Monte Ravinet dal Salto del Lupo per il Sentiero dei Daini




Sabato 20 gennaio 2010: Salto del Lupo: Sentiero dei Daini – San Pietro ai Monti– Monte Ravinet – Giogo di Toirano – Salto del Lupo.


Partecipanti: Andrea, Maurizio e Davide


Lunghezza: Noi abbiamo percorso 17 Km, il percorso ‘netto’, cioè senza sbagli di itinerario sarebbe di circa 14 Km, dubito però sia realizzabile data la natura del percorso e le segnalazioni parecchio aleatorie…


Durata: Noi ci abbiamo messo circa 8 ore, forse è possibile metterci decisamente meno, soprattutto se non si incontra neve abbondante dopo il Giogo di Toirano, come è capitato a noi, ma è meglio metterle in preventivo tutte perché la marcia fino a San Pietro ai Monti è resa molto lenta dall’incertezza, quasi ad ogni passo, del percorso ed eventuali errori di itinerario possono portare a perdere anche molto tempo…


Dislivello: Circa 900 metri, praticamente tutti all’andata, senza saliscendi (se non si sbaglia percorso…).


Difficoltà: EE, ma l’EE più difficile che si possa immaginare… Notevoli difficoltà di orientamento nel tratto tra il Salto del Lupo (o meglio dall’inizio del sentiero segnato a tacche rosse 300 metri dopo il Salto in questione) fino a San Pietro ai Monti, perdipiù su terreno impervio. Notevoli difficoltà alpinistiche soprattutto dopo aver lasciato le tacche rosse per il Sentiero dei Daini: i tratti attrezzati con corde fisse, non sono in effetti per niente semplici e vi sono altri passaggi su roccette non attrezzate perlomeno di primo grado. Io valuterei anche F, seppur non continuo, il tratto tra l’inizio del Sentiero dei Daini e San Pietro, perlomeno per dare l’idea delle difficoltà, nonostante che le corde rendano inappropriato l’uso di una valutazione alpinistica. Ciliegina sulla torta infine l’abbondanza di spine piazzate, soprattutto, in punti strategici…


Percorso in macchina: Autostrada da Genova fino a Borghetto Santo Spirito, quindi proseguire fino a Toirano e poi, per altri 3 Km, sempre lungo la SP60, fino al ponte del Salto del Lupo, dove, in uno slargo, si parcheggia.


Percorso a piedi: Dal Salto del Lupo si percorrono 300 metri per imboccare una evidente (per il momento, non fatevi illusioni…) deviazione a destra segnata con freccia, tacche rosse e un’enigmatica scritta DSP che Andrea ha brillantemente interpretato come un: Dove ti stai perdendo…
Di qui in poi descrivere il percorso è impresa ardua, quello che è sicuro è che non bisogna mai perdere le tacche rosse per seguire tracce, magari, anche più evidenti: purtroppo il percorso non è per niente intuitivo e bastano pochi metri per trovarsi in difficoltà o andare completamente fuori strada. Le tacche rosse, comunque, ci sono sempre anche se, spesso, piazzate male e assai difficili da trovare, bisogna però avere la pazienza di cercarle.
In ogni caso il sentiero procede per i primi 500 metri verso est e poi svolta a sinistra per circa 100 metri in direzione nord per quindi continuare per altri 400 metri in direzione nord-est e quindi ricongiungersi al Sentiero dei Daini.
Sul sentiero dei Daini l’orientamento è sicuramente più semplice (pur non essendovi più né tacche rosse né altri segnavia) poichè qui la traccia è unica e segue abbastanza fedelmente il filo di cresta (sempre in direzione nord.-est) ed è più difficile sbagliare. Più difficile è capire, per chi non lo ha già percorso, il punto in cui si arriva a congiungersi col predetto Sentiero dei Daini: poco dopo che i due sentieri si incontrano, però, le tacche rosse svoltano a sinistra alla base di una parete rocciosa, mentre il Sentiero dei Daini supera una piccola pietraia (segnata da ometti di pietra, gli unici presenti da qui a San Pietro…) e affronta direttamente la parete con l’ausilio di una corda fissa (probabilmente il punto più difficile dell’intero percorso).
Più avanti si incontra un’altra corda fissa che permette di scavalcare un’altra parete verticale e quindi si procede dritti sempre verso nord-est fino a che, nel bosco in prossimità di una evidente forcella leggermente sulla destra del percorso (dalla quale però si può osservare tutta la cengia che costituisce la parte finale del sentiero) si svolta a sinistra (nord) per compiere un ampio tornante di una sessantina di metri che da accesso alla predetta cengia tramite un breve passaggio attrezzato in discesa (non difficile ma esposto).
Si segue quindi la cengia passando vicino a un ampio riparo sotto roccia e quindi tramite un ripido pendio sulla sinistra con passaggi di primo grado su terreno scivoloso e friabile (gli alberi aiutano però…) si scollina per arrivare a scorgere, finalmente, il sentiero segnato = proveniente dalle Grotte di Toirano; per abbreviare il percorso si può continuare dritti sulla cresta con facili passi su roccette evitando così i tornanti del sentiero.
Da San Pietro ai Monti si imbocca per un breve tratto il sentiero segnato = rosso fin nei pressi di una tubatura dell’acquedotto dove si continua dritti sulla cresta, mentre l’= svolta a sinistra nel bosco. Il percorso è attualmente segnato da bollini rosso/arancioni (l’anno scorso non c’erano) che vanno seguiti finche rimangono sul filo di cresta, per abbandonarli poi in prossimità del crinale sud del Monte Ravinet, quando questi piegano a destra e iniziano a scendere, presumibilmente per ricongiungersi col sentiero segnato X rossa proveniente da Boissano.
Si deve invece deviare a sinistra nel bosco, in salita, senza traccia per raggiungere il crinale sud del Ravinet, da dove, tracce di sentiero e, comunque, la linea di massima pendenza, conducono facilmente in vetta.
Dalla vetta si segue la cresta finche lo si ritiene opportuno per deviare poi a destra fino ad incrociare il sentiero X rossa (probabilmente è anche possibile deviare a sinistra per incrociare invece l’= che è però un pochettino più distante) che si segue fino ad incrociare il sentiero segnato con 2 palle rosse che, in breve porta all’= che si segue verso destra fino al Giogo di Toirano, dove si imbocca la strada asfaltata verso sinistra in discesa fino al pannello indicatore del rombo rosso (dopo 350 metri circa) e si segue questo sentiero fino al Salto del Lupo.


