Monte Antoroto (2144)




19/03/1995: Valdinferno - Antoroto per canale e cresta nord-ovest


Partecipanti: circa 20 membri del Cai sez. Ligure


Racconto: Partenza da Valdinferno (1213) poco dopo le 8, si notano salendo a sinistra alcuni "buchi" nella montagna di fronte.Dopo poco si incontra già della neve che diventa man mano più profonda, rendendo più faticoso il procedere e facendomi rimpiangere di non aver portato le ghette.
Verso quota 1800, poco sotto la Colla Bassa, si lascia il sentiero per imboccare il canalino nord. Qui ci mettiamo i ramponi e prendiamo la picozza. Il Canalino presenta più neve in fondo e meno verso la cima dove dobbiamo attraversare anche qualche chiazza d’erba, l’inclinazione è di circa 45% e aumenta un po’ in cima.
Io sono terzo di cordata con Giuliano Menoni e Michele Accatino. Fino in cima al canale non ci sono particolari difficoltà, ma l’uscita appare subito difficoltosa. Alcuni scelgono l’uscita a sinistra sulle rocce, ma non sembrano molto soddisfatti della scelta; noi invece proseguiamo in neve sempre più ripida per poi tagliare sotto le rocce (non molto affidabili per tenersi data l’estrema friabilità) a sinistra in un traverso abbastanza stretto e poco affidabile (sembra percorrendolo che da un momento all’altro ci si debba staccare una valanga sotto i piedi), meno male che siamo assicurati da Giuliano, passato il quale, non senza difficoltà per un ingarbugliamento con la cordata di Pastine, raggiungiamo la cresta nord.
Qui iniziano però i problemi veri e propri: la cresta alterna passagi su neve e su roccia almeno di 2° e con i ramponi non è facile procedere su roccia che tra l’altro è di pessima qualità e rischia di franarci sotto i piedi e, anzi, qualche volta lo fa (chissà perchè Pastine alla partenza ha detto che il casco non sarebbe servito). Altro problema è costituito dal fatto che siamo l’ultima cordata e dobbiamo fermarci ad aspettare il passaggio delle altre a volte anche per più di 15 minuti in posizioni scomode e precarie (per fortuna non tira vento e non fa molto freddo, anche se i guanti di Primmer nella neve si congelano e sono costretto a toglierli).
Succede inoltre qualche inconveniente: un rampone automatico di Michele si apre e io devo praticare del contorsionismo per richiuderlo, inoltre devo sganciarmi un attimo dalla cordata per un nuovo intreccio con la corda di Pastine senza contare le difficoltà per recuperare i guanti di Michele e della Loredana nei loro rispettivi zaini.
A qualche decina di metri dalla vetta ci togliamo i ramponi, perchè non c’è più neve, e arriviamo finalmente alle 14,30 circa in vetta. Sono stremato, anche perchè non stavo bene fin dalla partenza, l’influenza quest’anno non se ne vuole andare, ma c’è poco tempo, e noi che siamo gli ultimi ne abbiamo ancora meno; faccio quindi due (si fa per dire) foto al bel panorama, che finalmente posso guardare con tranquillità e riesco a malapena a mangiare qualcosa che si riparte.
La discesa a sud non è difficile ma molto faticosa, per la neve alta più di un metro, dove rotoliamo, scivoliamo, affoghiamo, ma alla fine riemergiamo alla Colla Bassa a 1900 m., dove inizia il sentiero segnato, ma non battuto e continuiamo ad affondare ancora per un pò ma alla fine arriviamo vivi a Valdinferno verso le 16.45.
Io tento di asciugarmi al sole, ma l’impresa è disperata. Da ricordare ancora la sosta al bar di Garessio e il panico di Giuliano (e anche mio per dir la verità), perchè ho perso le chiavi della sua macchina, che però vengono ritrovate prontamente. A Valdinferno 1minuto di silenzio (proposto da Pastine ma non fatto) per l’infortunato e sfortunato Primmer.




Panorama di vetta ovest primo piano su Pizzo d'Ormea e Mongioie