Cima delle Roccate - Bric Conoia - Monte Rotondo




Mercoledì 7 luglio 2010: Viozene – Bocchin dell’Aseo – Colletto Revelli – Bivacco Cavarero – Cima delle Roccate – Bric Conoia – Monte Rotondo – Il Profondo – Viozene.


Partecipanti: Lusciandro, Soundofsilence.


Lunghezza: 20 Km circa, riducibili ancora un po’ saltando qualche anticima, noi ne abbiamo fatti 21,1.


Dislivello: 1800 circa.


Difficoltà: E, nessuna difficoltà tecnica, anche se il pendio per salire al Bric Conoia è un po’ ripido. Non si tratta comunque di un percorso banale, essendo le segnalazioni a volte scarse, a volte abbondanti ma spesso in tratti privi di sentiero, è richiesto quindi un discreto senso dell’orientamento e abitudine ai percorsi impervi e di alta montagna. E’ da tenere presente poi che il tratto dal Colletto Revelli alla sella tra il Bric Conoia e Cima delle Roccate richiede molto più tempo (non ci abbiamo messo 3 ore e mezza) di quello che dislivello e lunghezza farebbero pensare, data l’inesistenza di una vera e propria traccia e la necessità, ad ogni passo, di cercare il segno successivo, difficilmente piazzato nel punto dove si penserebbe dovrebbe essere….


Percorso in macchina: Da Genova fino a Savona e quindi all’uscita di Ceva sulla Savona-Torino. Da ceva si prende per Garessio, Ormea e Colle di Nava. Raggiunta Ormea si continua verso il Colle di Nava. Giunti a Ponte di Nava, invece di svoltare sulla ss28 per il colle, si prosegue dritti per Viozene sulla sp154. In 10 Km si arriva a Viozene e si parcheggia di fronte a una chiesa/cappella sulla strada principale, dove sono presenti numerosi posti e anche cartelli indicatori dei sentieri.


Percorso a piedi: Si segue l’unico sentiero prima su cemento, poi su asfalto e quindi su carrareccia e poi sentiero fino al pianoro del rifugio Mongioie. Qui, invece di dirigersi a sinistra verso il rifugio, si prosegue dritti verso il Bocchin dell’Aseo.
Si inizia a scendere dal Bocchino e dopo un 200 metri si trova una deviazione, non visibilissima, sulla destra, segnata con tacche rosse, che si dirige verso il Colletto Revelli, mentre a sinistra si scenderebbe al Lago Raschera.
Dal Colletto Revelli si prosegue sull’unica traccia segnata (tacche rosse e, a volte, GTA) fino al Bivacco Cavarero. Da qui noi abbiamo traversato il pianoro sottostante, senza traccia, fino a incrociare una sentiero segnato sempre con tacche rosse in salita verso il Bric Conoia.
In realtà avremmo dovuto continuare sul sentiero segnato che ci avrebbe portato alla Sella Revelli, ma ci sembrava, erroneamente, di allontanarci troppo dalla direzione giusta.
Tornando al percorso che abbiamo fatto, seguiamo quindi le tacche rosse, non molto facilmente a dire il vero, dato il percorso parecchio contorto; fino a una sella tra il Bric Conoia e la Cima delle Roccate, dopo aver incontrato, presso un lago, segnalazioni per il Mongioie che risalgono ad una sella tra il Bric Conoia e il Monte Rotondo. Alla sella ci dirigiamo a sinistra verso la Cima delle Roccate, seguendo il filo di cresta (in realtà il sentiero segnato passa poco sotto, ma ce ne accorgeremo solo al ritorno).
Dalla vetta sarebbe possibile proseguire in cresta fino al Pizzo d’Ormea, ma, dato il nebbione, non ha senso e torniamo alla predetta sella, da dove iniziamo la ripida salita al Bric Conoia, segnata sempre con bolli/tacche rosse.
Dalla vetta inizia una segnalazione tricolore che traversa a mezzacosta le anticime del Bric e raggiunge l’imponente dolina del Profondo. Da qui è possibile, in breve, salire al Monte Rotondo e l’abbiamo fatto; avremmo poi voluto almeno vedere se era possibile un’ulteriore digressione alla Cima Revelli, ma, data la nebbia, non siamo riusciti neanche a intravedere la cima in questione. Torniamo quindi al profondo e seguiamo i segnavia che ci portano (prendendo a sinistra in discesa dove le segnalazioni si biforcano) 300 metri a valle del Bocchin dell’Aseo, da dove si ritorna velocemente, compatibilmente con le proprie gambe, a Viozene.