Racconto: Giuro che mi compro degli scarponi nuovi…
Ma andiamo per ordine: Le mie gite esplorative sono sempre state del tipo: "Vedi Napoli e poi muori…", infatti dopo l’esplorazione al Vallon de Groà Ramingo forse non è morto, ma non è più venuto con me e altrettanto ha fatto Lusciandro dopo la ravanata in Val Gargassa…
Perché allora Maury76 e Gambeinspalla continuano a venire dopo il Castellermo e la Punta Alzabecchi? Forse che le esplorazioni non gli sono piaciute abbastanza? Mi devo impegnare di più, posso fare di meglio…
L’impresa è difficile però, nonostante che dopo pochi metri di tacche rosse ci siamo già persi 2 volte, i miei baldi compagni continuano ad essere entusiasti: devo inventarmi qualcosa di speciale…
Approfitto quindi del calo di tensione conseguente al fatto di essere finalmente giunti sul Sentiero dei Daini e aver superato i tratti alpinistici per tentare una soluzione estrema: i miei compagni non sono mai passati di qua, li posso quindi portare dove voglio: un’invitante forcella sulla destra me ne dà l’occasione; prima una bella discesina che non fa mai male, poi una stimolante risalita su terreno che si sbriciola come un panettone genovese (quello basso) e infine una paretina verticale con appigli che si staccano come pinoli (dal panettone…) e appoggi ricoperti di fango quanto basta per rendere la cosa più eccitante…
Ingolosito da tanto ben di Dio, stacco quindi con la mano destra un pinolo e, con la scusa degli scarponi lisci faccio una bella scivolata per spaventare i miei compagni.
Ma chissà come, rimango però appeso, forse a un candito, e non riesco a spaventarli abbastanza…
Riprovo allora tentando di centrare Maury76 con un sasso, ma, oggi, non ne va bene una e lo manco e lui non si arrabbia neppure…
E’ proprio un caso disperato, giungiamo in vetta e Andrea - alias Gambeinspalla - mi dà persino la mano, cosa ho sbagliato dunque???
Comincio finalmente a capire qualcosa durante la via del ritorno: nonostante che affondiamo in un metro di neve e abbiamo le ghette e gli stivali nello zaino (portati per eventuale digressione alla Grotta della Giara) continuiamo imperterriti a infradiciarci scarpe, calze e pantaloni…
Il dubbio diventa una certezza quando poi, ignorando ogni tipo di freccia e segnalazione in vernice rossa, perdiamo più volte il sentiero segnato e vaghiamo per decine di minuti a cercare il passaggio più spinoso (non in senso figurato…) possibile: siamo evidentemente masochisti convinti…
A parte gli scherzi una bella gita e una ancora più bella compagnia; ormai l’esplorazione della zona è quasi terminata, vorrei comunque rifare, prima o poi, un salto alla Grotta della Giara per completare l’archivio delle tracce GPS abbinandolo, magari, alla salita ad un bell’arco naturale che si trova poco sopra il sentiero rombo rosso qualche minuto dopo il primo bivio per la giara (procedendo verso il Giogo di Toirano).
Oltre a questo, nelle varie divagazioni effettuate abbiamo anche raggiunto un altro arco naturale, pur meno bello di quest’ultimo (visibile comunque anche da fondovalle sullo spigolo alla base delle pareti rocciose che sorreggono il Monte Varatella) che si raggiunge proseguendo dritti sulle pietraie che si incontrano nella prima parte del sentiero a tacche rosse.


Conclusioni: la mia gita preferita della zona rimane comunque la precedente alla Punta Alzabecchi, attraverso i magnifici torrioni e la bella cresta, e non solo perché la sento più mia, avendola inventata da zero, ma soprattutto per i panorami che mi sono più congeniali rispetto a quelli, pur più ampi (ma più piatti) di questa gita, che rimane comunque una bella alternativa per compiere un anello per San Pietro ai Monti e il Ravinet; è soltanto la mia opinione però, sempre un po’ particolare, molti, in effetti, preferiscono o preferiranno questa gita…




Arco naturale sopra sentiero DSP



Arco naturale sopra sentiero DSP più da destra



Guglia di roccia lungo sentiero DSP



Guglia di roccia lungo sentiero DSP più da vicino



Balconata calcarea fessurata e vista ovest da Sentiero Daini



Alpi Liguri con Galero Pizzo d'Ormea Mongioie e Antoroto dal Ravinet



Croce vetta Ravinet e costa est



Neve immacolata sulla carrareccia per il Giogo di Toirano



Doppia cascata con alberi davanti in Rio della Valle



Doppia cascata in Rio della Valle più da lontano



Arco naturale presso bivio per la Giara più da vicino



Arco naturale presso bivio per la Giara ancora più da vicino



Punta dolomitica senza nome in versante destro Valle della Valle più da vicino