Monte Ceppo




Domenica 16-1-2011: San Sebastiano – Monte Mera – Monte Ceppo – Monte Oliveto – Monte Cavamelle – Monte Garbinee – San Sebastiano.


Partecipanti: Fede78, Lusciandro Maury76 e Soundofsilence.


Lunghezza: Il percorso pulito, con tutte le cime è di circa 19 Km, riducibili a 18,5 se non si fa l’anello del Monte Mera, ma si ritorna indietro sulla stessa strada, noi abbbiamo fatto 21,3 Km. Volendo invece andare direttamente al Monte Ceppo e tornare sulla stessa strada, che è forse la cosa migliore, il percorso è di 17 Km circa.


Dislivello: 1150 circa facendo tutte le cime, 950 andando in vetta solo al Ceppo.


Difficoltà: E, qualche difficoltà di orientamento per le cime minori prima in un breve tratto tra l’Oliveto e il Cavamelle e poi, soprattutto quando le tracce terminano e il crinale si fa più ripido di quel che si desidererebbe 300 metri dopo quest’ultima vetta. La discesa poi fuori sentiero da questo punto fino a ricongiungersi col sentiero dell’andata, si svolge senza traccia e in un bosco assai ripido, seppur non pericoloso, ma credo si meriti comunque una classificazione EE.


Percorso in macchina: Da Genova sull’A10 fino ad Bordighera, si continua poi sull’Aurelia fin quasi a Ventimiglia, dove si devia a destra seguendo le indicazioni per Dolceacqua e Pigna. Si continua dopo Pigna per 1,5 Km e poi si svolta a destra per Castelvittorio.
Da Castelvittorio si continua lungo l’unica e stretta strada disponibile, ignorando la deviazione a destra segnalata per il Monte Vetta, fino a giungere nei pressi di una Cappelletta (San Sebastiano) dove la strada si divide in 3.
Qui o poco prima, se non si trova posto, si può parcheggiare, ma è comunque bene arrivare fin alla Cappella, perché l’unico punto dove si può invertire la marcia…


Percorso a piedi: dalla cappelletta si prende la strada di centro, ripida e cementata, e la si segue fino a giungere ad un paesino dove ci hanno detto che non conviene proseguire sulla strada, ora sterrata, perché ci sono sbarramenti per i cinghiali. Bisogna quindi tagliare, all’inizio del paesino, a sinistra per fasce sino a giungere a un palo della luce dove si riprende la sterrata che subito dopo presenta un bivio, dove occorre proseguire a destra. Dopo poco la sterrata si ricongiunge con con quella proveniente da destra dal paese.
Si prosegue quindi dritti a a sinistra e dopo 800 metri si incontra un bivio dove si prosegue dritti, lasciando a destra una sterrata che va verso Bajardo. Ancora 500 metri sulla sterrata e si incontra un sentierino sulla sinistra che porta con qualche difficoltà (a un certo punto bisogna lasciarlo e risalire quasi senza traccia il pendio verso destra) al Monte Mera, meglio però proseguire pochi metri (15) per prendere un secondo bivio sulla sinistra che porta molto più direttamente e chiaramente al predetto Monte.
Tornati dal Monte Mera si prosegue per 1,5 Km sulla sterrata e si trova un sentierino sulla destra che correndo parralelamente alla sterrata porta in breve in vetta al Monte Garbinee. Dalla vetta si continua parallelamente alla sterrata e si arriva su un’ampia e panoramica radura. Alla radura si deve pervenire anche continuando a seguire la sterrata, in questo caso dal bivio per il Garbinee si prosegue ancora 500 metri fino a dove la sterrata si biforca: qui si prende a destra e dopo neanche 100 metri la sterrata termina nella predetta radura.
Si attraversa quindi la radura verso est e alla sua estremità si incontra un sentiero che occorre prendere. Dopo pochi metri il sentiero si biforca: si prende a sinistra in salita, lasciando a destra un più evidente traccia in piano. Dopo poco può sembrare di vedere un nuovo bivio, ma la traccia a destra non porta da nessuna parte, si prosegue, quindi, a sinistra. Si prosegue quindi a lungo su questo sentiero ignorando alcune deviazioni non molto evidenti sulla destra e cercando di non perdere la traccia principale che compie una serie di zig-zag non molto evidenti.
Alla fine di questi ultimi si giunge ad un bivio: andando a destra si giunge dopo un centinaio di metri a un rudere, da cui la traccia si perde (il crinale però, da qua, è poco distante (poco più di 100 metri) ed è possibile, raggiuntolo proseguire in entrambe le direzioni (a sinistra verso il Monte Cavanelle e a destra verso il Monte Oliveto), ma è meglio tentare questa variante al ritorno, quando si ha più chiara la geografia del posto perché è proprio questo il punto dove la traccia di crinale latita di più, andando invece a sinistra si giunge in 600 metri circa alla sella che precede la vetta del Ceppo, da qui chiaramente visibile. Si può risalire direttamente il pendio erboso oppure seguire una delle tante tracce che portano in vetta.
Dalla vetta possibile breve deviazione all’anticima nord e quindi ritorno fino alla sella antistante la vetta: qui un sentierino verso sud-ovest permette, in 250 metri circa di arrivare sulla vetta dell’Oliveto. Dalla vetta forse la decisione più saggia è quella di tornare indietro alla sella e ritornare per la strada dell’andata, è possibile però continuare sul crinale, ma, dopo poco, la traccia si perde…
Se si è fortunati e la si ritrova (aiutano cartelli di divieto caccia e alcuni segni biancoverdi) si può anche riuscire ad arrivare in vetta al Cavanelle, ma 300 metri dopo la vetta la traccia si perde definitivamente (o forse siamo noi ad averla persa…) e abbiamo preferito deviare a destra (nord) per ricongiungerci col sentiero dell’andata. Questa deviazione non è certo molto comoda perché il bosco è molto ripido, tanto che può essere utile aiutarsi con gli alberi, ma probabilmente più facile che tentare di continuare dritti sul crinale che diventa anch’esso assai ripido.
Se si è di nuovo fortunati, in circa 300 metri, si ritorna sul sentiero dell’andata, dove si può ritornare per la stessa strada o fare deviazioni per le cime in precedenza descritte.


