Cima Durand e Grotta dei Partigiani da Artesina




Sabato 17-10-2020: Artesina (1395) – Selletta della Turra (1510) – La Turra (1820) – Cima Durand (2095) – Grotta dei Partigiani (1760) – Selletta della Turra (1510) – Artesina (1395).


Partecipanti: Chiara e soundofsilence.


Lunghezza: 10,3 Km. circa.


Dislivello: 750 m. circa.


Difficoltà: Anche con neve, perlomeno poca come quella trovata da noi, non si va oltre l’E per quasi tutto il percorso, EE soltanto la deviazione per la Grotta dei Partigiani, perlomeno con neve, senza direi che sarebbe stato E anche quella. Per la Grotta che si può percorrere per una cinquantina di metri, occorrono casco e lampada (con pile e lampada di riserva) ed in un paio di punti bisogna passare a 4 zampe, per una difficoltà che paragonerei ad un EE.


Percorso in macchina: da Genova in autostrada fino al casello di Niella Tanaro e quindi si prende per San Michele Mondovì, da dove si prosegue verso Frabosa. A Frabosa Sottana si continua la salita verso Prato Nevoso fino a giungere ad un bivio, dove lasciamo a sinistra per Prato Nevoso, e continuiamo dritti a destra per Artesina. Giungiamo così in breve ad un parcheggio con una grande scritta a lettere cubitali “Artesina”, dove, al tornante, proseguiamo dritti in corrispondenza anche di una scritta “Benvenuti”. Proseguiamo quindi per la nuova strada per circa 800 metri, fino al termine della stessa e l’inizio di una sterrata, dove troviamo anche i cartelli dei sentieri.


Percorso a piedi: dal parcheggio imbocchiamo la sterrata e compiamo subito una curva a destra (ignorando una deviazione a sinistra), quindi effettuiamo una curva a sinistra e, alla successiva curva a destra, troviamo i cartelli segnalatori, che seguiamo verso destra appunto, lasciando a sinistra una sterrata che, volendo fare un anello, serve per il ritorno. Giungiamo quindi in breve alla Selletta della Turra, dove seguiamo la sterrata verso sinistra in salita, lasciando a destra un altro sentiero che invece scende. Da qui in poi possiamo continuare a seguire la sterrata o scorciarla sulla sinistra, dove sono presenti varie tracce, ma, data la facilità del pendio, si può camminare un po’ dove si vuole. Più avanti poi troviamo anche il bivio a sinistra per il Rifugio Mettolino, che possiamo imboccare, come pure continuare sulla sterrata a destra o, come abbiamo fatto noi, sulla traccia al centro. Tutte e 3 le opzioni portano ai pascoli della Trucca della Turra, dove, tenendosi sulla traccia centrale come abbiamo fatto noi, si incontra un cartello che indica a destra per la Grotta dei Partigiani, che noi abbiamo visitato al ritorno. Da qui, la prima sporgenza del crinale sulla destra costituisce la vetta della Turra, alla quale ci siamo diretti senza sentiero, non che ne valga particolarmente la pena, tagliando in diagonale a destra 300 metri dopo il bivio per la Grotta dei Partigiani. Dalla vetta della Turrà ci dirigiamo poi in diagonale a sinistra fino a ritrovare la traccia principale, che, in caso di neve, risulta essere quella più battuta, piuttosto che quella segnata dai segnavia. Ritrovata quindi la traccia la seguiamo verso sud fino alla vetta della Cima Durand, sormontata da una nuova croce. Dalla vetta ritorniamo sui nostri passi fino al bivio per la Grotta dei Partigiani, che raggiungiamo seguendo numerosi cartelli e pure segnavia. Visitata la grotta torniamo poi sui nostri passi fino alla macchina.


Traccia GPS: Durand (Per scaricare la traccia fate click col tasto destro sul link e selezionate “Salva link con nome”)


Conclusioni: breve gita di mezza giornata, consigliabile soprattutto con neve, che rende indubbiamente molto più bella la vista su Mondolè, Cima Cars e della Fascia, altrimenti probabilmente non vale la pena, dato anche il disturbo dato al panorama dagli onnipresenti impianti di risalita. Consigliabile anche fare un anello, dirigendosi al ritorno alla Colla Bauzano e quindi scendendo verso il Gias della Madonna, cosa che non abbiamo fatto avendo saltato la Grotta dei Partigiani all’andata, cosa che ci ha spinto a ripetere lo stesso percorso. Per quanto riguarda la Grotta, bisogna dire che non è particolarmente interessante, non avendo alcuna concrezione, né altre cose da vedere, tranne una finestrina da cui filtra luce nella sala terminale.




Vista verso il Mondolè salendo da Artesina più da vicino



Pianura e Monterosa salendo da Artesina



Monviso salendo da Selletta della Turra



Mondolè salendo da Selletta della Turra



Pendio innevato e Mondolè salendo da Selletta della Turra



Costa Rossa e Bisalta salendo da Selletta della Turra



Casa alla Trucca della Turra



Persone in salita e sullo sfondo Durand e la Turra più da lontano



Dune di neve alla Trucca della Turra più da vicino



Costa Rossa e Bisalta salendo alla Turra



Dune di neve e la Turra salendovi



La Turra allineata al Monviso salendovi



Cima Cars dalla Turra



Costa Rossa Bisalta e Monviso dalla Turra



Costa Rossa e Bisalta salendo a Cima Durand



Casa salendo alla Cima Durand



Cima Durand salendovi



Erba ghiacciata salendo a Cima Durand



Erba ghiacciata salendo a Cima Durand primo piano



Primo piano Mondolè salendo a Cima Durand



Cima Seirasso salendo a Cima Durand



Cima Saline Pian Ballaur e Marguareis dalla Durand



Cima Seirasso dalla Durand



Argentera e Marittime dalla Durand



Marguareis dalla Durand



Cima Cars e Argentera dalla Durand



Cima Seirasso dalla Durand



Cima Saline e Pian Ballaur dalla Durand



Mondolè da Cima Durand



Croce di vetta Durand con sullo sfondo Saline Pian Ballaur e Marguareis



Croce vetta Cima Durand con sullo sfondo Mondolè Seirasso e Saline



Cima delle Saline da Cima Durand



Croce vetta Cima Durand scendendo



Infossature nella neve scendendo da Cima Durand



Casa con Costa Rossa e Bisalta sullo sfondo scendendo dalla Durand



Cartello per Grotta dei Partigiani



La Turra andando a Grotta dei Partigiani



Finestra in sala terminale Grotta dei Partigiani



Sala terminale Grotta dei Partigiani



Uscita Grotta dei Partigiani



Entrata Grotta dei Partigiani



Mondolè tornando ad Artesina