Tete Chaudon (Testa Ciaudon) e Cima della Fascia dalla Maire Rocca Rossa




Sabato 26 Settembre 2015: Maire Rocca Rossa (1430) – Tete Chaudon (2387) – Punta San Salvatore (2420) – Cima della Fascia (2495) – Capanna Morgantini (2220) – Colle Boaria (2100) – Maire Rocca Rossa (1430).


Partecipanti: Gheroppa, Stefania, Kay, Piera e Soundofsilence.


Lunghezza: 16,7 i Km fatti da noi a causa di qualche errore di percorso, se no dovrebbero essere circa 14,5.


Dislivello: 1340 circa.


Difficoltà: EE i ripidi prati senza traccia che portano al colletto tra la Tete Chaudon e la Cima della Fascia; noi in realtà in questo tratto abbiamo anche affrontato un canalino valutabile F+, ma direi che è preferibile evitarlo per continuare a percorrere invece i ripidi prati a destra, dato il pericolo di caduta pietre su un terreno estremamente instabile.La salita alla Tete Chaudon dal colletto è più facile dei prati in precedenza affrontati ed è segnalata con ometti e i punti più ripidi possono essere aggirati, il che dovrebbe far rimanere questo tratto nella valutaizone E. La salita per cresta invece alla Cima della Fascia, pur senza alcuna segnalazione è quasi tutta assai semplice e senza problemi, solo un breve tratto su tocce ripide, ma camminabili, è al limite dell’EE. La discesa alla Capanna Morgantini è anch’essa senza traccia perché le segnalazioni ivi presenti (tacche rosse e\o gialle) sembrano più portare a qualche grotta che alla meta e, oltretutto, attraversano zone carsiche non sempre semplici, dunque noi abbiamo preferito andare a vista (per quello che la nebbia ci consentiva…) e con visibilità buona direi che il percorso non presenta comunque difficoltà e siamo ancora nell’E. Tutto il resto del percorso non presenta poi alcun problema ed è tranquillamente E.


Percorso in macchina: Da Genova a Savona sull’A10 e quindi sullla Savona-Torino fino all’uscita di Mondovì. Da Mondovì si segue per Cuneo e 1 Km prima di arrivarci si svolta a sinistra per Boves e, poi, subito prima di Borgo San Dalmazzo si svolta a sinistra per Limone Piemonte. Giunti a Limone si svolta a sinistra, alla fine del paese, in via Divisione Alpina Cuneense, quindi si segue Via Valbusa, poi Via San Secondo, per svoltare quindi a destra in via Genova e, infine, a sinistra in Via San Giovanni., che continuiamo a seguire, anche quando diventa sterrata, per 4 Km complessivi dall’inizio di quest’ultima strada. Si lascia quindi la macchina nello spazio a fianco a un tornante, pochi metri dopo il cartello che segnala il sentiero sulla sinistra per Capanna Chiara e il Vallone del Cros, a quota circa 1430 circa. In realtà per il giro che abbiamo fatto noi si potrebbe andare più avanti (500 metri circa), fino al divieto di transito, dove vi è anche un parcheggio un po’ più capiente, ma, pensando di tornare dal Vallone del Cros, abbiamo preferito lasciare la macchina al bivio.


