizzo d'Evigno più da vicino



Vetta Pizzo d'Evigno nella nebbia più da lontano



Gruppo cavalli in cresta Pizzo d'Evigno con mare sullo sfondo



Cresta Pizzo d'Evigno lambita dalla nebbia



Crinale verde e cresta Pizzo d'Evigno lambita dalla nebbia



Crinale verde e cresta Pizzo d'Evigno lambita dalla nebbia più da lontano



Nebbia tra Pizzo d'Evigno e anticima



Mucche e cresta Pizzo d'Evigno lambita dalla nebbia



Nebbia tra Pizzo d'Evigno e anticima più da lontano



Vetta Pizzo d'Evigno aggredita dalla nebbia



Vetta Pizzo d'Evigno aggredita dalla nebbia più da lontano



Nebbia aggredisce cupola sommitale Pizzo d'Evigno più da vicino



Nebbia aggredisce cupola sommitale Pizzo d'Evigno ancora più da vicino



Madonnina di vetta Pizzo d'Evigno nebbia e mare sullo sfondo



Madonnina di vetta Pizzo d'Evigno e nebbia che inghiotte tutto



Croce di vetta Pizzo d'Evigno scendendo



Mare e raggi di sole che filtrano dalla nebbia scendendo da Pizzo d'Evigno



Mare e raggi di sole che filtrano dalla nebbia scendendo da Pizzo d'Evigno primo piano