Racconto: Finalmente un bello sbaglio di sentiero, era un po’ che non ne facevo, incominciavo quasi a preoccuparmi… Che meraviglia per un riesploratore come me trovarsi nella nebbia più assoluta, sul sentiero sbagliato, con 1500 metri di dislivello già nelle gambe e senza sapere dove si è e che strada fare…
Sono quei momenti che ti ripagano di tutte le fatiche per organizzare una gita e convincere quanti più poveri (e ignari) disgraziati possibile a partecipare, momenti che vorresti non finissero mai (se poi neanche iniziassero sarebbe perfetto…) e che neanche con una mastercard ti puoi comprare…
In effetti il giro previsto doveva portarci da poco sotto il Bocchin dell’Aseo alla dolina del profondo per poi percorrere tutta la cresta di cime fino al Pizzo d’Ormea e tornare scendendo prima alla Colla del Pizzo, poi alla Sella Revelli e quindi risalire al Bivacco Cavarero e al Bocchin dell’Aseo.
Invece, individuato il bivio prima del Bocchino, decidiamo di percorrere il giro all’incontrario (cosa che ha reso sicuramente molto più difficile l’orientamento) , sperando in un miglioramento successivo del tempo, visto che alle 10 tutte le cime sono già nella nebbia più fitta…
Ci dirigiamo quindi al Colletto Revelli prima e al bivacco Cavarero poi, seguendo un sentiero (in realtà il sentiero non c’è, solo tacche rosse) che sembra tracciato da un ubriaco, tanto va a zig-zag…
Stufi alfine di tale avanti-indietro e, convinti, a torto, di allontanarci troppo dalla Sella del Pizzo (se durante tutta la giornata avessimo anche solo intravisto una volta il Pizzo d’Ormea, forse avremmo capito meglio il percorso da farsi…), molliamo il sentiero poco dopo il bivacco e attraversiamo il pianoro sottostante, nella convinzione di incrociare prima il sentiero giusto…
In effetti incrociamo sì un sentiero, ma scopriremo, dopo averlo percorso tutto, che portava al Bric Conoia e non alla Sella del Pizzo… La scelta però di fare il giro all’incontrario non si rivelerà però del tutto sbagliata, visto, che il tempo, come da previsioni, migliorerà un poco e lascerà per buona parte del giorno e cime scoperte (a parte il Pizzo d’Ormea e il Mongioie che mai avremo il piacere di vedere), giusto fino al momento in cui ci arriveremo noi…
In ogni caso, fallite le cartine, fallito il GPS, fallita la telefonata il giorno prima ad EM che conosceva il percorso, penso di essere sulla strada giusta di un nuovo sistema che mi risolverà tutti i problemi di orientamento: invece che segnare i waypoint cruciali sul GPS, vedrò di posizionarci sopra una fetta di salame, sono sicuro che con Lusciandro al seguito non sarà un problema a trovare la via più breve alla fetta successiva…
D’altronde è talmente bravo, specie se non gli si fa fare colazione, che riesce a sentire l’odore di salame pure quando non c’è, figuriamoci se ce lo metto davvero…


Conclusioni: Qualche squarcio nella nebbia ogni tanto è bastato a darci un’idea della grandiosità e varietà dell’ambiente, caratterizzato, oltretutto, attualmente, da una magnifica fioritura. Presto tornerò per completare i pezzi mancanti, ma aspetterò una nitida giornata autunnale… Grandi pianori carsici e cime dolomitiche laghi e doline ovunque, purtroppo orfane di Mongioie e Pizzo d’Ormea, i 2 attori principali, che si sono nascosti tutto il giorno, e dei colori che qualche raggio di sole avrebbe potuto pennellarci sopra…




Ginestra Colme e Rocca Garba



Ginestra Colme e Rocca Garba più da vicino



Ginestra Colme e Rocca Garba più da lontano



Ginestra senza recinto Colme e Rocca Garba



Pian dell'Olio



Lago Raschera Brignola e Ferlette salendo al Colletto Revelli più da vicino



Brignola e Ferlette salendo al Colletto Revelli più da vicino



Brignola Ferlette e cresta verso Mongioie



Rododendri e guglie rocciose scendendo al Cavarero



Pozza d'acqua sopra il Cavarero più da vicino



Pozza d'acqua sopra il Cavarero primo piano ancora più da lontano



Pozza d'acqua sopra il Cavarero e torrioni macchiati di giallo



Prati gialli e Cima Revelli sullo sfondo



Rododendri e anticime Conoia nella nebbia



Rododendri e anticime Conoia nella nebbia più da vicino



Finto arco naturale salendo al Conoia più da vicino



Guglia finto arco naturale salendo al Conoia



Laghetto Bric Conoia e 2 anticime



Anticima maggiore Bric Conoia



Bric Conoia nella nebbia 2 anticime e Monte Rotondo dalla Roccate ancora più da vicino



Croce di vetta Bric Conoia con sullo sfondo Monte Rotondo e Cima Revelli primo piano



Prato giallo e Monte Rotondo



Il Profondo più da vicino