Percorso a piedi: Dal parcheggio si continua sulla sterrata seguendo le indicazioni per il Colle della Boaria, lasciando quindi sulla destra una deviazioni per il Lago Terrasole e la Capanna Niculin. Si giugne quindi su sentiero agli ampi prati dove sorge una specie di chalet e vi è un cartello di legno che indica la direzione per il Lago della Perla. Qui proseguendo dritti ci si dirige appunto verso tale lago e l’omonimo colle, mentre noi pieghiamo a sinistra verso il Colle della Boaria. A quota 1820 circa, nel punto in cui l’alveo del torrente è al livello del sentiero, pieghiamo quindi a sinistra, lasciando il sentiero per la Boaria, e iniziamo a salire i ripidi prati tenendoci o nell’alveo secco del sunnominato torrente, o sull’erba poco a lato. Dopo poco meno di 200 metri ci troviamo di fronte un ripido canalino che è meglio evitare (noi non l’abbiamo fatto purtroppo…) e continuare per ripidi prati sulla destra. Giunti quindi su prati più ampi e un po’ meno ripidi ci troviamo di fronte un’altra zona rocciosa che sembra presentare almeno 3 opzioni di prosecuzione: a sinistra una ripida rampa erbosa, al centro un più ripido canalino di cui non si vede l’uscita, e, a destra, un canalino più abbattuto, che è la via che seguiamo. La scelta si rivela buona e arriviamo in cima senza difficoltà. Ci troviamo quindi di fronte alle ripidissime bastionate della Tete Chaudon, che occorre aggirare sulla sinistra; risaliamo quindi in tale direzione un dosso di pochi metri e traversiamo, sempre a sinistra, in direzione di un poco inclinato vallone di cui non si vede l’uscita; si risale quindi il predetto vallone, superando sulla sinistra una zona più ripida e rocciosa, e, poi, puntando al colletto che si incomincia a intravvedere. Il colletto si raggiunge senza difficoltà e da qui possiamo osservare tutto il percorso che ci aspetta: sulla destra la cresta per la Tete Chaudon, a sinistra la cresta per la Punta San Salvatore e la Cima della Fascia, mentre di fronte, poco sotto, la Capanna Morgantini. Prendiamo quindi a destra la cresta per la Tete Chaudon, segnalata da ometti, e in breve raggiungiamo la vetta. Scendiamo quindi nuovamente al colletto per il medesimo percorso; qui oltreché percorrere la facile cresta è possibile seguire un sentierino a mezzacosta sulla destra che raggiunge comunque la Cima della Fascia, saltando però la Punta San Salvatore. Noi seguiamo comunque la cresta e arriviamo quindi in vetta. Dalla vetta si può scendere ancora per cresta fino ad un’esposto colletto che permette una bella vista sui Torrioni del Cros. Da qui, scendendo il sottostante canalino, si può congiungersi con il sentiero che ritorna attraverso il Vallone del Cros, ma sembrandoci abbastanza orrido, e non conoscendone le difficoltà, abbiamo preferito andare sul sicuro e tornare sui nostri passi fino in vetta, sconsigliati oltretutto di andare su un percorso sconosciuto dalla nebbia montante. Dalla vetta avremmo dovuto comunque scendere verso il Colletto sud del Cros e l’omonimo vallone, ma l’assenza di una traccia e la quasi assenza di segnalazioni, unite sempre alla nebbia, ci hanno fatto desistere anche da quest’ultima ipotesi. Abbiamo quindi ridisceso la cresta di Cima della Fascia fino al colletto e, da qui, sempre senza traccia, siamo scesi alla Capanna Morgantini. Dal colle la Capanna è distante circa 400 metri in linea d’aria e non vi è sentiero segnalato, solo tacche gialle e rosse che ci sono sembrate, nella nebbia, perdersi tra le balze calcaree delle carsene… Conviene quindi scendere mantenendosi in fondo all’impluvio fino a quando le rocce si fanno più rade e i prati che vi si sostituiscono consentono di tagliare facilmente a destra, raggiungendo quindi il sentiero sterrata che collega la Morgantini al Colle della Boaria, che imbocchiamo verso destra. Da qui in poi le segnalazioni biancorosse sono chiare e abbondanti e la traccia è più che evidente. Giungiamo quindi al Colle della Boaria dove prendiamo a sinistra il sentiero segnato per la Maire Valletta e Limone. Scendiamo quindi in direzione nord-ovest, fino a raggiungere il punto in cui all’andata avevamo abbandonato il sentiero per la Boaria per salire i ripidi prati senza traccia verso la Tete Chaudon. Da qui quindi ritorniamo per il sentiero dell’andata.


Conclusioni: Sempre bello farsi il sentiero da soli, ci fa sentire più protagonisti e più esploratori, perlomeno all’andata, al ritorno, quando incomincia a fare tardi, fa indubbiamente sentire anche più stupidi… In effetti ci è venuta fuori una gita quasi interamente senza traccia da seguire, e se per la cresta della Cima della Fascia ne è sicuramente valsa la pena, per il resto sarebbe forse stato paesaggisticamente più bello, e sicuramente meno problematico, salire dalla Boaria (o ancora meglio dal Colle della Perla), per poi scendere dal Vallone del Cros, magari anche attraverso il ripido colletto su cui ci siamo affacciati scendendo verso nord-est dalla cima. Verrà buono per un’altra volta. In ogni caso si tratta di una variante interessante ma che forse andava fatta come completamento alla conoscenza della zona e non come prima esperienza. Abbiamo comunque apprezzato i bei prati del Vallone di San Giovanni, sormontati dalle dolomitiche cime del Bec Castellar e del Bec della Valletta e i suoi due torrioni, nonché il bel panorama delle vette sulla Conca delle Carsene e sul Marguareis; un po’ meno i torrioni del Cros, troppo nascosti dalla nebbia, e che nona bbiamo potuto ammirare come se avessimo percorso il Vallone del Cros…




Prati nel Vallone di San Giovanni tra Testa San Salvatore e Bec Castellar



Torrione e Testa di San Salvatore



Campi solcati nel Vallone di San Giovanni



Bec Valletta primo piano



Vallone di San Giovanni salendo sul sentiero per il Colle Boaria



Morgantini Testa di Murtel e del Duca dal Colle



Carsene Straldi e Marguareis dal Colle



Ometto e Tete Chaudon dal Colle



Bastionate Cima della Fascia dal Colle



Marguareis dal Colle



Stefania e Cima della Fascia salendo alla Tete Chaudon



Capanna Morgantini salendo alla Tete Chaudon



Cresta Tete Chaudon e Marguareis



Catello delle Aquile dalla Tete Chaudon



Castel Frippi e Scevolai dalla Tete Chaudon



8 Stelle Alpine scendendo dalla Tete Chaudon ancora più da vicino



Testa di Murtel e del Duca salendo alla Cima della Fascia ancora più da vicino



Passaggio ripido in cresta per Cima della Fascia



Gola rocciosa salendo alla Punta San Salvatore



Cresta percorsa e Tete Chaudon dalla Punta San Salvatore



Stefania e Piera verso Cima della Fascia



Cima Pertegà dalla Cima della Fascia



Nebbia al Passo Scarason e Marguareis da Cima della Fascia



Torrioni del Cros spuntano nella nebbia dalla Cima della Fascia



Torrioni del Cros scendendo da Cima della Fascia



11 Stelle Alpine scendendo da Cima della Fascia