Racconto: E’ bello quando più persone con scopi e interessi diversi si trovano unite a fare con entusiasmo la stessa cosa… Così la gita al Monte Ceppo: c’è chi viene per fare la solita scorpacciata di vette (Maury), chi viene per fare la solita scorpacciata e basta (Lusciandro), chi per seguir virtute e conoscenza (io…) e chi…. E questa è una novità non da poco: per fare pubblicità!
Buttata la prima pietra con la pubblicità sul sito di Quotazero era inevitabile che il male si diffondesse inesorabile anche nello spartano mondo dell’escursionismo....
La pubblicità però, si sa, costa, e costerà molto alla Fede sopportare una gita ‘tanto schifosa’ (magnifico esempio di pubblicità comparativa…) per poter decantare le lodi del fantastico weekend ‘scivolatorio’ del prossimo weekend ad Artesina....
Intanto che la Fede sopporta la gita e noi sopportiamo lei in una mirabile gara a chi è più masochista, il buon Maury da buon esperto di divani e telecomandi qual è, capisce che l’unica soluzione per sfuggire agli spot della Federica sta in uno zapping selvaggio di vetta in vetta…
Faremo così incetta di vette, vettine, vettucce e vettarelle, tutte uguali, piatte, insignificanti, nonché vergini di un qualsivoglia panorama, felici non tanto per l’ebbrezza della conquista, quanto per l’aver distanziato la Fede, che, nel frattempo, si è presa una pausa (pubblicitaria, naturalmente.…).
Giunti alfine sul Ceppo di vetta tutte le differenze di intenti e motivazioni si stemperano e fondono in un unico silenzioso afflato di comunione interiore: si mangia!!!!
Al ritorno, dopo le vette di Maury, il lauto pasto di Lusciandro e gli spot della Fede, tocca pure a me prendermi qualche soddisfazione e mi concedo così una piacevole ravanata di solo un’oretta nel fitto del bosco del Monte Cavanelle… D’altronde, c’è chi le gite le fa per noia, chi se le sceglie per professione, soundofsilence né l’uno né l’altro lui le fa per passione.… Passione naturalmente nel senso di patimento e sofferenza, almeno quella, nelle mie gite, non manca mai…


Conclusioni: Meta insolita ma meritevole il Ceppo, grazie a una bella e panoramicissima cupola erbosa sommitale, meno meritevole il lungo percorso da San Sebastiano che solo a tratti offre qualche panorama mentre a lungo si snoda su noiose sterrate.
Di nessuna valenza le altre vette (a parte l’anticima del Ceppo) meritevoli di una visita solo per fare un percorso diverso al ritorno, sempre che non si abbia paura di perdersi…
In conclusione una gita sicuramente consigliabile, specie d’inverno (la cupola sommitale però è probabile richieda l’uso dei ramponi in giornate meno calde di quella in cui siamo andati), ma che probabilmente risulta più bella (e molto più corta) se fatta con partenza da Colla Langan.




Toraggio Pietravecchia e Grai da San Sebastiano più da vicino



Cime du Diable andando al Ceppo



Missun e Saccarello andando al Ceppo più da lontano



Toraggio Pietravecchia e Valletta salendo al Ceppo



Cime du Diable e Toraggio andando al Ceppo



Cime du Diable e Toraggio andando al Ceppo più da vicino



Cime du Diable andando al Ceppo



Croce vetta Ceppo e Corsica più da vicino



Croce di vetta Ceppo e Corsica più chiara



Serie di crinali fino a Cap Ferrat dal Ceppo più chiara



Monte Oliveto e serie crinali fino a Cap Ferrata dal Ceppo



Grand Capelet e Bego primo piano dal Ceppo più da vicino



Croce vetta Ceppo e Bertrand



Monte Oliveto e serie crinali fino a Cap Ferrata dal Ceppo più da lontano più da sx



Monte Oliveto e serie crinali fino a Cap Ferrata dal Ceppo più da vicino



Cime Du Diable Toraggio Gruppo Bego e Pietravecchia dal Ceppo



Cime Du Diable Toraggio Gruppo Bego e Pietravecchia dal Ceppo più da lontano



Toraggio Grand Capelet e Bego dal Ceppo



Toraggio dal Ceppo



Toraggio dal Ceppo più da sinistra



Pietravecchia con Clapier che spunta dietro dal Ceppo più da lontano



Serie di crinali fino a Tete de Chien dal Ceppo



Cime du Diable e Toraggio dal Ceppo



Gruppo Bego e Pietravecchia dal Ceppo



Ceppo e serie di crinali sullo sfondo



Nebbia montante a serie di crinali scendendo dal Ceppo



Serie di crinali scendendo dal Ceppo più da lontano



Ceppo dall'Oliveto



Clapier e Pietravecchia tornando dal Ceppo



Toraggio e Marittime tornando dal Ceppo



Alberi e nebbiolina sui crinali tornando dal Ceppo più da lontano



Alberi e nebbiolina sui crinali tornando dal Ceppo ancora più da lontano



Baiardo in controluce tornando dal Ceppo



Baiardo in controluce tornando dal Ceppo più scura



Albero secco e serie di crinali dal Garbinee più da destra